Il Parquet Tradizionale in Rovere: Un Capolavoro di Bellezza, Storia e Funzionalità

Il rovere, conosciuto per la sua bellezza naturale e la sua incredibile durabilità, è una scelta classica per i pavimenti e continua ad essere una delle preferenze più amate nel corso del tempo. Il parquet in rovere massello è attentamente selezionato e lavorato per garantire che ogni singola tavola sia della più alta qualità. Il risultato è un pavimento che non solo è esteticamente gradevole, ma anche estremamente resistente e durevole. Le caratteristiche naturali del rovere, con le sue venature ricche e le sue variazioni di colore, danno ad ogni tavola un aspetto unico, aggiungendo un fascino speciale a qualsiasi ambiente.

Sia che si stia arredando una casa moderna o tradizionale, il parquet in rovere massello si adatterà perfettamente. Il suo aspetto naturale e versatile si abbina a qualsiasi stile, creando un ambiente caldo e accogliente.

La Popolarità Incontrastata del Rovere

Nel settore dei pavimenti in legno il Parquet in Rovere è di gran lunga l'essenza più utilizzata. Rappresenta oggi, in Italia quasi il 90% delle vendite di pavimenti in legno. Insomma quando si parla di parquet c'è un protagonista: è sua maestà il Rovere. La sua caratteristica principale è fungere da elemento di arredo e design, andando al tempo stesso a garantire funzionalità. Il parquet in rovere rappresenta la prima scelta tanto per case private quanto per ambienti più grandi. Qualsiasi sia il suo aspetto, il parquet in rovere donerà all’ambiente un tocco decisivo di stile.

Il Rovere: Una Storia Millenaria e Simboli Profondi

Dalla Quercia al Parquet: L'Origine Nobile

Il parquet di Rovere viene ricavato lavorando la Rovere, pianta che appartiene alla nobile famiglia delle querce. Le piante della famiglia delle querce possono raggiungere ragguardevoli dimensioni e possono vivere anche oltre i mille anni. Il rovere, o Quercus petraea, con cui si fabbricano gli elementi dell’omonimo parquet, è un albero imponente, una quercia caducifoglie proveniente dall’Europa e dall’Asia. È un albero a crescita lenta che può arrivare a circa 40 metri di altezza. Conosciuto anche con molti altri nomi come quercia, leccio o quercia rossa, possiede un tronco molto slanciato e ramificato solo nella parte superiore: con queste caratteristiche è perfetto per essere impiegato nella falegnameria e nell'industria del mobile. Un elemento particolarmente estetico della sua struttura, che poi si ripercuote nei pavimenti, è la corteccia: molto liscia all'inizio del suo sviluppo, successivamente evidenzia una serie di fessure di un color grigio più scuro.

Il Rovere nella Storia e nelle Leggende

La quercia è simbolo di vita per i popoli primitivi, espressione della potenza divina nell'Antico Testamento, considerata oracolo presso i greci antichi per il fruscio delle sue fronde, alleata del fuoco celeste e del sole, quindi capace di attirare i fulmini per gli antichi abitanti della Bretagna. Da sempre apprezzata per la durezza e la durata nel tempo del suo legno, il Rovere venne impiegato in epoca celtica per la costruzione di strade su terreno umido dell'Europa di allora. Lo dimostra un ritrovamento in Irlanda: oltre 900 metri di strada costruita con un complesso sistema di pali di rovere di quercia che delimitano un sentiero in legno di frassino, ontano e quercia risalente al 150 a.C.

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Per secoli i robusti tronchi e rami del rovere furono impiegati nella costruzione delle navi della flotta britannica finché una legge non interruppe l'indiscriminato abbattimento che portò alla distruzione di numerose foreste gallesi, scozzesi e irlandesi, oltre che inglesi. In botti di legno di quercia i vini ed i liquori possono invecchiare senza subire alterazioni di gusto. I Celti impiegavano largamente il legno di quercia per costruire le porte, tanto che il vocabolario gallico duir oltre che porta indica anche "quercia" e per molto tempo questo albero ha avuto l'appellativo di robusto guardiano della porta, indicando il suo utilizzo per la fabbricazione di porte e portoni.

