Nell'ambito del recupero e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la comprensione di elementi strutturali specifici come le travi Varese e le metodologie di analisi del legno strutturale è di fondamentale importanza. Questo articolo esplora le origini e le caratteristiche delle travi Varese, le innovative soluzioni per il loro consolidamento, e approfondisce le tecniche di indagine e verifica necessarie per il legno strutturale esistente, spesso presente in contesti costruttivi simili.
Le Travi Varese: Origini e Caratteristiche Costruttive
La nascita dei travetti Varese risale agli anni ‘30. Il loro padre ideatore, Carlo Gritti, cementista di Varese, sfruttando l’avvento delle costruzioni in calcestruzzo armato e volendo ovviare ai problemi di costo delle putrelle metalliche, decise di produrre elementi lineari in calcestruzzo. Le travi di tipo “Varese” (dette anche travi Varese o semplicemente varesi) sono travi prefabbricate in calcestruzzo armato.
Poiché confezionate su stampi idraulici vibranti, le travi “Varese” sono in calcestruzzo armato vibrato (c.a.v.). La trave prefabbricata tipo varese è un manufatto in cemento armato vibrato. La produzione comprende la fabbricazione di travi di colmo e di gronda, travi piane con sezione “a doppio T”, a sezione piena con base di 25 cm. La trave varese è utilizzata per la realizzazione di solai, soffitti, coperti e tetti a due falde con tiranti in ferro. A seconda dei carichi e delle luci, le travi sono disponibili con tre altezze differenti che misurano 16cm, 20cm, e 24cm. La trave prefabbricata è realizzata con una lunghezza sempre su misura. La mensola, della trave prefabbricata da coperto, è disponibile con 4 disegni standard oppure può essere prodotta su disegno del cliente.
Tecniche di Consolidamento per Solai con Travi Varese
La ricerca ha sottoposto i campioni di solai Varese a test di rottura e prove di flessione per valutarne le prestazioni e individuare soluzioni di consolidamento efficaci. Sono poi state realizzate due diverse tipologie di rinforzo mediante la tecnica della soletta mista collaborante.
Una soluzione è stata realizzata con una cappa collaborante in basso spessore (2,5 cm) utilizzando il prodotto Microcalcestruzzo CentroStorico. Microcalcestruzzo CentroStorico è il microcalcestruzzo fibrorinforzato per il rinforzo strutturale a basso spessore dei solai, studiato specificatamente per il consolidamento estradossale dei solai in laterocemento e calcestruzzo. Grazie alle elevate prestazioni e adesione alla soletta da rinforzare, consente di realizzare cappe collaboranti in basso spessore da soli 2 cm e senza armatura.
Leggi anche: Prezzi Pavimento Grigio Legno Perlato
La seconda cappa è stata invece realizzata con il calcestruzzo leggero strutturale LecaCLS 1400 nello spessore di 5cm. Il calcestruzzo leggero strutturale LecaCLS 1400 è un calcestruzzo leggero strutturale premiscelato in sacco, adatto alla realizzazione di getti di rinforzo e solette collaboranti. Pesa in opera circa 1400 kg/m³, un notevole alleggerimento rispetto ai 2400 kg/m³ del tradizionale calcestruzzo. È possibile realizzare, sul tavellonato, in opera, una soletta di 4/5 cm con uso di rete elettrosaldata, per una migliore distribuzione dei carichi.
Il Connettore Chimico CentroStorico, infine, è un adesivo epossidico per il consolidamento e il rinforzo statico dei solai in calcestruzzo e a travetti armati. È una soluzione tecnica “non invasiva” in grado di assicurare un’ottima e robusta adesione tra solaio esistente e nuova soletta in calcestruzzo armato.
