La manutenzione e la creazione delle pipe richiedono strumenti specifici e una profonda conoscenza dei materiali. Un'operazione cruciale per la longevità e il sapore della pipa è la rimozione dello strato di carbone in eccesso, noto come cake, all'interno del fornello.
Questo raschietto per pipa è progettato specificamente per questa operazione. Grazie ai 4 diametri disponibili, questo set si adatta perfettamente a una vasta gamma di Pipe, dalle piccole alle grandi. L'utilizzo regolare di questo strumento semplice e robusto permette di pulire la tua Pipa senza sforzo, preservandone la longevità e il sapore.
La Scelta della Fresa: Materiali del Tagliente
Quando si parla di frese per legno, ci si chiede spesso: "Ma non è sempre tutto legno?". La risposta è no. È fondamentale comprendere che, in base al tipo di legno da fresare, cambierà anche il tipo di materiale del tagliente della fresa.
Sapere che tipo di legno andremo a fresare è determinante per scegliere il giusto tipo di materiale della fresa. Ogni tagliente ha una funzione diversa.
Acciaio
Il tagliente in acciaio lo si riconosce dalla mancanza di una placchetta saldata e, per le frese tutte dello stesso colore, paragonata ad una in metallo duro pesa molto meno.
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Metallo Duro (WIDIA)
Il metallo duro o WIDIA (spesso scritto anche Widiam), è il più comune e il più usato tra tutti i materiali. Viene usato per quasi tutte le lavorazioni, tutte le frese da hobbistica sono principalmente fatte di questo materiale ed è facilmente riconoscibile.
Diamante Policristallino
Il diamante policristallino è, da come puoi già intendere dal nome, un materiale molto duro adatto per lavorazioni ripetute (mobili in serie) e materiali duri. I taglienti sono delle piccole placchette saldo brasate similmente a quelle in metallo duro ma, diversamente da esso, sono di colore nero. La durata, invece, è superiore di 40 volte rispetto agli altri tipi ed ovviamente anche il prezzo aumenta.
Alternativa Economica
Un’alternativa economica è anche la fresa a coltellino intercambiabile: basta avere i coltellini di scorta o ordinarli al bisogno.
Questo tipo di fresa è una fresa hm elicoidale integrale.
Tabella Comparativa dei Materiali per Taglienti delle Frese
| Materiale del Tagliente | Caratteristiche Distintive | Uso Principale | Durata Relativa | Costo |
|---|---|---|---|---|
| Acciaio | Mancanza di placchetta saldata, peso inferiore | Lavorazioni leggere, meno esigenti | Standard | Basso |
| Metallo Duro (WIDIA) | Comune, facilmente riconoscibile | Quasi tutte le lavorazioni, hobbistica | Standard | Medio |
| Diamante Policristallino | Placchette nere saldobrasate, molto duro | Lavorazioni ripetute, materiali duri | Superiore di 40 volte | Alto |
| Coltellino Intercambiabile | Coltellini di scorta sostituibili | Alternativa economica, versatilità | Variabile (a seconda del materiale del coltellino) | Basso (per l'attrezzo base, i ricambi hanno costo aggiuntivo) |
Tipologie di Lavorazione e Attacchi
Spesso ignorato e spesso sbagliato, quando si va per fare un canale (cioè una fresata in mezzo al legno non passando completamente dall’altra parte, ma creando tipo una sede), è molto importante valutare bene quale parte del pannello deve essere lavorata e come deve venire finita. Una volta individuata la fresa e scelto il giusto tagliente, è consigliabile scegliere in base all’asportazione richiesta, il tipo di attacco (S, o codolo di attacco).
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La Macchina Utensile: Scegliere lo Strumento Giusto
Arrivati a questo punto, individuata la lavorazione adatta con il giusto tagliente, l’attacco idoneo ed analizzato il materiale da lavorare, vi dovete fare un’altra domanda: Che macchina utensile sto per andare a utilizzare?
Esistono molteplici macchine, come per esempio la fresatrice orizzontale TOUPIE o altre macchinette come “lamello” e spinatrici. Quando utilizzate una fresatrice manuale, sia che siate degli amanti del fai-da-te o un artigiano che non vuole cambiare il mandrino del suo pantografo e deve fare lavoretti piccoli e veloci, la scelta della fresa assume una grande importanza.
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Ci sono fresatrici di tante fasce di prezzo e di tantissime marche, ormai si trovano anche a 40€, e spesso quelle professionali e quelle di “cacca” sono confuse dall’utilizzatore. Se abbiamo tra le mani una fresatrice con poca potenza e che non riesce ad alloggiare attacchi da d, le opzioni si riducono.
