La corretta giunzione e sovrapposizione delle travi in legno sono aspetti fondamentali nella costruzione e nel restauro, garantendo stabilità strutturale e un'estetica curata. La scelta del metodo e degli strumenti adeguati è cruciale per la riuscita del lavoro.
Realizzazione di una Giunzione Longitudinale
Il seguente esempio applicativo mostra come poter unire longitudinalmente le travi in un nuovo taglio. Nel caso di una sostituzione parziale in un vecchio edificio, è ovvio che l'esatta procedura per realizzare la giunzione longitudinale di travi in legno dipende fortemente dalle condizioni locali, dallo spazio disponibile e dalle sezioni del legno. L'esempio applicativo che segue illustra la situazione nel caso di un nuovo taglio. L'esempio applicativo spiega esattamente quali passaggi sono necessari per realizzare una giunzione longitudinale, dal taglio all'esecuzione di denti fino al montaggio di perni filettati.
Preparazione e Strumenti Necessari
Per la realizzazione di queste giunzioni, le travi si possono unire longitudinalmente utilizzando il giusto utensile. Per farlo si utilizzano seghe circolari portatili, trapano avvitatore a batteria e levigatrice orbitale. Prima di poter unire longitudinalmente le travi, è necessario anzitutto tracciarle. Il disegno della faccia inclinata con gancio deriva dallo spessore del legno. Per la lunghezza della sovrapposizione longitudinale si è scelto uno spessore del legno triplo (3xh).
Fasi di Lavorazione per la Dentatura
Una volta effettuate le marcature, è possibile procedere al taglio e alla sagomatura. Ora è possibile effettuare il taglio con la sega circolare. Per realizzare la dentatura vengono anzitutto eseguiti intagli sulle linee di limitazione. Questo lo si può realizzare molto facilmente con la sega circolare abbinata al binario per tagli diagonali. La zona centrale della dentatura può essere rapidamente appiattita con il disco di regolazione scanalatura. A tale scopo è necessario smontare la lama e montare il disco di regolazione scanalatura seguendo le istruzioni d'uso. Adesso, dopo aver impostato la profondità di fresatura, abbinando il binario per tagli diagonali si può fresare la dentatura.
Tipologie di Collegamento e Ancoraggio delle Travi
Oltre alle giunzioni longitudinali, è fondamentale considerare come le travi in legno si connettono ad altri elementi strutturali, come quelli in cemento armato (c.a.). Le verifiche da svolgere dipendono dal tipo di connessione che si intende realizzare, infatti sono diverse le tipologie di collegamento trave in legno/elemento in c.a. che si possono mettere in opera.
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A titolo esemplificativo e non esaustivo la trave in legno può essere appoggiata e fissata con un perni/piastre/angolari (si rimanda all’articolo “Particolari costruttivi: fissaggio degli elementi lignei di copertura” pubblicato su “Murature Oggi” n. 96 - Settembre 2007), può essere ancorata lateralmente al cordolo tramite una piastra/scarpa in acciaio. Alcune volte ho appoggiato i legni su scarpetta in acciaio ancorata alle travi tramite perni. Io mi "accontento" di un perno passante (25 - 30 mm) il legno è ancorato a resina. Se le travi sono disposte a terzera si può usare una squadretta in acciaio.
È stato sollevato un quesito significativo: "Mi chiedevo quale fosse il miglior materiale da interporre fra trave in legno (legno massiccio uso trieste) e trave in ca, e quale poteva essere la miglior logica per "ancorare" la trave in legno al fine di impedirne lo sfilamento." Questa domanda evidenzia la complessità delle interazioni tra materiali diversi e la necessità di soluzioni di ancoraggio efficaci.
