Paesini in Legno Marino: Un Viaggio alla Scoperta dei Borghi Marinari Italiani

A quanti di noi è capitato di restare senza fiato davanti a uno spettacolo naturale? Che si tratti di un tramonto infuocato, di un paesaggio incontaminato o di un angolo di mondo dove la natura regna sovrana, la Terra sa offrirci scenari di bellezza straordinaria. Anche l'Italia non è da meno: dalle maestose Alpi alle dolci colline toscane, fino alle acque cristalline di Sardegna, Sicilia e Puglia, ogni regione custodisce panorami da sogno. In questo articolo, esploreremo le piccole località d’eccellenza che, oltre a contare su uno straordinario scenario naturale, proteggono e promuovono con orgoglio le proprie radici, il patrimonio culturale ed enogastronomico.

Hanno una loro poesia, i borghi marinari. È forse la salsedine che avverti nell’aria. Il rumore delle onde che ti culla. Forse è l’accoglienza di chi ci abita, che il mare se lo porta sempre dentro. Forse la luce, quando il sole sembra giocare con l’acqua.

I borghi sono l’Italia più preziosa nell’immaginario degli stranieri. La piazzetta medievale, i vicoli e i ballatoi, le casette imbiancate a calce o all’opposto coloratissime, le mura in un abbraccio di edera. Tutto racconta della mano dell’uomo che sa anche essere garbata, creando in armonia col paesaggio.

Per noi invece, che in Italia ci viviamo, quel pugno di case attorno alla chiesa, in una trama di vigne e ulivi, rappresenta il giardino segreto, l’altrove appartato per chiudere fuori il mondo, l’incanto che riporta a galla un ricordo lontano. In fondo, come Leopardi, ognuno ha il proprio «natio borgo selvaggio», spesso adottivo, come i luoghi dove ci si sente davvero a casa.

Anche la poesia nasce nei borghi: da Carducci (chi non ricorda San Martino?) a Pascoli, da Eugenio Montale - legatissimo a Monterosso e alle Cinque Terre - a Elsa Morante che ambientò idealmente a Procida il romanzo L’isola di Arturo, sono tanti i poeti e gli scrittori ispirati da questi angoli di bellezza. La baia su cui si affaccia Lerici è addirittura detta Golfo dei Poeti, a celebrare i tanti letterati che la frequentarono.

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Quando infatti il borgo sorge sul mare, i sentimenti diventano ancora più contrastanti e variegati. Ora domina la luce, che si irradia tra una casa e l’altra come un flusso vitale; ora i suoni, con le grida folli dei gabbiani e le onde che tormentano le falde della scogliera. L’abbraccio tra case e mare muta con le stagioni, passando dal vigore estivo alla solitudine dei mesi più freddi. Costante, il richiamo del mare, a ricordarci che nel cuore, oltre che un popolo di santi e poeti, siamo anche dei navigatori.

Dalla Liguria alla Sardegna fino alla Puglia, abbiamo scelto di raccontarvi alcuni borghi marinari. I più suggestivi, i più poetici. Se una volta erano abitati solo da pescatori, oggi sono mete privilegiate per chi cerca una parentesi romantica, intima, all’insegna della lentezza, oppure qualche osteria senza troppi fronzoli.

Esempi di Borghi Marinari Italiani

Framura, Liguria

Framura, Liguria

Formato da cinque frazioni arroccate su un territorio scosceso che degrada fino al mare, regalando una vista stupenda ad ogni angolo. Le sue calette perfette per un tuffo, il suo minuscolo porticciolo, il verde che circonda il borgo: tutto ti farà innamorare di questa idilliaca località ligure.

Da non perdere: nello storico tracciato ferroviario che univa Framura a Levanto oggi c’è una bellissima pista ciclabile a ridosso del mare.

Dove dormire green: Sesta Terra Natural Resort ti invita vivere un’esperienza unica, di profonda immersione nella natura. Potrai dormire sui terrazzamenti del borgo in bellissimi cottage di legno o in tende lussuriose.

