Il legno di teak è una scelta molto apprezzata per mobili, pavimenti e arredi da giardino - e per buone ragioni. Da molti anni, il teak è una specie legnosa preferita grazie al suo aspetto bello e alla sua durata. Il teak è un’essenza legnosa di grande fascino. Il trattamento del legno di teak è generalmente un processo semplice che può aumentare notevolmente la durata e la bellezza dei tuoi mobili.
Origine e Proprietà Distintive del Teak
‘Tectona’ è un genere di alberi tropicali a legno duro che comprende tre specie comunemente note come teak o teck. Il teak si ricava infatti dall’albero tropicale Tectona, tipico del sud e del sud-est dell’Asia (un tempo questa pianta veniva ricondotta nella famiglia delle Verbenacee, mentre oggi vengono inquadrate nelle Lamiacee). Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni).
Questi alberi presentano frusti grossi e cilindrici, capaci di crescere fino a circa 40 metri, con un diametro che si aggira talvolta intorno 1,5 metri. Le zone più adatte alla crescita del teak sono quelle prettamente pluviali e in quota, in genere al di sopra dei 1.000 metri.
Varietà e Colore
Il legno ha un colore che varia dal giallo pallido al bronzo e tende a volte al rosso. Le nuances di colore possono variare molto: si va dalle tonalità scure tendenti al nero o al rosso fino al colore giallo chiaro e biancastro dell’alburno. Il colore del legno va dal marrone chiaro con venature dorate al marrone scuro, con venature e riflessi anche rossi e neri.
La Resina Oleosa Naturale: Il Segreto della Durabilità
Contiene una resina oleosa naturale che lo rende estremamente resistente. Caratteristica distintiva del teak rispetto ad altri legni è di contenere una particolare resina oleosa: viene per l’appunto definito “legno grasso”. Il legno di teak è noto per la sua struttura a grana densa e per il contenuto naturale di olio, che lo rende molto resistente all’umidità e allo sporco. Pur nella sua porosità, questo legno è protetto da una particolare resina oleosa, la quale offre già di per sé una portentosa difesa contro i parassiti, gli insetti, le muffe, l’acqua e la salsedine.
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Grazie a queste qualità uniche, il teak sopporta molto bene escursioni termiche, umidità, salsedine e agenti atmosferici, condizioni che mettono invece a dura prova altri tipi di parquet. Le eccezionali caratteristiche di resistenza alle intemperie, all’umidità e all’attacco di parassiti, muffe e insetti permettono di usare questa essenza anche in esterno. Si tratta di un legno duro, che resiste agli urti e alle flessioni. È anche un legno stabile che non risente dei cambi di temperatura o dell’umidità. Il legno in teak ha una resistenza e una durevolezza straordinarie.
Le Diverse Tipologie di Teak
Il teak cresce anche in alcune zone dell’Africa e del sud America, ma la qualità del legno asiatico è superiore. Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano. Il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese. Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno.
| Tipo di Teak | Origine Principale | Caratteristiche / Note |
|---|---|---|
| Teak Asiatico (generico) | Sud/Sud-Est Asia | Qualità superiore, alto contenuto di resina oleosa, elevata durabilità. |
| Teak Birmano ("Burma Teak") | Myanmar | Ideale per lavori strutturali o di falegnameria, sta esaurendo. |
| Teak Indiano | India | Migliore dal punto di vista estetico. |
| Teak Thailandese ("Teak Siam") | Thailandia | Non più esportato in tronchi/tavole, solo manufatti a causa di divieti. |
| Teak Africano/Sudamericano | Africa, Sud America | Crescita più stretta e bassa, ridotto contenuto di resina oleosa, minore impermeabilità e durabilità rispetto al teak asiatico. |
Ambiti di Applicazione del Teak
Questo lo rende un materiale ideale sia per uso interno che esterno. Il teak è un ottimo legno impiegato in moltissimi campi, dall’edilizia alla costruzione dei più disparati oggetti.
Nel Settore Nautico
Il teak asia giunse in Europa già agli inizi del secolo scorso, quando si scoprirono le sue doti eccezionali per l’impiego nell’industria navale. Il teak fu inizialmente utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Ancora oggi, nel 2019, il teak a bordo della barche resta il migliore dei rivestimenti quanto a eleganza. E non parliamo solo di mega yacht: qualsiasi tipo di imbarcazione viene arricchito da questo particolare materiale, capace di adattarsi alla vita di bordo come nessun altro. Poter sfoggiare una copertura in teak tenuta a regola d’arte significa dare un tocco di classe unico alla propria barca, esaltandone il lato estetico e, ovviamente, facendo lievitare la sua valutazione in caso di compravendita. Il teak per barche è un materiale pregiato conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza e per le sue proprietà fisiche. Si da infatti il caso che, oltre a essere esteticamente appagante per le sue vistose venature, il teak nautico è anche idrorepellente ed estremamente resistente alla salsedine, caratteristica che lo differenzia da tanti altri tipi di legno. Ecco perché si tratta di un materiale nobile che da sempre attrae il settore nautico.