Tabella Comparativa delle Connessioni Comuni
| Tipo di Connessione | Descrizione | Materiali/Componenti |
|---|---|---|
| Appoggio e Fissaggio | Collegamento di trave in legno ad elemento in c.a. | Perni, piastre, angolari |
| Ancoraggio Laterale | Fissaggio della trave al cordolo in c.a. | Piastra o scarpa in acciaio |
| Perno Passante | Ancoraggio robusto tra legno e cemento | Perno (25-30 mm), resina |
| Squadretta in Acciaio | Per travi disposte in terzera | Squadrette in acciaio |
| Staffa a Scomparsa | Connessione estetica e resistente tra travi in legno | Staffa in alluminio, spinotto autoforante BSD |
Connessioni a Scomparsa con Prodotti Specifici
Le soluzioni moderne offrono anche opzioni per connessioni esteticamente gradevoli e ad alte prestazioni. Ecco come realizzare una connessione tra una trave in legno principale e una secondaria con staffa a scomparsa in alluminio e spinotto autoforante BSD. Ti è mai capitato di dover connettere travi in legno con una staffa a scomparsa? Se ti sembra un’operazione complessa e particolarmente difficile, è perché non hai mai usato i prodotti Würth! Qualche passaggio del procedimento risulta ancora poco chiaro? Allora prova a dare un’occhiata alle varie fasi di lavorazione che trovi qui di seguito.
Prodotti Chiave per Giunzioni a Scomparsa
Quali prodotti usare per una giunzione a scomparsa di travi in legno? Lo Spinotto autoforante ad avvitamento BSD è un prodotto davvero unico nel suo genere. Quali sono le sue principali particolarità? È autoforante: la speciale punta permette di forare in un’unica operazione sia il legno sia l’alluminio (fino a 6 mm di spessore) senza necessità di preforatura. Lo spinotto può essere utilizzato al posto dei classici perni lisci o di altri spinotti presenti sul mercato. Per un collegamento impeccabile, consigliamo di usare una staffa in alluminio a scomparsa delle dimensioni adeguate alle travi su cui stai lavorando. Questo prodotto ha un’alta resistenza al fuoco ed è adatto anche in atmosfere aggressive, come quelle delle zone industriali. Nel video, per fissare la staffa sono state usate le viti truciolari a testa cilindrica bombata ASSY 4.0.
Giunzioni a scomparsa per legno: come unire due travi | Würth
Considerazioni Strutturali e di Progetto
La progettazione delle strutture in legno richiede un approccio rigoroso, soprattutto quando si tratta di travi composte o con luci significative. Il calcolo delle travi lignee composte può essere eseguito applicando l’analisi semplificata riportata nell’appendice B della norma UNI EN 1995-1-1. Tale metodo di progettazione per elementi composti assemblati meccanicamente in modo cedevole è basato sulla teoria dell’elasticità lineare (teoria di Moehler). In questa sede non è possibile riportare una trattazione completa del problema. Si rimanda a quanto contenuto nel testo "Piazza M., Tomasi R., Modena R. (2005), Strutture in legno - Materiale, calcolo e progetto secondo le nuove normative europee, Ulrico Hoepli Editore, Milano".
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In alcuni contesti, le richieste estetiche si uniscono a quelle strutturali. Ad esempio, è stato menzionato: "Mi è stato chiesto di realizzare un sistema di travi utilizzando legno di larice massiccio, queste travi hanno luce pari a mt. 10 e hanno solo fine estetico." Questo sottolinea l'importanza di considerare sia l'aspetto funzionale che quello visivo nel progetto.
Un'altra situazione comune riguarda l'integrazione di strutture in legno con quelle esistenti in cemento armato: "Il cliente vuole il tetto in legno, lo vuole a struttura in cls pressocché ultimata, si tratta quindi di fare le travi inclinate come le falde e poggiarci sopra le travi di legno, eventualmente delle capriate dove le luci sono eccessive." Questo scenario evidenzia la necessità di soluzioni flessibili e ben ingegnerizzate per adattarsi alle condizioni del cantiere.
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