Il parquet prefinito o multistrato è la tipologia di pavimenti in legno più posata. Stai pensando di posare un pavimento in parquet di legno a casa tua? Quali sono le caratteristiche di questo materiale? Quali i vantaggi e gli svantaggi? Qui troverai molte risposte alle tue domande.
In questo articolo ti spiegheremo che cos'è un parquet in legno prefinito e ti daremo le informazioni che servono per acquistare un prodotto di qualità per la tua casa.
Che Cos'è il Parquet Prefinito?
Noi lo definiamo come un pavimento in legno composto da vari strati in cui quello superiore è il cosiddetto legno nobile (e cioè uno strato di legno massiccio dell'essenza scelta) mentre gli strati inferiori sono strati di stabilizzazione e di supporto in differenti materiali.
Insomma si tratta di un pavimento in legno a più strati, a differenza del tradizionale legno "massiccio" che si utilizzava un tempo. Quando parliamo di parquet prefinito in realtà intendiamo un prodotto che, sì, è già preverniciato ma intendiamo anche un prodotto "multistrato". Questi "parquet stratificati" sono quindi delle pavimentazioni costituite da due o più strati.
Lo strato superficiale, quello di calpestio (detto anche "nobile") è sempre in legno massiccio ed è verniciato oppure trattato ad olio o a cera. Perché un rivestimento possa fregiarsi del nome "parquet", lo strato nobile deve avere uno spessore minimo di 2,5 mm.
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Perché si Chiama "Prefinito"?
Il nome "prefinito" si deve al fatto che, grazie alla sua struttura, il parquet può essere lavorato direttamente in fabbrica dove viene assemblato, maschiato, levigato, rettificato nei bordi ed, infine, verniciato oppure oliato. La denominazione "prefinito" si deve al fatto che il legno viene già trattato in fabbrica ed arriva in cantiere già protetto da uno strato di vernice o di olio. È, insomma, già finito, a differenza del legno massiccio monostrato di un tempo che veniva finito in cantiere, in opera.
In questo modo il legno si può posare in opera ed è già pronto da essere utilizzato. Anche in questo caso la differenza è notevole rispetto al passato in cui un legno doveva essere lavorato, levigato e verniciato "in opera", cioè in cantiere. Operazioni che richiedevano fino ad un mese di tempo.
Questa è una delle principali prerogative del prefinito perché consente di risparmiare i tempi della verniciatura o dell'oliatura che richiedono diversi passaggi e rispetto di tempi tecnici. Un pavimento in legno prefinito diventa calpestabile ed utilizzabile dopo qualche ora mentre i tempi di attesa per la posa e di finitura di un legno massiccio (compresi dei relativi tempi di attesa tra una fase e l'altra) possono arrivare ad un mese!
Tipologie di Parquet Prefinito
Il pavimento prefinito costituisce oggi la maggioranza dei pavimenti in legno posati non solo nelle nostre zone ma in tutta Italia, mentre fino a 25 anni fa predominava il legno massiccio. Il 90% dei parquet prefiniti multistrato sono suddivisi in due famiglie: il prefinito a DUE strati e il prefinito a TRE strati.
Differenza tra parquet Massello e Multistrato
Parquet Prefinito a Due Strati
Il prefinito a due strati presenta uno strato di legno nobile, di spessore variabile, le cui fibre sono perpendicolari a quelle del supporto. La disposizione delle fibre è stata pensata per compensare le dilatazioni ed i movimenti del legno. La direzione contrapposta delle fibre annulla, o quantomeno riduce moltissimo, le tensioni.
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A definire il prefinito a due strati è la norma Uni En 13489 che lo differenzia rispetto a quello a tre o più strati. Va detto che rispetto al tre strati, il prefinito a due strati è più complesso da realizzare perché si deve trovare il perfetto equilibrio tra lo strato superiore di legno nobile e lo strato inferiore di supporto.