In Ambienti Domestici e da Giardino
Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito utilizzato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno. Ideale sia per gli ambienti interni sia per quelli esterni della casa, il parquet in teak è elegante e molto resistente, contrariamente a quanto si pensi solitamente. Il parquet in teak è considerato il più pregiato in assoluto. Grazie alla sua stabilità, il legno in teak può essere posato senza alcun problema in ogni stanza della casa, compresi la cucina e il bagno.
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Nelle abitazioni con riscaldamento a pavimento oppure in case in cui il parquet viene posato sopra a un pavimento esistente si ricorre alla posa flottante, con tavole in legno che vengono incastrate tra loro senza l’ausilio di colle. Soprattutto negli ambienti interni è possibile apprezzare la ricchezza delle sfumature del parquet in teak. In un ambiente domestico si può scegliere il parquet in teak per il giardino, per la terrazza oppure per un patio in cui trascorrere rilassanti momenti all’aperto in compagnia di familiari e amici. Ma sappiamo anche che dona calore ed eleganza alla stanza da bagno, e che può essere abbinato a infiniti materiali per creare ambienti dagli stili diversi.
Manutenzione Generale del Teak
Col tempo, però, il teak può scolorirsi o sviluppare una superficie secca. I prodotti di origine naturale hanno tutti il difetto di soffrire di alterazioni cromatiche dovute essenzialmente a fenomeni di ossidazione accellerati dall'esposizione alla luce solare. La frequenza del trattamento del legno di teak dipende da dove e quanto viene usato.
Prevenzione dell'Ingrigimento
Un fenomeno tipico di questi rivestimenti è infatti quello di ingrigire nel tempo, spostandosi via via verso una tinta quasi argentea, la quale del resto può anche non dispiacere. Ma cosa attiva questo cambiamento? Qualcuno dice che è il sole, mentre qualcun altro afferma che è la pioggia. In realtà, hanno ragione entrambi. La pioggia, cadendo sul rivestimento e mescolandosi alla polvere, finisce infatti per insinuarsi tra le fibre del legno, causandone il mutamento. I raggi ultravioletti del sole, da parte loro, avviano un processo di ossidazione, il quale per l’appunto porta alla virata grigiastra. Proteggere la coperta in teak da questo doppio procedimento non è ovviamente impossibile: in primo luogo, come abbiamo già detto, è necessario procedere regolarmente con la pulizia e con la manutenzione del teak.
Pulizia Quotidiana e Profonda
Per la pulizia quotidiana del parquet in teak posato in interno è sufficiente usare un panno cattura polvere o un’aspirapolvere con setole morbide. Per una pulizia più profonda si può passare un panno inumidito con una soluzione di acqua e un detergente delicato per parquet. Perfetto in questo caso è il nostro Master Cleaner Varnish. In esterno il parquet in teak può essere pulito con uno straccio umido, se c’è bisogno di rimuovere soltanto lo sporco superficiale, oppure con acqua a pressione se c’è bisogno di pulire più in profondità. Per una pulizia profonda invece (ad esempio dei frontali), si può utilizzare un sapone neutro diluito in acqua tiepida. Oltre a risciacquare, è bene asciugare con cura la superficie dei mobili di Teak. I mobili da giardino in teak richiedono cure extra per rimanere belli per molti anni.
Preparazione e Oliatura
Prima di iniziare qualsiasi trattamento del teak, assicurati che la superficie sia pulita e priva di sporco, vecchio olio o residui di vernice. Inizia pulendo la superficie con un sapone per legno. Successivamente, applica il nostro olio per legno da interno, Oil Plus 2C. È sufficiente una sola mano. Per proteggerlo efficacemente, prima pulisci bene la superficie. Consigliamo di usare il nostro olio per legno da esterno, DuroGrit. Come il nostro olio per interni, richiede solo una mano per una protezione ottimale. Con il nostro olio da esterno DuroGrit, puoi ottenere esattamente la finitura che preferisci.
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Cura Specifiche per il Teak Nautico
Stiamo infatti parlando di un materiale che, grazie alla naturale presenza di oli naturali, è in grado di resistere come nessun altro agli agenti atmosferici e all’ambiente marino, ma solo a patto di essere pulito con costanza e con i migliori prodotti per la pulizia del teak. Pur prendendo tutti gli accorgimenti del caso, dunque, il teak va pulito regolarmente con dei prodotti appositi: solo così, infatti, è possibile preservarne le doti estetiche e meccaniche, per non ritrovarsi in poco tempo ad avere a che fare con una coperta bruttina, invecchiata e inesorabilmente indebolita. Prima di procedere con la pulizia e manutenzione del teak è di fondamentale importanza ricordarsi che il punto forte di questo legno sta nei particolari oli che lo abitano, e che lo difendono dal mondo esterno.
