Il parquet e il grado igrometrico: guida alla gestione dell'umidità

Il parquet è materia viva, proprio come noi. Ed esattamente come noi, ha bisogno di determinate condizioni ambientali per poter vivere in modo ottimale. Il legno è fortemente influenzato dall’umidità del luogo in cui è posato; in quanto materia viva e con grandi proprietà igroscopiche, ha la capacità di scambiare la sua umidità interna con quella dell’ambiente in cui si trova. Dunque, i movimenti del legno dipendono dalla quantità di umidità contenuta al suo interno in relazione alla temperatura e all’umidità relativa dell’aria ambientale.

L'importanza dell'umidità per il parquet

L’umidità condiziona la nostra salute e benessere, ma non solo, influisce anche sui movimenti del legno. Se l’ambiente è troppo umido, il parquet si gonfierà poiché il legno assorbe le particelle di acqua presenti nell’aria attorno a lui. Viceversa, quando l’umidità relativa dell’aria scende, il legno perde umidità e tende a restringersi e fessurarsi. La normativa tecnica vigente (UNI EN 13489) prevede per i parquet in legno massello un’umidità del 9% +/- 2%, e per lo strato nobile dei parquet multistrato un’umidità del 7% +/- 2%.

Per misurare l'umidità del parquet correttamente si usano igrometri a contatto o a resistenza. È sufficiente dotarsi di un igrometro, avendo cura di controllare periodicamente che l’umidità dell’aria oscilli tra il 45% e il 65%. Gli stessi parametri valgono anche per noi: una casa salubre per il nostro parquet lo è anche per i suoi abitanti umani.

MISURAZIONE UMIDITA' RESIDUA

Parametri tecnici e posa in opera

Prima della posa è necessario fare attenzione che non sia presente un eccessivo tasso di umidità nel sottofondo, nelle mura di un’abitazione e nell’aria. Per i sottofondi cementizi, l’unico strumento valido per misurare il grado di umidità residua presente nel massetto è l’igrometro a carburo. Si raccomanda di utilizzare collante in qualità adatte alla posa di parquet secondo le indicazioni fornite dal produttore; tassativamente non impiegare adesivi all’acqua o che possono alterare la stabilità dimensionale degli elementi in legno.

Tipo di parquet Umidità ideale richiesta
Parquet massello 9% +/- 2%
Parquet multistrato (strato nobile) 7% +/- 2%

Gestione del riscaldamento a pavimento

Il desiderio di unire l’impareggiabile comfort estetico del parquet con l’efficienza dei sistemi di riscaldamento a pavimento è oggi un obiettivo pienamente realizzabile. Tuttavia, il fattore più critico per la stabilità del parquet non è tanto il calore in sé, quanto l’umidità residua intrappolata nel massetto cementizio sottostante. Prima della posa del legno, è obbligatorio eseguire un processo cruciale: il Ciclo di Accensione, noto anche come “Shock Termico”, che serve a eliminare l’umidità interna residua in eccesso.

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La regola aurea è non superare mai la temperatura di 26-28°C sulla superficie del pavimento. L’uso di sistemi di regolazione sofisticati che monitorano il calore in modo progressivo è cruciale, evitando picchi termici improvvisi. I parquet ideali per il riscaldamento a pavimento sono quelli stratificati o multistrato, poiché rimangono più stabili rispetto al legno massello, che è maggiormente soggetto a deformazioni.

Per contrastare la secchezza dell'aria, specialmente nel periodo invernale, un consiglio può essere quello di fare arieggiare gli ambienti ed eventualmente utilizzare umidificatori a basso consumo. L’uso di umidificatori o sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) che gestiscono l’umidità può prevenire danni come fessurazioni e il ritiro delle doghe.

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