La creazione di un bastone da passeggio è un'arte antica che combina maestria artigianale e profonda conoscenza del legno. Questo processo non solo porta alla realizzazione di uno strumento funzionale e robusto, ma rappresenta anche una connessione con una tradizione secolare. Seguiremo il percorso dalla scelta del materiale fino alla rifinitura, esaminando sia un approccio personale che metodi artigianali più consolidati. Inoltre, approfondiremo l'uso e la storia delle pialle, strumenti indispensabili in questa e molte altre lavorazioni del legno.
Quella dei bastoni da passeggio è una tradizione che risale almeno fin dall'800. Per la maggior parte si trattava di bastoni usati dai pastori e dai contadini nelle loro attività. Si tratta di pezzi generalmente monossili, intagliati nella sola impugnatura e talvolta anche nel fusto, realizzati con diversi legni: frassino, ciliegio, noce, ulivo e acero.
La Selezione e Preparazione del Legno
La scelta del legno è il primo passo fondamentale per la creazione di un bastone robusto e duraturo. Un artigiano cammina nel bosco per scegliere un tronco di frassino da lavorare. Dopo averlo individuato, con una roncola elimina i rami e le foglie presenti, mentre in un secondo momento libera la base del tronco dal terreno circostante con una piccola zappa e taglia la parte superiore del tronco con un coltello seghettato. Infine estrae dal terreno la parte restante del tronco aiutandosi con la roncola e pulisce la base dalle radici e dalla terra.
Nel mio caso, il ramo di ulivo che vedete sotto ha una diam. di circa 49 mm. Ed è stagionato da circa 3 anni. Come già detto (nel primo post) questo legno è abbastanza duro e risponde pienamente alla necessità di robustezza che deve avere un bastone sottoposto a sollecitazioni. Risulta però difficile da lavorare con il coltello, anche se niente è impossibile.
All'interno del laboratorio, l'artigiano sistema orizzontalmente il tronco in una morsa e fissa su di esso un'asticella metallica con un filo di ferro. Grazie a tale filo appende il tronco vicino ad altri all'interno di un ambiente, in modo da mantenerlo perfettamente dritto, e vi segna sopra la data di lavorazione. Prende poi un altro tronco e, appoggiandolo su un ceppo di legno, inizia a togliere con forza la corteccia mediante un'ascia.
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La Sgrossatura e la Piallatura del Fusto
Una volta preparato il tronco, inizia la fase di sgrossatura per dare al bastone la sua forma iniziale. L'artigiano inizia quindi a sgrossare con una pialla il tronco scortecciato rozzamente e lo rifinisce maggiormente in un primo momento con una lima metallica e successivamente con la carta vetrata, lasciando le due estremità con diametri differenti.
Proseguo il lavoro dando di pialla e girando il bastone di volta in volta in maniera da dargli il giusto diametro che nel mio caso è di 25 mm. Quando ho terminato proseguo col carteggiare per farlo arrotondare eliminando gli spigoli che lascia la pialla. Nel mio caso ho usato una levigatrice a nastro, ma si può fare bene anche a mano, è solo questione di tempo.
PIALLARE TAVOLE DEFORMATE. L'importanza del verso della venatura.
Fondamentali della Piallatura Manuale
La piallatura è una tecnica antica e precisa, essenziale per ottenere superfici lisce e le forme desiderate. La pialla manuale in legno deve essere impugnata con due mani: una spinge dal retro, l’altra afferra l’impugnatura e guida l’utensile sul legno. La piallatura serve ad assottigliare o spianare tavole di ogni genere e qualità o a rendere riutilizzabili i pezzetti di legno che un buon fai da te si guarda bene dal buttare.
Uno degli errori più comuni che si possono commettere è piallare contro vena. Individuare la giusta direzione non è difficile. Qualsiasi tipo di legno, purché non sia stato pennellato di vernice, porta sulla superficie dei peli finissimi. Basta accarezzarlo e se si procede dalla parte sbagliata, questi si rizzano anche su tavole già ben levigate. È altresì importante saper sistemare la lama nel ceppo: non deve mai sporgere eccessivamente. La pialla di ferro rappresenta l’evoluzione moderna del tipo in legno.
Le passate vanno date con calma, senza lasciarsi prendere dalla foga. È noto, infatti, che a fine corsa la pressione esercitata dalle mani sulla pialla tende a diminuire e con essa diminuisce per conseguenza anche la profondità della passata; perciò al centro del piano rimangono dei solchi più accentuati.