Accorgimenti Quotidiani a Bordo
I fortunati che possiedono una barca impreziosita dal teak sanno bene che, ancor prima di pensare alla manutenzione del teak, è necessario prestare delle particolari attenzioni nella vita a bordo di tutti i giorni. Chi tiene alla propria coperta di legno, infatti, difficilmente lascerà scorrazzare per la barca dei cani, i quali possono rigare il rivestimento con le loro unghie, né lasceranno camminare qui e lì delle passeggere con i tacchi a spillo. Sempre per restare sull’argomento scarpe, le suole di cuoio sono da dimenticare e, per andare sul sicuro, prima di salire a bordo sarebbe sempre il caso di controllare di non avere dei sassolini incastrati nella suola. E non sono solo le calzature a presentare problemi: nemici giurati di questo materiale sono i pomodori e, in genere, i cibi oleosi, così come le sempre presenti creme per la protezione solare. Se non hai a cuore il rivestimento in teak della tua barca, quindi, potrai lasciar da solo sulla tua coperta un bambino armato da una parte di panino con pomodoro e maionese, e di Coca-Cola dall’altra, cosparso magari di crema solare.
Strumenti e Metodi di Pulizia per il Teak Nautico
Lavare e spazzolare il teak, quindi, vuol dire sì pulirlo, ma non deprivarlo di questa importante componente naturale: imprescindibile, dunque, l’utilizzo di spazzole estremamente morbide, che non vadano ad aggredire il legno. Non a caso, gli esperti sconsigliano l’utilizzo della idropulitrice per lavare e sciacquare questo rivestimento, considerando il suo getto eccessivamente aggressivo. Per lo stesso motivo, è sempre meglio avvalersi dei migliori prodotti per la pulizia del teak. Del resto, di storie di diportisti traditi dai propri stessi detergenti ce ne sono fin troppe. Non si contano, infatti, i possessori di barche rivestite in teak che si sono ritrovati a pulire più e più volte il proprio ponte arrivando a risultati del tutto deludenti, lontani anni luce dalle aspettative iniziali. Ecco perché, quando è l’ora di prendersi cura del proprio ponte, è necessario scegliere i prodotti giusti.
La Linea Teak Wonder per la Pulizia e Protezione
Mettiamo le mani avanti: la pulizia del teak, con Teak Wonder o con altri prodotti di qualità, non è una passeggiata. Si tratta infatti di un compito piuttosto lungo e anche abbastanza faticoso, che aumenta insieme all’aumentare delle dimensioni della coperta. Come ci si approccia alla pulizia del teak? Prima di tutto ci si deve dotare del detergente giusto, ovvero di Teak Wonder Cleaner, potente ma non aggressivo, capace quindi di pulire a fondo il rivestimento in legno senza scalfirlo e, soprattutto, senza richiedere il carteggio della superficie.
Per tutti quelli che, scottati da esperienze passate, si sono impuntati a pulire il proprio ponte con la sola acqua di mare - la quale è antibatterica e rallenta leggermente l’evaporazione degli oli contenuti nel teak - senza usare altri prodotti, vogliamo sottolineare che Teak Wonder Cleaner non è un detergente qualsiasi: è un prodotto pensato appositamente per la pulizia delle coperte in teak, rispettandone quindi il legno, la gomma dei comenti, le varie ferramenta e le vernici.
Procedura con Teak Wonder Cleaner
- Prima di tutto è necessario bagnare la superficie con un bel po’ di acqua dolce.
- Fatto questo, armati di spazzola morbida, è il momento di cospargere il detergente Teak Wonder Cleaner sul ponte, per poi darsi alla spazzolatura, in modo efficace ma non violento, avendo cura di non spazzolare mai, come si potrebbe essere portati a fare, seguendo il senso delle venature. Molto meglio, invece, muoversi in modo perpendicolare rispetto a esse, così da non rischiare di asportare le fibre morbide di questo prezioso legno.
- Subito dopo aver spazzolato l’area interessata, si deve procedere in modo immediato con il risciacquo, il quale deve essere fatto con abbondante acqua.
Va sottolineato che, nel caso di ponti non lavati da tempo o particolarmente ingrigiti, è richiesto spesso un doppio trattamento. L’efficacia del detergente, del resto, sarà in questo caso palese, laddove durante la prima spazzolata si creerà una schiuma grigiastra, mentre al secondo round si vedrà una schiuma candida, a segnalare l’effettiva pulizia del teak.