La quercia era considerata, sempre dai Celti, anche una rappresentazione delle divinità ed è certo che i druidi prediligessero la sua ombra a quella di altri alberi per riunirsi, dispensare i loro insegnamenti e compiere diversi rituali. Era considerata la "Madre dei druidi" e la saggezza druidica era chiamata "il sapere della quercia" ed il suo legno era il combustibile preferito per "nutrire" i fuochi sacri. Anche la famosa "arpa celtica" era in legno di rovere; la favolosa "arpa delle quattro grida" era in grado di richiamare le quattro stagioni all'ordine in caso di maltempo o siccità. Nel Medioevo, sull'elsa delle spade dei cavalieri appariva spesso l'immagine di una quercia, come simbolo di forza, sopportazione e trionfo. In tutta l'Europa precristiana il culto e la venerazione della quercia erano notevolmente diffusi e in piena epoca cristiana l'adorazione di tali alberi continuò per molti secoli.

Le ghiande della quercia costituivano la principale fonte di alimentazione dei porci che, nei periodi di ottobre e novembre, quando queste cadevano, erano portati a pascolare nei querceti. Ma durante i periodi di carestia o di guerre anche i poveri erano costretti a nutrirsi di questi frutti che, non di rado, in caso di eccessi, davano preoccupanti disturbi gastrici ed intestinali. Le ghiande venivano scorticate, lavate e fatte seccare e, dopo averle fatte bollire, venivano cucinate e mangiate come i fagioli. Un altro utilizzo era macinarle per realizzare una farina di ghiande che veniva mescolata alla farina del grano per preparare un pane più economico. Infine venivano tostate per preparare una bevanda simile al caffè, bevanda che si diceva fosse valida contro le dissenterie e le atonie del tubo digerente. Alla ghianda erano anche attribuite proprietà afrodisiache e fecondative. Si pensava che tenere delle ghiande in casa proteggesse l'abitazione dai fulmini. Tracce di questa credenza tradizionale le troviamo ancora oggi in qualche baita alpina dove decorazioni a forma di ghianda di quercia sulle finestre proteggono la casa e gli abitanti.

Esemplari Famosi e Curiosità

Le querce sacre di epoca celtica dovevano essere veri e propri giganti e vi sono alcuni esempi ritrovati nelle torbiere di Francia, Inghilterra e Germania. Nel libro "Storia Naturale" di Oxford viene citata una quercia in grado di dare riparo a trecento uomini a cavallo. Nella Historia Plantarum, pubblicata tra il 1686 ed il 1704, il botanico britannico John Ray scrive di una quercia che aveva il tronco di oltre dieci metri di diametro che corrisponderebbe ad un'età superiore ai 2000 anni. Guillame Luis Figure in "Storia delle piante" (1864) descrive una quercia esistente in Normandia, la "querciacappella" di Allouiville "nella cui cavità trovasi praticata, in basso, una cappella dedicata alla vergine, ed in alto una camera che serve di abitazione ad un anacoreta". Nella foresta di Broceliade, in Bretagna, si ergeva la "quercia della libertà", un enorme albero che dava diritto di asilo a chi, inseguito, ne fosse riuscito ad abbracciare il tronco prima di essere raggiunto.

Mauro Corona, noto conoscitore di alberi, definisce la pianta del Rovere così:

Alta, grossa e sempliciotta, sembra una chioccia sempre intenta a tenere i pulcini sotto le ali. Preoccupazione ed ansie l'hanno abbandonata da tanto, ma l'hanno pure sfiancata e resa pesante, con le forme dimenticate dal tempo.

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Caratteristiche del Legno di Rovere per Parquet

Provenienza e Tipi di Rovere Europeo

Il Rovere utilizzato per realizzare i pavimenti in legno raramente proviene dall'Italia. Le piantagioni più utilizzate dai produttori italiani di pavimenti in legno sono quelle di Rovere Francese, Croato o quelle Sloveno. Una delle foreste di Rovere più famose è la Foresta di Tronçais, ma in Francia sono note anche la Foresta di Bercé e quella di Blois. Il Rovere di Slavonia proviene appunto dalla Slavonia, una regione pianeggiante della Croazia, bagnata da Drava e Danubio. Le famiglie sono molto simili ed è difficile distinguerli una volta trasformati in parquet e posati, anche se il Rovere Francese viene detto «a grana fine» per la disposizione più fitta degli anelli di accrescimento. Mentre quello proveniente dalla Slovenia viene detto «legno a grana larga».

