La Delicata Convivenza tra Legno e Impianto Radiante
Devo farti una premessa, fondamentale, che riguarda il legno e la sua umidità.
Infatti è l'umidità a creare problemi, o meglio è la variazione della percentuale di umidità contenuta nelle singole assi del parquet che può generare dei fastidi a casa tua.
Quando ti parlavo dello "stress" che subisce il pavimento in legno nella convivenza con l'impianto radiante, mi riferivo al fatto che l'impianto a pavimento scalda il massetto e di conseguenza il parquet incollato su di esso.
Questa operazione provoca una (ulteriore) essiccazione del parquet con il risultato di diminuire il contenuto di umidità ottimale all'interno della tavola.
Al variare della umidità ottimale si possono verificare ritiri o rigonfiamenti nel pavimento.
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L'entità di questi fenomeni dipende molto dal tipo di legno e dalla sua maggiore o minore nervosità ed anche dalle caratteristiche anatomiche del legno scelto.
Infatti l'adsorbimento o il desorbimento di umidità del parquet è assolutamente normale e, come detto, seppure la temperatura non ha nessuna incidenza diretta sulla deformazione del materiale, essa provoca una variazione sull'umidità relativa dell'aria: a maggiori temperature corrisponde minore umidità relativa.
Per questo un parquet su impianto radiante acceso con temperatura di esercizio attorno ai 20°C produce una riduzione di umidità relativa e, di conseguenza, delle contrazioni/riduzioni delle dimensioni originarie del parquet.
Questo fenomeno si manifesta, generalmente, nei mesi di gennaio e febbraio, circa 60 giorni dopo l'avvio del riscaldamento a pavimento che generalmente avviene nel mese di novembre.
Il fenomeno assume maggiore entità se il formato di parquet scelto è maggiore: un pavimento in legno in formato plancia genererà delle fessure più rilevanti di un parquet di piccolo formato.
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La cosa è facilmente intuibile: il minore numero di fughe in un parquet di grandi dimensioni significa che quelle fessure diventeranno più grandi a parità di variazione di umidità (e a parità di essenza di legno).
Come risolvere il problema di acqua o umidità del vostro parquet: consigli e soluzioni
Normative e Condizioni Ideali per il Parquet
La condizione di umidità ottimale è stabilita da una norma: la Uni En 13226.
Questa norma prevede che il contenuto di umidità standard nel parquet massiccio, al momento della consegna, sia attorno al 10% (dal 7 al 11%).
Mentre la norma Uni En 13489 prevede che il contenuto di umidità nel prefinito (la norma lo definisce multistrato) debba essere compresa tra il 5% ed il 9%.
Generalmente le schede prodotto dei vari tipi di parquet prevedono una umidità relativa dell'aria del 50% e temperature ambiente di 18°C.
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Queste condizioni vanno a tutto vantaggio non solo del parquet ma anche degli abitanti della casa, in quanto queste sono condizioni climatiche "moderate" sono considerate più sane anche per chi ci abita.
Un modernissimo prefinito in legno multicolor posato su impianto di riscaldamento a pavimento a Montebello Vicentino (Vicenza) è un esempio di applicazione di queste tecniche.
Fattori Ambientali che Incidono sull'Umidità
Non va considerata solamente la temperatura dell'impianto radiante a pavimento ma anche altri fattori che vanno ad influenzare l'umidità:
numero degli abitanti dell'unità residenziale: una giovane coppia o una famiglia numerosa? riposano solamente oppure fanno attività fisica? Una persona a riposo emette 50 g/h di umidità, una persona che fa una attività fisica leggera ne emette 200 g/h
lo stile di vita: un uso ridotto oppure intensivo della zona cottura dei cibi e del lavaggio dei panni incide pesantemente sul tenore di umidità dell'aria. Una doccia produce circa 2000 g/h (quante docce vengono fatte in un giorno?)
carattestiche dell'involucro edilizio: traspirabilità delle pareti, presenza o meno di cappotti, di superfici interne in cartongesso etc.
ventilazione: la presenza di ventilazione meccanica controllata o di abitudini a ventilare spesso gli ambienti aprendo le finestre incide sulla presenza di umidità in ambiente
Tutti questi motivi sono tra di loro interconnessi e sovrapponibili nei loro effetti sull'equilibrio idroscopico del legno.
Un ambiente è da ritenersi "molto secco" se l'umidità relativa è inferiore al 30%, mentre è da ritenersi "molto umido" se l'umidità è superiore al 70%.
Progettazione e Documentazione Tecnica (DWG e 3D)
Il disegno tecnico in formato DWG per un sistema radiante a pavimento 3D è un importante strumento per progettare e installare correttamente questo tipo di impianto.
I file DWG consentono di visualizzare in dettaglio la disposizione dei tubi del sistema radiante all’interno della pavimentazione, garantendo una distribuzione uniforme del calore nell’ambiente.
