Pulizia e Manutenzione del Teak: Guida Dettagliata all'Uso della Candeggina e Altri Metodi

La pulizia del pozzetto o della coperta in teak della barca è un'operazione indispensabile da effettuare almeno una volta all'anno, sia per l'estetica che per garantire una maggiore durata al legno. È un'operazione lunga e faticosa, tuttavia è indispensabile effettuarla non solo per un fatto estetico, ma anche per garantire una vita più lunga al preziosissimo legno.

I suoi principali nemici sono l'inquinamento atmosferico, i raggi UV emessi dal sole e i forti sbalzi di temperatura. Più quelle sostanze che vi si depositano regolarmente, come le creme solari, gli schizzi di combustibile o le scolature di ruggine. Anche l'umidità può in un certo senso danneggiarlo, in quanto è la causa principale delle macchie nere e dei segni di muffa. A essa si possono collegare anche i primi sintomi di indebolimento delle colle e dei comenti, la gomma tra le doghe.

Metodi di Pulizia: Dalla Candeggina ai Prodotti Specifici

La Candeggina: Un'Opzione Controvertuta ma Efficace

Dopo aver pulito il teak, molti utilizzano candeggina (ipoclorito di sodio) per rimuovere muffe e sbiancare il legno. Per sbiancare il teck e altri legni sapevo che si poteva usare la candeggina. Una volta pulito il teak, e prima che si asciughi, una volta all'anno io provvedo a spruzzare della candeggina (ipoclorito di sodio) sul legno, lasciandola agire 5-10 minuti prima di risciacquare per bene. Il risultato è davvero eccezionale: la candeggina rimuove ogni traccia di muffa (il nero che si forma tra le venature del teak) ed inoltre agisce anche da sbiancante.

Per una pulizia più aggressiva su mobili in teak rimasti all'aperto per lunghi periodi, si può mescolare 240 ml di candeggina al cloro, 240 ml di detersivo per il bucato e 3,8 l di acqua calda. Utilizzane uno di plastica morbida per stendere la soluzione a base di candeggina facendola penetrare delicatamente nel legno. Effettua questa pulizia all'aperto.

La candeggina è efficace nel rimuovere le tracce di muffa e agisce come sbiancante, ma è importante usarla con cautela per evitare danni al legno e all'ambiente. È cruciale risciacquare abbondantemente per rimuovere ogni residuo di candeggina.

Leggi anche: Consigli Pulizia MDF

L'Acido Citrico: Soluzione Ecologica

Esistono diversi metodi e prodotti per la pulizia del teak, ma l'acido citrico emerge come una soluzione efficace ed ecologica. L'acido citrico è un prodotto ecologico capace di disgregare, sciogliere e rimuovere il calcare da qualsiasi superficie. La sua naturale purezza evita il contatto con sostanze chimiche e tossiche, garantendo un risparmio grazie all'utilizzo del solo principio attivo. Questo lo rende un'alternativa valida ai detergenti chimici tradizionali.

Per utilizzare l'acido citrico come anticalcare e detergente per il teak, sciogliere 150 gr di acido citrico in 1 litro d'acqua per ottenere una soluzione al 15%. In presenza di un leggero sedimento, lasciare depositare o filtrare.

Prodotti Specifici per Teak

La pulizia può essere effettuata con qualunque detergente per legno. Attualmente ci si può trovare bene con il cleaner della linea Teak Wonder. Azienda che ha tanti prodotti per la pulizia e la manutenzione del teak, offre oli protettivi, rigeneranti e sbiancanti, venduti anche in kit. Vende un kit chiamato Combo Pack comprendente un detersivo e uno sbiancante. Da usare in sequenza per rinnovare il ponte. Sei prodotti disponibili, dagli storici Vivo Teak 1 e 2, per la pulitura e lucidatura della coperta, fino agli olii per la protezione o agli spray per la pulizia specifica. Un’intera gamma a per il mantenimento del teak.

Per la pulizia iniziale, iniziare bagnando bene il teak. Spruzzare un detergente specifico per legno (come il cleaner della linea Teak Wonder) sulla superficie bagnata. Lasciare agire per 2-3 minuti. Il TEAK WONDER® COMBO PACK da 1 litro è un kit completo per la pulizia di piccole aree quali il pozzetto. Il kit contiene un flacone da 1 litro di detergente e un flacone da 1 litro di brillantante per eseguire un ciclo di pulizia completo.

