Piallatura e il Significato di "Cartone Animato": Un Viaggio tra Linguaggio e Lavorazione

L’espressione piallare cartone animato non si riferisce a un’operazione letterale, bensì a un curioso gioco di parole basato sulla polisemia del termine "cartone". Per comprendere appieno la sfumatura umoristica che ne deriva, è fondamentale esplorare sia l'antica arte della piallatura nel mondo del legno, sia il percorso etimologico che ha portato la parola "cartone" ad assumere significati così diversi, fino a designare l'amato "cartone animato".

La Piallatura: Precisione e Trasformazione del Legno

Un’operazione fondamentale in qualsiasi attività di lavorazione del legno è quella della piallatura. Questa, sia che sia svolta a mano che in modo meccanico, deve essere improntata alla massima precisione, rapidità e attenzione - dalla piallatura e rifinitura di pannelli e parti in legno dipende infatti il successo delle operazioni successive.

Cos'è la Piallatura?

La piallatura è un’operazione in apparenza semplice ma in realtà piuttosto complessa, se si vuole ottenere un risultato di qualità, e avviare nel modo migliore il processo che ci porterà al prodotto finito. Fondamentale per chiunque lavori il legno, è una “lavorazione avente lo scopo di realizzare superfici piane mediante asportazione di materiale sotto forma di trucioli: si esegue su legno e su metalli, a mano con la pialla, o meccanicamente con la piallatrice” (da Treccani). Serve quindi a ricavare superfici piatte, omogenee e della stessa dimensione, partendo da parti o pannelli disuguali o ancora grezzi. È quindi facile intuire quanto importante sia la precisione, l’attenzione e la scelta di attrezzi e macchinari adatti a questa lavorazione del legno. Generalmente si svolge la piallatura a filo e spessore.

La Pialla: Uno Strumento Antico

L’industria della lavorazione del legno comprende molte diverse realtà, dalla grande impresa, dove molti dei processi sono automatizzati, alla piccola realtà artigianale, fino al falegname e all’hobbista. Spesso il tipo di lavorazione che deve essere eseguito sul legno è molto simile - cambia poi il modo in cui viene eseguita e il tipo di macchinario cui ci si affida.

La pialla è un attrezzo antico, fondamentale per i lavori di falegnameria: consiste di un parallelepipedo di legno in cui è fissata saldamente la lama di uno scalpello di metallo, che sporge sotto la base; muovendo il corpo della pialla sul legno da lavorare, questa ne asporta uno strato di spessore fisso - maggiore o minore a seconda che l’intento sia quello di sgrossare o levigare. Il suo nome deriva dal latino: plana piana, pialla, attraverso un’ipotetica forma popolare planula.

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Piallatura a Filo e Spessore: Tecniche Moderne

Per piallare nel modo migliore una tavola o un pannello si esegue generalmente la piallatura a filo e spessore, ovvero si pialla prima una faccia e poi una costa a filo, per poi piallare a spessore le altre due facce - una procedura ripetibile per tutte le tavole che assicura un risultato preciso. Nello specifico:

  • Quando si esegue la piallatura a filo il pezzo in legno scorre sui piani superiori della pialla (entrata e uscita). In mezzo si trova il tamburo portacoltelli. Il piano di entrata deve essere leggermente più basso di quello di uscita, perché la differenza di altezza determina lo spessore del materiale che viene eliminato per ogni passata;
  • Con la piallatura a spessore il pezzo (tavola, pannello, elemento in legno) scorre su un piano regolabile in altezza grazie a due rulli di trascinamento. Il piano per la piallatura a spessore è continuo; l’altezza va settata su una misura di poco minore dello spessore del pezzo da piallare;

Per sua natura, e come molte altre macchine per la lavorazione del legno, la pialla è una macchina potenzialmente pericolosa; deve quindi essere usata con la massima cura e seguendo attentamente le norme di sicurezza. Occorre leggere il manuale d’uso per le avvertenze di utilizzo, quindi si consiglia di scollegare il cavo elettrico una volta finita la lavorazione.

