Negli ultimi anni in Italia sono stati fatti enormi passi avanti dal punto di vista normativo e giuridico per tutelare la sicurezza dei lavoratori che operano in quota. Le normative prescrivono l’utilizzo di tutta una serie di strutture, genericamente indicate come sistemi anticaduta per abbattere il rischio di cadute da altezze superiori ai due metri. A questa categoria di sistemi di sicurezza appartengono i parapetti di sicurezza e le linee vita. Tuttavia, esistono diversi tipi di parapetti di sicurezza e non è sempre così semplice e scontato individuare la tipologia più adatta a ciascun contesto. In questa guida, proveremo a fare chiarezza su questo argomento e ad individuare gli aspetti più importanti da prendere in considerazione in fase di scelta, con un focus particolare sulle soluzioni per tetti in legno.
Che cos’è un Parapetto di Sicurezza
Il parapetto di sicurezza, spesso conosciuto anche come parapetto anticaduta, viene descritto dalle norme attualmente in vigore come un dispositivo di protezione collettivo contro le cadute dall’alto. In generale, i parapetti vengono utilizzati nelle situazioni in cui può verificarsi il rischio di una caduta da un’altezza superiore a 2 metri. Tra tutti i dispositivi di protezione collettivi è senz’altro uno di quelli semplici e diffusi perché non presenta meccanismi tecnologici e non richiede una manutenzione complessa o frequentissima. Il suo principale scopo è quello di salvaguardare chiunque da tutti i possibili rischi connessi con la caduta esattamente come nel caso delle linee vita. È importante sottolineare che la prima importante differenza tra questi due sistemi anticaduta è che mentre le linee vita sono sistemi di protezione individuali dotati di ancoraggio, il parapetto offre protezione a un numero superiore di persone ed è per questo che viene indicato come un dispositivo di protezione collettiva (DPC).
Quadro Normativo e Certificazioni
In generale, il parapetto garantisce un elevato livello di sicurezza anche perché viene sempre sottoposto a procedure e controlli molto rigidi prima di essere utilizzato. Nello specifico, ogni parapetto può essere considerato conforme alla legge se è dotato di una certificazione che ne attesti la sicurezza e se rispetta quanto previsto dalle norme UNI EN ISO 14122-3, dal decreto legislativo numero 81 del 2008 e dalle norme tecniche per la costruzione del 2018. I parapetti provvisori, in particolare, devono essere conformi alla norma UNI EN 13374. Essa tratta i sistemi temporanei per la messa in sicurezza dei bordi. Oltre alla già citata UNI EN 13374, fanno riferimento a questa protezione il D.lgs. 81/08 (Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro).
Caratteristiche Essenziali di un Parapetto Sicuro
In base alle normative vigenti, un parapetto sicuro deve presentare alcune caratteristiche imprescindibili:
- Un’altezza superiore ad un metro.
- Dev’essere costituito da due correnti orizzontali, uno dei quali dev’essere posto in cima e uno ad un’altezza che è circa la metà tra il corrente superiore e il pavimento.
- Una fascia continua a terra, detta fascia fermapiede, con altezza di almeno 15 cm dal pavimento.
Inoltre, tra un corrente e l’altro deve esserci uno spazio massimo di 50 cm e lo stesso spazio deve essere garantito anche tra la tavola fermapiede e il corrente stesso. In questo modo sarà praticamente impossibile che una persona possa scivolare tra questi spazi e cadere rovinosamente.
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La solidità di queste strutture viene verificata in questo modo: il parapetto dev’essere in grado di sopportare due forze puntuali per una durata di almeno un minuto. Queste forze devono essere applicate alle estremità del montante e alla parte intermedia. Inoltre, in base al tipo di sollecitazione e alla pendenza della copertura, il parapetto deve avere la giusta consistenza e soprattutto dev’essere realizzato in un materiale molto resistente e che possa preservarsi in qualunque condizione ambientale, come ad esempio l’alluminio zincato.
Parapetto per Tetti in Legno 112FR: Una Soluzione Specificata
Tra le soluzioni più efficaci per i tetti in legno troviamo il Parapetto per tetti in legno 112FR, un sistema anticaduta certificato pensato per garantire protezione su tetti in legno e coperture inclinate. È un parapetto di classe B secondo UNI EN 13374/04 certificato ISPESL - Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro di Roma n° DTS-XI/01/03/SPB del 03/10/2003 con estensione di omologazione. Questo parapetto è stato realizzato e certificato per essere utilizzato come sostegno di protezioni provvisorie contro le cadute durante i lavori di riparazione e montaggio su cantieri; permette di lavorare su coperture con travi in legno (pendenze non superiori ai 30° rispetto all’orizzontale) di edifici civili ed industriali in completa sicurezza.
Caratteristiche Tecniche
- Struttura zincata per resistenza a corrosione e usura.
- Adatto a tetti in legno con pendenze fino a 30° rispetto all’orizzontale.
- Apertura morsetto regolabile per travi da 80 a 210 mm.
- Peso ≈ 9 kg, per un montaggio agevole senza compromettere la stabilità.
