Guida Completa alla Pialla Manuale: Uso, Manutenzione e Tecnica per la Lavorazione del Legno e delle Botti

Il legno va lavorato con strumenti affilati e questo principio vale più che mai per la piallatura con la pialla per legno. Eppure, con tanta esperienza accumulata nel corso dei millenni, oggi è proprio la piallatura che ci mette più alla prova nell’ambito dei lavori con il legno. La prima è una regola che vale per qualsiasi lavorazione, ma in questo caso non ci sono tolleranze possibili: si deve fare esperienza! Il tipo di essenza e l’orientamento della fibratura, infatti, rappresentano una variabile “drammaticamente” importante nella piallatura, più che in molte altre lavorazioni del legno. La seconda regola fondamentale è che l’utensile sia valido, ovvero di alto livello costruttivo e, soprattutto, abbia il tagliente molto ben affilato e ben regolato. Nonostante la pialla sia un utensile estremamente semplice ed essenziale, deve garantire un sostegno al tagliente solido e durevole.

Le Pialle Manuali: Tipologie e Uso Specifico per le Botti

Le pialle manuali sono classificate in base a tre categorie che ne identificano la destinazione d’uso di base: le pialle vere e proprie, le sponderuole e gli incorsatoi. In realtà, in questa categoria si possono trovare ulteriori suddivisioni a seconda della funzione specifica.

Il pialletto manuale a finire, utilizzato per i lavori di fino sulle superfici, ha il tagliente con filo diritto e spigoli smussati per non rigare la superficie da lavorare. La sponderuola, solitamente di spessore sottile, è caratterizzata dall'avere il coltello della stessa larghezza del ceppo e da una buca ridottissima, poiché i trucioli vengono espulsi dalle aperture laterali dopo la feritoia.

Per quanto riguarda la lavorazione di elementi curvi, come quelli necessari per la fabbricazione di botti, la piallatrice legno da bottai è caratterizzata da una suola curva con cui si possono lavorare i pezzi concavi, come per esempio le doghe per la costruzione delle botti o dei tini in legno.

La Tecnica Corretta di Piallatura

La pialla per legno manuale va portata con due mani, anche quando non è presente l’impugnatura anteriore. È di fondamentale importanza, infatti, mantenerla saldamente a contatto con la superficie e usare (sviluppandola col tempo) la propria sensibilità nel mantenere la planarità anche con le superfici sconnesse o strette come una tavola.

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La passata non deve essere continua, da cima a fondo del pezzo: sono le nostre braccia a imprimere lo slancio e le mani a gestire la pressione sull’anteriore e il posteriore dell’utensile, in modo ritmico e armonioso, senza rigidità e impuntamenti che possono generare terribili scalini sulla superficie. La principale cautela va osservata all’attacco e all’uscita dal pezzo in lavorazione.

La piallatura di testa, ovvero fatta portando la pialla trasversalmente rispetto al senso delle fibre del legno, presenta delle difficoltà. La più evidente è il fatto che le fibre vanno tranciate e in questo modo offrono molta resistenza al passaggio della lama. Una soluzione alternativa al problema è quella di bloccare molto saldamente un pezzo di legno di scarto contro la faccia relativa all’uscita della pialla.

Piallatura manuale su travi. Lavorazione di falegnameria artigianale.

Manutenzione Essenziale della Pialla Manuale

Le pialle in legno, come suggerisce il nome, sono fatte di legno. Il legno si usura e il legno funziona. Ecco perché è necessario controllare regolarmente alcune cose e correggerle se necessario. Questo vale per tutte le pialle in legno!

