Legno Lamellare Imbarcato: Cause, Rimedi e Prevenzione per Mantenere la Stabilità

Le deformazioni del legno sono un problema comune, soprattutto in ambienti soggetti a sbalzi termici e umidità. Se le ante non chiudono correttamente o i piani risultano incurvati, questi possono essere segni di un problema sottostante. L'articolo tratta il tema della durabilità di una struttura di legno lamellare, concetto che coinvolge vari fattori che ne possono compromettere la capacità di mantenere nel tempo le prestazioni richieste.

Cause Principali delle Deformazioni nel Legno

Capire perché il legno si deforma e si contorce è essenziale prima di tentare di correggere il problema. Il legno è un materiale igroscopico, il che significa che assorbe e rilascia umidità a seconda delle condizioni ambientali.

Igroscopicità del Legno e Squilibri di Umidità

Le deformazioni sono spesso causate da uno sbilanciamento igrometrico tra le facce del legno. La deformazione del legno è dovuta a un contenuto di umidità non uniforme, a un'essiccazione non corretta o alle condizioni di stoccaggio. Quando il legno assorbe o perde umidità in modo non uniforme, si espande o si contrae, dando origine a archi, torsioni o coppe.

Le sollecitazioni del legno, soprattutto all’aperto, sono di vasta portata a causa dell’escursione termica e delle variazioni dell’umidità. Per evitare deformazioni, è essenziale mantenere un controllo rigoroso dell'umidità. Mantenere stabile l’ambiente: il miglior intervento è spesso prevenire lo stress.

L'Impatto dell'Acqua Meteorica sul Legno Lamellare

L’azione diretta dell’acqua meteorica sulla superficie esposta porta ad un assorbimento dell’acqua nella zona della sezione immediatamente sottostante alla superficie (in genere qualche centimetro di profondità) e ne consegue un elevato gradiente di umidità e, a causa del rigonfiamento della zona superficiale, la presenza di coazioni possono portare ad un collasso locale del materiale (fenditure).

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In questo modo, tra l’altro, si verifica una notevole perdita di cellule legnose il che conferisce alla superficie del legno il cosiddetto “effetto spugna”; questo causa in pratica un considerevole aumento del potere assorbente, per cui il legno, assorbendo ed espellendo grandi quantità d’acqua, è soggetto alla formazione di fessure e deformazioni di vario tipo in relazione alla disposizione della venatura ed alla presenza di nodi. Di conseguenza nella zona di superficie si formano facilmente delle fessurazioni, anche di piccole dimensioni, ma permanenti e irreversibili.

Le fessurazioni superficiali rimangono presenti anche nel caso di ritorno dell’umidità del legno nelle condizioni iniziali, facilitando la penetrazione dell’acqua, con eventi successivi, più in profondità nella sezione. Il fenomeno ciclico di degrado prosegue quindi per strati sempre più profondi, aggravato da un aumento progressivo ed inevitabile dell’umidità del legno, in quanto l’assorbimento dell’acqua è comunque più rapido rispetto all’essicazione del materiale. Il contenuto di acqua può anche facilmente superare il limite del 20% / 25% all’interno della sezione, contribuendo all’instaurarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo di funghi.

Fessurazioni da Ritiro: Naturali o Difetti?

Il lamellare viene fornito con un tasso di umidità massimo del 14 %. Il fatto che il legno sia soggetto a variazioni di volume a causa degli sbalzi di umidità (umidità del legno da 0 a 30 %) ha come conseguenza l‘eventuale formazione di crepe e fenditure da ritiro. Questo caso non rappresenta un motivo valido per presentare eventuali reclami. Anche nel caso del legno lamellare si possono formare delle fenditure da ritiro, anche se essenzialmente di entità minore rispetto al legno massiccio.

Le fessurazioni possono essere presenti in numero elevato, senza per questo dover destare preoccupazione, a condizione che siano limitate nella ampiezza e nella profondità, cioè a condizioni che si tratti effettivamente di fessure da ritiro e che siano effettivamente superficiali e non dovute a problematiche di incollaggio. Il solo fatto che queste fessure siano molto spesso concomitanti con le superfici incollate fra le lamelle non deve necessariamente indicare la presenza di un problema o di un difetto di produzione o strutturale. Talvolta le fenditure da ritiro si sviluppano anche lungo le fughe d’incollaggio. In questo caso non si tratta di un incollaggio eseguito in modo errato, ma delle caratteristiche del materiale.

Valutare l’importanza delle fessure che si possono manifestare sulla superficie di una trave in legno lamellare non è possibile senza un’analisi diretta e accurata della situazione, il tutto richiede una comprovata esperienza in materia. Questa valutazione deve stabilire prima di tutto il tipo di fessure presenti e la loro causa, con questa base si valuta l'eventuale presenza di un difetto strutturale o di cause naturali dovute al materiale legno.

