Che sia realizzato con legno di rovere, bamboo o con legno esotico, un pavimento in parquet rappresenta la soluzione ideale per chi vuole arredare la propria casa con gusto e raffinatezza, senza rinunciare alla qualità di un materiale naturale altamente resistente. Il parquet, chiamato anche palchetto, è una pavimentazione naturale, calda e realizzata in legno. Gli elementi che influiscono sulla bellezza di un pavimento in parquet sono tanti: il colore, la specie legnosa, la finitura e, non meno importante, la tecnica di posa. Il primo criterio per distinguere i diversi tipi di pavimenti in legno è il metodo di installazione. I principali sono: posa incollata su sottofondo, posa inchiodata su travetti o posa flottante. Le prime due sono i metodi di installazione "classici", mentre la posa flottante è un'alternativa più recente.
Le Origini della Posa a Secco: la Posa su Sabbia
La posa su sabbia dei parquet non è una novità odierna, poiché la sua applicazione era già praticata nei primi anni ‘20. Infatti, in molte abitazioni d’epoca si trovano ancora oggi parquet posati con questo metodo. Erano chiamati “sovrapponibili”, perché posati su pavimenti preesistenti come il cotto e le piastrelle in cemento deteriorate.
La posa su sabbia consisteva nello stendere un sottile velo di sabbia per creare un “piano”. A questa era sovrapposto un foglio di carta normale, dopodiché si sistemavano, uno di fianco all’altro, i listelli di legno uniti da linguette in metallo inserite nelle apposite fessure. Il metallo prescelto era il ferro, materiale idoneo ad assorbire l’umidità del legno così da comprimersi ed evitare il formarsi di fessurazioni nel parquet. Questa particolare posa non causava nessun problema al parquet, considerando che in quel periodo il riscaldamento interno era prodotto da stufe o caminetti, i quali mantenevano sempre una buona percentuale d’umidità tollerabile dal legno.
Cos'è la Posa Flottante (o Galleggiante)
La posa flottante - o posa galleggiante - è la tecnica maggiormente utilizzata (e anche quella più raccomandata!) quando esiste già una pavimentazione che si vuole coprire. La posa flottante è, molto semplicemente, una posa appoggiata. Si prendono le assi di pavimento e le si appoggiano sul pavimento già esistente. Non c’è nulla che le fissi al terreno.
Gli elementi a incastro maschio e femmina andranno fissati in maniera stabile fra di loro o con l’ausilio di un sottile strato di colla vinilica in classe D3, applicato nella parte inferiore della femmina, oppure a secco nel caso di pavimentazioni a posa semplificata con agganci performanti di tipo meccanico detti semplicemente “clips”.
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Un metodo innovativo rispetto ai tradizionali metodi di posa flottante finora utilizzati è stato presentato al Cersaie 2016 da Parchettificio Garbelotto. Si tratta di un sistema che, al posto dei tradizionali incastri maschio-femmina o a secco performanti, prevede un sistema di clip che si inseriscono nella fresatura realizzata sotto alle tavole dei prefiniti. I listelli per posa flottante possono aver spessore da 13 a 15 mm, larghezza di 20 cm, lunghezza tra 1400 mm e i 2500 mm.
Vantaggi della Posa Flottante
La posa flottante permette di creare un pavimento in legno senza incollarlo al sottofondo. Tra i suoi vantaggi, vi è sicuramente la facilità di installazione, in quanto è una tecnica molto veloce che non richiede particolari competenze. Proprio per questo motivo, la posa flottante è anche la tipologia di posa del parquet più economica. Questa tecnica permette una valida insonorizzazione nonché un’efficace protezione contro l’umidità.
La camminata su un parquet flottante è necessariamente più morbida e meno “traumatica” che non su un parquet incollato. Questo è dovuto alla presenza del tappetino che, per quanto sottile solo 1 o 2 mm, ammortizza sensibilmente i passi e la camminata rimane più elastica e morbida.
Questa installazione è adatta a tutti i tipi di parquet ed è idonea a massetti con riscaldamento o raffrescamento a pavimento, poiché ottimizza la trasmissione termica, minimizzando la dispersione di calore. Le tavole multistrato offrono una minore resistenza termica rispetto alle tavole in legno massello e sono quindi più adatte alla trasmissione del calore dall'impianto di riscaldamento agli ambienti. Il parquet funziona perfettamente sopra sistemi di riscaldamento o condizionamento.