Ispezione Visiva e Smontaggio

Se avete ricevuto una vecchia pialla da un amico, l'avete acquistata in un mercatino dell'usato o non la usate da molto tempo, dovreste concentrare la vostra attenzione su alcune aree. Osservate la pialla da tutti i lati. Com'è la suola della pialla? Ci sono segni di usura? Tenete un righello di prova sulla suola in senso longitudinale e trasversale per vedere quanto è uniforme. Che aspetto ha il bordo del ferro? È arrugginito? C'è qualcosa incastrato nella bocca della pialla? Il cuneo di legno è intatto o ha i bordi scheggiati? A volte, la bocca della pialla può essere intasata di trucioli a causa di un'aletta che non poggia correttamente sul ferro, è regolata in modo errato o un cuneo di legno troppo lungo. Raramente, il passaggio dei trucioli può essere troppo stretto.

Per la manutenzione, per prima cosa è necessario smontare la pialla. A tal fine, rimuovere il ferro da stiro e il rompitruciolo (noto anche come aletta). Afferrare saldamente la pialla intorno alla protezione della mano, al ferro da stiro e al cuneo di legno, quindi colpire con forza la parte posteriore con un martello. Molte pialle sono dotate di un pulsante di impatto supplementare per proteggere la scatola della pialla da eventuali danni. Se il ferro non si allenta, è possibile che si sia arrugginito e sia letteralmente incrostato sul suo letto di legno. In questo caso è possibile allentarlo con leggeri colpetti, alternando il lato destro e quello sinistro. Se si tratta di un piano con rompitruciolo (doppio piano), questo deve essere svitato dal ferro. È pratico un cacciavite rompitruciolo speciale con una lama dello spessore e della larghezza giusti per la testa della vite molto grande. Per tutte le operazioni di manutenzione e affilatura, il coltello e il controferro, se presente, vanno separati.

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Affilatura e Regolazione del Coltello e Controferro

A mano, usando le pietre, o con l’ausilio della mola ad acqua, l’affilatura è operazione da effettuare con la massima cura, soprattutto sui coltelli delle pialle nuove. Con le pietre vanno fatti più passaggi con grado di smerigliatura progressivamente più fine, a seconda anche di quanto sia rovinato il filo del coltello. La pietra (può essere di tipo ad acqua o a olio) va appoggiata su una superficie piana. La rettifica della parte piana è la prima cosa da fare, usando la pietra a grana 800. I passaggi sulla parte piana del coltello sono semplici; più difficile è mantenere l’inclinazione quando si passa alla parte bisellata (solitamente l’angolo è di 30°). Per questo esistono delle guide, cui fissare il coltello, che permettono di mantenere costante l’angolo impostato. Il passaggio al disco con la striscia di cuoio perfeziona il filo rendendolo tagliente come un rasoio.

Innanzitutto, è necessario controllare la planarità del lato a specchio del ferro da stiro e, se necessario, rielaborarlo. Un lato piatto dello specchio non è solo un prerequisito per una riaffilatura rapida ed efficace del ferro, ma consente anche un adattamento preciso del rompitruciolo. La piastra di affilatura diamantata è la più adatta per la ravvivatura. Con pochi movimenti sulla piastra, è possibile vedere rapidamente se e dove ci sono delle irregolarità. Una volta affilato il coltello, si rimonta il controferro accoppiandolo nel senso corretto.

Per verificare il supporto del rompitruciolo, posizionare l'aletta nella posizione sul lato dello specchio in cui verrà successivamente installata. Tenere il pacchetto di lembi di ferro in controluce in modo da poter vedere lo spazio tra l'aletta e il ferro. Se si nota una leggera fessura tra il ferro e il bordo del rompitruciolo, l'aletta non è in piano e deve essere rilavorata. Il "bordo di taglio" del rompitruciolo è rettificato con un angolo di circa 30-40°. Il bordo anteriore dell'aletta non deve essere affilato; al contrario, viene molato uno smusso molto sottile di circa 80°. Questa superficie deve essere molto stretta in modo da rompere il truciolo in modo pulito, ma senza che si attacchi a questa superficie. Una volta che il ferro è di nuovo affilato e l'aletta è pronta, si possono riavvitare i due pezzi. Il bordo rompitruciolo deve essere il più vicino possibile al bordo di taglio, l'ideale è una volta e mezza o due lo spessore del truciolo.