Il più utilizzato per il parquet è il Rovere di Slavonia che assume la denominazione scientifica di "Quercus Robber Slavonia" mentre la denominazione comune è Rovere o, più raramente, Farnia. Il Rovere di Slavonia presenta delle fibre più orientate e rettilinee e dei nodi più piccoli, per questo è più apprezzato specie se si desidera ottenere un pavimento elegante.

Per comprendere meglio le differenze tra le principali varietà, possiamo riassumere:

Caratteristica Rovere Francese Rovere di Slavonia
Grana «a grana fine» per la disposizione più fitta degli anelli di accrescimento. «legno a grana larga», fibre più orientate e rettilinee.
Nodi - Più piccoli.
Utilizzo consigliato - Più elegante ed adatto per la realizzazione di parquet a spina ungherese o a spina italiana.
Denominazione Scientifica - Quercus Robber Slavonia (Farnia).

Colore e Tonalità Naturali

La colorazione naturale del rovere è il caratteristico colore beige-giallo-nocciola-miele. Il colore del legno di rovere è uno dei suoi tratti distintivi: può variare dalle tonalità giallastre dell’alburno al marrone più scuro del durame, ma sono i raggi midollari a rendere inimitabili le sue venature. Il durame è tendenzialmente scuro. Il rovere presenta una netta differenza di colorazione tra alburno e durame. L'alburno ha una colorazione molto chiara, quasi bianca a netto contrasto con il durame bruno che con il tempo tende a scurire le sue tonalità.

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Proprietà Fisiche e Stabilità

Tra le caratteristiche fisiche del rovere dobbiamo ricordare la grana, variabile a seconda della tipologia di legno e la porosità, che risulta molto elevata per qualunque tipologia di rovere. È inoltre discretamente stabile: nonostante tenda lievemente ad imbarcarsi, è impossibile notare delle deformazioni eccessive. Il rovere è un'essenza dura e pesante. Un parquet in rovere, come gli altri tipi di parquet, è fotosensibile, ovvero subisce l’effetto dell’ossidazione: un fenomeno che avviene grazie al fatto che si tratta di un prodotto naturale e che si verifica per l’esposizione del parquet alla luce. Nel caso del rovere, l’ossidazione produce un ingiallimento degli elementi e - rispetto ai legni esotici - il cambio di colore è meno evidente. La variante naturale tende a cambiare pochissimo di colore per effetto dei raggi ultravioletti, mentre il processo di ossidazione avviene in modo completamente uniforme evitando l’effetto “macchia”.

L'Importanza della Stagionatura Naturale

Il legno di rovere, essendo un'essenza dura e pesante, durante la lavorazione produce parecchio scarto a causa di inclusioni o di fessurazioni. Per ottenere un parquet di alta qualità, è fondamentale il metodo della stagionatura naturale: tronchi e tavole rimangono per 6 mesi al sole e all'aria. Il parquet ottenuto da un legno così "invecchiato" diventa molto più docile e meno nervoso. Chiaramente questa modalità produttiva necessita di capacità finanziarie notevoli: il rovere da stagionare diventa un capitale immobilizzato ed i tempi di produzione diventano di almeno 12 mesi. Per questo, in alcuni contesti, la stagionatura naturale al sole è del tutto sconosciuta ed il Rovere viene lavorato immediatamente dopo il taglio. Questo, però, genera tensioni all'interno del parquet che possono sfociare in fessurazioni e movimenti una volta posato.

Il Parquet in Rovere: Varietà e Personalizzazione

Parquet in Rovere Massello: La Scelta Tradizionale

Il parquet tradizionale è una tipologia di parquet realizzata in listelli di legno massello. Viene venduto grezzo, ossia da levigare e lucidare dopo la posa. Trasmette quel senso di calore che invita a camminare a piedi nudi. Le caratteristiche del parquet tradizionale lo rendono robusto e resistente. La sua struttura e alcune essenze lo rendono maggiormente indicato per gli ambienti più soggetti a rischio, come bagno e cucina. Il parquet in rovere massello è attentamente selezionato e lavorato per garantire che ogni singola tavola sia della più alta qualità. Il risultato è un pavimento che non solo è esteticamente gradevole, ma anche estremamente resistente e durevole. I parquet prefiniti in rovere sono spesso costruiti con un supporto fenolico in multistrato di tipo marino, il quale non solo permette la posa sia flottante che incollata, ma ne consente l’uso anche su massetti riscaldati, essendo il legno di supporto molto adeguato a questo impiego.

