Parquet Cinese: Conformità e Rischi nel Mercato Europeo

La Cina, negli ultimi tempi, si sta affermando sul mercato europeo per quanto riguarda l’export dei pavimenti in legno. La diffusione di parquet cinesi è dovuta principalmente al loro basso costo sul mercato: circa il 20-30% in meno di quello della produzione in legno di quercia europea. Tuttavia, la convenienza non sempre è sinonimo di qualità, e dietro a questo ‘risparmio’ si nascondono dei rischi, in primis per la salute dei consumatori e per la durabilità del prodotto.

Secondo gli esperti, questa strana proliferazione di prodotti a basso costo sarebbe dovuta alla scarsa qualità del pavimento in legno di origine cinese, spesso sprovvisto delle certificazioni che attestino i trattamenti effettuati. La lunga esposizione a contatto con queste superfici può causare reazioni allergiche e, in casi più gravi, problemi di salute ben più seri.

Rischi per la Salute e Problemi di Qualità

Un aspetto cruciale riguarda la sicurezza e la composizione del parquet. Alcuni parquet cinesi, infatti, non sono trattati correttamente o, peggio ancora, sono trattati con vernici tossiche che rilasciano sostanze nocive per la salute, soprattutto dei bambini. È poco confortante sapere che esistono pavimenti che sprigionano sostanze volatili dannose, e purtroppo non è una notizia isolata.

I pavimenti fanno parte dei prodotti da costruzione e, come tali, devono avere una scheda tecnica che riporti i dati e le classificazioni con cui hanno superato i test di conformità. Sulla sicurezza, in particolare per quanto riguarda il rilascio di sostanze nocive nell’ambiente, è chiaro che le materie prime utilizzate e i prodotti impiegati nel processo di produzione (come leganti, miscele, solventi e collanti) rivestono un’importanza fondamentale. Un parquet, infatti, non è composto solo da legno, così come una piastrella non è fatta solo di argilla.

Differenze di Produzione e Caratteristiche

Le differenze tra la produzione di parquet cinese ed europeo sono significative, iniziando dalle materie prime e dai metodi di lavorazione. In Cina i parquet sono prodotti principalmente con legno di quercia proveniente da tutto il mondo. Spesso, per lo strato superiore delle assi, viene utilizzato l’alburno, ovvero il legno morbido (e meno resistente) ricavato dalla parte più esterna dell’albero, dove scorre la linfa grezza. Questo lo rende meno durevole rispetto al durame, parte più interna e robusta dell’albero.

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Rispetto al metodo di produzione europeo, le tecniche di lavorazione delle industrie del parquet asiatico sono molto meno rigorose e affidabili. Il legno proveniente dall’oriente non è trattato con gli stessi standard del legno italiano, e in Europa, inoltre, vengono garantiti controlli costanti sulla lavorazione tecnica del legno. Di conseguenza, sebbene i parquet cinesi costino di meno, tendono anche ad essere meno resistenti e di qualità inferiore. Per i non addetti ai lavori, risulta quasi impossibile distinguere il legno di quercia europeo dalla versione cinese.

Una differenza utile per riconoscere il parquet prodotto in Cina possono essere le misure. Il parquet cinese non è il risultato di una produzione artigianale, bensì di una produzione di massa. Le misure delle assi sono spesso standardizzate per facilitare il trasporto nei container, a differenza delle produzioni europee che possono offrire maggiore varietà e personalizzazione.

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La Normativa Europea e le Certificazioni Essenziali

Per tutelare i consumatori e garantire standard elevati, l'Unione Europea ha stabilito normative e requisiti di certificazione specifici per i prodotti da costruzione, inclusi i pavimenti in legno.

Certificazione D.O.P. (Declaration of Performance)

Secondo la normativa europea, tutti i pavimenti devono avere la certificazione D.O.P. In particolare, il parquet, secondo una direttiva europea del 2013, deve presentare questa certificazione. Accertarsi che il pavimento sia in regola con le normative europee è di primaria importanza per la sicurezza e la qualità.

Marcatura CE

Prima di tutte, la certificazione CE. La marcatura CE, in vigore dal 1993, assicura che il prodotto sia stato sottoposto a un insieme di pratiche obbligatorie, secondo direttiva e regolamento comunitario dell'Unione Europea, e che quindi sia conforme ai requisiti di sicurezza previsti. La Marcatura CE attesta la conformità del pavimento in legno secondo gli standard della Comunità Europea, essenziali per la commercializzazione all’interno dello Spazio Economico Europeo. Aziende come Officine Italiane Parquet rispondono ai requisiti dettati dalla normativa sulla marcatura CE relativa ai pavimenti in legno. Il marchio garantisce, dopo i controlli a campione, che le emissioni di sostanze nocive siano al di sotto dei limiti consentiti in Europa.

