Il teak è un'essenza esotica molto pregiata e rinomata nell'ambito della falegnameria per le sue eccellenti proprietà di durabilità e stabilità. Questo materiale pregiato è famoso in tutto il mondo per la bellezza delle venature della sua superficie e per le sue eccellenti proprietà fisiche.
Il teak proviene da alberi tropicali appartenenti alla famiglia delle Verbenaceae, in particolare dalla pianta Tectona grandis. Si tratta di un albero deciduo, che può arrivare ai 40 metri di altezza, diffuso nelle aree del sud-est asiatico e nelle foreste subtropicali. La pianta della Tectona, da cui si ricava il legno di teak, cresce in Africa e in alcune regioni dell’Asia.
Data la diffusione territoriale, a seconda delle aree di provenienza della pianta, l’essenza può presentare caratteristiche molto diverse. Per questo motivo, una prima distinzione fondamentale deve essere operata fra teak africano e teak asiatico.
Teak Africano: Origini e Proprietà Distintive
Il teak africano, spesso noto anche come teak da piantagione o teak africano falso, è una specie di legno che proviene principalmente da paesi dell'Africa occidentale, come la Costa d'Avorio, il Ghana, il Camerun e il Nigeria. Si tratta di un legname da piantagione, le cui coltivazioni iniziarono in Africa circa un secolo fa ad opera di latifondisti europei. Ad esempio, in Costa d'Avorio i primi tentativi risalirono alla fine degli anni '20, con piante che oggi possono raggiungere circa 90 anni.
Il teak di piantagione cresce bene e con ottimi risultati nella fascia equatoriale. Tuttavia, a causa del clima arido e del caldo intenso e delle diverse caratteristiche del terreno, il legno di teak africano si presenta più asciutto e non oleoso come quello asiatico. Questo comporta un ridotto contenuto di resina oleosa, il che significa che non è naturalmente idrorepellente come il suo omologo asiatico e necessita di trattamenti protettivi, come qualsiasi altro tipo di legno comune. L'albero cresce generalmente più stretto e più basso rispetto al teak asiatico, il che comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità intrinseca del legno se non trattato.
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Aspetto e Tessitura del Teak Africano
Il teak africano è un legno bruno dorato che ossida fortemente ed è soggetto ad altissime variazioni cromatiche. La sua venatura è simile a quella del teak asiatico, con una grana fine e regolare, e il colore varia dal giallo pallido al marrone dorato con venature scure. La tessitura è mediamente fine, con fibratura ordinata.
Durevolezza e Lavorabilità
Nonostante la minore oleosità naturale, il teak africano è generalmente resistente all'usura e ai graffi, il che lo rende adatto per diverse applicazioni, inclusi i pavimenti. Il teak si lavora facilmente, comportandosi egregiamente nelle fasi di taglio, piallatura e sagomatura, grazie alla compattezza e densità delle sue fibre.
Utilizzi Comuni del Teak Africano
Il legno di teak, in generale, è stato storicamente utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito impiegato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno. Anche il teak africano trova largo impiego, soprattutto nella produzione di lamellari, che risultano più economici rispetto al teak originario dell'Asia. Nelle costruzioni d’interni, può essere utilizzato nella realizzazione di scale, mensole, porte, finestre o pavimenti in legno, a condizione che vengano applicati i trattamenti protettivi necessari.
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Sostenibilità e Vantaggi Economici
Il teak africano, essendo in gran parte proveniente da piantagioni, offre un vantaggio in termini di sostenibilità ambientale. Le coltivazioni sono integrate annualmente con la piantagione di giovani alberi, contribuendo a un approccio più ecosostenibile rispetto al teak naturale asiatico, la cui disponibilità è in costante diminuzione a causa del disboscamento selvaggio e dei lunghi tempi di crescita.
Questo lo rende anche più economico rispetto al cugino asiatico. Mentre il costo del legno di teak in generale è decisamente molto elevato a causa della scarsità delle piantagioni e della crescita lenta della pianta, il teak africano, specialmente se lavorato in forma lamellare, è decisamente più accessibile. Il teak naturale è quello più costoso e difficile da trovare.
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Di seguito una tabella comparativa dei prezzi indicativi per il legno di Teak:
| Tipo di Teak | Prezzo al metro cubo (circa) | Note |
|---|---|---|
| Teak Naturale Asiatico | 5000 - 6000 € | Difficile da trovare, alta oleosità |
| Teak Lavorato (Lamellare, spesso Africano) | Inferiore al Teak Naturale | Più economico, bassa oleosità, richiede trattamenti |
| Parquet in Teak | 50 - 150 € al metro quadrato | Esclusi montaggio e trasporto, lo spessore e la provenienza incidono |
| Teak Sintetico | Simile al Teak Naturale | Alternativa in plastica, leggero e riciclabile |
Manutenzione del Teak e del Parquet
Poiché il legno di Teak africano è più asciutto e senza la sostanza oleosa che caratterizza il teak asiatico, diventa necessario valutare dei trattamenti protettivi per garantirne la durabilità, specialmente se destinato ad ambienti esterni o con elevata umidità. Marchi specializzati nella cura del legno, come la linea Solid, consigliano prodotti specifici per il trattamento e la manutenzione delle pavimentazioni in teak, come SoliDeck. Si tratta di un protettivo all’acqua che interviene sulla superficie lignea potenziando le caratteristiche di idrorepellenza e resistenza al calpestio. Per un parquet in teak destinato a permanere costantemente all’aperto, sono necessari trattamenti alla produzione che lo proteggano ulteriormente.
Fare una manutenzione programmata significa allungare la vita di questo particolare materiale. Generalmente, è bene pulire il parquet in teak con acqua e una spugna o uno straccio per rimuovere eventuali macchie. Per una pulizia profonda, ad esempio dei frontali o per rimuovere lo sporco più ostinato, si può utilizzare un sapone neutro diluito in acqua tiepida. È fondamentale risciacquare e asciugare con cura la superficie dei mobili o del pavimento. L’uso di spazzole a setole dure è sconsigliato poiché facilita la rimozione di fibre dalla superficie. Una volta installato il pavimento, si consiglia di stendere due mani di olio specifico per esterni a distanza di 72 ore l’una dall’altra.
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