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Conca dei Marini, Campania

Conca dei Marini, Campania

Con le sue antiche case dalle volte bianche, Conca dei Marini è un piccolo e suggestivo borgo di mare, affacciato sul blu della Costiera Amalfitana. Uno dei borghi marinari più piccoli d’Italia (è il quarto comune più piccolo per estensione territoriale) Conca dei Marini prende il suo nome dalla forma a conca e dalla vicinaza al mare.

Tra Amalfi e il Fiordo di Furore, il borgo si prontende verso mare in un abbraccio naturale di rocce e scogliere. Abitato da sempre da pescatori e marinai si respira un’atmosfera traquilla ed autentca. Le famose località di Amalfi e Positano si trovano ad una decina di chilometri di distanza.

Da non perdere: la Grotta dello Smeraldo, il bellissimo sentiero degli Dei, il sentiero dei pipistrelli impazziti, e la suggestive la valle delle ferriere.

Dove dormire green: in una casetta tipica con vista mare, terrazzo e orto biologico.

Acciaroli, Campania

Acciaroli, Campania

Ci spostiamo nella Costa Cilentana, alla scoperta di uno dei suoi gioielli più preziosi. Passeggiare tra i vicoli stretti e le sue caratteristiche case, oziare nelle spiagge lunghe e sabbiose, respirare la magia del suo porticciolo, mangiare pesce appena pescato: ad Acciaroli la vita trascorre lenta e sembra proprio perfetta così.

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Da non perdere: sono tanti i sentieri che partono da qui, il più affascinante è forse la mulattiera Acciaroli-Pollica-Casalvelino, una antica via di collegamento tra la zona costiera e quella collinare. I profumi degli agrumi, degli ulivi e della macchia mediterranea si confondono con quelli del mare e invadono i vicoli del bellissimo centro storico. Il punto di partenza ideale per scoprire la cittadina è la suggestiva Piazza degli Eroi, da qui potrai proseguire nelle vie del centro sino alla terrazza panoramica sul mare.

Termoli, Molise

Termoli, Molise

Da non perdere: un pranzo in un trabucco, un tempo strumento per la pesca e oggi sede di bellissimi ristoranti di pesce. La città vecchia regala numerosi gioielli, tra antichi palazzi e chiese in stile barocco, ma forse basta ammirare le case dalle mura bianche e i cornicioni azzurri per innamorarsi di questo borgo marinaro della Puglia.

Da non perdere: una sera al cinema all’aperto, nella parte alta del castello.

Dove dormire green: a pochi passi dal borgo e dal mare c’è il B&B La Casa degli Artisti, che accoglie, con la sua terrazza e confortevoli camere, viaggiatori e artisti di tutto il mondo.

Carloforte, Sardegna

Carloforte, Sardegna

In un articolo sui borghi marinari scritto dalla sottoscritta non poteva certo mancare Carloforte. È un posto speciale, per me che un po’ ci sono cresciuta, ma anche per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Sono molti quelli infatti che tornano in questo angolo di Sardegna che è anche un po’ Liguria.

Il borgo è l’unico della piccola e incredibile isola di San Pietro, ed è raggiungibile in traghetto. Ti appare come un sogno: da subito ti colpiscono le case color pastello, il molo, la gente che parla il tabarkino, un’antica variante del ligure, il profumo e sapore delle focacce e della farinata, dei suoi vicoli. E poco più in là una natura incontaminata e un mare cristallino.

Da non perdere: se devo dire solo una cosa scelgo il tramonto al Faro di Capo Sandalo. Te lo assicuro, è un panorama indescrivibile, che non stanca mai. Se sei fortunato potrai vedere anche qualche falco della Regina volare.

Dove dormire: affacciato nella piazza principale di Carloforte, c’è il B&B Il Ghiro.