Il rovere si presta a vari colori e lavorazioni, a differenza di altre essenze come iroko e doussiè o - in generale - i legni esotici; potremmo definirlo il parquet sartoriale per eccellenza. Il rovere è il legno che meglio interpreta il senso di un parquet naturale in quanto si presta ad assumere varie tonalità a seconda che lo si prefinisca a olio oppure a vernice.

Finiture Protettive: Vernice, Olio e Cera

La finitura di superficie modifica in modo rilevante l'aspetto finale del pavimento. Le più note sono la finitura a vernice, quella ad olio e quella a cera. Le finiture più adatte per il parquet in rovere naturale sono quelle che esaltano il legno senza alterarne l’aspetto.

Protezione a Vernice

Il rovere verniciato avrà una superficie dall'aspetto più omogeneo, che non si macchia e non necessita di una particolare manutenzione. Le vecchie vernici da pavimento tendevano a consumarsi e rovinarsi, scoprendo così la superficie lignea ed esponendola nel tempo a danni da umidità e graffi o sporco accidentale. Oggi i moderni sistemi di prefinitura del parquet in rovere consentono alle vernici di filmare in maniera meno rigida le tavole di legno di rovere. Se si decide per la vernice, si consigliano quelle a gloss basso, cioè opache. Ce ne sono alcune, come la B-protect di Bauwerk, che danno al pavimento un aspetto del tutto naturale, in modo che non sembri affatto un pavimento verniciato. Si può anche decidere di scurire o di schiarire il pavimento grazie a vernici pigmentate. Il rovere è uno dei legni che offre il maggior ventaglio di finiture, in quanto accetta bene i pigmenti di colore. Tra le vernici ci sono quelle tonalizzanti che portano ad un color biondo, oppure le resine all’acqua di moderna concezione che lasciano il legno come fosse non trattato e ne schiariscono e desaturano la venatura al punto di farlo sembrare quasi grigio pur mantenendo il desiderato effetto naturale.

Protezione ad Olio

L'olio è invece un impregnante dall'effetto del tutto naturale che penetra nelle fibre del legno senza creare - come la vernice - un film plastico superficiale. L'olio riesce a valorizzare ogni singola venatura del parquet. Certamente la superficie del pavimento oliato rimane più morbida rispetto ad una vernice ma in caso di piccoli graffi e abrasioni il pavimento potrà essere ripristinato con una facile manutenzione. Gli oli cerati aumentano il senso di calore conferito alle venature del legno, le quali assumono per effetto della impregnazione il classico color grano o mielato. Al contrario gli oli all’acqua di ultima generazione migliorano l’effetto anti ingiallente tipico dell’ossidazione che nel tempo vira il tono del legno nelle piante di latifoglia ricche di tannini come la quercia.

Protezione a Cera

Una finitura più rara ma comunque utilizzata è quella a cera. Le cere in pasta, naturali o sintetiche, creano una patina protettiva che, permettendo al rovere di traspirare, rendono la superficie resistente al calpestio e alle macchie/rigature. Per accentuare la colorazione naturale del legno è consigliato utilizzare le cere gialle o scure, piuttosto che le cere bianche. Questo trattamento esalta le caratteristiche naturali del legno.

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Lavorazioni di Superficie e Effetti Estetici

Oltre alle finiture, è possibile applicare diverse lavorazioni superficiali che ne influenzano l'aspetto materico. Il parquet spazzolato ha una superficie ruvida, con venature evidenti. Il pavimento prelevigato ha una superficie liscia ed omogenea alla vista, mentre quello segato si riconosce per la presenza di solchi perpendicolari alla venatura del legno, che richiamano le striature create dal taglio (come nelle tavole segate a mano). Può subentrare l’effetto superficiale materico che una spazzolatura più o meno accentuata può conferire al legno, così come la possibilità di creare un effetto piallato a mano o seghettato.

La facilità nell'assorbire i pigmenti permette la tonalizzazione del rovere, rendendolo ideale per realizzare differenti lavorazioni di superficie ed infinite finiture. Un pavimento in rovere può essere realizzato pigmentando le tavole con colori diversi in modo da avere un pavimento a spina pesce multicolor.

