Il legno deformato o contorto può essere uno degli ostacoli più frustranti nella lavorazione del legno. Sia che stiate costruendo mobili, armadietti o semplicemente affrontando un progetto di bricolage, per affrontare tavole incurvate o disallineate è necessario avere le conoscenze e gli strumenti giusti. Fortunatamente, imparando a raddrizzare il legno deformato con tecniche collaudate, pazienza e l'attrezzatura giusta, potrete riportare il vostro legname a uno stato perfettamente utilizzabile.
Prima di tentare di correggere il problema, è essenziale capire perché il legno si deforma e si contorce. La deformazione del legno è dovuta a un contenuto di umidità non uniforme, a un'essiccazione non corretta o alle condizioni di stoccaggio. Quando il legno assorbe o perde umidità in modo non uniforme, si espande o si contrae, dando origine a archi, torsioni o coppe.
Le Cause della Deformazione del Legno
Le cause della deformazione del legno sono varie e complesse. Non è detto che una tavola di legno che non si curva dopo essere stata tagliata non lo faccia in seguito, anche con mesi o centinaia di anni di ritardo, quando il mobile è già stato costruito. Le ragioni principali possono essere chimiche, fisiche o legate al tipo di taglio del legname.
Cause Chimiche
La causa chimica è dovuta all’ossidazione delle resine del legno, il che provoca una contrazione molecolare e quindi del legno. Se l’altro lato della tavola non si ossida allo stesso modo (e non si ossida, se è verniciato o comunque rifinito), si avrà la curvatura. In questi casi, l’unica cura è spesso molto drastica e richiede interventi complessi.
Cause Fisiche
La causa fisica è dovuta quasi esclusivamente a fattori di umidità, che fa espandere il legno, o di calore, che lo fa contrarre. Un contenuto di umidità non uniforme, un'essiccazione non corretta o le condizioni di stoccaggio possono alterare l'equilibrio e causare deformazioni.
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Il legno
Deformazione Legata al Taglio del Legno
Una terza causa di curvatura dipende quasi esclusivamente dal modo in cui il pannello è stato tagliato. Per esigenze di utilizzazione, i tronchi sono segati longitudinalmente e quasi ogni parte, fatta eccezione per la corteccia, viene utilizzata. I tagli avvengono in condizioni diverse:
- Taglio Radiale: Riconoscibile in quanto le linee della venatura sull’asse tagliata risultano praticamente parallele fra di loro. Quando le fibre si contraggono, lo fanno in modo equilibrato; se l’umidità è distribuita regolarmente, non ci sarà una deformazione significativa.
- Taglio Tangenziale: Le venature sono ad arco. Poiché le venature si contraggono più delle fibre di legno, questa configurazione della struttura faciliterà la curvatura.
Prevenzione e Considerazioni Iniziali
Prevenire è sempre meglio che correggere. È fondamentale investire in legno di qualità e correttamente stagionato. Spesso, acquistando materiale da costruzione nei grossi magazzini per il bricolage, ci si trova con prodotti di scarse caratteristiche, soprattutto per quanto riguarda la stagionatura. La stagionatura è un passaggio fondamentale, ma è anche un costo di immobilizzazione, il che porta a trovare listelli che presentano nodi nei punti più odiosi o che non sono perfettamente dritti fin dall'inizio.
Un consiglio importante è: Prima di intervenire, verificate se la deformazione compromette davvero la funzionalità. Lievi imperfezioni possono contribuire al fascino dell’antico. Le deformazioni, le imbarcature e gli svirgolamenti di piani e gambe dei mobili mettono a dura prova l’abilità del restauratore.
Metodi per Raddrizzare il Legno Deformato
I rimedi sono vari, e purtroppo i più facili da eseguire sono anche quelli che offrono i risultati meno soddisfacenti. Nella quasi totalità dei casi, comunque, è necessario smontare dal mobile il pannello da raddrizzare. Le deformazioni lievi possono spesso essere corrette a casa con semplici strumenti e un po' di tempo, mentre quelle gravi potrebbero richiedere l'uso di attrezzature professionali o addirittura la sostituzione del legname.
Metodo 1: Umidità e Pressione
Questo metodo sfrutta la capacità del legno di ammorbidirsi con l'umidità e di mantenere una nuova forma sotto pressione.
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- Inumidire il lato concavo: Utilizzare un flacone spray o un panno umido per inumidire leggermente il lato della tavola rivolto verso l'interno, ovvero quello che si è contratto. Bagnare il lato grezzo del legno può aiutare ad ammorbidire le fibre.
- Fissare la tavola: Posizionate il legno su una superficie piana e stabile e applicate dei morsetti lungo tutta la sua lunghezza, esercitando una pressione che incoraggi il legno a raddrizzarsi.
