Quando si tratta di realizzare strutture solide, durature e dall’aspetto naturale per esterni, il legno lamellare è una delle scelte migliori sia dal punto di vista tecnico che estetico. Sempre più utilizzato per tettoie, pergole, carport e gazebo, questo materiale unisce bellezza e resistenza, mantenendo un’anima naturale. Tuttavia, anche il legno lamellare, come ogni materiale vivo, è soggetto all’azione degli agenti atmosferici e dell’usura nel tempo, che possono portare a scolorimento e degrado. L’articolo tratta il tema della durabilità di una struttura di legno lamellare, concetto che coinvolge vari fattori che ne possono compromettere la capacità di mantenere nel tempo le prestazioni richieste.
Che cos’è il Legno Lamellare?
Il legno lamellare (o glulam) è un materiale strutturale composto da lamelle di legno massiccio incollate tra loro in senso longitudinale. Le lamelle vengono selezionate, essiccate, piallate e incollate sotto pressione con colle resistenti all’umidità, dando vita a travi e elementi portanti dalla grande stabilità. A differenza del legno massello, il legno lamellare ha meno difetti naturali (come nodi o fessurazioni) ed è più resistente a deformazioni, flessioni e spaccature. Per questo è spesso utilizzato in ambito architettonico e strutturale.
Perché scegliere il Legno Lamellare per l'Esterno?
Uno dei principali vantaggi del legno lamellare è la sua stabilità dimensionale. Questo significa che, anche con variazioni di temperatura e umidità tipiche degli spazi esterni, il materiale mantiene forma e integrità molto meglio rispetto al legno massello. Inoltre, grazie al trattamento con impregnanti o smalti specifici per l’esterno, il legno lamellare può durare nel tempo senza perdere le sue caratteristiche meccaniche ed estetiche. Una struttura in legno lamellare ben progettata e trattata richiede pochissima manutenzione.
Design e Sostenibilità
Il legno lamellare è perfetto per progetti su misura. È possibile realizzare forme curve, tetti inclinati, travature ampie e strutture personalizzate in base agli spazi disponibili. Questo lo rende il materiale ideale per tettoie, pergole, porticati, pensiline, gazebo e altri elementi outdoor. Inoltre, il legno lamellare è un materiale eco-sostenibile: viene ricavato da legno certificato, riduce gli sprechi rispetto al massello ed è completamente riciclabile. La lavorazione industriale consente un impiego più efficiente delle risorse naturali, riducendo l’impatto ambientale.
Cause di Scolorimento e Degrado del Legno Lamellare
Il legno, lo sappiamo, è un materiale vivo, che interagisce con le condizioni dell’ambiente esterno. Acqua, ossigeno, luce solare, sollecitazioni meccaniche hanno su questo materiale un effetto che in alcuni casi può essere molto visibile.
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Azione dei Raggi UV e Ingiallimento
In caso di esposizione del lamellare agli agenti atmosferici, la lignina danneggiata dai raggi UV viene rimossa. Questa erosione naturale del legno è pari, in media, a circa 1 mm nell’arco di 10 anni e provoca la formazione di rigonfiamenti della superficie delle travi. Se il legno non trattato è esposto alle intemperie, dopo alcuni mesi ha inizio il processo di ingrigimento. La lignina e gli estrattivi sono le sostanze che subiscono maggiore alterazione: esse assorbono la radiazione solare, che causa la formazione di ossidanti e radicali liberi. Tali prodotti di degrado hanno generalmente colorazione giallo-bruna e questo è il motivo per cui il legno ossidato risulta più giallo rispetto a quello appena tagliato. Questa colorazione si osserva soprattutto nei legni chiari come l’abete, il pino o il larice. I tempi con cui avvengono le variazioni cromatiche variano in base alla specie legnosa e alle condizioni climatiche. In genere, per le conifere la prima fase di ingiallimento può essere molto breve, talvolta si può parlare addirittura di alcuni giorni.
Deterioramento Causato dall'Acqua
Se il materiale legnoso si trova all’esterno può essere sottoposto all’azione della pioggia, la quale dilava i prodotti di degrado della lignina e degli estrattivi, che si sono formati a causa dell’azione dei raggi ultravioletti. Ne risulta così una superficie ingrigita e impoverita. Ecco, quindi, che l’azione combinata di luce e acqua accelera il processo di invecchiamento e degrado del legno. L’azione diretta dell’acqua meteorica sulla superficie esposta porta ad un assorbimento dell’acqua nella zona della sezione immediatamente sottostante alla superficie (in genere qualche centimetro di profondità) e ne consegue un elevato gradiente di umidità e, a causa del rigonfiamento della zona superficiale, la presenza di coazioni possono portare ad un collasso locale del materiale (fenditure). Di conseguenza nella zona di superficie si formano facilmente delle fessurazioni, anche di piccole dimensioni, ma permanenti e irreversibili; le fessurazioni superficiali rimangono presenti anche nel caso di ritorno dell’umidità del legno nelle condizioni iniziali, facilitando la penetrazione dell’acqua, con eventi successivi, più in profondità nella sezione. Il fenomeno ciclico di degrado prosegue quindi per strati sempre più profondi, aggravato da un aumento progressivo ed inevitabile dell’umidità del legno, in quanto l’assorbimento dell’acqua è comunque più rapido rispetto all’essicazione del materiale. Il contenuto di acqua può anche facilmente superare il limite del 20% / 25% all’interno della sezione, contribuendo all’instaurarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo di funghi.