I risultati delle prove, sintetizzati in uno studio, hanno evidenziato l’effettivo incremento di capacità portante dalle soluzioni di consolidamento proposte.
| Soluzione di Consolidamento | Incremento di Capacità Portante |
|---|---|
| Soluzione leggera (LecaCLS 1400, 5cm) | +65% |
| Soluzione a basso spessore (Microcalcestruzzo CentroStorico, 2,5cm) | +42% |
Il contributo tecnico presentato da Laterlite è di grande valore per i professionisti del recupero strutturale. Il manuale nasce dall’esperienza concreta su un edificio storico e fornisce indicazioni precise e replicabili, nel rispetto delle esigenze statiche, architettoniche e di reversibilità. Un esempio virtuoso di come la tecnica possa dialogare con il patrimonio edilizio.
Restauro e rinforzo di una Badia XI sec restauro solaio in legno
La Valutazione del Legno Strutturale Esistente in Edifici con Travi Varese
Gli elementi costruttivi in legno sono spesso presenti in edifici esistenti: solai, coperture e architravi in legno in costruzioni esistenti in muratura, cemento armato o acciaio. Pertanto, se ti occupi di analisi di vulnerabilità di costruzioni esistenti, molto probabilmente dovrai eseguire indagini e prove anche su elementi strutturali esistenti in legno. La verifica statica di elementi realizzati in legno strutturale esistente, massiccio o lamellare, richiede l’esecuzione di adeguate indagini e prove sul materiale per la caratterizzazione meccanica e tipologica del legno. L’esecuzione di indagini e prove è necessaria per definire il Livello di Conoscenza della struttura e il relativo Fattore di Confidenza FC per la riduzione delle proprietà meccaniche del materiale.
Leggi anche: Stile Arte Povera per la Sala da Pranzo
Livelli di Conoscenza (LC) e Fattore di Confidenza (FC) per il Legno
La Normativa Tecnica definisce tre Livelli di Conoscenza denominati come LC1, LC2, LC3. I livelli di conoscenza sono ordinati per informazioni crescenti sulla costruzione esistente. Al livello LC1 corrisponde una conoscenza minima della struttura esistente, al livello LC3 una conoscenza più approfondita. La Normativa Tecnica consente al progettista di adottare Livelli di Conoscenza della struttura differenziati per la verifica sismica globale della costruzione e per la verifica in condizioni statiche di singoli elementi costruttivi. Un esempio è l'analisi di vulnerabilità sismica di un edificio esistente in muratura con solai in legno. Al crescere delle informazioni disponibili sulla struttura esistente (da LC1 a LC3), diminuirà il fattore di confidenza FC (da 1.35 a 1.00), pertanto si ridurrà la penalizzazione della resistenza del materiale.
Tipologie di Indagini e Prove sul Legno Strutturale Esistente
Veniamo al punto chiave: quali prove e indagini eseguire per il legno strutturale esistente? La Circolare 2019 definisce tre livelli di approfondimento per le prove da eseguire sul legno esistente, al fine di determinare le caratteristiche meccaniche, la specie legnosa e il livello di degrado.
- Prove limitate: si tratta di indagini basate principalmente su esami visivi delle superfici, che comprendano almeno tre facce e una testata di ogni elemento dell’orditura primaria e secondaria e che prevedano limitati controlli degli elementi costruttivi e delle connessioni. Sono previste rimozioni locali dello strato di protezione per procedere a una valutazione dello stato di conservazione.
- Prove estese: si tratta di indagini visive diffuse sulle superfici degli elementi e sui collegamenti, accompagnate da alcuni controlli strumentali. Sono previste rimozioni locali dello strato di protezione per procedere a una valutazione dello stato di conservazione. Come controlli strumentali, sono almeno da prevedere alcuni controlli dell’umidità del materiale in zone specificatamente individuate come particolarmente sensibili.
- Prove esaustive: si tratta di indagini visive diffuse e sistematiche, accompagnate da approfondimenti strumentali, eventualmente di tipo resistografico. Si prevedono analisi per l’identificazione della specie, la misura dell’umidità nel materiale e nelle zone di interfaccia con materiali diversi e l’analisi dei collegamenti, con valutazione dei fenomeni di degrado degli elementi di connessione. Tali analisi possono anche richiedere attività di laboratorio.
