Tutte le opere edili devono essere concepite e realizzate in modo da garantire la sicurezza di persone, animali domestici e cose. Il legno, in particolare il legno lamellare, è un materiale sempre più diffuso nelle costruzioni strutturali, ma il suo impiego richiede il rispetto di specifiche normative e l'ottenimento di precise certificazioni per assicurare la sua idoneità e sicurezza.
Che cos'è il Legno Lamellare Strutturale?
Il legno lamellare è un prodotto ottenuto per solo incollaggio, sotto adeguata pressione di tavole di legno massiccio classificate, a vista o a macchina, secondo la resistenza e disposte a strati (almeno 3) inclinati a 90° fra di loro in modo da ottenere pannelli adatti all’uso strutturale nelle sole classi di servizio 1 e 2 (UNI EN 1995-1-1). Diverso è invece il discorso per quanto riguarda tutti i pannelli a strati incrociati confezionati con metodi diversi dall’incollaggio.
Il Quadro Normativo di Riferimento
La produzione, la lavorazione, la fornitura e l'utilizzazione dei prodotti di legno e dei prodotti a base di legno per uso strutturale dovranno avvenire in applicazione di un sistema di assicurazione della qualità e di un sistema di rintracciabilità che copra la catena di distribuzione dal momento della prima classificazione e marcatura dei singoli componenti e/o semilavorati almeno fino al momento della prima messa in opera. I materiali e prodotti a base di legno per usi strutturali devono essere qualificati secondo le procedure di cui al § 11.1 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC).
Per l’applicazione del caso C) del punto 11.1 delle NTC si fa riferimento alle Linee Guida per l’impiego di prodotti, materiali e manufatti innovativi in legno per uso strutturale approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) e Marcature CE
Il nuovo testo del par. 11.7 delle NTC riprende, aggiornando le Norme con quanto previsto dal Reg. UE 305/2011 e dal D.Lgs. 106/2017. In particolare, e in riferimento a quanto definito dal par. 11.7.10, la marcatura CE è un aspetto cruciale. Per l’applicazione dei coefficienti parziali di sicurezza, la nuova Circolare Esplicativa, riprendendo indirettamente quanto indicato dalla JCSS, riporta al par. C.4.4.6.1 della Tabella 4.4.III delle NTC i valori del coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale.
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I valori appartenenti alla colonna "A" possono essere sempre adottati; i valori riportati in colonna "B" possono essere adottati purché i materiali utilizzati siano prodotti secondo un sistema di qualità e quindi certificati secondo la lettera A) o C) (ETA) di cui al par. 11.1 delle NTC. Quindi, nel caso di elementi incollati (quali ad es. legno lamellare e X-lam), oggetto di marcatura CE secondo le rispettive specifiche tecniche applicabili da cui risulti un controllo continuativo della produzione, questi possono essere attribuiti alla colonna B della tab. 4.4.III attraverso la documentazione accompagnatoria.
Il fabbricante deve assicurare un sistema di controllo della produzione in fabbrica, tale da poter attribuire al prodotto i coefficienti parziali di sicurezza di cui al par. 4.4.6 delle NTC.
La Relazione a Struttura Ultimata: Un Documento Fondamentale
La relazione a struttura ultimata è un documento tecnico obbligatorio che deve essere redatto e depositato al termine dei lavori di costruzione di qualsiasi opera strutturale. Questo documento fondamentale attesta che le opere strutturali di un edificio o di un intervento sono state completate in conformità al progetto approvato e alle normative vigenti. Si tratta, quindi, di un documento molto complesso e delicato, che sottintende varie responsabilità da parte del firmatario.
Chi Firma e Cosa Attesta?
Il direttore dei lavori firma la relazione a struttura ultimata. Per tutta la durata dei lavori ed in particolare durante le fasi salienti degli stessi, dichiara di aver effettuato accurati controlli sulla disposizione delle armature metalliche, sulla tipologia dei materiali impiegati, sulla correttezza delle operazioni di disarmo e sulla corrispondenza delle dimensioni dei diversi elementi strutturali, verificandone la conformità alle previsioni di progetto.