Materassino Sottopavimento: Tipi e Requisiti
Nella posa flottante, ovviamente, tra il piano di posa esistente e il parquet stesso, si stenderà un tappetino di materiale vario (sughero o altro) che serve ad attutire il rumore che si produce tra la tavola di parquet e il pavimento sottostante. È necessario predisporre sul sottofondo un materassino di materiale espanso o da un feltro di circa 2 mm di spessore, con lo scopo di uniformare il contatto del parquet galleggiante col piano di posa e di impedire la formazione di zone a diversa sonorità.
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Questo materassino può avere determinate caratteristiche che migliorano le performance del pavimento e può essere scelto tra diversi modelli. Il più comune è quello costituito da più strati di polietilene di elevata densità. Il polietilene potrà essere goffrato e serigrafato ed eventualmente contenere un film alluminato che ne migliora le performance. Esistono anche materassini in polipropilene espanso ad alta densità, disponibili anche con rivestimenti su ambo i lati con un tessuto tecnico. Per chi preferisce i prodotti naturali esistono anche i materassini in sughero oppure in fibra di kenaf o derivati da altri vegetali.
Norme e Caratteristiche dei Materassini
Nel 2014 è stata pubblicata la norma tecnica Uni/CEN ts 16354 che riguarda le caratteristiche dei materiali da posare sotto la pavimentazione. La norma specifica i requisiti minimi di efficienza e le modalità di classificazione degli stessi. I requisiti principali sono:
- Conformabilità del materassino: È importante che il materassino abbia la capacità di inglobare eventuali piccoli asperità del fondo, piccole differenze di quote come ad esempio i dislivelli minimi tra una piastrella e l'altra. Quanto più soffice e spesso è il materassino, tanto maggiore è la classe di conformabilità del materiale, cioè la sua capacità di adattarsi a piccoli dislivelli.
- Resistenza a compressione: Il sistema composto di pavimento flottante e isolante acustico deve garantire l’adeguata resistenza a compressione. Quando il pavimento è sottoposto a carichi concentrati (armadi, pianoforte, tavoli, librerie) sia il listello di parquet sia l'incastro non devono deformarsi eccessivamente arrivando alla rottura. Maggiore è la pressione necessaria per ottenere una deformazione data, migliore è la classe di resistenza a compressione del materassino.
- Scorrimento viscoso a compressione: Oltre alla resistenza alla compressione sotto carichi puntuali del materiale isolante, va considerato anche lo schiacciamento che esso può subire con il passare del tempo quando è sottoposto in modo permanente ad un carico distribuito. Questo è detto scorrimento viscoso. Maggiore è la forza necessaria per produrre una deformazione superiore a 0,5 mm, migliore è la classe di resistenza a scorrimento viscoso del materassino.
- Resistenza al carico dinamico: Fondamentale caratteristica del sotto parquet è il comportamento a lungo termine sotto carico ciclico: è il caso, ad esempio, del continuo transito di persone su pavimentazioni di luoghi pubblici o palestre. Maggiore è il numero di cicli, ad una data forza, necessarie a provocare lo schiacciamento del materassino, migliore è la classe di resistenza al carico dinamico del materiale.
- Isolamento da rumore di calpestio: Nel caso di posa flottante il materassino ha una importante responsabilità nel prevenire la diffusione ai locali sottostanti di rumori da calpestio.
- Isolamento da rumore riflesso (drum sound): Il Drum sound indica il livello di rumore riflesso generato su un parquet o un laminato posato flottante, quando sulla superficie agisce una sorgente inpettiva (come i passi). Il drum sound si misura in "sone": minore è il valore espresso in sone e migliore è la classe acustica del materassino.
- Resistenza all’impatto: Il materassino deve avere caratteristiche tali da consentire di mantenere intatto il pavimento soprastante in caso di impatto violento di corpi solidi che vi cadono al di sopra. Maggiore è la capacità del materassino di distribuire l'impatto in un'area vasta, migliore sarà la sua classe di resistenza all'impatto.
- Resistenza termica: Pochi millimetri di materassino non sono certo sufficienti per garantire un isolamento termico rilevante.