- Installazione semplice: viene serrato direttamente alla trave in legno mediante morsetto.
Vantaggi e Applicazioni
- Ideale per lavori su coperture, tetti, mansarde e strutture in legno durante ristrutturazioni o costruzioni.
- Montaggio facile e rapido, senza la necessità di forare o fissare permanentemente la struttura.
- Garantisce protezione anticaduta temporanea conforme alle normative, proteggendo i lavoratori durante lavori in quota.
- Ottimo compromesso tra leggerezza, praticità e sicurezza certificata - adatto a imprese edili, carpentieri e installatori.
Quando Scegliere il 112FR
Scegli il parapetto 112FR se cerchi una protezione temporanea, conforme alla normativa EN 13374, specifica per tetti e strutture in legno inclinate, con un montaggio facile e sicuro. È una soluzione ideale per cantieri che prevedono lavori su coperture in legno, senza interventi invasivi sulla struttura.
Dati per il Montaggio del Parapetto Provvisorio 112FR
Per un corretto e sicuro montaggio del parapetto 112FR, seguire questi passaggi:
- Utilizzare mezzi adeguati al montaggio in sicurezza.
- Controllare che la leva (1) sia perfettamente chiusa.
- Posizionare il montante accostandolo frontalmente alle estremità della trave in legno (A).
- Eseguire l’attacco del morsetto del parapetto alla trave accostando il piattello (2) mediante la rotazione, con apposita chiave o perno (3) e stringendo fino al completo inserimento nel legno, con coppia di serraggio pari a 3daNm per ottenere un efficace presa.
- Procedere al fissaggio di altri montanti alla distanza consigliata di 1400÷1500mm a completamento del bordo da proteggere.
- Completare il montaggio del sistema di protezione bordi (corrimano, correnti intermedi e fermapiede) inserendo nelle apposite staffe dei montanti tavole di legno o altri profili metallici in grado di resistere ai carichi richiesti dalla normativa (vedere EN 13374).
- Le tavole o i profili utilizzati devono essere superiori di almeno 400mm alla lunghezza di due campate (Es: 1400+1400+200+200=3200).
- Lo spazio tra il fermapiede e la superficie di lavoro non deve superare i 20 mm.
- Lo spazio tra i correnti non deve essere superiore a 250mm.
- Fissare le tavole con viti o chiodi per ogni staffa di sostegno.
Il Tetto Perfetto, com'è fatto
Classificazione dei Parapetti Anticaduta Secondo UNI EN 13374
Per comprendere appieno le specifiche di sicurezza, è essenziale considerare la classificazione dei parapetti. I parapetti provvisori sono dispositivi di protezione collettiva (DpC) che vengono impiegati per garantire una barriera contro le cadute dall’alto di persone e cose. La norma UNI EN 13374 ne definisce diverse categorie. La gamma di parapetti anticaduta prodotti è suddivisa in tre classi: A, B e C. Questi sistemi di protezione collettiva dei bordi sono utilizzabili nella maggior parte delle situazioni di cantiere e permettono l’installazione in diverse condizioni.
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Parapetto Provvisorio Classe A
Ha il compito di sorreggere una persona che si appoggia alla protezione, fornire un appiglio quando si cammina accanto alla protezione stessa e fermare chiunque stia cadendo verso di essa. Per questa tipologia di parapetto l’altezza non deve essere inferiore a 1 metro. Deve essere presente un fermapiede di altezza minima 150 mm. È previsto un passaggio massimo tra il fermapiede e la superficie di lavoro di 20 mm. Gli spazi di passaggio massimi tra un parapetto e l’altro, se previsti, devono essere massimo di 470 mm.
Parapetto Provvisorio Classe B
Per i parapetti anticaduta di questa classe si prevede che l’altezza del parapetto non deve essere inferiore a 1 metro. L’inclinazione sulla verticale del parapetto non deve risultare superiore a 15° rispetto alla verticale passante per il piede del montante. Oltre alle azioni statiche previste per la classe A, il parapetto di classe B deve essere in grado di assorbire una energia cinetica di 1100 J fino ad una altezza di 200 mm al di sopra della copertura. Anche in questo caso per i parapetti anticaduta valgono le stesse indicazioni dimensionali dei casi precedenti.
Parapetto Provvisorio Classe C
Aggiunge alle precedenti caratteristiche quella di una maggiore protezione in caso si stia scivolando o cadendo lungo una superficie con inclinazione più elevata. Il suo grado di pendenza è incluso fra la verticale e la perpendicolare alla superficie inclinata in questione. Eventuali aperture tra i correnti devono essere al massimo pari a 250 mm. È fondamentale notare che, nel caso di pendenze troppo elevate, ovvero se non è possibile ridurre l’altezza di caduta, bisognerà optare per un altro sistema di lavoro in quota, poiché questi sistemi di protezione collettiva dei bordi potrebbero non essere sufficienti o idonei in tutte le situazioni.