L’insieme lama-controferro si riposiziona nella pialla a mano per legno. La regolazione della sporgenza del filo della lama dalla suola è la fase più importante. La parte di lama che fuoriesce deve essere orizzontale, altrimenti la passata asporterà un truciolo a sezione variabile. Se per mandare giù il coltello all’interno della fessura basta picchiarci sopra con il martello, per farlo arretrare, allentando nel contempo la pressione del cuneo che lo blocca, si usa sempre il martello, ma picchiando sul retro della pialla. Per sbloccare la lama va comunque estratto il cuneo di legno. Il cuneo si estrae. Spesso anche questo presenta all’estremità una bisellatura di cui va osservato il verso, al momento di rimontare il coltello. Quando l’ampiezza della feritoia è regolabile ci si deve assicurare di mantenerla sempre più stretta possibile. In questo modo si garantisce la migliore azione sul legno da parte del coltello, senza l’innesco di vibrazioni. Ovviamente bisogna consentire al truciolo di passare senza che venga trattenuto e ingolfi la feritoia stessa e la buca.

La Ravvivatura della Suola della Pialla

Ora è possibile reinserire il ferro nella pialla. Per inserire il ferro, tenere la scatola della pialla in modo che la superficie su cui poggia il ferro sia orizzontale. In questo modo è possibile inserire facilmente il ferro e il cuneo nella pialla senza che il ferro scivoli attraverso l'imboccatura della pialla e possa tagliarsi. Per controllare e lavorare ulteriormente la suola della pialla, il ferro deve essere posizionato in modo che il tagliente si trovi circa 0,5-1 mm dietro la suola della pialla. Stringere il ferro dando qualche colpetto al cuneo.

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Spesso le irregolarità sono dovute alla deformazione della scatola della pialla per effetto dell'umidità, o all'usura e all'affaticamento del legno. Molto spesso si forma un leggero rigonfiamento sulla suola, nella zona dietro il tagliente. Allo stesso tempo, si verifica una leggera rientranza nella suola della pialla, di solito direttamente davanti al tagliente. Questa rientranza è causata dall'usura, ad esempio durante la rottura dei bordi. È importante che il ferro e il cuneo siano montati e che la pialla sia in tensione. Durante la ravvivatura, il ferro deve essere montato e fissato saldamente. Il bordo di taglio deve arretrare dietro il piano della suola.

Tratteggiare la suola della pialla con linee a matita, in modo da poter riconoscere facilmente le aree della suola che sono state trattate. Particolarmente importante è l'area direttamente davanti al tagliente. Il tratteggio dovrebbe essere particolarmente visibile. Applicare o stendere la carta vetrata di grana 80-120 su una superficie piana, come una pietra o una lastra di vetro. A questo punto è possibile piallare la suola con movimenti di "piallatura". Eseguire la levigatura fino a quando tutti i segni di matita sono stati rimossi e sulla bocca della pialla è di nuovo presente un bordo pulito. A questo punto è possibile rompere leggermente i bordi longitudinali della suola. Infine, è consigliabile incerare la suola con cera per pialle o cera per candele (paraffina) e lucidarla con alcuni trucioli.

Sicurezza e Buone Pratiche

Mantenere una posizione di lavoro tale da risultare al di fuori della zona pericolosa, ossia tale da evitare di essere colpito in caso di rifiuto del pezzo di legno. L'attrezzatura deve essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione.

È sempre fondamentale utilizzare i dispositivi di protezione individuali (D.P.I.) previsti:

  • Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol.
  • Occhiali a mascherina in materiale anallergico con fascia elastica regolabile e lente in policarbonato classe ottica 1, trattamento antigraffio esterno e antiappannante interno.
  • Guanti per la protezione delle mani.

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante.

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