Preparazione del Sottofondo e Condizioni Ambientali
La posa del parquet è un lavoro che non può essere improvvisato, pena una cattiva resa estetica. Un esperto nel settore sa bene che il primo passo da fare è quello di verificare il piano d’appoggio: questo deve essere perfettamente piano e privo di imperfezioni. Se si riscontrassero pendenze o dislivelli eccessivi si dovrà procedere con la stesura di una mano di autolivellante per ottenere una superficie perfettamente piana. Qualora invece si riscontrassero piastrelle mobili bisognerà rifissarle adeguatamente al sottofondo, così che garantiscano perfetta aderenza.
Prima di posare il parquet, è essenziale misurare l'umidità del sottofondo utilizzando un igrometro. L'umidità del sottofondo non deve mai superare il 2%, e l'umidità ambientale deve essere tra il 45% e il 65%. Se anche una sola di queste condizioni manca, non si può posare. Al momento della posa, opere di muratura, intonaci e raccordi devono essere asciutti, con contenuto di umidità percentuale residua non superiore a 2%. L’umidità ambientale deve essere compresa tra 45% e 60% e la temperatura non deve essere inferiore a 14 °C.
Per preservare la longevità e l’integrità del parquet, è essenziale effettuare la posa dopo il completamento di tutti i lavori di cantieristica. Dalla nostra esperienza, polvere di gesso, cemento, pittura, adesivi e colle utilizzate in cantieristica possono causare sporco irrimediabile o difficile da rimuovere che altera l’originalità estetica. Inoltre, il legno può graffiarsi e rovinarsi per scalfitture e urti che comunemente avvengono per movimentazioni meccaniche in cantiere.
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Giunti di Dilatazione e Barriera al Vapore
Va sempre previsto un giunto di dilatazione, cioè una fuga larga circa 10 mm, su tutto il perimetro dell’ambiente, per consentire dilatazioni e assestamenti del legno. Tale fuga sarà poi occultata da un battiscopa di idoneo spessore. Il giunto di dilatazione va considerato anche in corrispondenza di porte, porte finestre, piastre di camini, colonne, tubazioni e altre pavimentazioni adiacenti.
Quando si posa galleggiante qualunque tipo di pavimento, sia esso parquet, PVC, SPC, laminato o altro, bisogna prevedere la posa dei giunti di dilatazione tra una stanza e l’altra, per permettere alla pavimentazione di muoversi in modo corretto; questi giunti in genere non piacciono ai clienti, ma è necessario metterli. La normativa UNI 11368 prescrive l’impiego di giunti di dilatazione quando si posa un parquet flottante con lunghezze superiori ai 12 m e larghezze superiori a 8 m, in quanto il legno è un materiale fortemente soggetto a ritiro o a dilatazione a seconda delle condizioni termoigrometriche dell’ambiente in cui è inserito.
La barriera al vapore può essere costituita ad esempio da polietilene dello spessore minimo di 0,2 mm, possibilmente in foglio unico e/o, se giuntato, il sormonto non deve essere inferiore ad 1 metro; inoltre deve essere risvoltata sulle pareti perimetrali e tagliata in corrispondenza del bordo superiore della pavimentazione.
Direzione di Posa e Aspetto Estetico
La direzione di posa del parquet è una scelta soggettiva, che dipende dai gusti personali. Si tratta tuttavia di una scelta importante da non sottovalutare, perché da questa dipende il risultato estetico finale. Per una buona resa estetica, è consigliabile posare il parquet nel senso di percorrenza o di apertura della porta. In linea generale, è consigliabile posare la pavimentazione parallelamente al lato lungo della stanza in modo da ridurre al minimo le giunture di testa. A tal fine è consigliabile rendere indipendenti i pavimenti nei diversi locali, con il vantaggio ulteriore di garantire loro una buona possibilità di movimento in tutte le direzioni.
Dopo la scelta del lato della stanza da cui iniziare e da valutare anche a livello estetico, si procede alla posa delle prime tavole rivolgendo l’incastro femmina verso la parete. Consigliamo di posare prima a secco alcune corsie di listoni di legno per facilitare la disposizione delle doghe (la scelta delle tavole va effettuata aprendo più pacchi del parquet), la valutazione di lunghezze e larghezze e l’eventuale taglio su misura a fine corsa.
