L'arte musiva ha radici antiche e affascinanti, che si intrecciano con la storia delle civiltà che hanno abitato il nostro pianeta. Tra queste, un posto di rilievo spetta ai Sumeri, popolo vissuto nella Mesopotamia meridionale, tra il IV e il III millennio a.C., che ci ha lasciato testimonianze preziose della loro cultura e del loro ingegno.
In questo articolo, esploreremo la storia e il significato dei pannelli di legno sumeri decorati a mosaico, con un focus particolare sul famoso Stendardo di Ur, un manufatto che ci racconta storie di guerra, pace e vita quotidiana di un popolo straordinario.
Lo Stendardo di Ur: Un Reperto Archeologico Eccezionale
Il cosiddetto Stendardo di Ur è un reperto archeologico sumero, ritrovato in una tomba della Necropoli reale di Ur e risalente al 2500 a.C. circa. Il manufatto è così chiamato perché al momento del suo rinvenimento si pensò che fosse utilizzato per essere portato in processione su di un palo, ma tale ipotesi non è mai stata confermata.
Costituito da quattro pannelli di legno, composti a cassetta, il pezzo fu rinvenuto in frammenti e solo in seguito ricostruito dagli archeologi. Ancora oggi non conosciamo la funzione e la destinazione di questo oggetto. Alcuni studiosi ipotizzano che in origine fosse esposto in un palazzo o in un tempio, altri che fosse portato in processione, issato su un bastone.
Lo Stendardo di Ur ha la forma di un parallelepipedo formato da quattro pannelli di legno (due facce rettangolari e due fasce laterali trapezoidali), decorati con raffigurazioni cementate sul fondo, coperto di bitume.
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I quattro pannelli che compongono l’opera sono decorati a intarsio, con incrostazioni di madreperla, pietra calcarea rossastra, conchiglie marine (provenienti dalle coste indiane) e lapislazzuli. Tutti questi materiali sono legati fra loro con pasta nera di bitume. Le raffigurazioni sono realizzati in madreperla (di colore bianco), conchiglie, calcare rosso su uno sfondo blu di preziosissimi lapislazzuli, che vanno a riempire gli spazi intermedi.
I Pannelli della Guerra e della Pace
Lo Stendardo di Ur è composto da due pannelli principali: il Pannello della Guerra e il Pannello della Pace.
Il Pannello della Guerra
Sul lato dedicato alla guerra si notano in basso i carri militari trainati dagli onagri (i kulan, quadrupedi dell’Asia Minore; i cavalli, infatti, faranno la loro comparsa in Mesopotamia soltanto nel II millennio a.C.) che travolgono impietosamente il nemico. Nella fascia più bassa osserviamo quattro carri militari, muniti di possenti ruote piene e trainati da asini che travolgono i nemici sconfitti.
I carri da guerra hanno quattro ruote piene - non a raggi - composte da due parti congiunte. Nel secondo registro sono invece raffigurati i soldati in marcia, vestiti con elmetti a cuffia e mantelli di cuoio decorati con borchie metalliche; essi tengono le lance in posizione orizzontale e spingono i prigionieri nudi davanti a loro.
Nel registro superiore, infine, in posizione centrale si riconosce il re.
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Il Pannello della Pace
Sull’altra faccia dello Stendardo di Ur si vedono serene scene di pace. Nel registro inferiore, una fila di servi o di stranieri vinti porta i tributi al re. Nella fascia centrale vediamo alcuni schiavi che recano gli animali al macello, per la preparazione del banchetto.
Nel registro superiore, il sovrano e sei cortigiani appaiono seduti su preziosi sedili (con piedi a zampa di animale), mentre gli schiavi in piedi sono intenti a servirli. Gli invitati innalzano i calici in onore del sovrano, posto all’estrema sinistra e ancora una volta mostrato più grande dei suoi commensali e servito da uomini in piedi. Sulla destra, un arpista e una cantante allietano gli ospiti.
Come si vede, nella rappresentazione di queste scene l’anonimo artista sumero, come già quelli egizi, ha evitato ogni forma d’illusionismo, rinunciando consapevolmente a ricercare l’illusione della profondità e della verosimiglianza.
Lo schema secondo il quale i pittori mesopotamici raffigurarono il corpo umano è molto simile a quello adottato dagli Egizi. Ogni figura, rigorosamente bidimensionale, ha le gambe e la testa rappresentate di profilo, mentre l’occhio e il torso sono sempre frontali; gli arti sono sempre tutti visibili e i piedi, visti lateralmente, poggiano su un’unica linea di terra. A differenza che nella pittura egizia, tuttavia, i personaggi qui presentano proporzioni piuttosto ridotte e questo perché nell’arte sumerica importava più la monumentalità dell’insieme piuttosto che la credibilità delle singole immagini.
Grazie a questa scelta formale, le scene comunicano l’impressione di una pesante compostezza.
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Lo stendardo di Ur – L'arte figurativa delle prime civiltà
Per riassumere le caratteristiche principali dello Stendardo di Ur, ecco una tabella:
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Datazione | 2500 a.C. circa |
| Materiali | Legno, lapislazzuli, conchiglie, calcare rosso, bitume |
| Pannelli | Guerra e Pace |
| Funzione | Sconosciuta (forse esposto in un palazzo o portato in processione) |
| Stile | Bidimensionale, senza illusionismo |
L'Eredità dei Sumeri e l'Arte del Mosaico
I Sumeri, con la loro arte e la loro cultura, hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'umanità. Lo Stendardo di Ur è solo una delle tante testimonianze del loro ingegno e della loro capacità di creare opere d'arte di straordinaria bellezza e significato.
L'arte del mosaico, in particolare, ha trovato nei Sumeri degli abili maestri, capaci di utilizzare materiali diversi e tecniche innovative per creare decorazioni raffinate e durature. Questa tradizione si è poi evoluta nel corso dei secoli, arricchendosi di nuovi stili e influenze, fino a diventare una delle forme d'arte più apprezzate e diffuse al mondo.