La stratificazione dei pavimenti a due strati è formata dalla faccia a vista, denominata anche strato nobile, formato da una cartella di spessore non inferiore ai 2,5 mm. Lo strato sottostante è composto da lamelle di conifera, solitamente abete o da un pannello multistrato, solitamente in betulla. Lo strato sottostante è composto da un elemento unico che può avere dei tagli più o meno profondi trasversalmente alla lunghezza dell’elemento.
Un parquet prefinito deve: (1) avere uno strato di supporto che resiste alle deformazioni; (2) garantire un incollaggio durevole; (3) avere uno spessore di legno nobile importante; (4) una precisa lavorazione dei bordi; (5) essere costruito con legno nobile privo di imperfezioni.
Parquet Prefinito a Tre Strati
Il parquet prefinito a tre strati presenta, appunto, un terzo strato costituito da un'ulteriore tavola inferiore. Questo ulteriore strato avrà le fibre disposte nella stessa direzione dello strato nobile superficiale.
Quindi avremo: un strato cosiddetto nobile, un strato di stabilizzazione intermedio disposto perpendicolare e un strato inferiore di supporto. Questi tre strati formano un sandwich che garantisce una maggiore stabilità al parquet rispetto al due strati.
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Gli elementi a tre strati si differenziano da quelli a due strati, oltre che per la struttura costruttiva, per le maggiori dimensioni. La struttura prevede che lo strato a vista abbia uno spessore di almeno 2,5 mm. Lo strato centrale è solitamente costituito da elementi in abete con fibratura disposta ortogonalmente alla lunghezza dell’elemento ma può essere formato da un pannello in multistrato. Lo strato inferiore è composto da una cartella uguale a quella della faccia a vista. La lamella dello strato inferiore ha solitamente caratteristiche estetiche inferiori rispetto a quella superiore.
Trattamenti e Finiture del Parquet Prefinito
Quale trattamento di protezione per il parquet prefinito? Il parquet prefinito può essere protetto mediante uno strato di vernice o la stesura di un olio impregnante. Qual è il metodo migliore? È meglio il trattamento ad olio o a vernice? La scelta è principalmente estetica.
La finitura a vernice rende il parquet un prodotto molto pratico in quanto resiste molto bene ad eventuali graffi e scalfiture; la pulizia si effettua con un panno inumidito e del comune detergente neutro. La manutenzione ordinaria del parquet oliato si effettua con dei prodotti specifici mentre annualmente si dovrà eseguire la rioliatura.
Va tenuto presente che il prefinito può essere richiesto anche senza alcun trattamento superficiale, in tal caso si definirà "prelelevigato" e cioè semplicemente reso planare in superficie ma senza aver ricevuto vernice o olio. In questo caso, dopo la posa, si procederà al trattamento con oli o vernici così come succedeva con il pavimento in legno massiccio.
Posa del Parquet Prefinito: Incollata o Flottante?
Posa del pavimento prefinito. Accortezze necessarie per la posa di un prefinito. Devi sapere che il metodo di costruzione del prefinito consente una maggiore stabilità del pavimento e questo ci da la possibilità di scegliere tra diverse modalità di posa. Le principali sono due: la posa a colla e la posa flottante (o galleggiante). Ognuna di queste tecniche di posa ha vantaggi e svantaggi.
Posa Incollata
La posa con colla è la classica messa in opera del parquet. Sopra un basamento piano e ben asciutto si stende una patina di colla sulla quale si deporranno i listelli; allo scopo si utilizzano colle mono o bi-componenti.
Posa Flottante
La posa flottante è un peculiare procedimento di messa in posa del parquet che non prevede l’impiego di collante per il fissaggio a pavimento. Vengono separate dal massetto con un materiale isolante e fonoassorbente (pannelli di sughero, tappeti sintetici).
Parquet Prefinito vs. Parquet Tradizionale: Le Differenze
Che differenza c'è tra PARQUET TRADIZIONALE e PARQUET PREFINITO? Va ribadito che il termine "prefinito" non è del tutto corretto o quantomeno identifica solamente un aspetto del prodotto: quello di essere già verniciato/oliato.