trattamento legno esposto
Fessurazioni da Ritiro: Un Fenomeno Naturale
Il termine “fessura” nel mondo delle costruzioni è sintomo di patologia e annuncia possibili eventi negativi (si pensi al cemento o al ferro fessurato), nel caso del legno è tutt’altra cosa, sarebbe quindi opportuno definire il fenomeno naturale del ritiro con il termine “fessura da ritiro”. Le fessurazioni da ritiro su travi, tavole, pali, non compromettono minimamente la resistenza statica dell’elemento. Il distacco longitudinale delle fibre del legno, le quali aprendosi producono la fessura, non comporta variazioni di rilievo né sulla flessione, né sullo sforzo di taglio dell’elemento. La fessurazione da ritiro non è altro che il segnale naturale indicante che il legno è ben essiccato. Le sezioni di legno contenenti il midollo si fessurano maggiormente rispetto a sezioni senza midollo che tecnicamente vengono chiamate “FUORI CUORE”. Per una maggiore qualità, molti elementi in legno lamellare sono realizzati in legno fuori cuore. In particolare, il legno lamellare fuori cuore, sia a sezione quadra che cilindrica, rappresenta la massima qualità disponibile per ridurre le fessurazioni. Solo una minima parte di elementi può essere ricavata da legno con midollo, per ragioni tecniche o economiche. L’aspetto estetico sicuramente conta, ma deve essere sempre associato al materiale che compone l’oggetto.
Le sollecitazioni del legno, soprattutto all’aperto, sono di vasta portata a causa dell’escursione termica e delle variazioni dell’umidità. Anche nel caso del legno lamellare si possono formare delle fenditure da ritiro, anche se essenzialmente di entità minore rispetto al legno massiccio. Talvolta le fenditure da ritiro si sviluppano anche lungo le fughe d’incollaggio. In questo caso non si tratta di un incollaggio eseguito in modo errato, ma delle caratteristiche del materiale. Il solo fatto che queste fessure siano molto spesso concomitanti con le superfici incollate fra le lamelle non deve necessariamente indicare la presenza di un problema o di un difetto di produzione o strutturale. Le fessurazioni possono essere presenti in numero elevato, senza per questo dover destare preoccupazione, a condizione che siano limitate nella ampiezza e nella profondità, cioè a condizioni che si tratti effettivamente di fessure da ritiro e che siano effettivamente superficiali e non dovute a problematiche di incollaggio.
La normativa di sicurezza UNI-EN1176:2017 in vigore (Sicurezza delle attrezzature per parchi gioco in aree pubbliche) non riconosce pericoli nelle fessurazioni del legno. Le norme hanno stabilito che lo spazio a rischio di intrappolamento delle dita è quello compreso tra 8 e 25 mm ma solo se misurato ad un’altezza da terra superiore a 60 cm. Le fessurazioni da ritiro sono fenomeni naturali che potrebbero comparire in un secondo tempo (per esempio in occasione della prima esposizione del legno in un ambiente molto caldo e secco). Questo evento non deve essere visto come un difetto del prodotto o come un pericolo per la sicurezza dell’attrezzatura. La classificazione strutturale del legno, indicata nelle norme tecniche europee CE, contempla l’analisi delle fessurazioni da ritiro le quali sono SEMPRE AMMESSE parametrandole alle dimensioni dell’elemento fessurato. Fessurazioni da ritiro con ampiezza fino a 4 mm hanno un andamento lineare e variabile nel tempo. Tutte le strutture in legno possono presentare prima o poi alcune fessurazioni, in particolare se esposte agli agenti esterni; questo però non significa che siano pericolosi per gli utenti o che abbiano una durata limitata. Giochi, mobili attrezzi in legno vanno apprezzati ignorando questi “piccoli difetti naturali”.
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Prevenzione e Rimedi per il Legno Lamellare
La prevenzione è fondamentale per mantenere intatto l’aspetto e la durabilità del legno lamellare esposto agli agenti esterni.
Trattamenti Protettivi
Il legno lamellare può essere trattato con due finiture principali:
- Impregnante all’acqua: che penetra nel legno e lascia traspirare la fibra. Ideale per mantenere l’aspetto naturale, va rinnovato ogni 1-3 anni, soprattutto nelle parti esposte al sole.