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Classificazione E1 / Formaldeide Free

La classificazione E1 certifica il rispetto dei parametri di emissione della formaldeide, un elemento presente nei materiali, specialmente nelle colle utilizzate nella produzione dei pavimenti. Tale certificazione garantisce che le emissioni di tale sostanza risultino minime e non nocive per uomo e animali. Ad esempio, Officine Italiane Parquet utilizza solo materiali a basse emissioni di formaldeide e ben al di sotto del limite minimo. Anche F.lli Spinelli certifica che per produrre i propri pavimenti si usano materiali, in particolare colle, a basse emissioni di formaldeide.

Certificazione FSC® (Forest Stewardship Council)

La certificazione FSC® è la più accreditata nel mondo. Essa garantisce che il legno impiegato nella produzione dei pavimenti provenga esclusivamente da foreste controllate, valutate direttamente dall’associazione, e gestite seguendo rigidi standard sia ambientali che economici e sociali. La certificazione FSC®, un indipendente sistema di certificazione forestale, permette di identificare il legno e i prodotti legnosi derivanti da foreste gestite in modo responsabile, promuovendo una gestione che tuteli l’ambiente, la fauna, i lavoratori e le popolazioni locali, in linea con i principi dello sviluppo sostenibile.

Certificazione Health Safety e VOC

Esistono molte certificazioni per le pavimentazioni, tra cui l'Health Safety. Questa certificazione definisce i composti volatili presenti in un prodotto in base all'impatto che hanno sull'aria contenuta nell'ambiente (quella che si respira). Le classi vanno dalla C (dannosa) fino alla A+ che è la migliore, quella cioè con il minore impatto sulla salute e la sicurezza sanitaria. Aziende come Officine Italiane Parquet impiegano vernici all’acqua di produzione italiana ad altissima resistenza e prive di emissioni nocive per tutti i loro parquet in rovere e bamboo.

Altre Certificazioni Importanti

  • Resistenza al TABER: Questa certificazione attesta la resistenza dei prodotti all’abrasione.
  • Resistenza al fuoco: I parquet, ad esempio, possono appartenere alla classe di reazione al fuoco DFL-S1. Su richiesta, alcune aziende possono fornire prodotti in classe CFL-S1, oppure in classe 1 per il parquet in rovere, con variazioni di finitura e costi.

Ecco una tabella riassuntiva delle principali certificazioni per il parquet:

Certificazione Descrizione Importanza
D.O.P. (Declaration of Performance) Attesta le prestazioni del prodotto secondo gli standard europei. Obbligatoria dal 2013 per il parquet.
Marcatura CE Conforma il prodotto ai requisiti di sicurezza e qualità dell'UE. Essenziale per la commercializzazione nello Spazio Economico Europeo.
E1 / Formaldeide Free Certifica basse emissioni di formaldeide. Protegge la salute da sostanze nocive.
FSC® (Forest Stewardship Council) Garantisce legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Resistenza al TABER Attesta la resistenza del prodotto all'abrasione. Indicatore di durabilità e usura.
Resistenza al fuoco Classifica il comportamento del materiale al fuoco (es. DFL-S1, CFL-S1). Requisito di sicurezza fondamentale.
Health Safety Definisce l'impatto dei composti volatili (VOC) sull'aria. Garantisce la qualità dell'aria interna (classi A+ a C).

Casi di Pavimenti Tossici e Composti Organici Volatili (VOC)

Può succedere di leggere informazioni preoccupanti, come "Sequestrate piastrelle tossiche" oppure "Proliferazione di funghi sul parquet". Ad esempio, è del 10 febbraio 2017 l'articolo apparso su Modena Today che titolava: "Piastrelle tossiche importate dalla Cina, sequestri e denunce". L'articolo informava che si trattava di prodotti cinesi da pavimentazione che all’improvviso avevano cambiato colore degradandosi. Da accertamenti eseguiti sul prodotto, si è accertato che erano piastrelle altamente tossiche e nocive per la salute. La guardia di finanza ne ha sequestrate una ingente quantità e l'Arpa ha eseguito rilievi sulla dannosità, secondo i quali "l’esposizione delle persone alle polveri generate dal calpestio dei pavimenti coperti con tale tipologia di mattonelle era causa di danno, nel lungo periodo, alla salute delle persone che risiedono nei relativi ambienti indoor..."

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Problemi analoghi si sono verificati in Sicilia, a Catania e a Enna, e in altre parti d'Italia, anche per il parquet e i pavimenti in PVC. Il sequestro di Enna è relativo a migliaia di piastrelle contenenti arsenico, nichel, piombo e cromo. Questi episodi evidenziano l'importanza di verificare la provenienza e le certificazioni dei materiali.

