L'Intarsio del Legno: Storia, Tecniche e Arte nella Decorazione del Mobile

Se vi piace l'antiquariato, avrete sicuramente visto nei negozi di antiquariato mobili o oggetti in legno decorati con fiori, scene di vita quotidiana o motivi geometrici. Anche se non sono in rilievo, sembrano molto reali. Sono molto ben realizzati e rendono l'oggetto molto più apprezzato e attraente. Se si osservano attentamente i disegni, si può notare che fanno parte della superficie dell'oggetto, non sono applicati o disegnati sopra. Il metodo con cui vengono realizzati si chiama intarsio, un'antica arte di decorazione del legno e degli oggetti in legno.

Introduzione all'Intarsio

Definizione e Terminologia

L’intarsio è l’arte di contornare un disegno, in ogni sua parte, su impiallacciature (strati sottili di legno pregiato in varie essenze e colori), con la tecnica del traforo. L’intarsio è una tecnica di decorazione di superfici piane, curve o lievemente accidentate di oggetti in legno. Con questo tipo di lavorazione si personalizzano i mobili, poiché si ottengono degli effetti cromatici non esistenti in natura. Di solito si associa l'intarsio al legno, ma il metodo non è limitato al legno. Secondo il DEX, l'intarsio è una tecnica di ornamento di mobili e altri oggetti che prevede l'inserimento nel legno di placchette e/o strisce di osso, avorio, madreperla o altri legni colorati.

Il termine tarsia (più comunemente noto come intarsio) deriva dall’arabo “tarsi” (decorazione preziosa o incrostazione) e fu dato ai primi lavori certosini i cui motivi ornamentali traevano ispirazione dagli intarsi marmorei musulmani. Questa definizione deriva dai monaci certosini dell’ordine di San Bruno che trassero questo stile dal “Mudejar” spagnolo, a sua volta derivante da stilemi arabi. I lavori in legno realizzati con questa tecnica hanno sempre suscitato un fascino particolare, anche in virtù dell’accostamento di colori caldi e delicati che solitamente caratterizzano queste realizzazioni artistiche.

Nella letteratura in lingua inglese, ciò che identifichiamo come intarsio lo troviamo come intarsia o inlay. Tra i due termini ci sono tuttavia delle differenze. L'incorporazione (inlay) si riferisce alla creazione di un intarsio nel legno che prevede il taglio del legno di base, il riempimento dell'intaglio con il nuovo materiale e la finitura della superficie in modo che sia liscia e uniforme. In questo senso, anche l'inserimento di una farfalla (papillon) nella superficie di un tavolo per decorazione o per fermare una crepa nel legno può essere definito intarsio.

Storia Millenaria dell'Intarsio

Dalle Origini Antiche all'Europa

L’arte dell’intarsio è molto antica, la si fa risalire a circa 3000 anni fa nell’Egitto, dove la si realizzava corrodendo con acidi il legno. Gli oggetti in legno con intarsi sono menzionati fin dall'antichità. Il manufatto più antico di cui si parla risale al 2600 a.C. e fu scoperto nella città di Ur, in Mesopotamia. Nell'Odissea di Omero c'è un frammento in cui Ulisse parla del letto di Penelope, dicendo che è fatto con intarsi d'oro, argento e avorio. In Egitto, già dalle prime dinastie l’intarsio era impiegato per impreziosire mobili e scrigni in legno, decorati con motivi geometrici e geroglifici dorati. In Asia Minore era invece diffuso l’intarsio con pietre dure e madreperla per arricchire oggetti d’uso comune, mobili in legno pregiato e strumenti musicali. Col tempo la tecnica dell’intarsio arrivò in Europa.

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L'arte dell'intarsio ha raggiunto l'Europa attraverso il sud, la Sicilia e l'Andalusia, provenendo dal Nord Africa. Le prime testimonianze di questo mestiere provengono da Siena, in Italia, dove sono stati ritrovati arredi intarsiati per chiese già nell'XI secolo.

