Tra i progetti di design realizzati da Gerrit Rietveld, sicuramente il più noto nonchè uno dei più storici è la “Roodblauwe stoel” nota come Red and Blue chair (trad. Sedia rossa e blu) divenuta manifesto del movimento De Stijl. Creata dal designer e architetto olandese Gerrit Rietveld nel 1917, è una delle icone del movimento artistico De Stijl ed enfatizza semplicità, astrazione e colori primari. Riconosciuta come un oggetto di design rivoluzionario nella storia del design e dell’arte del XX secolo, la Sedia Rossa e Blu si pone non solo come un mobile, ma come simbolo del primo design modernista e della stretta relazione tra arte e design. È una sedia o la scultura di una sedia? Di sicuro è un’opera d’arte. Pur ritrovandola fra le mura domestiche, è uno dei manufatti annoverati nelle arti decorative del Novecento.
Gerrit Rietveld: Il Visionario Architetto e Designer
Figlio di un falegname, Gerrit Rietveld (Utrecht, 1888 - 1964) scopre la passione per il design e l'architettura nel laboratorio del padre. Continua la sua formazione frequentando i corsi serali di disegno architettonico presso il Museo delle Arti Applicate di Utrecht. Nel 1918, quando apre la sua prima bottega, ha già progettato la sua opera più famosa: la Rood Blauwe, la sedia rossa e blu (1917-18), ispirata al movimento De Stijl, che enfatizza l'uso di forme geometriche elementari e colori primari per creare un'arte pura ed essenziale. Rietveld, produttore di mobili e architetto, era un amico di Mondrian, i cui dipinti successivi ricordano da vicino le forme di questa sedia. Protagonista del neoplasticismo e della poetica di De Stijl, Gerrit Rietveld (1888-1964) ha disegnato mobili durante la sua intera carriera, oltre a opere architettoniche come la Casa Rietveld Schröder, patrimonio UNESCO.
La Nascita e l'Evoluzione del Prototipo Originale
La Sedia Rossa e Blu venne disegnata già nel 1917 da Rietveld. I primi esemplari vennero prodotti da Gerard van de Groenekan a Utrecht. La sedia venne concepita inizialmente, nel 1918, in legno di faggio naturale, senza alcuna colorazione. Il prototipo non è stato eseguito nei caratteristici colori rosso e blu, ma è stato lasciato nel colore del legno naturale. Il primo prototipo era in legno di faggio e non era dipinto, e presentava due pannelli laterali in compensato sotto i braccioli.
La Contesa sulle Date di Creazione
Non tutti gli storici dell’arte concordano sulla datazione del primo prototipo della sedia. Alcuni lo collocano nel 1917, altri si riferiscono alle indicazioni di Gerard van de Groenekan, ex dipendente della fabbrica Rietveld, fermamente convinto che sia stata realizzata nell’estate del 1918. Al contrario Marijke Kuper, storica dell’arte e specialista di Rietveld, indica il 1919 come la data esatta.
L'Influenza di De Stijl e l'Introduzione del Colore
I principi di De Stijl si riflettono perfettamente nell'architettura della Casa Rietveld Schröder (1924). La poetica del gruppo De Stijl abbandonava la decorazione, come i movimenti modernisti che si stavano sviluppando in altre zone d’Europa, e cercava rapporti tra gli elementi che fossero proporzionali e armoniosi, ricreando uno spazio ideale. Gli artisti del De Stijl hanno cercato nuove forme astratte per esprimere una visione del futuro, preferendo evitare ogni riferimento allo storicismo e al naturalismo.