Formati e Tecniche di Posa

Il rovere si trova molto facilmente in tutte le misure, su pannelli di listellare e di compensato o su pannelli di multistrato. Alcuni esempi di formati includono elementi di piccole dimensioni (lunghezze di circa 1 metro) con strato nobile di 2,5 mm, oppure grande formato, spesso il più gettonato per un prodotto con discreto strato nobile.

Le tecniche di posa più comuni per il parquet in rovere naturale sono la posa incollata, che garantisce stabilità e durata, e la posa flottante, scelta per la sua facilità di installazione e rimozione. Sì, si può installare il parquet in rovere naturale su pavimenti preesistenti, come piastrelle o marmo, a patto che siano livellati e asciutti.

Posa Incollata vs. Posa Flottante

La posa incollata si realizza incollando le doghe direttamente su un massetto solido, asciutto, pulito e piano. Nella posa flottante, invece, le doghe vengono semplicemente appoggiate su un piano di posa, generalmente un materassino fonoassorbente adagiato sopra un massetto o un pavimento già esistente. Le doghe vengono legate tra loro tramite incastro M/F e con colla vinilica da inserire nell’incastro maschio e femmina.

Vantaggi e Sostenibilità del Parquet in Rovere

Durabilità e Resistenza

I parquet in rovere sono pavimenti estremamente resistenti e molto duraturi: la variante naturale tende a cambiare pochissimo di colore per effetto dei raggi ultravioletti, mentre il processo di ossidazione avviene in modo completamente uniforme evitando l’effetto “macchia”. Da considerare anche la sua durabilità. Nonostante il passare degli anni, infatti, il parquet rovere riesce a mantenere intatta la sua bellezza. Non viene rovinato neanche dalle variazioni climatiche, per quanto repentine possano essere. Spesso uno dei problemi principali dei legni è la loro incapacità di tollerare zone umide, in quanto vengono attaccati da funghi e muffe. Non è il caso del rovere. Un parquet in rovere naturale ha una durata eccezionale.

Benefici Ambientali: Un Investimento Sostenibile

Il parquet in rovere massello non offre solo bellezza e resistenza. È anche un investimento sostenibile. Il rovere è un materiale rinnovabile, il che significa che scegliendo il parquet in rovere massello, si sta contribuendo a un futuro più verde. I benefici ambientali della scelta del parquet sono indiscutibili. Nella produzione, nella lavorazione e nello smaltimento di legname si consuma molta meno energia che per qualsiasi altro materiale da costruzione. Inoltre, dopo la raccolta degli alberi abbattuti, le foreste sono rigenerate, pronte per la generazione successiva. Oggi, l’accresciuta popolarità dei parquet ha determinato anche un aumento dell’impegno nella riforestazione. La maggiore richiesta di legame ha così avuto un effetto positivo sull’ambiente. Il parquet in legno inoltre è completamente riciclabile: nessun altro materiale rinnovabile è paragonabile a questo, in termini di volume e di economia. Riduce l’effetto serra poiché l’effetto di “deposito di carbonio” dei prodotti in legno ricopre un ruolo importante nella riduzione dell’impatto dei gas a effetto serra.

Consigli e Manutenzione

Cura Quotidiana del Parquet in Rovere

Per il parquet in rovere la manutenzione è la stessa di un qualsiasi legno: si può pulirlo dalla polvere con i metodi classici, come l’aspirapolvere, o con i moderni robot automatici ogni volta che è necessario. I parquet ben curati sono pressoché eterni e comunque - a differenza dei grès - è possibile levigarli più volte, in modo da preservarne la bellezza.

Considerazioni sul Prezzo del Rovere

Un punto importante da considerare è il costo del legno di rovere, che tende ad aumentare di anno in anno, anche in base alla crescente richiesta di mercato. Prima del Covid, nel 2019, il prezzo oscillava in modo abbastanza costante attorno ai 1000 euro al metro cubo. Durante il periodo di blocco della produzione il prezzo è prima sceso per poi risalire in modo esponenziale alla ripresa, quando non si trovava più materiale. Oggi (2023) l'andamento si sta normalizzando. Il prezzo al metro cubo del legname viene determinato in base a delle aste al ribasso a cui i produttori di tutto il mondo partecipano dopo aver esaminato gli alberi direttamente nelle foreste. Nel caso in cui vi siano offerte troppo basse gli alberi non vengono tagliati e torneranno ad essere offerti l'anno successivo ad un valore più elevato, visto che nel frattempo sono cresciuti.

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