Se desideri arredare la tua casa con uno stile lineare e moderno, ti consigliamo di posare il parquet con la tecnica della posa a correre. Andando nel dettaglio, il parquet a correre regolare ha una caratteristica: i singoli elementi in legno vengono montati nel senso della lunghezza, facendo sì che le giunzioni di testa vengano a posizionarsi nella stessa mezzeria, o in una direzione costante rispetto a ciascuna lista della fila precedente (le tavole di legno, della stessa lunghezza e larghezza, vengono sistemate rispettando un regolare senso geometrico). Il risultato finale sarà una posa che offre un aspetto naturale e continuo, con un effetto ottico fluido e uniforme. Nella posa a correre con “cassero irregolare”, invece, le tavole non seguono disegni con un senso geometrico lineare, ma vengono volutamente posate con differenti lunghezze, in modo da riprodurre un volontario effetto asimmetrico.
Parquet e Riscaldamento a Pavimento
Sempre più spesso il parquet in legno viene utilizzato nel massetto riscaldante, poiché abbatte il calore diretto dei pannelli radianti e lo distribuisce contribuendo al benessere di chi ci vive. In linea generale, è consigliabile posare un parquet ben strutturato, che garantisca nel futuro elasticità per i movimenti naturali del legno su massetto riscaldante. Ricordiamo che il legno pur essendo isolante per natura trasmette uniformemente il calore evitando una trasmissione diretta e fastidiosa per il corpo umano, soprattutto in ambienti di lungo soggiorno.
È essenziale, in fase progettuale, adottare alcuni accorgimenti. Premesso che l’impianto di riscaldamento deve essere costruito a regola d’arte e che le tubazioni circolanti nel pavimento devono essere coperte da un massetto di 3-5 cm, è fondamentale, prima della posa del parquet, azionare l’impianto di riscaldamento aumentando gradatamente la temperatura dell’acqua, fino al raggiungimento della temperatura ambientale di circa 20-25° e mantenerla costante per circa 15 giorni consecutivi.
Attenzione però che troppo isolamento, unitamente a temperature costanti sopra i 20 gradi, nei mesi più secchi invernali (novembre-marzo) toglie l’umidità presente nell’aria di casa tanto da arrivare sotto i valori minimi essenziali per un buon equilibrio ambientale (45% u.r.a.); con la conseguenza che tutto quello che si trova in casa si secca, si disidrata e ne soffre, maggiormente i componenti naturali quali piante verdi o legno, e quindi arredi, complementi d’arredo, pavimentazioni, rivestimenti e non ultima la salute di chi ci vive, aumentando la veicolazione delle polveri, secchezza delle mucose nasali e delle vie aeree, oltre all’elettrostaticità e di conseguenza il benessere generale. Si tenga comunque presente che l’eccessiva disidratazione del legno (originata dal passaggio del calore o da riscaldamenti alti) può causare alle doghe di parquet (di qualsiasi specie legnosa esso sia) delle fessurazioni sulla superficie a vista. Per evitare queste eccessive disidratazioni del legno è sufficiente equilibrare l’ambiente con umidità nell’aria.
Confronto tra Posa Flottante e Posa Incollata
Di seguito una tabella comparativa per evidenziare le differenze principali tra queste due tecniche di posa comuni:
| Caratteristica | Posa Flottante (a Secco) | Posa Incollata |
|---|---|---|
| Installazione | Veloce, facile, economica, non richiede particolari competenze. | Lunga, laboriosa, richiede necessariamente l'intervento di un esperto, più costosa. |
| Adesione | Nessuna adesione al sottofondo, tavole incastrate o clippate tra loro. | Incollaggio delle lastre di parquet tramite prodotti specifici al sottofondo. |
| Sottofondo preesistente | Ideale per coprire pavimentazioni esistenti (gres, cotto, ceramica, ecc.), facile rimozione senza danni al sottofondo. | Può essere posizionata su pavimento preesistente, ma questo non potrà più essere utilizzato qualora si volesse rimuovere il parquet. |
| Stabilità strutturale | Minore solidità e stabilità strutturale rispetto alla posa incollata, soprattutto se soggetto a traffico intenso o carichi pesanti. | Migliore tenuta e solidità strutturale, garantisce la migliore tenuta e una sensazione di "fermezza" sotto i piedi. |
| Rumore | Valida insonorizzazione e attenuazione del rumore da calpestio grazie al materassino sottopavimento. La camminata è più morbida ed elastica. | Risultato più silenzioso grazie allo strato di colla che offre una sensazione di camminata molto "ferma". |
| Rimozione / Sostituzione | Facilmente rimovibile e sostituibile. | Difficile e potenzialmente distruttiva per il sottofondo esistente. |
| Riscaldamento a pavimento | Adatta, ottimizza la trasmissione termica, tavole multistrato offrono minore resistenza termica. | Richiede un'attenta preparazione del sottofondo e una posa a regola d'arte per ottimizzare la trasmissione del calore. |
| Giunti di dilatazione | Necessari tra le stanze e su ampie superfici (superiori a 12m di lunghezza o 8m di larghezza). | Giunti perimetrali e di contrazione in ambienti ampi sono essenziali. |
L'Importanza del Posatore Professionista
Rispetto agli altri pavimenti, il parquet ha bisogno di conoscenze tecniche specifiche, cura e attenzione, sia nella fase di preparazione che precede la posa, che durante l’installazione stessa. Ecco perché esistono i posatori professionisti di parquet! Quando si parla della posa del parquet si apre un mondo di possibilità che può intimorire i meno esperti.