Sbiancatura (opzionale): Se si desidera un colore più chiaro, è possibile applicare un prodotto sbiancante a base di acido ossalico. Ogni linea di pulizia del teak ha il proprio prodotto sbiancante, ma alla fine si tratta quasi sempre di acido ossalico in soluzione acquosa. L'Acido Ossalico fatica a sciogliersi, la miscela va preparata almeno un giorno prima, comunque si conservano indefinitamente senza problemi in normali bottiglie di plastica. Il costo diventa irrisorio, l'impatto ecologico e' uguale a quello dei prodotti commerciali (abbastanza basso, ancora meno se se ne considera l'uso sporadico).

Leggi anche: Macchine per la pulizia del parquet: quale scegliere?

Il Metodo "Napisan": Esperienze e Avvertenze

Il teak del pozzetto della mia barca a vela Oceanis 393 l’ho sempre semplicemente trattato con polvere di Napisan, acqua e spazzola semimorbida sintetica seguendo le venature. Mentre fai la prima passata l’acqua diventa nerissima, poi sciacqui e ripassi una seconda volta. Alla fine il teak ritorna da grigio a rosa e rimane così per tutta la stagione estiva. Con due passate del genere, quando il teack sarà asciutto assumerà la naturale colorazione che virerà verso il rosa. Anche se dopo 10 anni ora la superficie del legno avrebbe bisogno di una carteggiata di “apparamento”, che non ho mai fatto, garantisco che con questo semplice trattamento senza olii, grassi, o altri prodotti prettamente chimici, il mio teack fa la sua porca figura che sembra quasi nuovo.

Per utilizzare questo semplice sistema non particolarmente aggressivo, bagnare preventivamente e abbondantemente a pompa con pistola a getto ventaglio, il teak. A teak ben bagnato cominciare con una piccola zona di c.ca 50x 50 cm spolverandola con Napisan in polvere. Ribagnare leggermente in modo che la polvere si inumidisca e quasi si sciolga sulla superficie del teak. Cominciare a spazzolare seguendo longitudinalmente le venature evitando spazzolate di traverso. Nel caso la parte tendesse a seccarsi, ripassare una sventagliata leggera di acqua con la pistola. Vedrete che alla prima sciacquata l’acqua non scorrerà via nera….. ma di più, sbiancando il legno già dalla prima passata.

Tuttavia, alcuni si porrebbero solo un quesito: perché non domandare ai pesci se sono contenti di filtrare l’acqua con ossigenati? Ho approfondito accuratamente e devo dire che si ha perfettamente ragione, perché quello che ho letto nella nutrita scheda tecnica reperita attraverso un amico chimico abbraccia un ventaglio di agenti chimici che non sono proprio al pari di una bomba batteriologica, ma volendo bene al nostro amato mare, sarebbe meglio evitare di usare.

Tecniche e Strumenti per una Pulizia Efficace

La pulizia del teak richiede attenzione e cura per evitare di danneggiare il legno. Iniziare bagnando bene il teak.

Spazzolare con una spazzola morbida in senso perpendicolare rispetto alle venature del legno. Questo è cruciale per evitare di asportare la polpa del legno e consumare il teak prematuramente. Lo spazzolone, pur dando un grosso aiuto, diventa estremamente lesivo se usato in modo sbagliato. Ogni volta che lo utilizziamo andiamo a intaccare le parti morbide del legno scavando tra le venature e creando degli scalini; attenzione quindi nel suo impiego, rigorosamente a 45° in un senso e nell’altro rispetto alle venature e senza imprimere troppa forza. Per il trattamento teak barca si consiglia di utilizzare solo spazzole a setole fitte, ma non troppo rigide, adatte al legno.

Il miglior lavaggio lo si ottiene non con acqua dolce, ma con quella salata. Il sale trattiene l’umidità e ciò impedisce l’eccessivo disseccamento delle fibre del legno che mantengono così la resina oleosa che lo rende così longevo. Per sciacquate giornaliere, niente di meglio che una secchiata di buona e pulita acqua di mare.

Leggi anche: Consigli per la cura del parquet

Ogni 4 o 5 anni si può dare una passata leggera di orbitale con grana piuttosto fine, che serve a levigare la superficie e a pareggiare quei dislivelli che si creano tra la gomma dei comenti e le doghe di teak. Posso consigliare di non levigarlo MAI perché: 1° un pò di rugosità funge da efficacissimo antisdrucciolo, 2° levigando si consuma il cosiddetto “strato libroso” (così viene chiamato in botanica) che è duro e protegge dal calpestio lo strato “fibroso” che è morbido. Levigare non dà alcun vantaggio, nè estetico nè funzionale; inoltre in breve tempo lo strato morbido (fibroso) si riconsumerà e tutto tornerà come prima ma a uno spessore più basso. Il mio consiglio è non levigare.

