Il parquet, oggi sinonimo di pavimentazione elegante e raffinata, ha una storia ricca e affascinante che affonda le sue radici in epoche lontane. Partiamo dal termine stesso: "parquet", una parola che evoca immediatamente le pavimentazioni in legno, ma che in passato aveva un significato diverso. Inizialmente, "parquet" era il diminutivo di "parc" in francese, ovvero "parco", e veniva utilizzato per indicare i luoghi in cui si svolgevano eventi sociali e pubblici.
Il termine era noto anche perché designava la sala in cui il Re di Francia Luigi XIV si riuniva con i suoi ministri. Ma le origini del parquet sono ancora più antiche: sebbene la parola sia diventata strettamente legata all'arredamento tra il '600 e il '700, il pavimento in legno è stata la prima vera pavimentazione realizzata nelle abitazioni, sostituendo i pavimenti in terra battuta e preannunciando l'arrivo dei pavimenti in marmo e pietra.
Origini antichissime, quindi, per una delle pavimentazioni più richieste ancora oggi, capace di rendere ogni ambiente unico ed elegante. L'uso del legno per pavimentare risale addirittura al X secolo a.C.; troviamo infatti citazioni nell'Antico Testamento del regno di re Salomone. Anche nella Roma imperiale i pavimenti erano realizzati in legno, spesso con la posa a spina di pesce.
I disegni geometrici, invece, furono inventati nel Medioevo, precisamente in Scandinavia e in Inghilterra, dove le decorazioni venivano realizzate abbinando legni di diverso colore. Anche in Francia questa nuova pavimentazione prese piede rapidamente e, tra il XII e il XIII secolo, i parquet venivano realizzati assemblando legno di rovere e ulivo per creare effetti cromatici.
Via via, le tecniche si sono raffinate, portando alla creazione di pavimenti in legno a doppio strato, uno dei quali fungeva da supporto. Il parquet divenne un segno distintivo nelle case dei ricchi e dei nobili, che ne commissionarono esemplari magnifici anche per i castelli e le residenze estive. I legni più in voga erano il faggio, il noce e il ciliegio, decorati con diversi temi geometrici, molti dei quali presero il nome delle residenze in cui erano stati realizzati.
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Molte residenze importanti in Europa vantano pavimenti in legno che sono vere e proprie opere d'arte. Tra i più famosi, si ricordano quelli di Palazzo Madama a Torino, del Castello di Versailles (da cui ha preso il nome il disegno a intarsio) e della palazzina di Caccia di Stupinigi, la residenza dei reali d'Italia. Grande importanza fu data al parquet in Italia nell’Ottocento con il massimo utilizzo in Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.
Oggi tutti lo chiamiamo parquet, ma qual è l’origine del suo nome? Alla corte del Re di Francia Luigi XIV le stanze avevano pavimenti in legno e la parola parquet, originariamente utilizzata come sinonimo di parco, venne presto utilizzata per indicare questa tipologia di rivestimento a listelli di legno. Il termine verrà adottato nel lessico dell’arredamento a partire dal Seicento. Ciononostante il pavimento in legno ha una storia, che possiamo far risalire sino al 3.000 a.C., in epoca egizia.
Le testimonianze dell’uso antico del parquet non si fermano al mondo egizio. L’Antico Testamento, infatti, ci offre un’importante testimonianza dell’uso del pavimento in legno presso il regno di Salomone. Le prime testimonianze di decorazioni e geometrie realizzate con tipologie lignee e colori diversi risalgono al basso Medioevo, quando si svilupparono le civiltà della penisola scandinava e delle isole britanniche.
Questa tradizione artigianale si diffuse conseguentemente nella Francia del nord attorno al XII secolo, dove cominciò a svilupparsi e raffinarsi sempre più. Le primissime innovazioni nel design del parquet in Francia consistevano nell’accostamento del legno di Rovere e Ulivo. Le tipologie più diffuse per la realizzazione del parquet in Francia erano noce, ciliegio e faggio.
È soprattutto in epoca barocca, nel corso del Seicento, che il parquet diviene la pavimentazione classica per le dimore di lusso, anche in Italia. Esempi celebri sono Palazzo Madama a Torino e Palazzo Ducale a Venezia.