Per gli elementi in legno è importante identificare l’eventuale degrado di tipo biotico, ovvero il degrado causato dall’aggressione di insetti e funghi xilofagi.
Strumenti e Metodi Specifici per le Prove sul Legno
La Circolare 2019 non specifica quali prove eseguire sul legno strutturale, ma prescrive genericamente l’esecuzione di controlli strumentali. Tra i metodi più comuni rientrano:
- Estrazione di carotine: viene eseguita mediante il succhiello di Pressler, ovvero un carotatore manuale costituito da una trivella a doppia filettatura. Il foro lasciato nell’elemento avrà un diametro di 12 mm, mentre la carotina estratta avrà un diametro di 5 mm.
- Penetrazione statica: consiste nel far penetrare a una profondità di 5 mm dalla superficie legnosa una piccola sfera di acciaio dal diametro di 10 mm. Misurando la forza applicata è possibile risalire alle proprietà fisico-meccaniche del legno.
- Penetrazione dinamica: misurazione della profondità raggiunta da una punta sottile in acciaio infissa nella superficie legnosa da una molla tarata e caricata a mano.
- Resistenza all’estrazione della vite: tale prova consiste nel misurare la forza di trazione necessaria per estrarre dal legno una vite autofilettante. La prova è idonea a valutare lo stato di conservazione del legno in superficie.
- Trapani strumentati: strumento in grado di far penetrare una punta di acciaio armonico, di lunghezza 40 cm e diametro 3 mm, all’interno del legno e di rilevare la resistenza che il legno oppone all’avanzamento. Da tale prova si ottiene il profilo resistografico, ovvero un grafico che mette in relazione la resistenza del legno con la profondità.
Strumenti a Supporto: L'App Woody e il Focus Normativo
Nel corso dell’articolo potrai scaricare gratuitamente l’app Woody, un’utile risorsa per l’esecuzione delle verifiche di resistenza sul legno strutturale esistente e un Focus Normativo PDF che raccoglie tutte le prescrizioni delle NTC2018 e Circolare 2019 sull’argomento. Woody è l’app per il progetto e verifica di elementi strutturali in legno massiccio e lamellare, nuovi o esistenti, implementata in Microsoft Excel. Puoi scaricare la versione gratuita dell’app compilando i campi appositi.
Leggi anche: Pali in legno: guida alle travi
Tutte le prescrizioni della Normativa Tecnica NTC2018 e della Circolare 2019 riguardanti i Livelli di Conoscenza, le indagini e le prove per il legno strutturale esistente sono raccolte in un unico documento PDF scaricabile gratuitamente. All’interno dell’app potrai selezionare il livello di conoscenza raggiunto e in automatico saranno ridotti i parametri di resistenza mediante il fattore di confidenza FC. Esegui la verifica di resistenza e deformabilità di elementi strutturali esistenti in legno massiccio o lamellare.
Restauro e rinforzo di una Badia XI sec restauro solaio in legno
Il Legno nell'Edilizia Moderna e per la Sostenibilità
Il legno è da sempre uno dei materiali più apprezzati nell’edilizia grazie alla sua sostenibilità, resistenza meccanica e bellezza naturale. Se stai cercando travi in legno per costruzioni resistenti, durevoli e dall’estetica naturale, l’Azienda Legnami di Savignano è il tuo punto di riferimento. Offriamo travi in legno massello e travi in legno lamellare, ideali per la realizzazione di tetti, solai, strutture portanti e coperture a vista. Le nostre travi sono selezionate da essenze di prima qualità come abete, larice, douglasia, castagno e rovere, per garantire affidabilità, estetica e lunga durata nel tempo. Proponiamo un vasto assortimento di travi in diversi formati, lavorazioni e trattamenti, per soddisfare ogni esigenza progettuale, sia in ambito residenziale che industriale.