La pesca è un’attività meravigliosa, capace di donare tranquillità a chi la pratica, scaricando i suoi nervi e consentendogli di rimanere a contatto con la natura incontaminata. In questo contesto, la costruzione di canne da pesca in bambù è un'arte senza tempo che combina creatività, precisione e tradizione per creare canne eleganti e ad alte prestazioni. Che tu sia un appassionato desideroso di approfondire la tua conoscenza o un aspirante costruttore pronto a modellare la tua prima canna, questa guida ti accompagna attraverso i fondamenti della costruzione di una canna da pesca in bambù.
La selezione del materiale: la scelta del bambù
Il materiale più importante per la costruzione di canne da pesca in bambù è, come prevedibile, il bambù stesso. Il bambù di Tonkin è lo standard del settore grazie alla sua struttura fibrosa densa, alla resilienza naturale e alle abitudini di crescita costanti. Quando si seleziona il bambù per la costruzione di canne, si cercano culmi dritti, maturi, con nodi minimi e colorazione uniforme.
Le canne da raccogliere dovranno avere delle caratteristiche particolari, non tutte sono idonee: prima di tuttto dovranno essere il piu’ dritte possibili, onde non complicarci troppo la vita per raddrizzarle in seguito, poi la dimensione: dovremo cercare canne di lunghezza tra 3 e 4,5 mt. Per comprendere meglio l'influenza della lunghezza del materiale grezzo, ecco una sintesi delle caratteristiche:
- Canne inferiori a 3 metri: Non sono “mature” e il legno è meno compatto, per cui otterremo una canna da pesca “piu’ moscia” e meno resistente.
- Canne tra 3 e 4,5 metri: Rappresentano la misura ideale per garantire la giusta compattezza e una stagionatura ottimale del legno.
- Canne superiori a 4,5 metri: Assumeranno una conicità maggiore verso la punta e minore lungo il fusto, ottenendo un lavoro finito “spezzato” in quanto a curva di piegatura.
Una volta trovate le canne della giusta lunghezza dovremo cogliere solo quelle con la sezione piu’ tonda possibile. Le canne di bamboo spesso presentano una sezione a “D” che non si adatta alla costruzione di un attrezzo da pesca in quanto presenta degli angoli in cui la curvatura rende fragile l’ oggetto finito.
Il processo di costruzione passo dopo passo
Alla base, la costruzione di canne da pesca in bambù consiste nel dividere e sagomare strisce di bambù in forme precise, quindi incollarle insieme per creare un blank esagonale. Questo blank è la spina dorsale della canna, contribuendo alla sua resistenza, flessibilità e prestazioni complessive di lancio. Il procedimento si articola in diverse fasi fondamentali:
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- Il processo inizia con la raccolta e la divisione dei culmi di bambù in sottili strisce triangolari. Questo è cruciale perché le strisce sottili vengono incollate insieme per formare il blank della canna. L'approccio tipico divide il culmo in sei strisce triangolari equilateri per sezione. Si utilizza il calore per trattare i nodi al fine di raddrizzarli e ammorbidirli.
- Dopo la preparazione, si taperano le strisce di bambù usando una forma per piallatura o un jig per tapering. Il taper definisce l'azione e la flessibilità della canna, con ogni sezione che presenta dimensioni precise misurate al millesimo di pollice.
- Una volta taperate, si applica la colla epossidica alle strisce, che vengono poi assemblate con cura e legate con filo secondo uno schema preciso. Questa legatura comprime le strisce in un blank laminato solido. Dopo l'indurimento, il blank viene slegato e delicatamente levigato per rimuovere la colla in eccezione e lisciare la superficie, facendo attenzione a preservare la forma esagonale del blank.
Per costruire una canna da pesca, il bamboo deve essere sempre temprato su una fiamma onde migliorarne la rapidità. Chi, come me, “gioca al piccolo stregone”, dovrà accontentarsi del fornello di casa, stando molto attento a non bruciare il legno, pena dover buttare tutto e ricominciare tutto da capo.
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Assemblaggio degli innesti e creazione del manico
Successivamente, si montano gli elementi essenziali come manici in sughero, portamulinelli, anelli guida e innesti. Il modo piu’ semplice è infilare direttamente la sezione a monte nel foro naturale della sezione a valle, solitamente alesandola con trapano e lima, ma questo sistema crea delle variazioni repentine di diametro nella canna da pesca che spezzano completamente l’ azione.
Per fare il manico serve un bel ramo dritto di circa 2,5/3cm di diametro, lungo una sessantina-80 cm, sbucciato e ben secco, se vogliamo possiamo intagliarlo o scriverci il nome col pirogrago, in cui andremo a praticare un foro coassiale sul capo piu’ sottile, di sezione tale da poterci inserire il piede della canna per una decina di cm, con un minimo sforzo, ma senza eccessiva pressione. In pratica faremo l’ ennesimo innesto diretto, come il cimino della canna, ma sta volta su un legno pieno.
Finiture, verniciatura e protezione del legno
Ricordiamoci che il fusto della nostra canna è di legno, non di carbonio: se dovesse restare umido o bagnato dopo una pescata il legno è un materiale naturale che ammuffisce e marcisce! Per proteggerlo al meglio, molti costruttori preferiscono la tecnica dell'impregnazione del bambù, che immerge il bambù in un sigillante per migliorare la resistenza all'umidità e la durabilità. Una buona coppale da barche data con cura, stando attenti a non sporcare gli innesti risolve agevolmente ogni problema! La piu’ antica finitura trasparente per esterni conosciuta è l’ olio di lino cotto, allora perchè non usare quello per dare un tocco davvero classico e naturale al proprio attrezzo da pesca.
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