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La pialla ha misure che variano dai pochi centimetri al mezzo metro. Proprio a seconda delle sue dimensioni, si ha una determinata larghezza d’asportazione del legno. Se si ha a che fare con tavole grezze, che richiedono un notevole sgrossamento, occorre prendere confidenza con il cosiddetto piallone. Fra questi strumenti manuali è il più grosso e robusto della famiglia, ma è poco usato nel bricolage. Lungo una settantina di centimetri circa, è dotato di una lama leggermente arrotondata ai bordi, per scavare senza scheggiare il legno e più in profondità. Muovendolo sul piano, bisogna premere verso il basso con decisione, facendo avanzare anche il busto dietro al suo peso, altrimenti non viene impressa all’azione sufficiente energia. Al contrario, se il pezzo è prossimo al montaggio e va rifinito, si usa il piallino. Data la necessità di avere spigolature perfettamente in squadra, è indispensabile che abbia un filo ben tagliente. La lama deve essere perfettamente affilata ed asportare un truciolo senza strappare il legno.
La Realizzazione dell'Impugnatura e l'Applicazione del Puntale
L'impugnatura è un elemento chiave per la funzionalità e l'estetica del bastone. Terminata la fase di preparazione e ottenuto così il bastone, l'artigiano inizia a scolpire l'estremità dal diametro maggiore. Mediante una sgorbia, uno scalpello e infine un coltello, isola l'impugnatura, che assume un aspetto antropomorfo.
Nel mio progetto, tocca all’impugnatura. Anche questa deve essere smontabile. Seguendo sempre i consigli degli avventurosi ho applicato sulla testa del bastone un raccordo idraulico. Dentro il foro del manico ho messo dell’attak per migliorare la presa.
Il puntale è essenziale per la durabilità e l'efficacia del bastone su diversi terreni. Nel bastone precedente, ogni volta che attraversavo un torrente, mi entrava dell’acqua all’interno del puntale. A questo punto ho applicato il puntale che (cannibalizzando il precedente bastone) ho ricavato dallo strumento che utilizzano i contadini per mettere i semi sul terreno. Suggerimento: per chi volesse utilizzare questo tipo di puntale è opportuno che lo stesso abbia la forma come in questo disegno.
Bilanciamento, Rifinitura e Personalizzazione
I tocchi finali conferiscono al bastone il suo carattere distintivo e ne ottimizzano l'ergonomia. Questo bastone pesa 910 gr contro i 720 del precedente. Per alleggerirlo ho accorciato il manico di circa 3 cm praticandovi anche una specie di foro. Ho accorciato anche il bastone di circa 2 cm e ho completato il tutto con un paio di mani di flatting. Per lo stesso motivo non ho applicato un altro raccordo alla fine del manico (a mò di lancia) che mi avrebbe consentito di allungare il bastone in caso dovessi prendere frutti o altro più in alto del normale. Ecco il lavoro quasi finito confrontato con il manico del precedente bastone.
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La loro impugnatura risulta sempre essere decorata nei modi più vari: semplici riferimenti zoomorfi, antromorfi o fitomorfi, ma anche temi religiosi, storici, simbolici o esoterici.
La Storia e l'Evoluzione delle Pialle in Legno
La pialla è uno degli utensili più antichi e fondamentali nella lavorazione del legno. Sebbene non vi siamo certezze sulle sue origini si reputa che la pialla in legno fosse già conosciuta ed utilizzata ai tempi degli antichi egizi e della civiltà greca. Vi è invece sicura testimonianza che queste pialle venissero costruite ed utilizzate dagli antichi romani. Si trattava di semplici pialle in legno ma anche di alcune tipologie di pialle più complesse, come quelle per modanatura. Purtroppo, il crollo dell’Impero Romano prima ed il Medioevo poi trascineranno nell’oscurità questo tipo di utensile.
Sarà tra il 1700 ed il 1850 che le pialle in legno vivranno la loro massima espansione. Si trattò perlopiù di una produzione fatta da artigiani per gli artigiani, fiorente soprattutto in Stati del Nord Europa come Inghilterra e Olanda. Successivamente, intorno al 1850 e a seguito dello sviluppo industriale, gli USA invasero il mercato con le prime pialle in metallo, che di fatto andranno a sostituire quelle in legno. Da questa breve introduzione si capisce che la storia delle pialle è quasi interamente fatta da pialle in legno. Questo perché anche in tempi antichi era relativamente semplice costruirne una. Traendo spunto dal funzionamento degli scalpelli era solo questione di infilare una lama affilata in un’apertura opportunamente sagomata in un pezzo di legno duro e mantenerla ferma in posizione con un cuneo di legno. Questa forma si è mantenuta pressochè inalterata sino ai giorni nostri.