Nello specifico, i materiali impiegati, sono stati sottoposti ai previsti controlli di accettazione il cui esito deve essere riportato nel relativo paragrafo. Il direttore dei lavori dichiara, infine, di aver adempiuto agli obblighi previsti dal D.P.R. 380/2001, parte II, capo II. Successivamente la relazione, con i relativi allegati, viene trasmessa, tramite PEC allo Sportello Unico per l’Edilizia competente. Copia della stessa, con l’attestazione dell’avvenuto deposito, unitamente agli allegati di cui sopra, viene trasmessa al Collaudatore.
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Importanza della Relazione a Struttura Ultimata
Lo scopo primario della relazione a struttura ultimata è quello di attestare la conformità delle opere strutturali al progetto approvato e alle normative vigenti in materia di sicurezza e collaudo. Questo documento riveste un’importanza fondamentale in quanto:
- dichiara la conformità delle opere strutturali al progetto depositato e alle normative vigenti, fornisce una garanzia che il progetto sia stato eseguito secondo le specifiche stabilite e che soddisfi i requisiti di sicurezza richiesti dalle leggi vigenti;
- fornisce informazioni dettagliate sulle caratteristiche e le proprietà dei materiali utilizzati: è fondamentale avere una traccia accurata dei materiali impiegati durante la costruzione per garantire la qualità e la durabilità delle strutture;
- descrive le prove e i collaudi eseguiti sulle strutture: le verifiche e i test condotti sulle strutture durante e dopo la costruzione sono documentati nella relazione per confermare che gli standard di qualità e sicurezza siano stati rispettati;
- assicura la sicurezza dell’opera e la sua capacità di resistere ai carichi previsti, fornisce una valutazione della capacità strutturale dell’edificio, garantendo la sicurezza delle persone che lo utilizzeranno e la sua resistenza agli agenti esterni.
Termini di Consegna e Sanzioni
Il direttore dei lavori deve depositare in duplice copia al Genio Civile la relazione a strutture ultimate entro 60 giorni dalla fine dei lavori, esponendo:
- i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi dai laboratori autorizzati;
- per le opere in conglomerato armato precompresso, ogni indicazione inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa in coazione;
- l’esito delle eventuali prove di carico, allegando le copie dei relativi verbali firmate per copia conforme.
Delle due copie della relazione, una sarà conservata agli atti del Genio Civile e l’altra, con l’attestazione dell’avvenuto deposito, sarà restituita al direttore dei lavori che provvederà a consegnarla al collaudatore unitamente ad una copia del progetto. Le disposizioni suddette non si applicano alle opere costruite per conto dello Stato e/o per conto delle regioni, delle province e dei comuni, aventi un Ufficio tecnico con a capo un ingegnere.
Se la relazione a struttura ultimata viene depositata oltre il termine dei 60 giorni, si parla di relazione a struttura ultimata tardiva. In questo caso il direttore dei lavori che non ha provveduto alla consegna o l’ha fatto in ritardo è punito con l’ammenda da 41 a 206 euro.
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Costo della Relazione a Struttura Ultimata
Il costo della relazione può variare significativamente a seconda di diversi fattori, tra cui la dimensione e la complessità della struttura, la localizzazione geografica, le normative locali e regionali, nonché la professionalità del tecnico incaricato. In generale, il costo della relazione a struttura ultimata può essere influenzato dai seguenti fattori:
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- dimensione e complessità della struttura: edifici più grandi o complessi possono richiedere una maggiore quantità di lavoro e risorse per la redazione della relazione, il che potrebbe aumentare il costo complessivo;
- esigenze specifiche del progetto: se il progetto richiede analisi strutturali avanzate, test specifici o una documentazione dettagliata, ciò potrebbe comportare costi aggiuntivi;
- normative locali e regionali: le normative locali e regionali possono influenzare i requisiti e le procedure necessarie per la redazione della relazione, il che potrebbe incidere sul costo complessivo;
- servizi aggiuntivi: alcuni professionisti potrebbero offrire servizi aggiuntivi come l’assistenza durante il processo di approvazione o la consulenza tecnica, che potrebbero essere inclusi nel costo totale o addebitati separatamente.