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Fu agli inizi del 1920, quando l’architetto Bart van der Leck, membro del movimento De Stijl, vedendo il modello originale, suggerì di aggiungere colori vivaci. Venne quindi realizzato un nuovo modello con struttura dipinta interamente in nero e con aree di colori primari attribuiti al movimento De Stijl. Ma è nel 1923, in piena adesione ai principi del Neoplasticismo, che Rietveld compie il gesto decisivo: lo schienale diventa rosso, la seduta blu, la struttura portante nera con i terminali dei listelli dipinti di giallo. Questa non fu una scelta decorativa, come spiegava il pittore Piet Mondrian, componente più ortodosso del movimento: “c’è bisogno del colore anche per togliere alla natura il suo aspetto naturale: il colore primario puro, piano, ben determinato.” Il colore isola visivamente ogni elemento, ne maschera la materialità costruttiva e trasforma l’arredo in una composizione di piani e linee astratte.
De Stijl
Filosofia e Principi di Design: La Sedia come Scultura Spaziale
Con le parole: “Quando mi siedo, non voglio sedermi come piace alla mia carne seduta, ma piuttosto come si siederebbe il mio spirito seduto, se intrecciasse la sedia per sé stesso”, l’architetto olandese Gerrit Rietveld sintetizza la filosofia dietro la sua opera più celebre: la sedia Rosso-Blu. È un arredo pensato non solo per accogliere il corpo, ma anche per risvegliare la coscienza, perché per Rietveld “sedersi è anche un verbo”, un’azione consapevole, non un abbandono passivo delle membra.
Nella sua essenza costruttiva è un oggetto rivoluzionario: listelli e piani rettilinei assemblati senza mai intersecarsi, lasciando che lo spazio fluisca ininterrottamente attraverso la struttura. Theo van Doesburg, principale promotore del De Stijl, colse immediatamente la portata dell’operazione, affermando: “Le nostre sedie, tavoli e armadi e altri oggetti d’uso sono le sculture astratto-reali dei nostri interni futuri.” La Sedia Rosso-Blu è infatti una scultura spaziale prima ancora che una seduta.
La sua concezione è definita “anticubica” perché rompe i limiti volumetrici della scatola tradizionale: ogni piano e ogni linea interagiscono senza chiudersi in un volume, permettendo allo spazio di attraversare l’oggetto. I terminali gialli dei listelli neri suggeriscono una non-delimitazione, come se le linee proseguissero all’infinito: un principio fondamentale del Neoplasticismo, che aspirava all’universale anziché al particolare. Mondrian stesso aveva dichiarato di voler “costruire linee e combinazioni di colori su una superficie piana, per esprimere la bellezza generale con la massima consapevolezza.”
Rietveld stesso spiegò il suo lavoro: «Lo scopo di questa sedia è quello di semplificare le singole parti, preservare la forma intrinseca nel carattere e negli scopi originari dei materiali utilizzati, quella stessa forma che conduce alla formazione di un’entità armoniosa grazie all’adozione di uno specifico modulo per i vari elementi distinti. La struttura della sedia è tale che si possono collegare fra loro le singole parti senza mutilarle, in modo da evitare che una domini sull’altra coprendola o mettendola in situazione di dipendenza; in questo modo il tutto è libero nello spazio. La forma è nata in virtù del materiale. I criteri aggregativi che ho utilizzato consentono l’utilizzo di listelli di legno.»
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Materiali e Caratteristiche Costruttive
La Red and Blue chair è una poltroncina in faggio tinto nero con schienale rosso e seduta blu in multistrato laccato. Caratterizzata dalla palette rosso, blu, giallo e nero, la famosissima sedia di Rietveld è composta da un telaio di legno di faggio massello, mentre seduta e schienale sono creati con compensato di betulla con multistrato di faggio. Nel 1917 Rietveld rielabora la classica sedia da club, spogliandola da tutti gli elementi decorativi come le tappezzerie e i rivestimenti, per lasciare libera e visibile la sola struttura. Il design della sedia non presenta alcun ornamento, riflettendo i principi neoplastici di De Stijl in un oggetto funzionale e a tre dimensioni.