Le Pialle per Modanature: Creare Profili Architettonici
Le pialle per modanature rappresentano una categoria specializzata, essenziale per la realizzazione di profili decorativi complessi. Come si può intuire dal nome stesso questo tipo di pialle sono specifiche per creare profili sagomati nel legno. Esempi di lavorazioni che possono essere effettuate con questo tipo di pialle sono le cimase in genere, le cornici di quadri o di specchi, i listelli di rifinitura delle ante di alcuni mobili e finestre, i profili interni dei telai di uno sportello, i bordi di un tavolo o di un pensile e comunque un qualsiasi elemento decorativo sagomato si voglia praticare sul bordo del legno. È con questo tipo di pialle che è stato possibile in passato riprodurre sui mobili profili di qualsiasi tipo. Tra questi, tanto per citarne uno, il famoso “becco di civetta”.
Le pialle da modanatura, come tutte le pialle in legno, sono ricavate da pezzi di legno duro, principalmente faggio, ma anche da altri tipi di legno (sempre duro), come il leccio ed in generale dai legni degli alberi da frutto. Il legno utilizzato dovrebbe comunque essere sempre ben stagionato, meglio se tagliato di quarto, a fibra regolare e compatta. Queste caratteristiche aiutano a prevenire i fenomeni di interscambio di umidità con l’ambiente circostante, a cui le pialle in legno sono particolarmente soggette, ed inoltre garantiscono una maggiore resistenza sia contro l’usura a cui sono costantemente sottoposte nel lavoro di sfregamento di legno su legno durante la piallatura, sia ai colpi di martello assestati al corpo pialla allo scopo di rilasciare il cuneo.
La conformazione delle pialle da modanatura differisce sostanzialmente dalle normali pialle. Vi è l’assenza sia del manico posteriore che di quello anteriore, quest’ultimo presente ad esempio nello sbozzino in legno. Presentano quasi sempre nel corpo pialla un’apertura laterale sul fianco destro per l’espulsione del truciolo. Hanno una suola sagomata che replica esattamente la forma della lama che viene montata. Infine la modalità di utilizzo può divergere significativamente a seconda del tipo di pialla che si sta utilizzando. Nei modelli di pialla che creano profili complessi nel legno, la guida parallela e lo stop di profondità sono ricavati direttamente nella suola. In altri modelli, come ad esempio nelle pialle hollows and rounds (profilo concavo e convesso) sia la guida parallela che lo stop di profondità non sono presenti.
Le pialle per modanatura possono creare profili che variano da pochi millimetri fino a svariati centimetri di larghezza. Ovviamente più la pialla è di grosse dimensioni più sarà faticoso farla lavorare sul legno. Per questo motivo talvolta si preferisce, invece di utilizzare una sola pialla con una suola troppo larga e con un profilo complesso, utilizzare una combinazione di pialle più piccole e di diversa forma e dimensione. Perché se è vero che nel corso dei secoli sono state prodotte decine e decine di pialle con i profili più svariati è anche vero che utilizzando insieme pialle di dimensioni più contenute e con profili diversi le possibilità di creare nuove sagome nel legno diventano praticamente infinite. La particolarità delle pialle da modanatura è soprattutto nella forma della suola e della lama. Osservando la suola della pialla, di fronte o sul retro, potremo vederne il profilo. Il profilo della suola rispecchia fedelmente il profilo della lama. Quindi prestiamo sempre attenzione a scegliere la giusta pialla per il corretto profilo che vogliamo praticare, tenendo sempre presente che la sagoma della suola della pialla che vediamo non è quella che otterremo lavorando il legno ma esattamente il suo contrario. Per questo motivo, per ogni tipo di pialla che possediamo, è consigliabile tenere vicino un piccolo pezzo di legno, sul quale avremo ricavato la sagoma del profilo ottenibile da quella pialla, così da avere subito un riscontro visivo.
Le pialle per modanatura presentano anche un’altra particolarità. Non di rado infatti possiamo trovare esemplari che presentano degli inserti in legno duro (solitamente in legno di bosso), facilmente riconoscibili per il diverso colore e forma, inseriti nella suola della pialla (boxing). Questi listelli possono essere di varia forma e grandezza ed anche la tipologia di inserimento può divergere. Molto particolare e bello a vedersi è l’inserto a coda di rondine scorrevole. L’aggiunta di questi listelli in legno duro perseguiva lo scopo di prevenire l’usura della suola, sottoposta a continuo logorio, con la possibilità di poter essere sostituiti una volta consumati.
