Il Design dei Pavimenti e del Parquet nell'Opera di Gio Ponti

Gli italiani sono nati per costruire. Figlio di Enrico Ponti e di Giovanna Rigone, Gio Ponti si laureò in architettura presso l'allora Regio Istituto Tecnico Superiore nel 1921. Nel corso della sua eccezionale carriera, Gio Ponti ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di transatlantici. Nella sua visione globale dell'abitare, una cura particolare veniva dedicata alle superfici e ai pavimenti delle abitazioni e degli uffici.

La filosofia del colore e la superficie come tela

Nel 1952, il celebre architetto, designer e accademico italiano Gio Ponti scrisse un articolo per la rivista Pirelli. Il titolo dell’articolo era “Tutto il mondo deve essere coloratissimo” e, lo ricordiamo, l’anno di uscita il 1952. In termini più pratici, il mondo colorato a cui Ponti si riferiva doveva partire dal pavimento, ossia dal manufatto su cui si cammina, ci si muove dall’interno verso l’esterno e dall’esterno verso l’interno.

Ponti invitava a osare con i materiali e con le tinte: “Adottate Linoleum e gomma, variegati e ‘fantastici’ sono anche più pratici e gettate ad esempio un pavimento azzurro tutto dello stesso colore per tutta, dico tutta la casa, gettate un lago blu, e pareti e soffitti bianchi, e invece tende veneziane, stoffe, legni gialli. Blu e giallo, celeste e marrone, gamme bellissime. E qualche accenno di rosso amarena forte. E quadri di Guidi, di Campigli. Gettate un pavimento rosso per tutta la casa, un lago di fuoco, e pareti e soffitti bianchi, e tende rosse, o gialle, o rosse e gialle. Gamma bellissima. Ed anche accenti verde (smeraldo).”

È interessante notare che, per Ponti, i pavimenti sembrano quasi interpretati come la grande tela di un pittore. Il colore, inoltre, non richiamava soltanto l’arte dell’uomo, ma anche quella della natura: “Gettate un pavimento giallo per tutta la casa, un suolo d’oro; e pareti e soffitti bianchi, e tende gialle, marrone, gamma solare.” Giò Ponti chiamava questo principio “intonazione rovesciata”. Tale concetto era inteso, più a largo aspetto, come la capacità di un designer di dare vita ad ambienti mai schiaccianti, mai oppressivi, ma sempre in relazione con l'esterno, con il grande e grandissimo, con l'infinito dell'arte e della natura.

I pavimenti e il parquet nelle architetture milanesi

Questa straordinaria attenzione per il piano di calpestio si ritrova in moltissime sue opere milanesi. Ad esempio, a Casa Sissa (1934-1936), in Corso Italia 9, l'edificio classificato come casa di lusso offre rivestimenti in marmo sia in facciata, sia negli interni, oltre a meravigliosi pavimenti in parquet di noce. Qui il legno diventa protagonista, conferendo calore e prestigio geometrico agli ambienti signorili dell'epoca.

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La continuità visiva era un altro elemento cardine della sua progettazione. In Casa Ponti (1957) il disegno di pavimenti e soffitti, unitamente alla continuità cromatica, definisce il carattere unitario e mediterraneo dello spazio. Purtroppo, l'evoluzione dei tempi ha talvolta intaccato queste opere: a Palazzo RAS (1962), in Via Santa Sofia 18, il progetto originario di Ponti si è perso dopo le varie ristrutturazioni, specialmente dopo quella attuata da Allianz, in cui sono state eliminate le pareti interne mobili e intercambiabili, ma anche i pavimenti e i soffitti originali.

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Il Grattacielo Pirelli e il "Giallo Fantastico"

Negli anni cinquanta lo stile di Ponti si fece più innovativo ed ebbe la sua massima espressione nel suo edificio più significativo: il Grattacielo Pirelli in Piazza Duca d'Aosta a Milano (1955-1958). L’edificio appare come una slanciata e armoniosa lastra di cristallo, per la quale Ponti concepì un pavimento speciale dal forte impatto visivo.

Con la collezione “Giallo Fantastico”, l'azienda Rezina celebra l’eredità di Gio Ponti, uno dei maestri dell’architettura moderna italiana. L’azienda, specializzata nei rivestimenti in resina, ha riprodotto il design originario concepito da Ponti per il pavimento del Grattacielo Pirelli, trasformandolo in un’opera d’arte contemporanea che unisce tradizione e innovazione. Collaborando con il “Gio Ponti Archives”, l’azienda ha potuto riprodurre fedelmente il disegno originale, mantenendo intatta la visione dell’architetto.

Specifiche tecniche delle riproduzioni moderne

Il pavimento “Giallo Fantastico” di Rezina rende omaggio a questa visione storica offrendo soluzioni che si adattano alle esigenze moderne in termini di sostenibilità e durata. Questa collezione non richiede uno schema di posa specifico, rendendo l’installazione semplice e versatile. Di seguito vengono riportate le caratteristiche principali delle due versioni disponibili:

  • Eco-Surface (Sostenibilità e Innovazione):
    • Realizzato con materiali rinnovabili e cariche naturali (inclusi olio di colza, di ricino e gesso).
    • Privo di additivi tossici e sicuro per ambienti frequentati da bambini.
    • Spessore ridotto di soli 2,5 mm, ideale per ristrutturazioni.
    • Ripetizione del pattern del disegno ogni 5 metri.
  • ReziFLEX (Resistenza e Design):
    • Versione vinilica resiliente progettata per aree a traffico intenso.
    • Composto per il 50% da materiali nobili e per il 50% da composti riciclati.
    • Superficie trattata con il rivestimento brevettato Protecsol®2 per facilitare la pulizia senza cerature.
    • Ripetizione del pattern del disegno ogni 10 metri.

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