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La data ufficiale del primo, vero, parquet è il 1534, quando l’architetto Jules Menard fece costruire il un pavimento in legno appositamente per Francesco I, re di Francia dal 1515 alla sua morte, il 31 marzo 1547. Il termine parquet, però, a quel tempo ancora non era nato. “Parquet” deriva da parc, ovvero “parco”. Parquet era anche il termine utilizzato alla Reggia di Versailles per indicare il “piccolo parco” chiuso della Grand Chambre in cui si tenevano le udienze dei procuratori del re Luigi XIV, il Re Sole.
Pavimentata in legno, portò il vocabolo a trasformarsi in sinonimo di pavimento in legno. Nel XVII secolo il parquet era già diventato di moda nelle case di lusso: tra i legni più utilizzati, il rovere, il faggio, l’acero, il noce, il castagno e il ciliegio. La posa a quadrotte è costituita formata da pannelli di legno preassemblati intrecciati tra loro a formare un motivo diagonale all’interno di una cornice chiamata quadrotto.
Intarsi e cornice possono essere della stessa essenza della cornice o di essenze diverse per accentuare il contrasto tra i listelli. Il castello di Versailles è l’antica residenza reale dei Borbone di Francia, sorta a una ventina di chilometri da Parigi per volere di un giovane Luigi XIV desideroso di allontanarsi dalla capitale e dai suoi cittadini.
Il Re Sole vi trasferì la residenza nel 1682: fu la sede del potere politico del regno di Francia sino alla vigilia della Rivoluzione francese, quando la famiglia reale non fu costretta a tornare a Parigi. Come è facile immaginare, non è il pavimento l’unica cosa in legno del palazzo di Versailles. Per esempio, è in legno il palco dell’Opera Royal di Versailles, il teatro interno alla reggia inaugurato, dopo molte traversie, il 16 maggio 1770. Sono in legno dorato le leggiadre figure femminili che reggono cornucopie con candelabri di cristallo di rocca che scandiscono i metri della mirabile Galleria degli Specchi.
Settantatré metri di lunghezza, oltre 10 di larghezza e più di 12 in altezza: alle 17 finestre arcuate che si affacciano verso il giardino fanno da contraltare altrettante finte porte, decorate di specchi a riquadri smussati ai lati e incorniciati d’ottone cesellato e dorato. Un unico blocco di raro e costosissimo marmo rosso proveniente dal Belgio lavorato da tre scalpellini per un anno: un ottagono dal diametro di tre metri, con gradini che permettevano di scendere e poi di sedersi immersi nell’acqua, inserito nel pavimento di una stanza rivestita di marmi policromi, sostituiti da pannelli di legno nel XVIII secolo.
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Era la Sala da Bagno di Versailles, prediletta da Luigi XIV che lì, tra quel marmo e quel legno, amava concedersi i suoi bagni all’essenza d’arancia. In un secondo momento divennero gli appartamenti privati di Madame de Montespan, favorita del Re Sole.
Sembra che il parquet Versailles sia stato progettato nel ‘600 per sostituire la pavimentazione di una zona del palazzo. Ma l’arte di usare il legno per le pavimentazioni è ancora più antica: si parte dal Neolitico - 4000 a.C. -, periodo in cui le case dell’epoca, dette palafitte, presentano pavimenti in tavole di legno.
Diversi millenni dopo, in particolar modo in Svezia e in Finlandia, è ancora il legno a rappresentare il principale materiale per la costruzione delle abitazioni. Tra l’XI e il XIV secolo anche le chiese propongono lo stesso stile per i propri pavimenti che vengono fissati alle travi sottostanti mediante l’uso di chiodi in ferro.
I pavimenti in legno, col tempo, vengono migliorati dall’evoluzione delle lavorazioni, si diffondono nel Nord Europa e nei Paesi atlantici. Ma il celebre caso della Reggia di Versailles non è l’unico.
Era il 1796 quando Roubo stabilì che il vero parquet è quello per assemblage, ovvero quello in cui i pannelli sono preparato in bottega e poi posati. Ed è proprio a cavallo tra XVIII e XIX secolo che cominciarono a diffondersi svariati modi di posare il parquet, fino ad arrivare ai parquet intarsiati: ancora una volta, a dettare le mode erano i francesi. Come già vi abbiamo raccontato, uno dei più amati era il parquet Versailles, ispirato a quello, caratteristico, della Reggia.