- Lasciare riposare: Tenete i morsetti per diversi giorni, controllando periodicamente. È fondamentale stringere i morsetti molto lentamente per evitare spaccature. Il serraggio deve essere progressivo: pochi giri ogni due ore, bagnando nuovamente se necessario, fino a raggiungere la planarità (possono servire anche due giorni).
Un metodo che richiede molta pazienza è bagnare il legno con acqua tiepida per fargli riacquistare elasticità, quindi applicare morsetti e tutori rigidi (travetti diritti).
Variante: Sistema dei Pesi
Il sistema dei pesi è particolarmente adatto per ripiani di scaffali o di tavolini abbastanza piccoli. Consiste nello smontare il pannello, capovolgerlo in modo che la curvatura sia verso l'alto, appoggiare le due estremità su mattoni e poggiare un peso (alcuni mattoni) sulla "gobba". Lasciare così per alcuni giorni. Con un po’ di fortuna il pannello si raddrizzerà: se non completamente, almeno in parte.
Metodo 2: Vapore o Calore Localizzato
Il vapore può ammorbidire le fibre del legno, rendendolo più malleabile.
- Preparare una Steam Box: Si tratta di un'installazione fai-da-te in cui si espone il legno deformato al vapore, ammorbidendo le fibre. Tuttavia, il vapore da usare è spesso in forma industriale e richiede macchinari specifici per bloccare il legno. In casa, al massimo, si dispone di vaporelle che potrebbero non essere sufficienti per tavole spesse (es. 4 cm).
- Applicare il vapore o il calore: Tenere la fonte di vapore vicino all'area deformata, tenendola in movimento per evitare che si bruci.
Variante: Spugna e Calore
Questo è un metodo molto radicale, e all’apparenza poco ortodosso, ma può dare buoni risultati. Si tratta di smontare il pannello ricurvo. Poiché la curvatura è facilitata dall’umidità all’esterno della curva, si tratta di ridurre questa umidità, eventualmente equilibrandola con un poco di umidità dall’altra parte del pannello, quella che, rinsecchendosi, si era eccessivamente contratta. Il metodo più semplice consiste nell’inumidire con una spugna la parte troppo secca, mentre l’altro lato del pannello è sottoposto a una «cura del calore» con una serie di normali lampade a distanza ravvicinata (ma non troppo: il legno non deve bruciare).
Lo stesso intervento, durante il periodo invernale, può essere eseguito valendosi dei termosifoni di casa. Questi, ad ogni buon conto, devono essere ricoperti con asciugamani, in modo che non vengano a contatto diretto con il pannello ricurvo. Bisogna appoggiare sul termosifone la parte troppo umida (quella esterna) del pannello, e vedere se questo si raddrizza per conto proprio. In caso negativo, ricorrere alla spugna inumidita, bagnando leggermente l’altra superficie. Nel novanta per cento dei casi, se la curvatura non è eccessiva ed è di carattere fisico (non chimico), questa procedura dà risultati soddisfacenti. Naturalmente questo genere di trattamento ad acqua rovina vernice e lucidatura, che sarà opportuno affrontare in un secondo tempo, quando sarà certo che l’intervento ha avuto successo e non deve essere ripetuto.
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Metodo 3: Contro-curvatura con Morsa e Leva
Questo metodo è particolarmente adatto per le porte dei mobili, soprattutto quelli di cucina che maggiormente risentono dell’umidità. Questa curvatura si può notare facilmente a porta chiusa. Sovente gli angoli sopra e sotto le cerniere sono ancora in posizione quasi perfetta, ma c’è una strana «orecchia» in uno o in entrambi gli angoli dalla parte del pomello o della maniglia.
- Se la porta è a vetri o ha uno specchio, occorre toglierli per evitare eventuali rotture.
- Prendere poi due morsetti a fascia, abbastanza lunghi da poter bloccare il mobile per tutta la sua profondità.
- Aprire la porta e mettere un blocchetto di legno in corrispondenza della maniglia, fra la porta stessa e il telaio della parete.
- Fissare le morse ai due angoli della porta.
- Stringere quello che non era curvo finché è sullo stesso piano del centroporta (dove si era messo il blocco di legno).
- Stringere poi la morsa sulla parte curva andando leggermente oltre quel piano. Si tratta, in altre parole, di stringere facendo una contro curva.
- Lasciare così per un paio di giorni, poi togliere i morsetti. Se l’operazione è riuscita, la porticina è a posto. In caso contrario, ripetere l’operazione.
È possibile che, in un eccesso di zelo, il rimedio sia stato superiore alle necessità. In tal caso ripetere l’operazione, al contrario, per qualche ora.
Metodo 4: Tagli di Sollevamento (Alta Chirurgia)
Questo è il metodo più "sicuro" ma anche il più difficile da eseguire correttamente. Senza contare che può essere sfruttato soltanto per mobili moderni o vecchi: sull’antico varrebbe sì a raddrizzare, ma farebbe perdere ogni valore all’oggetto. Richiede anche un equipaggiamento che va oltre quello a disposizione del "mobiliere" occasionale.