- Smalto coprente: più spesso e protettivo, che forma una pellicola resistente agli agenti atmosferici. La durata è maggiore, fino a 5 anni. Il risultato è una struttura esteticamente moderna, simile a un mobile.
In entrambi i casi, sono disponibili tantissimi colori ed è possibile ritoccare solo le parti più esposte (di solito colonne e testate dei travetti), mentre le parti interne della struttura, essendo protette dal tetto, necessitano raramente di manutenzione. In fase di ritocco, si può usare lo stesso colore di impregnante per uniformare la struttura, ma il risultato potrebbe essere leggermente più scuro. In alternativa, si può optare per un impregnante o finitura trasparente per mantenere il tono originale. È chiaro che, se proteggiamo il legno con dei trattamenti o dei prodotti specifici, l’invecchiamento verrà ritardato.
| Caratteristica | Impregnante all'acqua | Smalto coprente |
|---|---|---|
| Azione | Penetra nel legno, lascia traspirare la fibra | Forma una pellicola spessa e protettiva |
| Aspetto | Mantiene l'aspetto naturale del legno | Risultato estetico moderno, simile a un mobile |
| Durata Protezione | 1-3 anni (rinnovo periodico) | Fino a 5 anni (maggiore) |
| Ideale per | Chi desidera un look naturale e manutenzione regolare | Chi cerca maggiore protezione, un look coprente e meno manutenzione |
Gestione e Stoccaggio Corretto
Una corretta gestione e stoccaggio sono essenziali per prevenire il degrado del legno lamellare.
Imballaggio, stoccaggio e climatizzazione:
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Il lamellare viene sempre fornito avvolto in una pellicola (ad eccezione di richieste specifiche dei clienti). Per lo stoccaggio del legno lamellare si consiglia di proteggere le travi dagli agenti atmosferici in modo adeguato. La pellicola di rivestimento rappresenta una protezione per il trasporto a breve termine e non è in grado di offrire una protezione permanente dai raggi UV e dalle precipitazioni. In linea generale, per lo stoccaggio è necessario garantire che l’umidità del legno lamellare non venga alterata in modo negativo da agenti dannosi, come ad esempio umidità del pavimento, precipitazioni e successiva asciugatura. In linea di massima si consiglia di evitare uno stoccaggio prolungato all’aperto. È necessario immagazzinare le travi in posizione orizzontale su supporti piani e / o legname di fondo, disposti su tutta la lunghezza. Lo stoccaggio improprio può provocare danni estetici permanenti e persino statici alle travi in legno lamellare.
Manipolazione e montaggio:
Per escludere eventuali danni sugli spigoli e sulle superfici delle travi, è necessario sollevarle e spostarle con cautela. È necessario prestare attenzione nell’utilizzare le apparecchiature e gli strumenti di sollevamento adeguati (cinghie, tiranti con protezione dei bordi, nessuna catena per gli avvolgimenti). Gli elementi a vista, anche già montati, devono essere protetti da sporco e/o danni, ma anche dagli effetti dell’umidità e del bagnato, ad esempio coprendo le superfici a vista con pellicole, cartone e simili. In linea di massima, non è possibile evitare lievi danni eseguendo le operazioni di carico, trasporto e montaggio. Questi casi non sono motivo valido per presentare eventuali reclami.
Aspetti Normativi e Qualità
Valutare l’importanza delle fessure che si possono manifestare sulla superficie di una trave in legno lamellare non è possibile senza un’analisi diretta e accurata della situazione, il tutto richiede una comprovata esperienza in materia. Questa valutazione deve stabilire prima di tutto il tipo di fessure presenti e la loro causa, con questa base si valuta l’eventuale presenza di un difetto strutturale o di cause naturali dovute al materiale legno. La normativa fissa i requisiti minimi di produzione di una trave di legno lamellare, le norme UNI EN prescrivono di disporre le tavole tangenziali all’interno della trave con la curvatura degli anelli rivolta verso lo stesso lato. Nel caso di classe di servizio 3 (cioè di elementi posti all’esterno senza protezione) le tavole esterne devono avere il lato del midollo rivolto verso l’esterno: infatti le fessurazioni da ritiro si sviluppano sulla faccia opposta della tavola, dove la presenza dell’incollaggio funge da elemento di contrasto all’apertura di fessure e da presidio alla penetrazione di acqua. Le norme UNI EN prescrivono alcuni requisiti minimi per gli adesivi utilizzati nelle strutture portanti di legno, oltre alle prove di laboratorio atte a verificare l’efficacia della resistenza dei giunti incollati. Tra queste prove esistono alcune procedure di controllo di produzione che comprendono anche prove di delaminazione: il parametro di controllo viene valutato come percentuale di fessurazione nel piano di incollaggio lungo le sezioni trasversali in seguito a cicli di invecchiamento accelerato.