L'Evoluzione Italiana

In Italia, all’epoca dell’Impero Romano si usava ricoprire cofanetti e scrigni in legno con stucco e di pittura, gradualmente però gli intarsiatori iniziarono ad utilizzare il legno al naturale e a sperimentare nuove tipologie di decorazione. Si dovrà attendere il XV secolo per iniziare a vedere le prime lavorazioni ad intarsio così come le intendiamo oggi, quando i grandi intarsiatori fiorentini cominciarono ad arricchire la tecnica con le regole della prospettiva, per conferire tridimensionalità all’oggetto intarsiato. Con l’evoluzione delle tecniche di tintura e dell’ombreggiatura, gli intarsiatori, dettero vita a motivi naturalistici e a complesse scene figurate che permisero di ottenere degli effetti analoghi (anche se limitati) alla pittura.

Nel Medioevo i frati certosini usavano intagliare cavità e nicchie sul supporto massello, nelle quali inserivano tasselli di essenze lignee tagliati allo scopo, con forme semplici e stilizzate. L’intaglio era talmente perfetto da non richiedere nemmeno l’uso della colla. Nel Medioevo gli intarsi erano realizzati su legno di noce, con inserti di avorio od osso, per decorare cassapanche, cornici e porte. Nel Rinascimento fiorirono gli intarsi rappresentativi, con inserti di diversi legni colorati per realizzare soggetti figurativi, paesaggi, grottesche e motivi vegetali. I maestri intarsiatori cremonesi resero celebre questa tecnica.

I Grandi Maestri

L’intarsio raggiunse il culmine della sua perfezione tecnica nella metà del Settecento in Francia, sotto il regno di Re Luigi XIV. Un rappresentante di spicco di quest'arte fu Andre Charles Boulle (1642-1732), ebanista francese considerato un vero e proprio rivoluzionario in questo campo. Boulle studiò gli adattamenti culturali degli intarsi, combinandoli in un intarsio unico per i mobili. In modo particolare, fu l’ebanista Andrè Charles Boulle a portare l’arte dell’intarsio al massimo del suo splendore, introducendo nuovi materiali come il metallo, il bois de rose e l’ottone. Il re Luigi XIV amava questo tipo di decorazione e commissionò numerosi mobili per la reggia di Versailles al famoso ebanista André Charles Boulle, che rappresentava l’avanguardia del movimento francese.

Il maggiore esponente in Italia fu Giuseppe Maggiolini (1738-1814): i suoi lavori ad intarsio di grande precisione tecnica, risaltano per l’elevato numero di essenze lignee policrome impiegate, tutte diverse tra di loro. Definito “Maestro ebanista”, Maggiolini realizzò per le maggiori famiglie milanesi e per la gran parte delle corti europee mobili ed oggetti d’arredo decorati ad intarsio con soggetti mitologici e allegorici, che si distinguevano per la perfezione delle linee geometriche e per la matrice tipicamente neoclassica.

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Nel XVIII secolo l'intarsio compare nel mobile con legni pregiati e particolarmente raffinati come il palisandro, il legno di rosa, il violetto, il noce d'India, ecc. In questo periodo si perfeziona la tecnica del taglio del legname, con l’utilizzo di legni pregiati che non potevano essere sprecati, sia per il costo che per la rarità; gli spessori dei piallacci potevano variare da 1mm ai 3 mm a seconda della necessità.

Tecniche e Materiali dell'Intarsio

Le Impiallacciature e la Scelta del Legno

Le impiallacciature di legno utilizzate devono essere a grana diritta, resistenti alla dilatazione e alla contrazione e facili da tagliare per non scheggiarsi. Il disegno è formato dal diverso colore e aspetto delle varie specie di legno. I legni pregiati usati - radiche di olmo, noce, pioppo, palissandro, ebano, erable naturale e tinta - devono essere selezionati con molta accuratezza, per ottenere l’effetto policromo desiderato.

