Introduzione all'Arte di Werther Morigi
La notorietà di Werther Morigi, la cui maestrìa è forse meno riconosciuta in Italia rispetto all’estero, deriva soprattutto dalle opere a soggetto paesaggistico. Con spirito diverso dal solito viaggio di apprendimento e ammirazione, una parentesi di meraviglia permette di riconoscere Werther Morigi dal 1952 il “pittore di Milano Marittima”.
Biografia e Formazione Artistica
Werther Morigi è nato il 18 marzo 1915 all’Ospedaletto di Forlì. Nella casa-studio di via Cornelio Gallo, dove abitava con la moglie Giuseppina Piraccini, nel ‘47, si trovava appeso un suo autoritratto all’età di sette anni. Iniziò dunque assai presto a dipingere, ma la sua formazione artistica viene situata tra il 1923 ed il 1938, cioè fra gli otto e i ventitré anni.
Nei tre lustri di mezzo è situata la parte fondamentale della evoluzione della sua tavolozza e le sostanziose esperienze che lo fanno divenire uno dei principali pittori italiani del Novecento. Di carattere sanguigno e dotato di fervida intelligenza e creatività, inizia a lavorare come aiutante di pittori che affrescavano chiese e palazzi.
Nel 1937 inizia la lunga collaborazione coi poeti Marino Moretti, Eugenio Montale e Mario Soldati. Da allora espone numerosissime personali in tutto il mondo accompagnate da scritti di amici poeti e letterati fra i quali Titta Rosa, Alfonso Gatto, Orio Vergani, Mario Pomilio, Alfonso Sanchez, Salvatore Quasimodo.
Il Realismo Magicato e le Trasparenze del Suo "Bianco"
Le opere di Morigi ricalcano la serie di opere che celebrano i luoghi e le stagioni della “sua” Milano Marittima, esposti dal 22 agosto al 18 settembre nei locali storici della cittadina. Pinete, saline e spiagge in cui l’artista dà prova di un meraviglioso realismo magicato da colori impossibili animati da luce unica.
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In un recente convegno fu annunciato anche la presentazione del suo “bianco”, ottenuto dalla frantumazione del calcare delle conchiglie di Cervia. Il colore non colore col quale otteneva trasparenze metaforiche e cromatiche. Quella materia verrà identificata nelle pennellate che hanno encaustato gli affreschi su juta scelti per lo Spazio Tezuk, il Palace, l’Ottocento cafè, lo Sporting Dining Club, Francis Boutique, il Grand Hotel Gallia, il Bagno Milano, il Marepineta Resort.
Nel vulnus di immagini l’introspezione devia le aspettative alla ricerca dell’io più intimo. Werther ci invita a danzare sul precipizio dell’emozione in bilico fra imprevedibili scorci e opportunità tematiche, a riflettere nello specchio dell’opera che ci sceglie. Traslochiamo nella mostra, coinquilini di un autore, poco meno che un dio adagiato in cornici fra balocchi del ritorno all’infanzia. Ecco il neonato invecchiato nel futuro di ogni età dell’artista.
Werther Morigi affermava: “Il quadro è una festa che coinvolge l’autorità ambita, il critico osannato, il cliente senza soldi.Tutti in affollate solitudini nella piazza di spaccio platonico, fra ninfe fecondate dal nostro virgineo erotismo”.
Esposizioni e Riconoscimenti Internazionali
Apre nel 1945 il suo primo studio a Forlì, nel ‘47 Aldo Spallicci cura la sua prima antologica, nel 1952 inaugura la galleria di Milano Marittima e nel 1959 avvia l’atelier di Parigi dove c’era Jacques Prevèrt e gli artisti di tutto il mondo.
Vengono presentate opere che raccontano il più significativo dei pezzi presentati in ognuna delle passate mostre, correlandolo alla personale ed intima preferenza di altrettanti personaggi del mondo della cultura, spettacolo, sport che visitarono la galleria del Maestro. L’evento è patrocinato dal Comune di Cervia, assessorato alla Cultura e Turismo.