Da una fresatrice low-cost ci si potrà aspettare qualche piccola fresata, montare pinze di piccole dimensioni e avere la parte meccanica già disallineata dopo qualche giorno di lavoro. Gli attacchi delle frese per CNC possono variare molto di più rispetto a quelle manuali.
I Materiali della Pipa: Un Viaggio nella Storia e nelle Proprietà
Storia e L'evoluzione dei Materiali per Pipa
Tutto iniziò in quel preciso momento in cui la foglia secca di una certa pianta prese fuoco e qualcuno ne aspirò il fumo. La pipa venne poi, dando inizio a una lunga e avventurosa marcia attraverso materiali, tecnologie, forme. Materiali naturali, naturali più o meno modificati, talmente modificati da essere artificiali, artificiali e basta. Tecnologie per trasformare i materiali, tecnologie per controllare e addomesticare il fumo.
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“Invenzione”, dal latino inventio, è l’atto del trovare; dello scoprire, donde “scoperta”. Fu invenzione il fatto di constatare l’esistenza dell’argilla, di imparare a modellarla, a cuocerla in un forno. Invenzione fu l’accorgersi che quell’arbusto di erica arborea nascondeva sottoterra una escrescenza fatta di un legno davvero sorprendente. Invenzione fu imporre al fumo percorsi che lo rendessero più secco e fresco, o approntare tecniche di coltivazione che trasformassero una zucca in una pipa... Quella della pipa non è stata una semplice invenzione ma una funambolica girandola di scoperte che ci ha portato fin qui. Oggi molti di quei materiali sono consegnati alla Storia o a ristretti ambiti di appassionati.
La Radica: Il Materiale Re
Questo incredibile legno è oggi il materiale più usato per le pipe. La radica è un prodotto del tutto naturale, ricavato dal ciocco e sottoposto ai delicatissimi passaggi richiesti dalla cura. Naturale e unico: non c’è abbozzo o placca che non siano in qualche modo diversi da tutti gli altri.
La radica da pipa è un legno compatto, non facile da lavorare, che offre però una veste di grande effetto e vanta importanti pregi funzionali. Secondo uno studio condotto nel 1988 all’Università di Salonicco questa necessaria resistenza sarebbe dovuta alla scarsità di Calcio e Potassio e alla presenza di “estrattivi” (tannini, terpeni e altro) i quali alle alte temperature schiumerebbero con effetto di isolamento termico. Gli studiosi di Salonicco fanno notare che con la bollitura l’eliminazione degli estrattivi non è totale, e ipotizzano che quanto ne rimane sia sufficiente a proteggere la radica dal calore. Altri non sono d’accordo e respingono questa teoria.
Si narra che il ciocco dell’erica arborea, prima di rivelarsi ideale per le pipe, era già cercato ed utilizzato nei boschi: a farlo erano i “bracini”, quelli che mediante combustione parziale controllata preparavano il carbone di legna. Dal ciocco, così duro e compatto, se ne otteneva una varietà molto energetica ricercata dai fabbri per le loro fucine. Se è così, piace immaginare che la scoperta della radica per pipa sia stata fatta da qualcuno che, trovandosi spesso per le mani quel particolare legno da carbone, a un certo punto provò a impiegarlo diversamente. Le prime pipe in radica potrebbero essere nate in questo modo, più o meno rozzamente realizzate da alcuni lavoratori dei boschi.
Un certo tipo di radica, è vero, si utilizza anche per mobili, cruscotti di auto di lusso, oggetti artistici; ma non è quello delle pipe. Da altre specie vegetali si possono ricavare masse di tessuto legnoso a struttura irregolare, con fibre contorte e aggrovigliate, ricche di venature esteticamente piacevoli; se resistono meno al calore, non ha importanza. Masse che non sempre appartengono alla radice: spesso possono formarsi, come escrescenze, in varie parti del fusto.
Nei secoli scorsi, quando le pipe erano più diffuse, spesso si badava meno alla qualità, la radica non era ancora sulla scena, molti furono i tipi di legno impiegati per gli arnesi da fumo: si sceglievano le essenze ritenute più adatte fra quelle presenti sul luogo, le si sottoponeva a processi di cura di vario genere, le si lavorava in grandi o piccole quantità. Durante la seconda guerra mondiale, scarseggiando le forniture di radica, anche noti produttori fecero ricorso a legni d’emergenza con discreti risultati.