I Profili Classici delle Modanature
Esistono numerosi profili classici che possono essere realizzati con le pialle da modanatura, ognuno con caratteristiche uniche.
Volendo comunque elencare i profili classici maggiormente diffusi potremmo indicare i seguenti:
- Concavo, detto anche cavetto o cimbia. È un quarto di circonferenza ottenibile con una pialla con profilo convesso (round).
- Convesso, detto anche ovolo o echino. È un quarto di circonferenza ottenibile con una pialla con profilo concavo (hollow).
- Astragalo a profilo concavo. È una semicirconferenza ottenibile con una pialla con profilo convesso (round).
- Gola. Di forma sinusoidale, formata da profili concavi e convessi consequenziali di un quarto di cerchio. Esiste la variante dritta (o lesbia) e rovescia (o dorica). È ottenibile con pialle per modanatura con lame opportunamente sagomate.
- Scozia. Con profilo concavo, un arco di circonferenza variabile e con asse non centrato. È ottenibile con pialle con profilo convesso con la suola con angolo di spring.
- Toro. È un profilo a sezione convessa di varia grandezza. La parte di circonferenza può essere simmetrica o meno. È ottenibile con pialle con profilo concavo con lame opportunamente sagomate.
- Listello o filetto. A differenza degli altri profili è a sezione quadrata e può assumere la forma di un rilievo o di un canale.
Salvo qualche rara eccezione tutti i profili delle pialle per modanatura possono definirsi variazioni sul tema e riconducibili ai profili classici riportati sopra. Nelle modanature dei mobili d’epoca e nelle cornici antiche era di solito presente un solo tipo di profilo. Talvolta però, se le dimensioni lo permettevano, era possibile praticare anche più tipologie di profilo insieme usando all’occorrenza una sola pialla la cui lama potesse ricomprendere due diversi stili architettonici.
Le Pialle "Hollows and Rounds"
Seppure le pialle da modanatura complesse, ovvero quelle in grado di creare profili elaborati nel legno, siano quelle di maggior fascino, le pialle maggiormente utilizzate, almeno in origine, furono quelle denominate hollows and rounds. Questo per la loro relativa semplicità di utilizzo, velocità di affilatura, ed estrema versatilità nel poter creare forme curve nel legno semplicemente alternando il profilo concavo e convesso. Inoltre erano estremamente utili per rimuovere preventivamente e velocemente il materiale prima di finire il lavoro con la pialla della sagoma desiderata. Questa tipologia di pialle merita un piccolo approfondimento.
Le pialle per modanatura hollows and rounds si traducono in italiano come pialle concave e convesse. La terminologia concavo e convesso indica la forma della suola e non il profilo ottenibile sul legno (anche se negli USA spesso si indica il contrario). Quindi quando si parla di una pialla hollow sarà una pialla con suola e lama a profilo concavo in grado di praticare profili di forma convessa. Quando si parla di una pialla round sarà una pialla con suola e lama a profilo convesso in grado di praticare profili di forma concava.
Molto diffuso (ed oggi ricercato dai collezionisti) era il set comprendente 18 paia di pialle (full set) di svariate raggiature ma anche il set più piccolo da 9 paia (half set). Questo tipo di pialle sono in grado di ricavare circa un quarto di cerchio nel legno. La loro particolarità sta nel fatto che non sono provviste di battuta laterale e stop di profondità. Quindi le rende adatte a lavorare non solo sul fianco di un pezzo ma su qualsiasi faccia del pezzo e dando la possibilità di intervenire da ambo le direzioni di piallatura. Può tornare utile in questi casi aiutarsi con un listello di legno che faccia da riscontro e da battuta al fianco della pialla così da poterla mantenere sempre nella stessa posizione. Queste pialle sono volgarmente chiamate bastoni anche se, volendo essere precisi, bastone è solo la pialla con profilo convesso mentre si chiama forcella (dalla forma della lama) la pialla con profilo concavo. Volendo acquistarle su Ebay bisogna prestare particolare attenzione alla misura della lama in quanto, se la coppia non è stata realizzata dallo stesso produttore, possono esserci piccole differenze in termini di raggiatura della lama.