Questi disegni sono fondamentali per i professionisti del settore HVAC e per i progettisti di interni che desiderano integrare un sistema di riscaldamento a pavimento 3D nei loro progetti.
Grazie al formato DWG, è possibile ottenere una rappresentazione tridimensionale accurata del sistema radiante, facilitando la pianificazione e l’installazione dell’impianto.
Uno schema di impianto di riscaldamento a pavimento in formato DWG è un disegno tecnico che mostra la disposizione e la connessione dei componenti dell’impianto.
All’interno del disegno DWG, è possibile trovare informazioni dettagliate sugli elementi dell’impianto, come tubazioni, collettori, valvole e radiatori a pavimento.
Questo tipo di documento è particolarmente utile per gli installatori e i progettisti che devono pianificare l’installazione e la manutenzione dell’impianto di riscaldamento a pavimento.
Il progetto di riscaldamento a pavimento 3D è una tecnica innovativa che permette di visualizzare in modo dettagliato e preciso l’installazione di un impianto di riscaldamento a pavimento tramite la simulazione tridimensionale.
Come risolvere il problema di acqua o umidità del vostro parquet: consigli e soluzioni
Questo tipo di progettazione consente di valutare con precisione l’efficienza energetica, la distribuzione del calore e l’ottimizzazione degli elementi come tubi, isolamenti e regolatori di temperatura.
Attraverso software avanzati, è possibile analizzare virtualmente l’intera struttura del pavimento e individuare eventuali criticità o miglioramenti da apportare prima della fase di installazione effettiva.
Grazie alla tecnologia 3D, è possibile ottenere un progetto personalizzato e su misura, garantendo un elevato livello di comfort termico e un consumo energetico ottimizzato.
Un disegno tecnico radiante a pavimento è una rappresentazione dettagliata di un impianto di riscaldamento a pavimento.
Questo sistema utilizza tubi in polietilene reticolato o altri materiali per trasportare acqua calda sotto il pavimento, distribuendo calore in modo uniforme nell’ambiente.
Nel disegno tecnico sono indicati sia il layout dei tubi nel pavimento che i dettagli di installazione, come la posizione della centralina termica e la distribuzione dei collettori.
Questo tipo di riscaldamento offre numerosi vantaggi, tra cui un maggiore comfort termico, una distribuzione uniforme del calore e un risparmio energetico.
Inoltre, il disegno tecnico radiante a pavimento è essenziale per garantire un’installazione corretta e efficiente dell’impianto.
Componenti e Stratigrafia di un Sistema Radiante
Una progettazione precisa, che definisca la stratigrafia corretta per un pavimento con sistema radiante, può fare la differenza in termini di prestazioni, comfort e risparmio energetico.
Strati fondamentali:
barriera o freno al vapore: le caratteristiche devono essere scelte in funzione della collocazione del sistema radiante (a contatto con il terreno, su interpiano riscaldato o non ecc.) e della tipologia di pavimentazione;
strato acustico: tale strato può essere indipendente oppure pre-accoppiato allo strato isolante (ad esempio mediante una guaina a base di gomma);
strato isolante: i valori di resistenza termica dovranno essere conformi alle prescrizioni degli standard UNI EN 1264-4 e UNI EN ISO 11855-5;
strato di protezione dello strato isolante: NON è una barriera al vapore! La sua funzione, come dice il suo nome è quella di proteggere l’isolante dal getto del massetto. Tale strato, infatti, non è soggetto a vincoli di installazione (sigillatura) o prestazionali (valore minimo di SD) come per la barriera al vapore; Gli unici vincoli sono spessore che deve essere di almeno 0,15 mm per un foglio di polietilene e la sovrapposizione dei fogli (almeno 8 cm) o materiale con analoghe prestazioni (UNI EN 1264 e UNI EN ISO 11855);
tubazioni: in materiale plastico, i diametri variano in funzione della tipologia del sistema (generalmente da 1 a 2 cm);
strato di supporto: può essere realizzato in opera oppure prefabbricato e a secco;
strato di posa per la pavimentazione: dipende dalla tipologia di posa e dal materiale della pavimentazione;
pavimentazione: di norma su un impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante è possibile posare qualsiasi tipo di pavimentazione. Le prescrizioni di tale strato riportante negli standard UNI EN 1264 e UNI EN ISO 11855 riguardano il valore massimo di resistenza termica.
La norma UNI 11470 dal titolo “Coperture discontinue - Schermi e membrane traspiranti sintetiche - Definizione, campo di applicazione e posa in opera” definisce le modalità applicative degli schermi e le membrane traspiranti sintetiche e il loro utilizzo su copertura a falda, su supporti continui o discontinui o a contatto diretto con isolante termico.
Lo strato separatore, per impedire efficacemente la risalita di umidità dagli strati inferiori, deve essere costituito da almeno un freno al vapore a bassa diffusività con valore relativo dello spessore d’aria equivalente Sd compreso tra 40 e 100 m, come indicato nella UNI 11470.