Piallatrice a filo: lavorare il legno in modo sicuro ed efficace

Una volta terminato il processo di piallatura si può passare a tutte le successive fasi di lavorazione del legno che porteranno dal materiale grezzo al prodotto semilavorato, oppure finito.

Il Significato Figurativo di "Piallare"

L’immagine di un attrezzo che affina o spiana con forza è molto suggestiva; essendo poi la pialla un attrezzo di successo millenario, è naturale che la sua immagine abbia attecchito bene nella lingua, rimanendo vivida pure in un periodo come il nostro, in cui di pialle se ne vedono poche. Figuratamente si può quindi piallare un articolo per affinarlo ed eliminarne le asperità; per costruire il mostro architettonico verrà piallata un’intera collina - o si rispristinerà la bellezza di un piano piallando il mostro architettonico; e delle critiche non ben strutturate saranno piallate con facilità. Il verbo "piallare" estende così il suo significato originale di levigare e uniformare superfici fisiche a contesti più astratti, indicando l'atto di rendere qualcosa più liscio, più semplice o più efficace attraverso un'azione incisiva.

"Cartone Animato": Origine e Evoluzione di un Termine

Il significato umoristico di "piallare cartone animato" nasce da un’intuizione che sfrutta la polisemia della parola "cartone". Come fa spesso nei suoi fumetti, in questa vignetta Sio mette in scena uno scambio di battute assurdo basato sulla polisemia: “cartone” può sì indicare un tipo di carta molto spesso o una scatola dello stesso materiale, ma è anche l’abbreviazione di “cartone animato”. Oltre a farci sorridere, la scenetta ci offre l’occasione per fare una breve riflessione su un’espressione che entra nel nostro vocabolario già nei primi anni di vita e che quindi usiamo senza farci troppe domande.

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Un Calco Linguistico con Radici Antiche

Basta una rapida ricerca per scoprire che “cartone animato” è un calco dell’inglese animated cartoon, che sarebbe più corretto tradurre con “disegni animati” o “vignette animate”. Dopotutto, ad animarsi sono dei disegni, mica dei cartoni. Tuttavia, la relazione tra disegno e cartone non è priva di senso al punto di vista etimologico. L’uso dei cartoni era molto diffuso tra artisti del calibro di Raffaello e Piero della Francesca per la preparazione di affreschi. Questi "cartoni" erano grandi disegni preparatori, spesso realizzati su carta robusta, che venivano poi trasferiti sulla superficie da affrescare.

Il Curioso Percorso di Ritorno di "Cartone"

Ciò ci porta all’aspetto più curioso legato all’origine di questa espressione: “cartone animato” è un calco di animated cartoon, ma cartoon è un calco di “cartone”. Come riportano il dizionario Collins e l’Online Etymology Dictionary, l’inglese cartoon deriva dal francese carton, che a sua volta deriva proprio dall’italiano “cartone”. Il termine cominciò a diffondersi al di fuori dall’Italia attorno nel XVII secolo, e col passare del tempo cambiò di significato: nell’Inghilterra del XIX secolo, cartoon venne adottato per indicare le vignette umoristiche e satiriche pubblicate su riviste come Punch, a cui viene attribuita la diffusione di questa particolare accezione. Un secolo più tardi, grazie allo sviluppo delle tecniche di animazione, le vignette iniziarono a muoversi e divennero animated. E così, in un qualche momento della storia, i cartoon rientrarono nella nostra lingua come “cartoni”.

Se allarghiamo un po’ la prospettiva, questo percorso ricorda abbastanza da vicino quello fatto da parole come “premium”, “bonus”, “audio”, “video” e “media”, ovvero i cosiddetti latinismi di ritorno: parole latine uscite dall’uso e ritornate comuni in italiano grazie all’influenza dell’inglese.

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