| Caratteristica | Parapetto Classe A | Parapetto Classe B | Parapetto Classe C |
|---|---|---|---|
| Pendenza Superficie | Fino a 10° | Fino a 30° | Superiore a 30° (fino a 45° con angoli di lavoro specifici) |
| Scopo Principale | Protezione per caduta verticale, appoggio | Protezione da caduta verticale e da scivolamento su pendenze moderate | Protezione da scivolamento e caduta lungo superfici molto inclinate |
| Altezza Minima | 1 metro | 1 metro | 1 metro |
| Fermapiede Altezza | Minimo 150 mm | Minimo 150 mm | Minimo 150 mm (secondo EN 13374) |
| Spazio Fermapiede/Lavoro | Massimo 20 mm | Massimo 20 mm | Massimo 20 mm |
| Spazio tra Correnti | Non specificato esplicitamente | Non specificato esplicitamente | Massimo 250 mm |
| Resistenza | Carichi statici | Carichi statici + energia cinetica di 1100 J (fino a 200 mm sopra copertura) | Maggiore protezione in caso di scivolamento/caduta lungo superficie inclinata |
Approfondimenti Normativi: Altezza del Fermapiede
Un punto spesso dibattuto in merito alle normative riguarda l'altezza della tavola fermapiede. In tal senso, abbiamo visto che la norma EN 13374 prevede una altezza minima della tavola fermapiede pari a 15 cm. Anche il D.Lgs 81/08 nell’All. XXIII con riferimento ai ponteggi in legname prescrive tale valore in riferimento all’art. 126 che fa esplicito riferimento a impalcati, nonché ponti di servizio, passerelle e andatoie, e non ai parapetti. Tale indicazione è da considerarsi per l'applicazione su ponteggi in legname, mentre per i parapetti la situazione è più articolata. Altro elemento da considerare è il fatto che la norma EN 13374 non è esplicitamente richiamata dal D.Lgs 81/08 come riferimento per la realizzazione dei parapetti anticaduta provvisori, come invece avviene per esempio con la norma EN 1004 in relazione ai trabattelli. Tuttavia, la sua adozione può essere sicuramente ritenuta soddisfacente delle prescrizioni dell’art. 126. In conclusione si può affermare che l’adozione di una tavola fermapiede con altezza minima di 15 cm come prevista dal fabbricante in un sistema di protezione dei bordi conforme alla norma EN 13374 soddisfa i requisiti di sicurezza richiesti dall’art. 126. Pertanto, anche se l'adozione di un fermapiede di 15 cm è conforme, in ogni caso l’adozione di una tavola fermapiede di altezza minima pari a 20 cm sarà comunque possibile, ciò in quanto rispettoso dei suggerimenti forniti dall’ex Ispesl. Chiaramente il montaggio del sistema di protezione dei bordi dovrà sempre avvenire nel rispetto delle prescrizioni del fabbricante, sia per le indicazioni dimensionali. È infatti al manuale di istruzioni del sistema di protezione dei bordi EN 13374 a cui si dovrà fare riferimento per risolvere eventuali questioni.
Come Scegliere il Parapetto di Sicurezza Adatto
La scelta del parapetto di sicurezza più idoneo richiede un'attenta valutazione di diversi fattori. Sono disponibili sul mercato tante tipologie di parapetti di sicurezza che si diversificano per la configurazione, ma anche per le modalità di fissaggio. Per scegliere la soluzione più adatta alle caratteristiche di ogni struttura, si deve tener conto di alcuni aspetti come l’inclinazione della copertura e il materiale in cui è stata costruita. Prima di tutto, dunque, per capire se è possibile installare un parapetto su una copertura piana, bisogna valutare l’inclinazione della copertura che non può mai superare una pendenza del 5%. Poi, bisogna valutare il materiale con cui è realizzata la copertura: nel caso di copertura metallica c’è la possibilità di scegliere tra parapetti che possono essere fissati sia con una piastra rivettata sulla lamiera di copertura oppure tramite morsetti per il fissaggio nascosto. Dal punto di vista estetico si può scegliere qualsiasi genere di soluzione purché vengano rispettate le prescrizioni previste dalle norme UNI e dal decreto legislativo numero 81 pubblicato nel 2008. La scelta del tipo di parapetto e del sistema perimetrale in generale da usare in un cantiere è subordinata al tipo di pericoli da eliminare, che vengono evidenziati in fase di valutazione dei rischi. Inoltre, i parapetti vanno utilizzati se la distanza tra la piattaforma di passaggio ed un ostacolo laterale (macchinario o muro) supera i 180 mm.
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Una Soluzione Semplice, ma Affidabile
Questo articolo dimostra che il parapetto è un’ottima soluzione per garantire la sicurezza di due o più lavoratori che svolgono interventi in quota, come antennisti e lattonieri, senza spese di manutenzione eccessive. Essendo privo di elementi tecnologici, per attestare la sicurezza del parapetto sarà sufficiente richiedere periodicamente il sopralluogo di tecnici qualificati per valutare la stabilità della struttura in alcuni punti sensibili, come i punti di fissaggio, correnti, montanti e la fascia parapiede. La valutazione con tanto di verifica avviene in pochi minuti e con prezzi contenuti. Se pensi di dover ricorrere a un parapetto o a un qualsiasi altro sistema anticaduta, puoi rivolgerti a professionisti del settore.
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