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Normative e Standard di Produzione per il Lamellare

La normativa fissa i requisiti minimi di produzione di una trave di legno lamellare, le norme UNI EN prescrivono di disporre le tavole tangenziali all’interno della trave con la curvatura degli anelli rivolta verso lo stesso lato. Nel caso di classe di servizio 3 (cioè di elementi posti all’esterno senza protezione) le tavole esterne devono avere il lato del midollo rivolto verso l’esterno: infatti le fessurazioni da ritiro si sviluppano sulla faccia opposta della tavola, dove la presenza dell’incollaggio funge da elemento di contrasto all’apertura di fessure e da presidio alla penetrazione di acqua.

Le norme UNI EN prescrivono alcuni requisiti minimi per gli adesivi utilizzati nelle strutture portanti di legno, oltre alle prove di laboratorio atte a verificare l’efficacia della resistenza dei giunti incollati. Tra queste prove esistono alcune procedure di controllo di produzione che comprendono anche prove di delaminazione: il parametro di controllo viene valutato come percentuale di fessurazione nel piano di incollaggio lungo le sezioni trasversali in seguito a cicli di invecchiamento accelerato.

Rimedi e Tecniche per Raddrizzare il Legno Imbarcato

Il legno deformato o contorto può essere uno degli ostacoli più frustranti nella lavorazione del legno. Sia che stiate costruendo mobili, armadietti o semplicemente affrontando un progetto di bricolage, per affrontare tavole incurvate o disallineate è necessario avere le conoscenze e gli strumenti giusti. Fortunatamente, imparando a raddrizzare il legno deformato con tecniche collaudate, pazienza e l'attrezzatura giusta, potrete riportare il vostro legname a uno stato perfettamente utilizzabile.

Come raddrizzare e appiattire le assi di legno

Metodi Fai-da-te per Piccole Deformazioni

Ricordate che le deformazioni lievi possono spesso essere corrette a casa con semplici strumenti e un po' di tempo, mentre quelle gravi potrebbero richiedere l'uso di attrezzature professionali o addirittura la sostituzione del legname.

  • Inumidire il lato concavo: Utilizzare un flacone spray o un panno umido per inumidire leggermente il lato della tavola rivolto verso l'interno.
  • Fissare la tavola: Posizionate il legno su una superficie piana e stabile e applicate dei morsetti lungo tutta la sua lunghezza, esercitando una pressione che incoraggi il legno a raddrizzarsi.
  • Lasciare riposare: Tenete i morsetti per diversi giorni, controllando periodicamente.

Questo antico metodo richiede molta pazienza. Si bagna il legno con acqua tiepida per fargli riacquistare elasticità, quindi si applicano morsetti e tutori rigidi (travetti diritti). Il serraggio deve essere progressivo: pochi giri ogni due ore, bagnando nuovamente se necessario, fino a raggiungere la planarità (possono servire anche due giorni). Per aumentare le probabilità di successo, una volta raggiunto la planarità, si può applicare sul lato grezzo una soluzione di Paraloid B72.

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Alcuni artigiani sperimentano anche metodi alternativi: "Fissando a sbalzo la tavola , mettendo delle pietre q.b. sulla altra estremita' e accendendo un fuocherello sotto ? Lattina con acqua in mano durante ,e pialla alla fine giusto per togliere l' adustione superficiale e/o la curvatura residua. Naturalmente le pietre vanno tolte a legno tiepido ! Lo faccio da anni, con numerose varianti, anche per raddrizzare manici. A volte , se il legno e' piccolo, uso un cannello a gas." Tuttavia, questo approccio è più adatto per pezzi piccoli e non per tavole da giuntare, dove la precisione è fondamentale.

Tecniche Professionali e Restaurative

Le deformazioni, le imbarcature e gli svirgolamenti di piani e gambe dei mobili mettono a dura prova l’abilità del restauratore. Consiglio: Prima di intervenire, verificate se la deformazione compromette davvero la funzionalità. Lievi imperfezioni contribuiscono al fascino dell’antico.

  • Raddrizzamento con morsetti su struttura robusta: Se la deformazione interessa un piano fissato a una struttura robusta (come il piano di un tavolo), si può intervenire portandolo gradualmente in planarità con l’ausilio di morsetti e travetti robusti. È fondamentale stringere i morsetti molto lentamente per evitare spaccature. Bagnare il lato grezzo del legno può aiutare ad ammorbidire le fibre.
  • Trattamento a vapore (Steam Box): "Preparare una Steam Box: Si tratta di un'installazione fai-da-te in cui si espone il legno deformato al vapore, ammorbidendo le fibre. Applicare il vapore o il calore: tenere la fonte di vapore vicino all'area deformata, tenendola in movimento per evitare che si bruci." Tuttavia, il vapore da usare è spesso di tipo industriale e non facilmente replicabile in casa. "il vapore da usare č in forma industriale e poi ci sono macchine che lo bloccano sempre di carattere industriale, in casa al massimo il nostro amico dispone delle vaporelle e con quelle gli fa il solletico a tavole da 4 cm."
  • Tagli di compensazione: Questo sistema garantisce ottimi risultati ma è molto delicato. Si pratica sul retro del piano una serie di tagli paralleli nel senso della venatura, profondi circa 2/3 dello spessore del legno e distanti 2-2,5 cm l’uno dall’altro. Dopo aver messo in piano la tavola con morsetti e tutori (bagnando sempre il legno), le fessure create dai tagli si saranno leggermente aperte. Questo articolo fa parte di una serie tecnica dedicata al recupero dei mobili antichi.