Focus sui Trabocchi: Antiche Macchine da Pesca

Sicuramente avrai sentito parlare dei Trabocchi, antiche macchine da pesca in legno, simbolo della costa teatina. A vederli non sembrerebbero poi così resistenti ma sono realizzati con legno di pino d’Aleppo, noto per la sua resistenza.

Il poeta Gabriele D’Annunzio li descrisse come “macchine che parevano vivere di vita propria”, sottolineando il loro aspetto quasi organico e la loro integrazione con il paesaggio marino. Oggi, molti trabocchi sono stati restaurati e trasformati in suggestivi ristoranti sul mare, offrendo esperienze culinarie uniche con piatti tipici come il brodetto di pesce alla vastese.

Questa parte dell’Adriatico regala scorci romantici, spiagge di ciottoli e una pista ciclabile unica: la Via Verde, che corre lungo la vecchia ferrovia a picco sul mare.

La Lavorazione del Legno Massello: Un'Arte Antica

Arte antica e preziosa, la lavorazione del legno massello è oggigiorno sempre più rara, essendo il pregiato materiale nella maggior parte dei casi sostituito dai più economici multistrato, truciolato e altri. Nella bottega della famiglia Pasquini, però, questo non succede, anzi, in quasi sessant’anni di vita dell’azienda non è mai successo.

«Noi ci fermiamo al legno» mi dice convinto Remo Pasquini, titolare insieme alla sorella Paola dell’omonima attività a Bovolone, piccola cittadina in provincia di Verona, nata con il nonno nel 1957 e proseguita con successo grazie all’abilità e alla competenza straordinaria del padre Marino. «Il legno massello è una materia a sé, viva, mutevole - continua Remo - ha problematiche particolari. Ed è costoso, è vero, ma il legno è anche storia ed è garanzia di qualità, stabilità e durata nel tempo».

Un paio di decenni fa la svolta: sospinti dall’amore condiviso per il buon vino e il buon cibo, Remo e Paola, coadiuvati da pochi ma validi collaboratori, decidono di dedicarsi alla progettazione e alla realizzazione di arredi su misura destinati principalmente all’alta ristorazione e alla conservazione dei vini, anche e soprattutto per una clientela di tipo privato.

«L’allestimento di cantine, sia di privati che di ristoranti, è la nostra principale area di attività» mi racconta Paola. «Un collezionista di bottiglie pregiate comprende l’estrema importanza della loro conservazione» sottolinea poi Remo, lui stesso grande cultore del vino e la cui conoscenza è quindi elemento utilissimo nella ideazione e successiva creazione dei locali e degli oggetti adatti a conservarlo, proteggerlo, raccontarlo.

«Possedere una collezione di bottiglie da degustare in occasioni speciali è il sogno di molti. Chi ha la fortuna di averla sa che la posizione in cui viene mantenuta una bottiglia, l’umidità, la luce e le vibrazioni del luogo in cui quella bottiglia è riposta, ha un ruolo chiave nella sua conservazione. Caratteristiche, queste ultime, ben visibili anche nell’oggettistica firmata dall’azienda.

«Spesso chi ci contatta è proprietario di residenze esclusive: desidera creazioni uniche, originali, e al contempo pratiche e funzionali, eleganti, che si armonizzino con l’ambiente circostante» dice Remo. «La nostra forza - puntualizza Paola - è che concepiamo ogni ordine come una cosa a sé: come se si trattasse di un abito di alta sartoria, gli allestimenti che ci vengono richiesti vengono progettati insieme al cliente, parlando con lui, capendo le sue esigenze.

Ma il mondo Pasquini non si ferma qui: insieme all’arredamento per locali, dai ristoranti più rinomati alle enoteche, alberghi, salumerie storiche e trattorie o osterie in Europa e nel mondo («per il mondo della ristorazione ci concentriamo in particolare nello studio delle sedute, che devono essere comode, robuste, moderne e raffinate.