Per parquet tradizionale intendiamo, invece, riferirci a dei listelli di legno monostrato. In sostanza si tratta legno pieno in tutto lo spessore che generalmente vengono posati "grezzi" e poi verniciati a posa conclusa.
Il parquet grezzo, dopo l’incollaggio lo si lascia riposare alcuni giorni per l’assestamento: ha bisogno di più tempo per essere posato, in quanto la fase di finitura richiede spesso più mani di stesa e fino ad alcuni giorni per l’asciugatura.
Scegliere il Parquet Prefinito Migliore
Qual è il PARQUET PREFINITO MIGLIORE? Non esiste una risposta semplice: dipende da cosa si desidera ottenere. Ad esempio se devi posare il pavimento al piano terra di una casa con accesso diretto dall’esterno va preferito un pavimento in legno dall’aspetto vissuto, consumato, meglio se spazzolato o effetto-sega, magari con stuccature e morciature. Oppure un termotrattato che è più resistente rispetto al legno naturale.
Oltre al tipo di parquet va valutata anche la tipologia di posa più indicata: se flottante oppure incollata. Anche qui vanno tenuti in considerazione diversi aspetti ed è bene acquistare un prefinito adatto al tipo di posa scelta.
Costo del Parquet Prefinito
Perché i pavimenti in legno prefinito sono così costosi? Quando si valuta un pavimento (così come qualsiasi altro acquisto) bisogna sempre rapportare il costo alla durata: se confrontiamo un parquet con un laminato certamente la spesa "istantanea" per acquistare il parquet è maggiore. Ma la durata di vita di un laminato è di gran lunga inferiore rispetto al legno.
Inoltre il parquet, pur non essendo sempre competitivo con altri materiali, possiede plusvalori intrinseci che ne giustificano il costo: la naturalità del materiale, il cromatismo sempre unico e irripetibile, la durata nel tempo. Una pessima idea è quella di andare alla ricerca di "parquet economici", magari perché prodotti in paesi in via di sviluppo, dove i macchinari, i collanti e le vernici non garantiscono le stesse performance dei prodotti italiani.
Umidità e Temperatura Ideali per il Parquet
È vero che i parquet prefiniti soffrono l'acqua e l'umidità? Sì, tutti i pavimenti di legno, sia quelli tradizionali che quelli prefiniti, soffrono l’umidità. Questo a causa della particolare struttura morfologica che li distingue dai materiali industriali.
L’umidità diventa un nemico soprattutto se si verificano ristagni d’acqua (ad esempio a seguito di lavaggi troppo frequenti o cadute accidentali non asciugate) o se l’aria è troppo secca, con contenuti di umidità eccessivamente bassi dovuti a riscaldamento prolungato o ambienti troppo caldi. Temperature superiori ai 25 °C unite a un’umidità relativa inferiore al 45% possono generare deformazioni e, nei casi più gravi, anche distacchi.
Le condizioni ideali per mantenere intatte le proprietà del parquet sono una temperatura compresa tra i 18 e i 23 °C e un’umidità relativa dell’aria tra il 45 e il 65%. Questo microclima non solo preserva il legno, ma è anche benefico per noi che ci troviamo a vivere in questi ambienti, riducendo disturbi come mal di gola da aria secca o sensazione di umidità eccessiva sulla pelle.
Scelta dell'Essenza e del Colore
Che specie e che colore si deve scegliere il prefinito? Oggi il Rovere la fa da padrone anche grazie al fatto che può essere schiarito, tinto o termotrattato, per cui lo possiamo produrre in qualsiasi colore. Se, invece, vuoi valutare una specie legnosa differente potrai trovarne diverse che variano per durezza, stabilità e colore.