Per "limare" i comenti, si può utilizzare cartavetro fissata su tavoletta di legno piatta. Pulisci bene lo spazio fra i due filarotti di teak. Spolvera e pulisci con acetone. Ricopri con carta gommata adesiva i lati del teak lungo quella che sarà il comento. Se il prodotto Sifaflex ha un primer spalmella nello spazio da colmare. A questo punto riempi abbondantemente e schiacci con una spatola. Fai asciugare per una notte. Togli la carta gommata. Al mattino togli l'eccesso con un taglierino o con leggera carteggiatura.

Come lavare il teak

Protezione e Mantenimento del Teak nel Tempo

L'Importanza della Protezione

La protezione del teak è fondamentale per preservarne la pulizia e l'aspetto nel tempo. Dopo aver fatto tutta questa fatica, dobbiamo cercare di far durare più a lungo possibile il teak pulito. Proteggere il teak significa applicare un prodotto che tenga lontano lo sporco, l'umidità e quindi le muffe.

Prodotti Protettivi: Oli, Sigillanti e Nanotecnologie

Esistono diverse opzioni. Oli per Teak sono prodotti oleosi che colorano leggermente il legno e lo proteggono. Tuttavia, questi olii hanno un difetto: colorano leggermente il legno e questo colorante viene lentamente rilasciato quando il teak si bagna, sporcando tutta la barca di marrone. A mio parere il tropical teak scurisce troppo. Preferisco l'olio della Marlin che lascia tutto chiarissimo.

Il Teak Three di Osculati è un prodotto non molto oleoso e incolore che offre una buona protezione e idrorepellenza. Dando tre mani si ottiene una buona protezione ed idrorepellenza che mantiene il teak pulito per un paio di mesi.

Un prodotto nanotecnologico è il Wood Protector Easy di Nanoprom che offre protezione avanzata e idrorepellenza. A distanza di 40 giorni dalla prima applicazione del Nanoprom Wood Protector Easy, ieri ho verificato che l'effetto idrorepellente era solo parzialmente presente (diciamo al 50% circa). Va detto che, ad onor del vero, non ricordo un periodo di due mesi così piovoso, che sarà ricordato a lungo per la sua straordinarietà. Potrebbe anche essere che la pioggia abbondante abbia dilavato il prodotto. Ora non mi resta che provare a spruzzarne di nuovo una piccola quantità, per vedere se l'effetto protettivo viene effettivamente ripristinato ed avrà durata maggiore, come suggerito dalla stessa Nanoprom.

Per evitare la pulizia annuale, si può applicare Teak Sealer, che contiene protezione UV per rallentare l’ingrigimento causato dal sole e un fungicida per prevenire la formazione di muffe. Teak Sealer può essere applicato sia su teak nuovo che invecchiato, dopo la pulizia. Si consiglia l’uso di Teak Super Cleaner per la pulizia di mobili sporchi. Se Teak Sealer viene applicato ogni stagione, sarà sufficiente una semplice pulizia con acqua e sapone a pH neutro per molti anni. Teak Sealer non è una vernice: è traspirante e permette agli oli naturali di fuoriuscire senza sfaldarsi o formare bolle.

Teak Protector protegge il legno da macchie e depositi verdi senza alterarne il colore. Si consiglia di applicarlo dopo ogni pulizia. Il Wood Protector Easy di Nanoprom è un prodotto nanotecnologico che offre protezione avanzata e idrorepellenza.

Tabella Comparativa Prodotti per la Protezione del Teak
Prodotto Caratteristiche Vantaggi Svantaggi
Oli per Teak Oleosi, colorano il legno Protezione efficace Rilascio di colorante
Teak Three di Osculati Non oleoso, incolore Buona protezione, idrorepellenza Durata limitata
Wood Protector Easy di Nanoprom Nanotecnologico Protezione avanzata, idrorepellenza Costo più elevato

Cosa Evitare: Vernici e Oli Sconsigliati

Il teak è protetto dai suoi oli naturali, che affiorano in superficie rendendolo praticamente impermeabile. Pertanto, si sconsiglia l’uso di vernici e oli (in particolare l’olio di lino). Vernici e poliuretani possono sfaldarsi e richiedere una levigatura intensiva. L’olio non previene l’ingrigimento e può favorire la formazione di muffe. Per rimuoverle è necessario usare candeggina, sapone e levigare il legno. Tribù e gli esperti del settore del legno sconsigliano l’uso di olio per teak.