Materiali Alternativi per il Fornello
Il Corbezzolo
Questo arbusto, considerato il “cugino” dell’erica arborea, ha con essa parecchio in comune. Appartengono entrambi alla famiglia delle ericacee, crescono negli stessi luoghi e sugli stessi tipi di terreno; hanno entrambi un ciocco interposto fra il fusto e le radici; ma le somiglianze finiscono qui. Il ciocco del corbezzolo, a parità di anni, è più grande; ha le venature più aperte con fibre più distanziate; è più leggero ed ha molte meno inclusioni: quei dannatissimi difetti che, così numerosi nel ciocco di erica arborea, rendono la vita difficile ai segantini e ai pipe-maker. Allo stato selvatico la pianta si sviluppa quasi come un arbusto; le potature lo rendono un vero albero, affascinante per il tronco contorto e le venature del legno.
L'Ulivo
L’ulivo non ha il ciocco ma può avere (intesa in senso più generale) la sua radica: un’escrescenza del tronco situata vicino al terreno. Per fare pipe si utilizzano sia la radica che il tronco: il legno è duro e compatto, a fibre irregolari, di difficile essiccazione: tende a fessurarsi. In questo caso non si tratta di radica ma solo di tronco. Il legno, di colore bianco - giallognolo, è duro e pesante; si presta bene alla lavorazione. Oltre che pipe se ne fanno corpi di penne e piccoli oggetti.
In generale, le pipe ricavate da questi legni alternativi sono consigliabili a fumatori esperti capaci di tenere la combustione sotto stretto controllo.
Legni Fossilizzati: La Morta
Non è esattamente legno, ma qualcosa che fu legno e che oggi in qualche modo ne mantiene le sembianze. La morta non si crea in cinque minuti, ma si è creata in secoli o addirittura millenni. Deriva da alberi (non solo querce ma anche altre piante che crescono vicino all’acqua: pini, tassi, cipressi di palude, gli esotici kauri) che molto tempo fa sono caduti in un fiume, un lago, un acquitrino… Andati a fondo, coperti da fanghi e sedimenti, immersi in un ambiente pressoché privo di ossigeno, hanno subito una parziale fossilizzazione. Le fibre hanno via via perduto la loro natura lignea man mano che le cellule organiche venivano sostituite da componenti minerali. Non più legno dunque ma qualcosa che, quando le condizioni fisico chimiche lo hanno consentito, restituisce alla vista le stesse fibre, le stesse venature.
Materiale affascinante e ricercato, non solo per le pipe ma per oggetti vari, perfino mobili e pavimentazioni. Difficile da reperire e recuperare, sepolto com’è in paludi, torbiere, letti di fiume. Difficile da essiccare senza che si fessuri. Alto è di conseguenza il prezzo di queste pipe.
Materiali Minerali: La Schiuma di Mare
La schiuma di mare, o sea-foam, écume de mer, meerschaum, è un materiale che del legno non ha nemmeno l’apparenza ma sembra fatto apposta per la pipa: bello a vedersi, con un colore che evolve di fumata in fumata, facile da lavorare, leggero, con la porosità ideale per assorbire l’umidità e una natura minerale che lo rende neutro, come la morta. Al di là delle leggende sulle sue origini, la schiuma di mare è fatta di sepiolite, silicato idrato di magnesio formatosi attraverso antiche e complesse reazioni fisico chimiche, ed è affine alla rossastra pipestone usata per le pipe dai nativi americani. La varietà più adatta per il fumo proviene dai giacimenti anatolici prossimi alla città turca di Eskişehir dove la estraevano fin dai tempi dei Romani facendone monili e piccoli oggetti. Dal Seicento approdò lentamente al mondo della pipa, iniziando solo due secoli più avanti una robusta produzione con grande successo e crescenti richieste.
I Materiali dei Bocchini: Ebanite e Metacrilato
Piacevole e necessario tramite fra il fornello e il fumatore, i bocchini hanno conosciuto tanti tipi di legno e altri materiali naturali come l’osso, l’avorio, l’ambra.
L'Ebanite: Storia e Caratteristiche
Si parte da un prodotto naturale ottenuto facendo coagulare il lattice che cola dal tronco inciso dell’albero della gomma. Ma il caucciù, giunto in Europa già nel Settecento, non era praticamente utilizzabile: diventava appiccicoso col caldo, rigido e friabile col freddo. Solo nel 1839 si scoprì quasi casualmente, dopo una serie di tentativi falliti, che mescolandolo a zolfo e riscaldando (processo di vulcanizzazione) ne usciva qualcosa di più stabile, elastico e utile per tanti usi. Qualche anno più tardi si arrivò, attraverso una vulcanizzazione prolungata, a un materiale ancora diverso: non più elastico ma rigido, nero come l’ebano. Per fabbricarla oggi, si mescolano accuratamente gomma, zolfo, altre sostanze organiche e minerali fino a ottenere un impasto omogeneo che viene sottoposto a estrusione. Se ne ottengono segmenti tubolari che subiscono una particolare forma di stampaggio; solo a questo punto si procede a quella vulcanizzazione prolungata, con riscaldamento indiretto a vapore, che trasformerà l’impasto originario in un materiale stabile e consistente: l’ebanite.