L'Importanza della Piallatura

Come sottolineato da esperti del settore, per ottenere tavole perfettamente diritte, la piallatura rimane un metodo insostituibile. "In falegnameria le tavole si raddrizzano piallando tanto è vero che la pialla a filo viene chiamata anche "raddrizzatrice" o con altri equivalenti termini dialettali (sberlatrice, qui da noi); la soluzione è efficace, semplice e pratica e rompersi la testa a trovare altre soluzioni è perlomeno vagamente masturbatorio."

Tentare di raddrizzare con forza il legno asciutto, anche con l'ausilio di morsetti, può non essere sufficiente. "Asciugandosi il legno le tensioni ritornano e quando togli i morsetti il legno ritorna indietro come una molla." "Inoltre insisto: se anche puoi recuperare qualcosa non sai quanto ed è impossibile prevedere esattamente l'entità del ritorno elastico, per cui anche curvare al contrario non ti fornisce la precisione necessaria. Invece a te servono delle tavole perfettamente diritte per poterle giuntare, non delle tavole 'abbastanza diritte' o 'più diritte che ora' come potrebbe essere per un (tentativo di) restauro. Pialla e scavalca l'ostacolo."

Prevenzione: La Chiave per la Durabilità del Legno Lamellare

Prevenire è sempre meglio che correggere. Investire in una buona manutenzione aiuterà a proteggere i tuoi mobili nel lungo termine.

Corretto Stoccaggio e Manipolazione

INFORMAZIONI IMPORTANTI SULLA GESTIONE E SULLO STOCCAGGIO DEL LEGNO LAMELLARE

Imballaggio, stoccaggio e climatizzazione

Il lamellare viene sempre fornito avvolto in una pellicola (ad eccezione di richieste specifiche dei clienti). Per lo stoccaggio del legno lamellare si consiglia di proteggere le travi dagli agenti atmosferici in modo adeguato. La pellicola di rivestimento rappresenta una protezione per il trasporto a breve termine e non è in grado di offrire una protezione permanente dai raggi UV e dalle precipitazioni.

In linea generale, per lo stoccaggio è necessario garantire che l’umidità del legno lamellare non venga alterata in modo negativo da agenti dannosi, come ad esempio umidità del pavimento, precipitazioni e successiva asciugatura. In linea di massima si consiglia di evitare uno stoccaggio prolungato all’aperto. È necessario immagazzinare le travi in posizione orizzontale su supporti piani e / o legname di fondo, disposti su tutta la lunghezza. Lo stoccaggio improprio può provocare danni estetici permanenti e persino statici alle travi in legno lamellare.

Manipolazione e montaggio

Per escludere eventuali danni sugli spigoli e sulle superfici delle travi, è necessario sollevarle e spostarle con cautela. È necessario prestare attenzione nell’utilizzare le apparecchiature e gli strumenti di sollevamento adeguati (cinghie, tiranti con protezione dei bordi, nessuna catena per gli avvolgimenti).

Gli elementi a vista, anche già montati, devono essere protetti da sporco e/o danni, ma anche dagli effetti dell’umidità e del bagnato, ad esempio coprendo le superfici a vista con pellicole, cartone e simili. In linea di massima, non è possibile evitare lievi danni eseguendo le operazioni di carico, trasporto e montaggio. Questi casi non sono motivo valido per presentare eventuali reclami.

Protezione dagli Agenti Atmosferici e Trattamenti

In caso di esposizione del lamellare agli agenti atmosferici, la lignina danneggiata dai raggi UV viene rimossa. Questa erosione naturale del legno è pari, in media, a circa 1 mm nell’arco di 10 anni e provoca la formazione di rigonfiamenti della superficie delle travi.

In caso di utilizzo del lamellare in ambienti esterni, in linea di massima, è possibile rinunciare a trattamenti chimici preventivi per il legno. Tuttavia, in certi casi esistono delle disposizioni in materia di lavori edili che richiedono trattamenti protettivi strutturali o chimici per il legno. Se il legno non trattato è esposto alle intemperie, dopo alcuni mesi ha inizio il processo di ingrigimento.

Investire in morsetti di qualità, misuratori di umidità e dispositivi di sicurezza renderà il processo più facile, sicuro e prevedibile. Correggere il legno deformato o contorto è un'abilità vitale nella lavorazione del legno che garantisce la qualità, la durata e l'estetica dei vostri progetti.

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