In Francia, tra le modalità di posa del parquet diffuse a quel tempo, anche la posa Chantilly, con pannelli formati da 16 o 20 quadrati inseriti in un reticolo di elementi disposti in senso parallelo rispetto alla cornice del pannello; di uso comune era anche il parquet Soubise, in pratica uguale al Versailles ma composto solo da quattro quadrati centrali, e il parquet Aremberg, composto da 4 quadri centrali inseriti in una cornice quadrata inclinata di 45° rispetto a i bordi e contenuta a 45° nel pannello.
Oggi, i pannelli Versailles, Chantilly, Aremberg sono genericamente detti pannelli alla francese: nel 1700 vissero il loro momento di maggiore diffusione. Quei pavimenti di legno caratterizzavano la maggior parte dei castelli e delle residenze di lusso dell’epoca.
Dal XV secolo cominciano a diffondersi i parquet intarsiati, che raggiunsero altissimi livelli sotto Luigi XIV (re di Francia dal 1774 al 1792). Le tarsie, elemento decorativo, spesso venivano utilizzate per sottolineare l’importanza di alcuni spazi. Nella maggior parte dei casi si tratta di realizzazioni centrali: i rosoni sono tra i soggetti più diffusi. A seconda della loro posizione venivano posati i pannelli del parquet e di conseguenza scelto il mobilio.
Le tarsie, pezzi unici, erano realizzate con legni di essenze diverse rispetto a quelle del pavimento in legno. È nella Russia del 1800 che i parquet intarsiati raggiunsero il loro apice: un esempio su tutti, l’Ermitage di San Pietroburgo. Opere estremamente cariche, ricche, sontuose, lontane da chi, già allora, prediligeva un gusto più sobrio.
Esempio di Parquet Versailles
Legnoresina®: storia di un percorso
L’evoluzione del parquet: dal simbolo di status all’elemento funzionale
Nel XIX secolo, con l’avvento della rivoluzione industriale, la lavorazione del legno divenne più accessibile grazie all’introduzione di macchinari che semplificarono la produzione. Il parquet si trasformò da prodotto esclusivo a soluzione versatile per le abitazioni borghesi. Gli stili cambiarono, passando da complessi intarsi a superfici lisce e minimaliste, più adatte alle esigenze funzionali delle nuove classi sociali.
Durante il XX secolo, il parquet divenne un’opzione popolare per le case moderne, grazie alla combinazione di estetica e praticità.
Il parquet oggi: tradizione e innovazione
Oggi il parquet è un elemento centrale nell’arredamento, apprezzato sia per il suo aspetto naturale che per la sua capacità di adattarsi a contesti moderni e sostenibili. Grazie a innovazioni come la tecnologia Legnoresina®, sviluppata da Salis, il parquet è diventato ancora più resistente e versatile.
Perché scegliere il parquet: tra estetica e sostenibilità
Il parquet non è solo una scelta estetica, ma anche un’opzione sostenibile per la casa. Quando proviene da foreste gestite in modo responsabile, il legno rappresenta una risorsa rinnovabile e a basso impatto ambientale.
Parquet di Salis: estetica e sostenibilità
La storia continua: parquet per il futuro
Il fascino del parquet risiede nella sua capacità di raccontare una storia. Dalle dimore reali del passato alle case moderne di oggi, il parquet si evolve continuamente, mantenendo intatto il suo legame con la natura e il design.
| Periodo Storico | Caratteristiche del Parquet | Esempi Notevoli |
|---|---|---|
| Antichità (fino al X secolo a.C.) | Pavimenti in legno semplici, spesso a spina di pesce. | Regno di Salomone, Roma Imperiale |
| Medioevo | Introduzione di disegni geometrici e abbinamenti di legni di diverso colore. | Scandinavia, Inghilterra |
| XII-XIII Secolo | Utilizzo di rovere e ulivo per creare effetti cromatici. | Francia |
| XVII-XVIII Secolo | Parquet come segno distintivo nelle case nobiliari, con legni pregiati come faggio, noce e ciliegio. | Palazzo Madama (Torino), Castello di Versailles, Palazzina di Caccia di Stupinigi |
| XIX Secolo | Industrializzazione della produzione, parquet più accessibile e funzionale. | Abitazioni borghesi |
| Oggi | Innovazione e sostenibilità, con tecnologie come Legnoresina®. | Case moderne, contesti sostenibili |