Esistono legni chiari (Acero, Bamboo, Guatambù) e legni più scuri (Doussiè, Iroko), altri con tessiture omogenee oppure caratterizzate da variazioni cromatiche e strutturali che rendono ogni parquet peculiare. Il pavimento rappresenta, dopo le pareti, la superficie più estesa di un ambiente: deve quindi dialogare armoniosamente con tessuti, arredi e complementi.
Se le tonalità che vanno dal beige al marrone restano le più richieste, oggi le aziende offrono una gamma vastissima: toni neutri come il sabbia, oppure lo sbiancato, ma anche le tonalità scure che danno sul viola o addirittura nero. Il tutto grazie a innovative tecniche di finitura e trattamento.
Adattabilità a Diversi Stili e Durata
Il parquet prefinito si adatta a diversi stili di arredamento? Certamente! il parquet è estremamente versatile e si adatta con risultati eccellenti sia ad ambienti contemporanei che tradizionali. Questo, come abbiamo detto, grazie alla possibilità di trattare la superficie e di ottenere colori che vanno dal bianco, fino alle tonalità scure.
Rispetto ai materiali artificiali, il legno ed il marmo vengono apprezzati non solo per bellezza, prestigio e stile, ma anche per la durevolezza e la possibilità di essere rinnovati nel corso della vita di una abitazione. Inoltre, il legno naturale offre un’ampia varietà di colori, tonalità, disegni e strutture, utilizzabili sia per superfici orizzontali che verticali, completando l’identità estetica di ogni spazio.
Quanto dura un parquet prefinito? La durata dipende dall’uso e dalla manutenzione più che dalla specie legnosa o dal tipo di posa. Va fatta una premessa tanto ovvia quanto fondamentale: tutti i legni sono "morbidi". E per quanto tu possa scegliere un robusto legno di quercia (Rovere) per il tuo pavimento non potrà resistere al classico sassolino sotto la scarpa. Allo stesso modo non esiste una finitura che tu possa scegliere (sia questa olio, cera o vernice) che non si usuri al calpestio. Certo molte di queste finiture rallentano il processo o consentano di nascondere meglio eventuali danni.
La grande forza del parquet è che può essere facilmente rigenerato con una operazione di lamatura e riverniciatura: consiste nell’asportare pochi decimi di millimetro di legno insieme allo strato di finitura. Ciò rende la vita di un parquet lunghissima: basti pensare a pavimenti installati secoli fa e tuttora splendidi. Naturalmente, per conservarlo al meglio, occorre evitare condizioni ambientali estreme di calore o umidità.
Breve Storia del Parquet
Oggi non vogliamo raccontarvi Le avventure di Pinocchio ma la storia del pavimento più naturale, caldo, duraturo e confortevole di sempre: il Parquet. Il Parquet è sicuramente il pavimento più amato al mondo e nonostante molti pensino che sia di uso recente la storia del Parquet ha origine antichissime. Già gli Egizi nel 3000 a. C. utilizzavano tavolati di legno come pavimentazione e anche l’Antico Testamento offre un’importante testimonianza dell’uso del pavimento in legno presso il regno di Salomone.
Nel XII secolo anche in Francia iniziò a diffondersi l’utilizzo del legno come pavimentazione. Il Parquet, come lo conosciamo oggi, nasce proprio oltralpe e risale al 1534, quando l’architetto Jules Menard realizzò il primo vero Parquet su commissione del re Francesco I. Nel ‘600, in tutta Europa, la vena artistica di molti architetti diede vita a dei veri e propri capolavori.
Le tesi maggiormente accreditate sono due. Per entrambe, comunque, la parola Parquet trae le sue origini dal francese. La prima ritiene che il termine sia nato nel 1600, periodo in cui i pavimenti lignei hanno avuto massima diffusione. La parola Parquet deriverebbe dalla tecnica della marqueterie o parqueterie ossia l’intarsio applicato ai mobili di pregio. In quegli anni gli artigiani realizzavano in bottega i singoli pannelli che avrebbero poi composto il pavimento in legno una volta avvenuta la posa in opera.