Le impiallacciature più utilizzate sono quelle di acero, quercia, mahon, palisandro, noce, frassino, castagno, ippocastano, venere, ebano e altre specie esotiche. I toni chiari della fusaggine e del bosso facevano da contrasto ai toni scuri dell’ebano e del noce, per dare vita a graziosi intarsi che andavano sempre più perfezionandosi nella tecnica. I legni i più utilizzati sono il mogano, il noce e l’acero, che vengono solitamente intarsiati con altri legni, in modo particolare l’ebano, o con materiali come l’avorio e la madreperla.

Legni Comuni Utilizzati nell'Intarsio
Legno Caratteristiche cromatiche Impiego tipico
Acero Chiaro, venatura fine Sfondi, contrasti
Noce Toni medi e scuri, venatura marcata Figure, sfondi, elementi principali
Palisandro Scura, rossastra, venatura decorativa Dettagli, contorni
Ebano Nero intenso Contrasti forti, dettagli scuri
Mogano Rosso-marrone, venatura uniforme Sfondi, parti ampie
Bois de Rose Rosa-brunastro, striature più scure Decorazioni eleganti, elementi floreali
Radica Variegata, nodosa, effetti decorativi unici Piani di tavoli, pannelli decorativi

Metodi di Lavorazione

L’intarsio in genere è eseguito dall’ intarsiatore ma anche da un ebanista esperto nel disegno, i quali eseguono tagli con l’ausilio di seghetti finissimi, seguendo tutte le sinuosità, le svolte e le morbidezze del disegno ed ottenendone vari pezzi, detti “cavature”, talora anche minutissimi, che, a traforo finito, costituiscono le “tessere” per la ricostruzione del disegno originale. Tutti i disegni finiti, pertanto, si compongono di centinaia di piccoli pezzi, traforati prima e ricomposti poi dalla sapiente mano dell’artigiano che non potrà in nessun modo essere sostituita da macchina alcuna. Gli strumenti utilizzati per tagliare le impiallacciature devono essere molto fini e affilati e l'artigiano deve padroneggiare bene la tecnica per ottenere bordi dritti che si fondono armoniosamente. Le sfumature vengono rese mediante diversi passaggi in sabbia bollente e, dove necessario, il disegno viene rifinito a china con abile maestria.

La finitura dell’articolo viene eseguita mediante levigatura dei pezzi ed applicazione di vernice, lucida o opaca, necessaria per preservare l’intarsio oltre che donare la brillantezza od opacità desiderata.

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Tipologie di Tarsie

Diverse tecniche di intarsio si sono sviluppate nel corso dei secoli:

  • Tarsia Certosina: Nata nel Medioevo, la tarsia certosina consisteva nel ritagliare delle figure semplici e stilizzate da sottili lamine di legno di essenza diversa, per andarle ad inserire successivamente in assi di massello - di solito il noce - con incastri tanto perfetti da rendere superfluo l’utilizzo della colla. Nelle tarsie certosine venivano spesso introdotti materiali come l’avorio o la madreperla, con i quali si andavano a creare raffinati motivi geometrici, che ricordavano la tradizione araba e cosmatesca.
  • Tarsia Geometrica: Diversamente dalla certosina, nella tarsia geometrica le superfici da decorare non vengono scavate, bensì rivestite interamente da pezzi di placcatura di legni diversi assemblati tra di loro. La tarsia geometrica ebbe grande diffusione nella Toscana del Quattrocento, soprattutto nella zona di Pisa, Siena e Firenze, spesso impiegata per realizzare decorazioni a motivi quadrati, rettangolari oppure a stella. Esistono due tipologie di tarsie geometriche: la “tarsia a secco” e la “tarsia a toppo” (o “a blocco”).
    • La “tarsia a secco” consiste nel disporre i tasselli su una superficie lignea inserita in un telaio senza mastice, a formare dei disegni geometrici.
    • Nel caso della “tarsia a toppo” invece l’intarsio si ottiene unendo i vari listelli di legni di colore e di essenza diversi con il mastice. Il toppo viene tagliato diagonalmente, così da ottenere figure geometriche identiche fra loro da applicare nei profili dei mobili che si intendeva decorare. Per semplificare il procedimento, nel Cinquecento si inventò l’intarsio a toppo, detto anche a blocco. Questo consisteva nell’incollare insieme varie bacchette di legno nella forma che si vuole riprodurre, in modo che l’estremità riporti il disegno con precisione.
  • Intarsio ad Incastro: È una tecnica di intarsio lignea diffusa in Germania, che consisteva nel sovrapporre due fogli di placcatura, ritagliandoli seguendo il disegno prescelto.
  • Intarsio Boulle: È una tipologia di intarsio introdotta nel Seicento in Francia dal famoso ebanista di Luigi XIV, André Charles Boulle. La sua tecnica consisteva nell’eseguire intarsi con guscio di tartaruga e ottone dorato insieme, sovrapponendo due lamine di legni poliedrici - diversi sia nello spessore che nel colore -, così da ottenere due sagome perfettamente uguali ma invertite. La novità apportata da Boulle stava proprio nell’aggiunta di nuovi materiali per l’impiallacciatura, come l’ottone e la madreperla appunto, ma anche il corallo, il metallo, l’oro e il bois de rose. Questo tipo di lavorazione permetteva di realizzare decorazioni e arredi molto raffinati, particolarmente adatti ad impreziosire i salotti dell’alta società.
  • Marquetterie: È forse la tecnica più utilizzata, sovrapponendo fogli di varie essenze con uguale spessore e dimensione, con una sola operazione di taglio si ottiene il negativo e il positivo del disegno.
  • Intarsio Pittorico: La tecnica più usata fra il 1440 e 1540, consisteva nel prendere la sagoma del cartone o progetto e nel riportarla nei vari tipi di listre di legno, di diverso colore o tinte per le precedenti immersioni in soluzioni colorate.
  • Intarsio Pirografato: È una tecnica di lavorazione che consiste nell’eseguire il disegno incidendo la superficie con una punta arroventata, ciò naturalmente non si addice ad un mobile d'arte.

L'Intarsio Oggi: Produzione e Applicazioni

La Produzione di Mobili Intarsiati

Per chi ama lo stile classico e gli arredi raffinati, non può che essere affascinato dai mobili intarsiati, elementi di pregio in grado di conferire un tocco di sofisticata eleganza agli ambienti di casa. Gli intagli su legno sono il pretesto ideale per creare soluzioni di interior design mai viste prima. La tecnica ad intarsio rientra nella categoria delle decorazioni polimateriche ottenute per incastri, per questo richiede tempo e precisione estrema per modellare il legno impiallacciato ed assemblare tutte le tarsie secondo un disegno particolare. La decorazione ad intarsio la si può applicare a diversi complementi di arredo: tavoli da salotto, scrivanie, credenze, armadi, comodini. Con il tempo questa tecnica, applicata al legno, si è diffusa sempre più e diverse furono le applicazioni quali: mobili, quadri, oltre a panelli sacri, grandi come pareti, visibili ancor oggi in molte chiese.

In passato, l'intarsio veniva eseguito interamente a mano, dal taglio del legno all'assemblaggio, alla levigatura e alla verniciatura. Essendo un'arte di grande finezza, che ha sempre richiesto artigiani abili e talentuosi e tempo per realizzare gli intricati disegni, dopo il 1900 l'intarsio è stato usato raramente e solo per oggetti speciali e costosi. Le tecniche moderne hanno rivitalizzato quest'arte. Molti disegni (corde, fiori, uccelli) possono essere acquistati già pronti.

