Odyssey: L’ira di Poseidone, tra deduzione e mito

Dimenticate i grigi pomeriggi dei tempi del liceo, passati a studiare il poema epico di Omero: nel gioco Odyssey: l’ira di Poseidone non troverete accurate modellazioni del ciclope o delle sirene ammaliatrici. Rimane, però, forte il tema del viaggio, come quello compiuto da Ulisse al termine della guerra con Troia. Il gioco modella il “ritorno a casa” come obiettivo al di sopra di ogni avversità, rendendo l’ambientazione ellenica perfetta: da una parte abbiamo 4 barche che vogliono arrivare a destinazione, e dall’altra Poseidone, dio del mare, pronto a fare quanto possibile per evitare che questo accada.

Meccaniche di gioco e originalità

Da un punto di vista delle meccaniche, il titolo utilizza il classico sistema del “guardia-e-ladri” tipico di giochi come Scotland Yard o La Furia di Dracula. L’originalità di Odyssey: l’ira di Poseidone sta nell’invertire le parti in causa: in questo titolo, Poseidone cerca di rendere complicata la vita al team di giocatori che cerca di portare le navi a casa. Il gioco è semplicissimo da imparare, richiede ragionamento e capacità deduttive, risultando adatto anche ai bambini, sebbene la game experience richieda molta logica.

Il gioco si presenta con un sapore vintage, ricordando la prima età dell’oro dei giochi da tavolo a cavallo degli anni ’90. Aprendo la scatola, i giocatori troveranno componenti che richiamano il primo boom italiano del boardgame: plance stampate su entrambi i lati, pedine a forma di nave e le caratteristiche “tessere tempesta”.

Assassin's Creed Odyssey Meccaniche di Gioco

Il setup: una battaglia navale moderna

La scatola serve a separare due plance identiche che raffigurano un tratto di mare, allestendo una sorta di “battaglia navale” di grandi dimensioni. Poiché non sono presenti riferimenti alfanumerici tradizionali, due grandi tasselli raffiguranti una rosa dei venti aiutano i giocatori a comunicare gli spostamenti tramite i punti cardinali. Un giocatore assume il ruolo di Poseidone, mentre gli altri si schierano come navigatori: inizialmente, le posizioni delle navi sulle due plance sono perfettamente speculari.

Di seguito una sintesi dei componenti e della struttura di gioco:

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Elemento Funzione
Tessere Tempesta Contano i turni e regolano i poteri di Poseidone
Rosa dei venti Strumento per la comunicazione dei movimenti
Isola sacra Obiettivo finale per la vittoria dei marinai

Dinamiche di movimento e deduzione

Nella prima parte del turno, Poseidone gioca una tessera tempesta per spostare le navi sulla propria mappa segreta, senza comunicare nulla ai marinai. Successivamente, tocca ai naviganti, che muovono le barche sulla propria plancia e comunicano la direzione. È in questo momento che Poseidone fornisce indizi sulla posizione reale della nave (ad esempio: “si trova in mare profondo” o “è vicina a 2 isole”).

Confrontando le informazioni ricevute con la posizione presunta sulla mappa, i giocatori devono cercare di circoscrivere le ipotesi plausibili. È necessario sottolineare due aspetti importanti della game experience:

  • Undici turni sono poco più dell’indispensabile: i marinai hanno davvero poco da scialacquare.
  • Quando si è prossimi all’isola sacra, una mossa nella direzione sbagliata può significare allontanarsi dall’obiettivo.

In certe situazioni, non importa quanto siano state accurate le analisi: la mossa decisiva dovrà essere fatta fidandosi del proprio istinto. Il gioco non manca certo di profondità, ma la materia grigia sarà sollecitata soltanto per quanto concerne la parte deduttiva del ragionamento, in un’esperienza che unisce semplicità regolamentare e analisi complesse.

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