Per proteggere la vetroresina procurati dei lamierini da mettere a battuta per evitare di carteggiare ad esempio i lati della tuga o i verticali del pozzetto, anche le spatole senza manico da carrozziere vanno bene.

La Maturazione Naturale e la Tonalità Grigio-Argento

Nel tempo, il teak non trattato esposto al sole e alla pioggia assume una tonalità grigio-argento. Questo processo è estetico e non compromette la resistenza o la qualità del legno. Il teak nuovo può mostrare affioramenti di oli naturali sotto forma di “macchie d’acqua” o scolorimenti irregolari. Questi segni fanno parte del processo di maturazione naturale e possono essere rimossi con una pulizia delicata usando Teak Super Cleaner. Niente invecchia il teak più dell'esposizione diretta e continua ai raggi solari. Col passare del tempo perde il suo splendore e necessita di una maggiore manutenzione.

Consigli per Mobili in Teak e Acciaio Inox

Per sua natura, il teak è più resistente all'usura e ai danni causati dalle intemperie rispetto ad altri tipi di legno. Anche se è abbastanza robusto, vanno comunque curati adeguatamente affinché durino nel tempo. In genere, per pulirli, basta lavarli velocemente con acqua e sapone. Il modo migliore per mantenere puliti i mobili in teak è quello di applicare acqua e sapone una volta ogni due o tre settimane. Assicurati di sciacquare accuratamente il mobile in modo da eliminare tutti i residui di detersivo, altrimenti nel tempo potrebbero favorire la formazione di depositi di sporco. Quando pulisci un mobile in teak, devi sempre iniziare dal basso e procedere verso l'alto. Se hai deciso di pulirlo in casa, rimuovi i residui di detersivo con un panno bagnato.

Acquista l'olio di tung o di lino presso un negozio di detersivi e applicalo sul mobile. Stendilo uniformemente su tutta la superficie aiutandoti con un pennello. Man mano che lo applichi, adopera un panno umido per eliminare l'eccesso. Contribuirà a proteggere il teak dagli agenti atmosferici e preverrà ulteriori danni in futuro. Lascialo asciugare completamente prima di riutilizzare il mobile. Come qualsiasi arredo in legno, è necessario ritinteggiare i mobili in teak una volta ogni 2-3 anni. Il colore tende ad alterarsi nel tempo e, quindi, deve essere ravvivato. Questa operazione non è necessaria se preferisci che il tuo pezzo di arredamento conservi un aspetto più naturale e non lavorato.

Poiché il teak è ricco di oli e silicati naturali, il processo di invecchiamento può causare la formazione di macchie sui cuscini. Queste possono essere rimosse con acqua e sapone o con un detergente speciale a base di eucalipto.

Per la pulizia dell'acciaio inox a bordo, utilizzare prodotti specifici e panni in microfibra. Evitare pagliette metalliche o utensili appuntiti che potrebbero danneggiare le superfici. Aceto bianco o di mele e olio d'oliva possono essere utilizzati per pulire e lucidare l'acciaio inox.

Considerazioni Ambientali sulla Pulizia del Teak

Esistono prodotti specifici per la pulizia del teak, prodotti da Aziende che fanno ricerche, studi sui materiali e sugli effetti che questi prodotti hanno verso la natura, l’ambiente e i loro utilizzatori. Queste Aziende dichiarano in etichetta e nelle schede tecniche e tossicologiche, sia gli effetti che le composizioni dei loro prodotti.

Deve essere ben chiaro che non esiste al mondo un prodotto 100% biodegradabile, ogni prodotto porta degli effetti più o meno dannosi all’ambiente e al sistema marino. Sversiamo in mare una tonnellata di succo di pomodoro o di un altro prodotto vegetale, questo provoca una destabilizzazione del sistema, eppure è un prodotto naturale. Ciò non toglie che vi siano in commercio prodotti di basi vegetali che sono molto efficaci nel pulire il teak e hanno un minimo impatto sull’ambiente. Non basta essere proprietari di una barca a vela e pensare di essere ecologisti o rispettosi dell’ambiente, ho conosciuto persone che puliscono il teak con ipoclorito di sodio (varechina) o con il detersivo per lavastoviglie e dopo lamentarsi per il mare inquinato.

tags: #pulire #il #teak #con #candeggina