Un Esempio di Lusso: Il Tavolo Ovale in Radica

Il grande tavolo ovale di lusso intarsiato in radica e bois de rose in stile Barocco veneziano Luigi XV del 1700, è un esempio di produzione a mano e su misura per eleganti sale da pranzo e ingressi di prestigiose residenze di lusso. Il bordo del piano è modanato a forma di “becco a civetta” in noce massello con venatura di testa. La fascia sotto il piano mantiene la stessa linea sagomata del coperchio e la stessa lavorazione in radica di noce, mentre la sua parte inferiore è impreziosita da una elegante cornicetta a toro e gola in noce sempre con venatura di testa. Le 4 gambe di sostegno sono unite con le sponde tramite incastri con tenoni e mortase e la forma a sciabola rende la struttura del tavolo raffinata e slanciata.

Il mobile è proposto con una lucidatura a mano con prodotti naturali in tonalità noce e sapientemente anticato con pietra a mano nelle parti più sporgenti, che vengono tinte con terra nocciola a base d’acqua per la giusta sfumatura e fissate con vernice a gommalacca stesa a pennello e protezione finale con tampone a base di olio paglierino e polvere di pietra pomice per evidenziare i colori della radica e le splendide venature della noce. Vangelista mobili 1960 è una delle rare aziende artigianali che lucida a tampone con le stesse metodologie del 1700.

Il grande tavolo ovale di lusso intarsiato in radica e bois de rose originale risale alla seconda metà del 1700. La storia della riproduzione di questo importante e pregiato tavolo è molto curiosa. Siamo stati chiamati dai proprietari dell’antico e splendido palazzo Barbaro a San Vidal a Venezia, la famiglia Curtis-Conte, per la riproduzione di una coppia di consolle originali veneziane situate all’ingresso. Durante la visita del prezioso palazzo abbiamo notato, nel centro del salone da pranzo, un meraviglioso tavolo ovale originale completamente intarsiato in radica di noce. Non esitammo a chiedere ai proprietari la possibilità di riprodurlo fedelmente. Su gentile concessione, abbiamo tracciato la forma del piano e delle gambe sagomate a sciabola, ricavato materiale fotografico dettagliato della struttura e rilevato tutte le quote necessarie per riprodurre il tavolo. Solo con questo prezioso materiale, e grazie alla continua ricerca della pregiatissima e rara essenza di radica di noce ferrarese, siamo riusciti a riprodurre questo lussuoso grande tavolo ovale intarsiato in radica e bois de rose su misura.

La Scuola Sorrentina

Oggi il centro più famoso per i mobili intarsiati è in Italia, a Sorrento, vicino a Napoli. Un'altra area geografica dove si ebbe un uso importante della tarsia, fu il napoletano, in special modo a Sorrento dove nel corso del 1800, eccelsi intarsiatori riuscirono ad ottenere risultati, con l’ausilio di ritocchi acquerellati e a china, di considerevole rilevanza. Passeggiando per il centro storico della cittadina, possiamo ammirare fra gli scaffali e gli espositori di negozi e laboratori d’arte, tanti oggetti di piccole e grandi dimensioni realizzati in legno dalle svariate tinte e decorazioni. Carillon con l’immancabile “Torna a Surriento”, scatolette, portagioie e gioielli, piccoli e grandi quadri, perfino tavolini e altri elementi di arredamento. Ci sono dai manufatti che ritraggono immagini della tradizione a quelli dal design moderno, per ogni fascia di prezzo.