L'Uso di Teak Wonder Brightener
La pulizia e la manutenzione del legno con i prodotti Teak Wonder, però, non finisce qui, o perlomeno, non sempre. Nel caso di superfici vissute è infatti possibile riscontrare un certo inscurimento del teak, anche dopo il passaggio del detergente Cleaner. In questi casi, per eliminare le ombrature e riportare la coperta al suo colore originale, è possibile accompagnare la normale pulizia alla stesura di un prodotto schiarente, come è per l’appunto il Teak Wonder Brightener.
Come si utilizza questo sbiancante per teak? L’azione si riprende dal risciacquo della pulizia precedente: abbiamo dunque a che fare con un ponte perfettamente pulito e ancora bagnato, sul quale possiamo andare a versare in modo omogeneo una quantità modesta di Teak Wonder Brightener (laddove il Cleaner richiede circa 1 litro ogni 6/8 metri quadrati, il prodotto Brightener lavora con un litro ogni 8/10 metri quadrati). L’effetto è immediato, con un schiarimento assolutamente percettibile in pochi secondi. Non bisogna però spaventarsi: se anche per errore si esagerasse, il teak non si sbiancherà mai eccessivamente.
Protezione con Teak Wonder Dressing & Sealer
Ciliegina sulla torta, per proteggere il teak a lungo, si consiglia di trattare la coperta con il protettivo Teak Wonder Dressing & Sealer. A differenza di altri protettivi teak in commercio, questo prodotto non è a base oleosa, non macchia i vestiti, non puzza e non rende il ponte unto. Il protettivo Teak Wonder Dressing & Sealer agisce andando a chiudere i pori del legno, così da impedire la penetrazione di polvere, sporco e raggi ultravioletti, difendendo i preziosi oli contenuti nel teak. Eccoci qui, arrivati fino in fondo a questa guida per la manutenzione e la pulizia del teak con Teak Wonder.
Trattamenti Alternativi e la Questione della Levigatura
Esistono vari approcci alla protezione del teak. Flatting e vernici mono e bicomponenti si sprecano sul mercato e danno, in genere, grandi risultati estetici. Ma, come abbiamo ormai capito, non è tanto il verniciare che costa fatica quanto il preparare la superficie, e cioè sverniciare e carteggiare. Le vernici infatti creano una pellicola che, sotto l’attacco delle intemperie e dei raggi del sole, a un certo punto si crepa e comincia a sfogliarsi e a staccarsi, lasciando a nudo il legno.
Se invece si vuole impiegare un prodotto commerciale si può seguire quanto scritto su Nautica.it dove in sostanza impregnano con una resina oleo/alchidica anche se la parte "oleo" , che olio ? , mi preoccuperebbe un pò. Non ha molto senso a mio parere poi applicare una vernice finale, piuttosto insistere con l'impregnante magari con delle mani applicate a distanza di tempo. Abbiamo dovuto però, a questo punto, scegliere il prodotto con cui proteggere il nostro prezioso legno.
Il prodotto da noi scelto si chiama “Xilocroma”, della ditta Dollmar e C.; ma, come per le vernici, esiste una vastissima gamma di impregnanti per il legno. Lo Xilocroma è a legante oleo-alchidico, semilucido e rende da 8 a 12 metri quadrati per litro, a seconda dell’assorbimento del legno. Non deve essere diluito ed è molto facile da applicare, non essendo delicato e appiccicoso come le vernici. Abbiamo deciso di stendere sei mani di impregnante e una di vernice su tutte le superfici in mogano della coperta; meno faticoso di carteggiare ma altrettanto “Zen”.
Sostenibilità, Costi e Alternative al Teak Naturale
L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010. A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese. La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni.
Teak Artificiale e Altri Legni
Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale. Prima di chiudere con questa guida alla manutenzione del teak in barca, per completezza vogliamo aggiungere che ormai non si parla più unicamente del teak nautico classico, e quindi del legno. Certo, per i veri puristi parlare di teak sintetico è quasi una blasfemia, eppure non ci sono dubbi: pur con prodotti di qualità come Teak Wonder, prendersi cura del teak della barca non è un giochetto da ragazzi, è necessario dedicarci del tempo, e capire come trattarlo nel modo giusto. Ma se qualcuno non avesse la pazienza sufficiente? Ebbene, chi non vuole saperne della manutenzione del teak e desidera comunque avere una coperta di questo tipo può rivolgersi verso il teak sintetico, un sostituto del legno teak per barche.
Il parquet in rovere è una buona alternativa al parquet in teak per la realizzazione di un pavimento in interno. Il parquet in rovere è perfetto per chi ama un pavimento di colore chiaro e con venature poco evidenti. Quanto ai possibili abbinamenti, il parquet in rovere è probabilmente il più versatile.