Al raffreddamento segue la rifinitura dei singoli pezzi, eseguita in gran parte a freddo; ma in certe fasi un misurato riscaldamento consente di recuperare plasticità. Oppure è il pipe-maker a partire dal semplice pezzo estruso e vulcanizzato, o da un semilavorato, che lavora fino a ottenere il pezzo finito.
I fumatori apprezzano il bocchino di ebanite perché, benché solido, è anche relativamente morbido e per questo si fa afferrare bene con i denti. Non avendo alcun sapore proprio, non interferisce con quello del tabacco; una volta lucidato ha un gradevole aspetto. Purtroppo, col tempo può perdere lucentezza, scolorarsi o assumere strane colorazioni dovute all’affiorare dello zolfo… I fumatori si scambiano consigli sui prodotti e le tecniche da usare per riportarlo all’aspetto originario; spesso ci riescono, ma impiegando tempo e fatica. Inoltre possono risultare sgradevoli i segni dei denti che col tempo si imprimono nel materiale. Nonostante ciò sono in molti a non rinunciare a questo genere di bocchini.
5 vantaggi di utilizzare una CNC per lavorare il legno. Aumenta e diversifica la produzione
Il Metacrilato: Versatilità e Trasparenza
Fra tutte le sostanze qui descritte è quella più artificiale. Sviluppato nel 1928 in diversi laboratori europei, commercializzato nel 1933 da un’industria tedesca, è un prodotto estremamente versatile, più leggero e trasparente del vetro. Plexiglas, Perspex, Lucite sono solo alcuni dei suoi nomi commerciali; fra le applicazioni citiamo le lenti a contatto, i cupolini degli aerei da combattimento, le fibre ottiche e innumerevoli oggetti attorno a noi. I bocchini in metacrilato si possono ottenere per stampaggio o con una lavorazione meccanica a freddo; solo quest’ultima porta a prodotti di qualità. La prova della lucidatura è egregiamente superata da questi bocchini, il cui aspetto splendente permane nel tempo.
Stili e Colori dei Bocchini
L’ebanite è per sua natura nera, ma permette una gamma ristretta di colorazioni. Neri con screziature rosso-brune erano i corpi di alcune penne stilografiche di fine Ottocento, ottenuti con estrusioni multiple: Dapprima si ricavavano stringhe, barrette, fogli neri e colorati che, in qualche modo assemblati, venivano poi sottoposti a successive estrusioni. Penne di questo genere (anche in differenti tonalità) furono molto di moda fino a circa il 1930. Bocchini Dunhill ottenuti con un procedimento simile si segnalano nel periodo appena successivo; la loro denominazione era “bowling ball”. Circa nel 1979, Dunhill ideò un particolare bocchino in ebanite screziata rosso bruna ispirandosi ad alcune vecchie pipe Root Briar ritrovate nel magazzino londinese di Cumberland Road. Più tardi questa denominazione si è estesa a prodotti similari (o nemmeno tanto similari) realizzati, sempre in ebanite screziata, da altre marche.
In quanto al metacrilato, le virtù del materiale hanno permesso la creazione di bocchini fantasia tigrati, marmorizzati, in tante altre variazioni. I bocchini Cumberland in ebanite sono molto discreti sia nelle colorazioni che nelle screziature, per questo sono apprezzati.
Il Dilemma Ebanite vs Metacrilato
Bocchini in ebanite o in metacrilato? Un vero dilemma. Perché allora non cercare un compromesso che conservi il più possibile i pregi, attenuando il più possibile i difetti dell’una e dell’altro? Basterebbe, in teoria, mescolare i due prodotti nelle giuste proporzioni per ottenere il prodotto ideale, una sorta di “ebacrilato”; ma dal punto di vista fisico-chimico l’ipotesi desta perplessità; e se qualcuno è riuscito nell’impresa si guarda bene dal rivelare il suo segreto.
L’ebanite è per sua natura un insieme di sostanze che, fatta salva la prevalenza di gomma e zolfo, può in una certa misura variare negli ingredienti, nelle proporzioni, nelle modalità di trattamento: tante diverse formule sono state sperimentate per migliorarne le caratteristiche.