Proprietà e Qualificazione dei Materiali in Legno
I valori caratteristici di resistenza di un tipo di legno sono i valori del frattile 5% della distribuzione delle resistenze, ottenuti sulla base dei risultati di prove sperimentali effettuate con una durata di 300 secondi su provini all’umidità di equilibrio del legno corrispondente alla temperatura di 20 ±2 °C ed umidità relativa dell’aria del 65 ± 5%. Per il modulo elastico, si fa riferimento sia ai valori caratteristici di modulo elastico corrispondenti al frattile 5% sia ai valori medi, ottenuti nelle stesse condizioni di prova sopra specificate.
Legno Massiccio
La produzione di elementi strutturali di legno massiccio a sezione rettangolare dovrà risultare conforme alla norma europea armonizzata UNI EN 14081-1 e recare la Marcatura CE. Qualora non sia applicabile la marcatura CE, i produttori di elementi di legno massiccio per uso strutturale devono essere qualificati con le procedure di cui al § 11.7.10.
Il legno massiccio per uso strutturale è un prodotto naturale, selezionato e classificato in dimensioni d’uso secondo la resistenza, elemento per elemento, sulla base delle normative applicabili. I criteri di classificazione garantiscono all’elemento prestazioni meccaniche minime statisticamente determinate, senza necessità di ulteriori prove sperimentali e verifiche, definendone il profilo resistente, che raggruppa le proprietà fisico-meccaniche, necessarie per la progettazione strutturale. La classificazione può avvenire assegnando all’elemento una Categoria, definita in relazione alla qualità dell’elemento stesso con riferimento alla specie legnosa e alla provenienza geografica, sulla base di specifiche prescrizioni normative.
Per la determinazione della resistenza a flessione, l’altezza della sezione trasversale del campione di prova è pari a 150 mm, mentre per la determinazione della resistenza a trazione parallela alla fibratura, il lato maggiore della sezione trasversale del campione di prova è pari a 150 mm. Per elementi con dimensioni inferiori, i valori caratteristici possono essere incrementati tramite il coefficiente moltiplicativo kh, così definito:
kh = (150/h)^0.2
essendo h, in millimetri, l’altezza della sezione trasversale dell’elemento inflesso oppure il lato maggiore della sezione trasversale dell’elemento sottoposto a trazione.
Legno Strutturale con Giunti a Dita
Ai prodotti con giunti a dita, in assenza di specifica norma europea armonizzata, si applica il p.to C del paragrafo 11.1 delle NTC. Il controllo della produzione deve essere effettuato a cura del Direttore Tecnico della produzione, che deve provvedere alla trascrizione dei risultati delle prove su appositi registri di produzione.
I singoli elementi utilizzati per la composizione del legno strutturale con giunti a dita dovranno soddisfare i requisiti minimi della norma europea armonizzata UNI EN 14081-1 al fine di garantirne una corretta attribuzione ad una classe di resistenza. Inoltre il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in coerenza con le norme UNI EN ISO 9001 e certificato da parte di un organismo terzo indipendente.
Legno Lamellare Incollato e Legno Massiccio Incollato
Gli elementi strutturali di legno lamellare incollato e legno massiccio incollato debbono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 14080 e recare la marcatura CE. Le singole tavole, per la composizione di legno lamellare, dovranno soddisfare i requisiti della norma europea armonizzata UNI EN 14081-1 al fine di garantirne una corretta attribuzione ad una classe di resistenza. Per classi di resistenza delle singole tavole superiori a C30 si farà riferimento esclusivo ai metodi di classificazione a macchina. Le singole lamelle vanno tutte individualmente classificate dal fabbricante come previsto al § 11.7.2 delle NTC.