Gestione e Restauro delle Pialle a Profili Complessi
Molto di quanto detto sino ad adesso per le pialle a profilo concavo e convesso vale anche per le pialle in grado di riprodurre profili complessi, ovvero quelle in grado di creare modanature con più profili classici contemporaneamente. Talvolta questo era possibile con pialle a profilo complesso di dimensioni notevoli, che potevano arrivare a misurare svariati centimetri di larghezza. Quando si ha a che fare con pialle con i profili classici e quindi con suole particolarmente elaborate, il problema è quello che ci si possa trovare con una suola non perfettamente planare (in lunghezza o in larghezza) o con un profilo non più corrispondente a quello della lama in dotazione. In questi casi bisogna intervenire sul corpo pialla o sulla lama stessa, cercando ove possibile di ovviare al problema. Se il profilo è danneggiato oppure i rilievi sono troppo smussati e irregolari, risulta molto difficile poter intervenire con il restauro, anche se si può comunque tentare. Tra tutti i difetti riscontrabili penso che quello del profilo della suola usurato sia comunque il più grave in assoluto.
Se la lama risulta troppo spostata lateralmente verso sinistra rispetto al profilo si può cercare di intervenire limando con attenzione il fianco destro della lama e cercare così di riportarla in asse, oppure provare ad intervenire direttamente nella gola che ospita il cuneo e la lama creando un ulteriore spazio laterale in grado di ospitare il fianco della lama. Se la lama fosse invece spostata troppo verso destra rispetto al profilo della suola si può tentare di inserire uno spessore nella gola sul fianco destro. Se il cuneo fosse troppo lento si può tentare di ricostruirlo nella parte usurata oppure crearne uno nuovo.
Il problema principale di questo tipo di pialle è che quelle in circolazione sono quasi tutte di origine anglosassone e quindi acquistabili usate esclusivamente on line su siti specializzati o su Ebay.co.uk. In quest’ultimo caso molto spesso le descrizioni fornite dal venditore sono approssimative, vuoi un po’ per disonestà, vuoi per effettiva ignoranza riguardo le caratteristiche tecniche di ciò che si vende. In linea generale si può dire che quasi tutte le pialle usate avranno sicuramente bisogno di una buona pulizia con acqua e sapone o acqua e aceto. Quindi un paio di mani di olio (di lino cotto o crudo ad esempio) intervallate con carta abrasiva fine o lana di acciaio e per finire una passata di cera neutra.
Per una datazione approssimativa, come accennato precedentemente le pialle per modanatura, almeno le prime che vennero prodotte, riportavano impresso sul fronte e/o sul retro del corpo pialla il timbro del produttore che spesso era una famiglia di artigiani. I primi produttori londinesi del ‘700 furono Wooding, Cogdell, Jennion, ai quali nel tempo se ne aggiunsero altri come Moseley e Sym. Con il tempo però i falegnami che utilizzavano le pialle hanno iniziato ad imprimere anche le loro proprie iniziali sul corpo pialla, talvolta andando a coprire il marchio del produttore originario. Molto spesso con il tempo questi marchi sono diventati illeggibili e questo ne rende ancora più difficoltosa una loro datazione. In linea di massima però le pialle più antiche dovrebbero avere il nome del produttore impresso all’interno di un riquadro. Un modo per riuscire a datare in modo approssimativo una pialla da modanatura ed eventualmente scoprirne anche la nazionalità è la forma del cuneo in legno. Ammesso che il cuneo sia ancora quello originale, la forma più rotondeggiante della testa ed una gola più pronunciata sono indizi che la pialla potrebbe essere molto vecchia. Con il tempo infatti la forma del cuneo si è trasformata, variando da tondeggiante a quasi ovale.
Per ulteriori approfondimenti e riferimenti storici dettagliati, sono consigliati i seguenti testi, seppur in lingua inglese: British Planemakers from 1700 di W.L. Goodman seconda edizione, Mouldings in practice di M.S. Bickford, e The Wooden Plane di J.M.
Pialle Commerciali e Lame Personalizzate
Nel contesto moderno, le esigenze di lavorazione del legno possono richiedere soluzioni personalizzate. Nessuna delle pialle commerciali disponibili è dotata delle lame presenti in questa pagina. Inoltre è possibile personalizzare la forma da dare alla pialla. Sono anche disponibili progetti da seguire, se lo si desidera, oppure adattarne uno, utilizzandolo come base per il proprio progetto. Le lame che proponiamo vengono prodotte da Ron Hock in California, e sono state sviluppate in collaborazione con il James Krenov’s Fine Woodworking Studio a Fort Bragg. Le lame sono lunghe 90 mm e spesse 4.8. Lame così robuste non vibrano né si flettono, anche con le passate più pesanti. In confronto alle altre lame sono semplicemente imbattibili.
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