La seconda tesi ritiene invece che la parola ‘Parquet’ derivi da parc, ovvero ‘parco’. Parquet era, infatti, anche il termine utilizzato alla Reggia di Versailles per indicare il piccolo parco chiuso della Grand Chambre in cui si tenevano le udienze dei procuratori del re Luigi XIV, il Re Sole. Il Parquet acquistò popolarità proprio grazie a Luigi XIV che rivestì molte aree della Reggia di Versailles con legni di faggio, noce e ciliegio.
In epoca barocca, poi, il Parquet si diffuse anche in Italia. Ne sono testimonianza gli splendidi pavimenti in legno che possono essere ammirati a Palazzo Ducale a Venezia e a Palazzo Madama a Torino. Nel XVII secolo, ormai, il Parquet era già diventato di moda nelle case di lusso: tra i legni più utilizzati, il rovere, il faggio, l’acero, il noce, il castagno e il ciliegio.
In Italia, come nel resto dell’Europa, il concetto di utilizzare il legno come pavimentazione è sempre esistito. Già nel XIV secolo in Toscana iniziarono ad essere realizzati i primi pavimenti intarsiati, dal sapore orientale, utilizzando i più svariati legnami: dalla quercia al noce dall’abete al cipresso. Questa pavimentazione divenne ben presto per tutta l’Europa il modello di Parquet dei secoli successivi, nello stesso periodo iniziarono a farsi spazio colorati abbinamenti di tavole di ulivo e rovere.
Sono tante le testimonianze arrivate fino ai giorni nostri della realizzazione dei pavimenti in legno nei secoli. Con molta probabilità la nascita dei pannelli decorativi, formati inizialmente da composizioni geometriche e non tarsie artistiche, è da collocare dopo il 1624.
Nel 1769 è Roubo nel suo trattato a spiegare dettagliatamente la tecnica di posa e a stabilire definitivamente che il parquet vero e proprio è quello per "assemblage", cioè quello a pannelli preparati in bottega e poi messi in opera. Secondo le sue descrizioni, i pannelli decorativi misuravano di lato dai 3 ai 4 piedi (indicativamente da 1 a 1,3 m), mentre lo spessore variava da 1 a 2 pollici (da 2,5 a 5 cm).
La preparazione del fondo per la posa consisteva nella stesura di uno stato di magatelli ricoperti da gesso, sopra al quale erano fissati dei travetti. Questi ultimi sostenevano i pannelli che venivano a essi inchiodati. All’interno della stanza i pannelli potevano essere posti con i lati paralleli alle pareti oppure, tecnica che divenne maggiormente applicata, disponendoli a 45 gradi.
Per la posa si procedeva tracciando una linea mediana al centro della stanza, solitamente partendo dal centro del camino; in seguito si stabiliva un’altra linea perpendicolare alla prima per determinare il centro della stanza in cui si poneva il primo pannello. Altre tipologie di pannelli di uso comune erano il parquet "Soubise", sostanzialmente uguale al Versailles, ma composto solamente da quattro quadrati centrali, e il parquet "Aremberg", composto da 4 quadri centrali inseriti in una cornice quadrata posta a 45 gradi rispetto ai bordi del primo e a sua volta contenuta a 45 gradi nel pannello. Spesso nella posa tra i pannelli erano inseriti dei listelli per collegarli tra loro e il pavimento sottostante.
Nel primo decennio del novecento si diffondono i parquet all’epoca definiti "all’inglese". Nei decenni successivi si afferma il cosiddetto "lamparquet", tavoletta di 10 - 12 mm di spessore e lunghezza compresa dai 200 ai 500 mm. Questa nuova famiglia di pavimenti di legno viene definita "pavimenti multistrato" o nel gergo commerciale "prefiniti".
Con lo sviluppo industriale della seconda metà del Novecento e la disponibilità di macchinari sempre più automatizzati, alcune aziende hanno proposto pavimenti che richiamassero i pannelli decorati e gli intarsi dei secoli precedenti.