È importantissimo, innanzitutto, contattare un posatore qualificato per un sopralluogo, che permetta di accertare le condizioni del sottofondo e valutare le caratteristiche del letto di posa dell’ambiente da pavimentare. Durante il sopralluogo, il posatore esperto tra l’altro valuterà: l’installazione di un eventuale impianto termico a pavimento; le caratteristiche del massetto, come spessore, compattezza, planarità, durezza, rigidità, presenza di eventuali crepe, pulizia…; il livello di umidità del letto di posa con appositi strumenti (ad esempio l’igrometro).
Dobbiamo sapere che esistono differenze sostanziali tra massetto per parquet e massetto per la posa di altri tipi di pavimento e che per un buon risultato finale, è fondamentale un sottofondo idoneo! Quindi, specialmente in mancanza di una base pavimentata, è fondamentale accertarsi che chi realizza il massetto abbia le giuste indicazioni tecniche ai fini della posa del parquet.
Uno dei vantaggi dell’installazione di un pavimento in legno, è il poterlo posare anche su pavimentazioni già esistenti in gres, cotto, ceramica, resina, graniglia, pastina di cemento, marmo, … Anche in questo caso, il posatore qualificato procederà a minuziose valutazioni tecniche fondamentali per garantire bellezza e durata del parquet nel tempo.
COME POSARE IL PARQUET IN LEGNO - GUIDA PASSO PASSO | Fai da te e legno
Prima della posa, il posatore esperto sicuramente procederà a: verificare che il pavimento non risulti disconnesso, che non presenti dislivelli, fratture, rigonfiamenti, che non abbia suoni “vuoti”; valutare il tipo di pavimento preesistente, se, ad esempio, ci troviamo davanti a delle piastrelle, occorrerà levigarlo con un disco diamantato per conferire grip e aderenza in fase di incollaggio del parquet; rimuovere oli e cere presenti spesso su ceramiche o marmette che compromettono l’installazione; scegliere il tipo di posa (incollata, flottante, chiodata) sulla base delle caratteristiche dell’immobile o delle esigenze del cliente, se tecnicamente compatibili.
Scelto il tipo di posa, il posatore provvederà a individuare i materiali più idonei al caso. Ad esempio: il collante più adeguato, se si sceglie la posa incollata, oppure il giusto materiale isolante che permetta un buon livello di insonorizzazione, protezione dall’umidità e isolamento termico se si opta per la posa flottante. Insomma, tanti sono gli aspetti da prendere in considerazione per una posa a regola d’arte di un pavimento in legno. Ciò rende necessario affidarci ad un posatore esperto, che sappia esattamente come procedere ancor prima di posare il parquet.
Fatta un’attenta valutazione del sottofondo, finalmente si potrà procedere con la posa del parquet in base alla geometria di posa prescelta (a correre, a spina ungherese, a spina italiana, …). In questa fase, il posatore qualificato procederà con cura minuziosa dei dettagli, dedicando l'indispensabile attenzione alla posa di ogni singola plancia, ma non solo, valuterà anche: il modo in cui la luce entra nell’ambiente e come si infrange sulle singole plance, affinché si possa avere una visione di insieme armoniosa alla fine della posa del parquet; le tonalità di ogni singola plancia che saranno valutate dall’esperto posatore che, con cura, selezionando le varie plance in base alle differenze cromatiche (proprie del legno), provvederà a dare una omogeneità nella tonalità dell’ambiente. Solo prendendo in considerazione tutti questi aspetti potremmo godere nel tempo della bellezza del nostro pavimento in legno.