Restauro e Conservazione dell'Intarsio

Il Processo di Restauro

I mobili antichi decorati ad intarsio richiedono una manutenzione e una cura particolari. Quando ne entriamo in possesso, talvolta li troviamo in condizioni non ottimali o con segni di usura dovuti al tempo, ma con un restauro ben eseguito è possibile riportare agli antichi splendori un vecchio mobile e donargli nuova vita. Il restauro di un mobile antico intarsiato deve partire anzitutto dalla considerazione delle sue caratteristiche storico-strutturali: occorre identificare l’epoca in cui è stato realizzato, lo stile e la finitura. Quando si entra in possesso di un mobile antico, spesso lo si trova rovinato, mal tenuto o in stato di abbandono, ma con un restauro ben eseguito si può farlo tornare a splendere e godere di una seconda vita.

La prima fase del restauro consiste nella rimozione di tutte le parti metalliche presenti nel mobile, come cerniere, maniglie e serrature, che vengono smontate, pulite e lucidate. Eseguita questa prima ispezione, è possibile passare alla pulitura del mobile, che deve essere eseguita tramite scartavetratura o, nel caso di mobili più antichi, con specifici solventi per legno, per salvaguardarne la patina originale. A questo punto si passa alla pulitura: la lucidatura vecchia non originale va rimossa con alcool a 94°. Tolto lo strato di lucidatura, verranno alla luce le sezioni danneggiate ed eventuali opere di restauro precedenti, che potrebbero dover essere rimosse.

La terza fase prevede il restauro degli intarsi, che deve essere eseguito da parte di un professionista secondo adeguate metodologie. Passiamo quindi al restauro degli intarsi, che devono essere analizzati con cura, meglio se da un esperto, e trattati con le metodologie più consone. Le tecniche di restauro degli intarsi maggiormente utilizzate sono: il carteggio, il riempimento delle sezioni danneggiate, la sanatura degli intarsi da graffi ed abrasioni e le discontinuità cromatiche. Si passa poi alla reintegrazione di tutti gli elementi strutturali del mobile (che comprende anche l’inserimento degli elementi ornamentali) e, per finire, il restauro del mobile viene ultimato con il trattamento antitarlo e la scelta delle vernici più adatte per la lucidatura totale. Per ultimare il restauro, il mobile verrà completato con ogni elemento originariamente compreso nella sua struttura.

L'Importanza del Restauro Professionale

Ancora oggi, per il restauro mobili antichi caratterizzati da intarsi e commessi, è importante riconoscere le diverse tecniche utilizzate negli stili e nelle epoche, sapendo individuare i materiali lapidei e lignei originali e gli eventuali inserti moderni. Gli intarsi legno, arte raffinata che ha raggiunto vertici di perfezione nei secoli, necessitano di interventi appropriati di conservazione e restauro per preservarne la bellezza e il valore storico-artistico nel tempo. Il restauro conservativo degli intarsi in legno prevede innanzitutto il trattamento del supporto, attraverso un’accurata disinfestazione, la rimozione meccanica di funghi e licheni e l’integrazione delle zone mancanti con masselli lignei compatibili. In seguito si procede alla pulitura delle superfici, rimuovendo le incrostazioni superficiali ma preservando le antiche patine e i segni del tempo. Un restauro consapevole degli intarsi lignei porrà particolare attenzione nello scegliere tecniche e materiali compatibili con quelli originali, al fine di restituire l’opera nella sua integrità formale e materica.

Nel mercato dell’arte, mobili e oggetti ornati da intarsi lignei rivestono un particolare interesse storico ed economico. Le loro particolari tecniche costruttive, la qualità estetica del disegno e dell’esecuzione, l’uso sapiente dei materiali possono infatti conferire loro un valore artistico ed economico elevato. Vuoi sottoporre a valutazione, restaurare oppure vendere un mobile intarsiato? Ghilli Antichità offre un servizio professionale di restauro di mobili antichi, per il ripristino del manufatto e conferire un maggiore valore di vendita al mobile al momento dell’immissione sul mercato. Per ricevere un preventivo, inviaci immagini del mobile antico in tuo possesso, compresi i dettagli dei difetti ed eventuali informazioni sul manufatto, come l’autore, l’anno di realizzazione e altri restauri.

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