Per la determinazione della resistenza a flessione, l’altezza della sezione trasversale del campione di prova è pari a 600 mm, mentre per la determinazione della resistenza a trazione parallela alla fibratura, il lato maggiore della sezione trasversale del provino è pari a 600 mm. Per elementi con dimensioni inferiori, i valori caratteristici possono essere incrementati tramite il coefficiente moltiplicativo kh, così definito:
kh = (600/h)^0.2
essendo h, in millimetri, l’altezza della sezione trasversale dell’elemento inflesso oppure il lato maggiore della sezione trasversale dell’elemento sottoposto a trazione.
Pannelli a Base di Legno e Altri Prodotti Derivati
I pannelli a base di legno per uso strutturale, per i quali si applica il caso A di cui al §11.1 delle NTC, debbono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 13986. Per la valutazione dei valori caratteristici di resistenza, rigidezza e massa volumica si può fare riferimento alle norme UNI EN 12369-1 (OSB, pannelli di particelle e pannelli di fibra), UNI EN 12369-2 (pannello compensato) e UNI EN 12369-3 (pannelli di legno massiccio con spessore inferiore a 80 mm).
Per gli altri prodotti derivati dal legno per uso strutturale, non coperti da norma armonizzata, si applica quanto riportato ai punti C del paragrafo 11.1 della presente norma.
Adesivi e Elementi Meccanici di Collegamento
Gli adesivi per usi strutturali devono produrre unioni aventi resistenza e durabilità tali che l’integrità dell’incollaggio sia conservata, nella classe di servizio assegnata, durante tutta la vita prevista della struttura. Gli adesivi fenolici ed amminoplastici devono soddisfare le specifiche della norma UNI EN 301:2013. Adesivi poliuretanici e isocianatici devono soddisfare i requisiti della UNI EN 15425:2017.
Tutti gli elementi di collegamento (metallici e non metallici quali spinotti, chiodi, viti, piastre, ecc.) devono essere idonei a garantire le prestazioni previste dalle presenti norme ed in particolare, in presenza di azioni sismiche, al § 7.7.5.2 delle NTC. Ai suddetti dispositivi meccanici, si applica quanto riportato ai punti A) o C) del §11.1 delle NTC.
Durabilità del Legno e Derivati
Al fine di garantire alla struttura adeguata durabilità, si devono considerare la classe di servizio prevista, la destinazione d’uso, le condizioni ambientali, la composizione e le proprietà dei materiali, la forma degli elementi strutturali, la qualità dell’esecuzione, le misure di protezione e la manutenzione programmata. Il legno ed i materiali a base di legno devono possedere un’adeguata durabilità naturale per la classe di rischio prevista in servizio, oppure devono essere sottoposti ad un trattamento preservante in accordo alla UNI EN 15228:2009.
La norma UNI EN 350-1 fornisce indicazioni sui metodi per la determinazione della durabilità naturale e i principi di classificazione delle specie legnose. La UNI EN 460 fornisce una guida alla scelta delle specie legnose in base alla loro durabilità naturale nelle classi di rischio così come definite all’interno della UNI EN 335. Le specifiche relative alle prestazioni dei preservanti per legno ed alla loro classificazione ed etichettatura sono indicate nelle norme UNI EN 599-1 e UNI EN 599-2.
Centri di Lavorazione e Attestati di Qualificazione
Gli stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base per dare loro la configurazione finale in opera (intagli, forature, applicazione di piastre metalliche, etc), sia di legno massiccio che lamellare, sono da considerarsi a tutti gli effetti dei Centri di lavorazione. Come tali devono documentare la loro attività al Servizio Tecnico Centrale, il quale, ultimata favorevolmente l’istruttoria, rilascia un Attestato di denuncia di attività, recante il riferimento al prodotto, alla ditta, allo stabilimento, al marchio.
Ogni Centro di lavorazione deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (anche mediante etichettatura etc.) su ogni elemento lavorato. L’attestato di Denuncia Attività è quindi da considerarsi come parte integrante della documentazione accompagnatoria.