- Si pratica sul retro del piano una serie di tagli paralleli nel senso della venatura, profondi circa 2/3 dello spessore del legno e distanti 2-2,5 cm l’uno dall’altro. In alternativa, si possono operare una serie di solchi, a circa 8-10 cm di distanza l’uno dall’altro, lungo la parte esterna del pannello ricurvo. L’operazione, per riuscire, deve essere molto precisa e deve essere effettuata, in pratica, con una sega circolare elettrica, la cui lama penetri nel legno per almeno la metà del suo spessore. Gli incavi non devono raggiungere le due estremità del pannello, altrimenti (nel caso, per esempio, del piano di un tavolo) sarebbero poi visibili.
- Dopo aver messo in piano la tavola con morsetti e tutori (bagnando sempre il legno), le fessure create dai tagli si saranno leggermente aperte.
- Con quattro morsetti e altrettante sbarre di metallo (che cioè non possano curvarsi) stringere il pannello, che le fessure consentiranno di raddrizzare sotto pressione.
- Quando questo è stato fatto, inserire nelle fessure lunghi listelli di legno incollato, il cui compito sarà di non permettere, dopo che i morsetti saranno stati tolti, una nuova curvatura del pannello.
Variante con Consolidante
Per aumentare le probabilità di successo, una volta raggiunta la planarità, si può applicare sul lato grezzo una soluzione di Paraloid B72.
Metodo 5: Bagnatura e Trazione per Elementi Strutturali
Se la deformazione interessa un piano fissato a una struttura robusta (come il piano di un tavolo), si può intervenire portandolo gradualmente in planarità con l’ausilio di morsetti e travetti robusti. È fondamentale stringere i morsetti molto lentamente per evitare spaccature.
Questo metodo è particolarmente utile per assi di grandi dimensioni o elementi strutturali, dove è quasi impossibile risolvere il problema con mezzi casalinghi perché il legno "ha tirato". Tuttavia, se state montando una tettoia o lavorando con qualcosa di simile e una delle assi dovesse essere completamente fuori allineamento, potete provare questa operazione:
- Innanzitutto, si individua il punto specifico che ha determinato la flessione, che può essere un nodo ma anche semplicemente un punto a densità differente di legname. È piuttosto normale, perché le fibre non sono completamente omogenee. In molti casi ci sono aree che si vedono tranquillamente a occhio nudo, in cui cambiano proprio di larghezza e di orientamento.
- Dovete considerare un’area di interesse che dovrebbe essere all’incirca 3-5 volte la larghezza massima nella direzione di pressione. Per individuare il punto di lavoro e serviranno 3-5 x 12 cm per lato di intervento.
- Il legno può essere reso flessibile bagnandolo. In pratica dovrete avvolgerlo con un panno spugnoso, ad esempio un telo da mare, e versarci sopra una certa quantità di acqua bollente, all’incirca un pentolino a più riprese evitando che si freddi. Dopo circa una mezza giornata di questo tipo di trattamenti il legno dovrebbe essere tornato vagamente flessibile, niente di eccezionale, ma comunque lavorabile.
- I tiranti a vite vi consentono di raddrizzare il legno e di fermarlo in posizione, mentre asciugandosi tornerà a diventare meno flessibile. Ricordatevi che questa cosa funziona soltanto con il palo il più libero possibile. Quindi ci sarà da fare la struttura principale che appoggia parete. Questo punto di leva provvisorio, ad esempio, si può fare con una squadra o una mezza misura.
- Infine dovete provvedere a tirare il più possibile per mettere in posizione l’elemento.
In alcuni casi, potete facilitarvi il lavoro anche aggiungendo lamine di materiale plastico lubrificato, oppure di carbonio.
Importanti Considerazioni Finali
È fondamentale sapere che "asciugandosi il legno le tensioni ritornano e quando togli i morsetti il legno ritorna indietro come una molla." Anche se si riesce a recuperare qualcosa, "è impossibile prevedere esattamente l'entità del ritorno elastico, per cui anche curvare al contrario non ti fornisce la precisione necessaria." Questo è particolarmente vero quando si necessitano tavole perfettamente diritte per giuntarle.
In falegnameria, le tavole si raddrizzano tradizionalmente piallando, tanto è vero che la pialla a filo viene chiamata anche "raddrizzatrice" o con altri equivalenti termini dialettali. Questa soluzione è efficace, semplice e pratica. Rompersi la testa a trovare altre soluzioni è perlomeno vagamente masturbatorio. Anche se metodi come "fissando a sbalzo la tavola, mettendo delle pietre q.b. sull'altra estremità e accendendo un fuocherello sotto" possono funzionare per pezzi piccoli come i manici, non sono adatti per tavole da giuntare dove la precisione è cruciale.