Alcuni articoli parlano della pericolosità dei pavimenti perché rilasciano formaldeide, ftalati o altri composti. È vero che "tutto rilascia COV\VOC", ma il punto cruciale è: in che quantità? I COV o VOC (dall'italiano: Composti Organici Volatili o dall'inglese Volatile Organic Compounds) comprendono vari composti che volatilizzano, ovvero emissioni nell'aria di prodotti volatili. Anche i normali detersivi per la casa li rilasciano, così come gli arredi e i rivestimenti. Il problema nasce quando trascorriamo buona parte della giornata all'interno di edifici, al chiuso, e l'esposizione ai COV\VOC è a lungo termine o la concentrazione è alta. Per questa ragione, una buona ventilazione giornaliera degli ambienti è una sana abitudine.

Le Misure Antidumping dell'Unione Europea

Per contrastare le pratiche commerciali sleali, l'Unione Europea è intervenuta con misure specifiche. La Federazione Europea del Parquet (FEP) ha diffuso un comunicato in merito all’imposizione definitiva dei dazi antidumping sulle importazioni di parquet multistrato dalla Cina. Questi dazi definitivi, imposti dalla Commissione Europea, variano dal 21,3% al 36,1% e resteranno in vigore per almeno i prossimi cinque anni.

Tali misure derivano da un reclamo presentato dalla FEP a nome dei principali produttori europei, attivi nella maggior parte degli Stati membri dove si produce parquet. I dazi sono stati inoltre applicati con effetto retroattivo, in quanto l’indagine della Commissione ha evidenziato un notevole aumento dei volumi di importazione successivo all’avvio dell’indagine stessa. In particolare, la CE ha rilevato che, prima dell’entrata in vigore dei dazi provvisori, il parquet proveniente dalla Cina veniva importato in quantità significativamente maggiori e a prezzi inferiori.

La FEP e l’industria europea del parquet resteranno vigili su eventuali evoluzioni future che possano suggerire tentativi di elusione o assorbimento dei dazi. A tal proposito, la Commissione ha introdotto una clausola speciale di monitoraggio per ridurre al minimo i rischi di elusione, consentendo un’analisi più dettagliata e l’adozione di misure tempestive. La CE monitorerà regolarmente le importazioni di parquet da tutti i Paesi terzi per individuare eventuali transiti sospetti o cambiamenti ingiustificati nei flussi commerciali. Isabelle Brose, direttrice generale FEP, ha così commentato i risultati dell’indagine: “L’imposizione definitiva dei dazi antidumping rappresenta un sollievo necessario per l’industria europea del parquet, duramente colpita da pratiche estremamente sleali da parte delle esportazioni cinesi. FEP è fiduciosa che tali misure contribuiranno a ripristinare condizioni di concorrenza eque nel mercato europeo, sia per il futuro che con effetto retroattivo, come giustamente stabilito dalla Commissione Europea.”

Come Tutelarsi: L'Importanza dei Controlli e delle Aziende Certificate

Per cui tutti i pavimenti provenienti dalla Cina sono a rischio? No, sicuramente no. Esistono produzioni cinesi di qualità e produzioni che non lo sono. Sono molte le Aziende Europee che importano dalla Cina e quelle più attente e serie, controllano i materiali che acquistano, e inoltre li fanno certificare in Europa, sottoponendoli a tutti i test che prescrive la normativa. Intertek, ad esempio, ha istituito una divisione China Domestic Market Service (CDMS), basata a Shanghai, che partecipa attivamente alle attività di normazione, lavora a stretto contatto con le autorità cinesi e monitora da vicino i trend del mercato cinese, gli sviluppi normativi e regolatori, dimostrando un impegno verso la qualità anche per prodotti di origine cinese.

È importante sottolineare che il "made in Italy" è un mercato non regolamentato in NESSUN modo, e un prezzo molto basso per un parquet che si dichiara italiano dovrebbe far insospettire, poiché le lavorazioni eseguite in Italia non consentono per nessun motivo una vendita con prezzi eccessivamente competitivi rispetto alla media. Non sempre i pavimenti molto economici sono a rischio: se si tratta di una fine collezione, uno stock o materiale in esaurimento, è probabile che possa essere una vera occasione, ma difficilmente si può acquistare un pavimento di qualità a un prezzo inferiore a quello di mercato e sperare che sia perfetto.

Per quanto riguarda i pavimenti in laminato, almeno in Italia, non rientrano in queste problematiche, perché i pavimenti in laminato cinesi non sono entrati nel mercato italiano per svariate ragioni. Per ora, i pavimenti in laminato sono di produzione europea, di conseguenza sono in possesso di tutte le certificazioni e hanno passato tutti i test necessari per poter essere venduti nel nostro mercato.

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