«Sono stati gli amici macellai, come Paolo Parisi o Simone Fracassi, e i produttori di salumi a chiedermi di iniziare la produzione delle morse perché in commercio non se ne trovavano di adatte» dice Remo. «Tagliare a coltello un prosciutto crudo è un rituale che ne va ad esaltare il sapore e la freschezza. Una morsa deve quindi servire anche a questo scopo: valorizzare ulteriormente il prodotto, renderne elegante l’esposizione e pratico il taglio».

Le morse Pasquini, caratterizzate da un basamento in legno e dotate di parti in acciaio, sono state studiate per una migliore presa del salume. Infine, i taglieri. «Ero un po’ titubante prima di iniziare questo tipo di produzione e invece i taglieri sono molto richiesti» racconta ancora Remo. Piccoli pezzi di legno che «se vanno in giro per il mondo», i taglieri Pasquini vengono realizzati con legni di prima scelta, naturalmente anche su misura e personalizzabili con il marchio a fuoco della propria attività. E sono bellissimi, ognuno con una diversa tonalità e magnifiche venature. «Il rovere è quello che va per la maggiore, ma a me piace il frassino» conclude Remo.

I pianali per furgoni sono disponibili per veicoli di qualsiasi marca e modello: dal Ford Connect al Peugeot Boxer, dal Citroen Jumper al Mercedes Vito. Tutti furgoni sono costruiti con i piani di carico con doghe e bugne che hanno lo scopo di rafforzare la struttura del veicolo. I rilievi non sono quasi mai distribuiti in maniera omogenea. Per questo si creano delle zone più basse, che devono essere spessorate per appoggiare in maniera adeguata il sovrastante pianale in legno o alluminio.

Per questo motivo i pianali Syncro System sono dotati di serie di spessori fissati nella posizione opportuna. Una volta montato il pianale, questo accorgimento ne impedirà flessioni e deformazioni, prevenendo rotture e garantendo una solida e stabile base per il montaggio degli allestimenti oppure per il carico di merci. I pianali in legno multistrato sono dotati di serie di tazze incassate in acciao inox per alloggiare i ganci, a cui fissare il carico per mezzo di corde o cinghie. Tutti i pianali in multistrato di betulla Syncro sono dotati di serie dei bordini in acciaio inox speciale certificato antiscivolo secondo le normative DIN 51130, grado R12.

I pianali per i furgoni Syncro System sono tutti già pronti per il montaggio. I materiali con cui sono costruiti sono robusti e leggeri, ideali per l'uso nei veicoli commerciali. Per i clienti che hanno necessità di trasportare nel furgone i carichi più impegnativi, Syncro System propone la soluzione multistrato di betulla + alluminio mandorlato.La fornitura comprende un pianale da 9 mm in betulla completo di spessori per evitare flessioni e deformazioni, a cui viene sovrapposto un pianale da 2 + 1,8 mm in alluminio mandorlato. In corrispondenza delle porte, fra i due pianali vengono inseriti i bordi di protezione antiurto in acciaio inox ad ulteriore salvaguardia della parte in legno.

Il legno multistrato di betulla da 12 mm è disponibile con la faccia superiore con finitura gommata a chicco di riso. Il tradizionale legno MDF o truciolare dopo qualche tempo si impregna di umidità e si riempie di muffa. Non proprio il massimo sia per il furgone che per il personale! Tutti i pianali per furgoni Syncro System sono in legno speciale multistrato di betulla che non assorbe l'umidità. Completa l'allestimento del Ducato Fiat con le protezioni per i paraurti. Sia che tu intenda usare il tuo furgone solamente per il trasporto di merci e materiali, sia che ti serva l'allestimento interno come officina mobile, i PIANALI in legno multistrato di betulla da 12 mm, con finitura gommata oppure resinata tipo marmo, oppure in alluminio mandorlato sono il primo elemento da montare, sia per proteggere il piano di carico che per disporre di una solida base per il montaggio delle scaffalature.

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