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Accompagnata dalle citazioni di letterati e storici dell’arte fra cui il critico di Philadelphia prof. Walter W. Snyder che scrive: «Complice la bellezza, l’amore “per sempre” è quello di Werther Morigi per il lembo d’Adriatico più romagnolo che mai, un colpo di fulmine iridato che balena nel dopo guerra del ’47. La casa-studio fra i cento pini della Quarta Traversa di Milano Marittima e le ininterrotte esposizioni dal 1952, suggello d’eterna fedeltà. Era magico per il pittore allestire la personale e accogliere gli ospiti di riguardo con le sue creature per visione, cuore, anima».
Nel 1975 Federico Fellini presenta la sua prima mostra a New York, scrivendo sul catalogo monografico, al vertice della storia dell’arte morigiana; si procede dall’infanzia al periodo giovanile (1929-’33), a quello veneziano e milanese con la scoperta di Guidi e Carrà. Le sue opere destano ammirazione aggiunta per tali contenuti materici in gallerie pubbliche e private internazionali; da Mosca (‘81) a Londra (‘81), da Vienna (‘84) a Tokio (‘86) ricevendo riconoscimenti ufficiali.
Dà il meglio di sé a Tenerife, dove nel 1987 presenta la personale Natura Silente e a New York (1990) con la fantasmagorica mostra Realismo Onirico, che suggella Morigi come il pittore più innovativo ancorato alle radici del “figurativo italiano”. In quell’anno l’artista è all’apice della propria carriera: signore della composizione e della luce-colore.
La Profonda Filosofia e l'Eredità di Morigi
File di spasimanti restano affascinati dagli stupendi metodi per sedurre di Werther Morigi, che nascosto nell’ombra dell’ignorante capta con la coda dell’occhio ogni minimo interesse che inneschi l’attrazione. Nell’ultimo incontro, qualche giorno prima della sua partenza per il “dopo” nel luglio del ’90, fra le pareti della Bottega di viale Romagna, Morigi trafisse con metafore affilatissime rivolte al suo unico “datore di lavoro”, il pubblico.
Per il quale sfoglia il suo libro di pennelli e tavolozza per la lettura oftalmica dell’esposto ad oscultare le patologie cardiache dell’uomo, donna, bambino arrivati di proposito o persi per caso fra le pareti morigiane.
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Werther Morigi affermava: “La mia opera più bella è l’ultima, anzi quella che ancora non ho espresso sulla tela, l’insieme delle mie creature; testamento della mia costanza morale ed artistica.”
Unico padrone di se stesso, è morto il 28 luglio 1990, con vasta commozione di pubblico. Tali brevi note tracciano appena il contorno del percorso umano di Werther Morigi, che nondimeno sottende a quello pittorico, solo che si ricordino le sue frequentazioni e la sua personalità artistica e morale.
Una citazione su di lui recita: “Werther Morigi uomo? Con i suoi occhi inondati di fantasie, i suoi silenzi folgoranti, la sua sapienza orientale, la sua estemporaneità tutta romagnola, e sopra ogni altra cosa, quel suo grande cuore in mano, è stato per me una favola. Una favola bella che non potrò mai dimenticare”.
Cronologia degli Eventi Significativi
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1915 | Nascita di Werther Morigi a Forlì |
| 1923-1938 | Periodo fondamentale di formazione artistica, tra gli otto e i ventitré anni |
| 1937 | Inizio della lunga collaborazione con poeti come Marino Moretti, Eugenio Montale e Mario Soldati |
| 1945 | Apertura del primo studio a Forlì |
| 1947 | Aldo Spallicci cura la sua prima antologica |
| 1952 | Inaugurazione della galleria di Milano Marittima |
| 1959 | Avvia l’atelier di Parigi, frequentato da Jacques Prevèrt e altri artisti |
| 1975 | Federico Fellini presenta la sua prima mostra a New York |
| 1981 | Mostre internazionali a Mosca e Londra |
| 1984 | Mostra internazionale a Vienna |
| 1986 | Mostra internazionale a Tokyo |
| 1987 | Presenta la personale "Natura Silente" a Tenerife |
| 1990 | Mostra "Realismo Onirico" a New York; Morte di Werther Morigi il 28 luglio |