L'Eredità e l'Impatto sul Design e l'Architettura
Rietveld costruì la sedia utilizzando listelli di formati standard disponibili in commercio, anticipando l’idea che un oggetto di alto valore estetico potesse essere destinato alla produzione in serie. Ma l’impatto più profondo della Sedia Rosso-Blu fu sul pensiero architettonico. Nel 1924, i principi di scomposizione per piani, l’uso dei colori primari e la fluidità spaziale della sedia trovarono scala architettonica nella Casa Rietveld Schröder a Utrecht, un’opera d’arte totale che applicò alla dimensione dell’abitare ciò che la sedia aveva sperimentato alla scala dell’oggetto.
I principi di De Stijl si riflettono perfettamente nell'architettura della Casa Rietveld Schröder (1924), considerata il capolavoro di Rietveld. Grazie alla sedia rosso/blu (1917-18), si arriva alla Casa Schröder (1924), con l'influenza che si estende da Rietveld a Mondrian, Theo van Doesburg e compagni. Dal Neoplasticismo a un modo di connotare non solo l’avanguardia olandese, ma buona parte di un periodo storico. L’influenza si estese ben oltre De Stijl, raggiungendo architetti come Mies van der Rohe e contribuendo a definire i parametri dell’International Style.
Negli anni '30, lo stile di Rietveld si evolve verso un razionalismo più marcato, celebrato in opere come la sedia Zig Zag e il fabbricato del Museo Van Gogh di Amsterdam, che fu ultimato dopo la sua morte. La Sedia Rossa e Blu, come molti altri progetti di Rietveld tra cui la Sedia Steltman e la Sedia Zig Zag, ha una fortissima valenza scultorea che è esaltata anche dalla palette di colori - nero per la struttura, rosso per la schienale, blu per la seduta e giallo per gli elementi di finitura delle assi di legno. La Sedia Rosso-Blu rimane il simbolo della capacità delle avanguardie di trasformare la vita quotidiana attraverso il rigore geometrico e la ricerca della bellezza universale. È un oggetto in cui non ci si siede: ci si confronta.
La Sedia Rossa e Blu nell'Interpretazione di Google Arts & Culture
La scheda di Google Arts & Culture sintetizza bene le qualità dell’opera: «Questo design ha offuscato i confini tra pittura, scultura e architettura. Riducendo la forma a una serie di piani e confini che delineano lo spazio, ma non lo contengono, Rietveld ha cancellato l’isolamento dell’oggetto nello spazio e ha dato movimento alla forma statica. Il suo uso dei colori primari ha negato la forma naturale del materiale e ha oggettivato il tutto. La sedia, considerata da Theo van Doesburg come una «scultura astratta-realistica per gli interni delle nostre case future», è oggi esposta al Museum of Modern Art di New York (MoMA).»
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La Sedia Rossa e Blu Oggi: Collezioni e Riproposizioni
Oggi la sedia di Rietveld è considerata un capolavoro del neoplasticismo, un esempio intramontabile della poetica di De Stijl e il capolavoro dell’architetto olandese. È collezionata dai musei di design più prestigiosi del mondo, come il MoMA di New York, il Vitra Design Museum, la Triennale di Milano e molti altri ancora. La celebre sedia scultorea di Rietveld è prodotta da Cassina nella serie "I Maestri", una collezione che riedita i classici della storia del design; non solo il grande architetto olandese, ma anche altri giganti del design del XX secolo, come Le Corbusier, Charlotte Perriand e Mackintosh.
La produzione Cassina comincia nel 1973 e parte dai progetti originali del maestro olandese rispettando nei dettagli i progetti originali. Ogni Sedia Rossa e Blu originale porta in uno dei listelli inferiori il logo Cassina, il numero di serie e la firma di Rietveld. Cassina, fondata nel 1927 in Brianza dai fratelli Cesare e Umberto, è il punto di riferimento per il design italiano e produce i pezzi iconici del primo design modernista con la linea "I Maestri".