Quando parliamo di Teak, o più precisamente di Teak nautico per il suo impiego nell’industria nautica, ci riferiamo a un legno di grande pregio, apprezzato sia per la resistenza che per l’eleganza estetica. Il Teak “nautico” è un tipo di legno ricercato e pregiato, per via delle sue caratteristiche prestigiose. Il suo grande e prevalente utilizzo nel campo dell’industria nautica è giustificato dalle importanti proprietà che questo legno possiede. Tra le tre specie di questa famiglia, la più nota e utilizzata è Tectona grandis, comunemente indicata con il termine “teak”. Le imbarcazioni richiedono materiali che siano allo stesso tempo resistenti, durevoli ed esteticamente pregiati, e il Teak nautico soddisfa perfettamente questi requisiti. Per secoli, il teak è stato il materiale preferito per la costruzione di barche. Così, dalle ossature in castagno, larice, olivo, quercia e rovere e dai fasciami e alberature in legni di abete, spruce, pino e douglas, tutte essenze europee, col tempo si è passati all’utilizzo di mogani ma soprattutto di teak. Aggiungiamo che il teak è un materiale estremamente apprezzato non solo per le sue uniche proprietà, ma anche per le sensazioni che dona. Ecco dunque perché il Teak nautico ricopre un ruolo importante nel mondo dell’industria nautica.
Le Proprietà Uniche del Teak Naturale
Le caratteristiche del teak sono uniche nel suo genere. È un legno durissimo, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti. Le tavole di teak per nautica hanno un contenuto significativamente più elevato di oli desiderati, come quello di gomma, che rendono il teak così resistente. L’allineamento delle fibre del legno del teak è essenziale per la costruzione delle imbarcazioni; fibre ben allineate garantiscono la stabilità e la durata del legno, il che è particolarmente importante in condizioni di umidità e cambiamento. Grazie alle sue eccezionali proprietà tecniche e alla sua naturale durata, il teak è la prima scelta per i ponti in legno nel settore marittimo. Anche se non può competere con gli antichi giganti abbattuti dalle foreste dei tropici molto tempo fa, se usato correttamente ha una resistenza relativamente alta contro l’umidità e l’acqua salata rispetto ad altri tipi di legno.
Provenienza e Sostenibilità del Teak
Il legno è come il vino. Prima di capire come riportarlo a nuovo, dobbiamo cercare di capire che provenienza ha. Possiamo distinguere diverse tipologie di teak in base alla loro origine: il teak naturale da foresta “morto in piedi” e poi segato, e il teak di recupero da demolizioni. I primi due legni sono più scuri, e quello naturale addirittura può contenere venature bronzacee o verdastre. Altri tipi sono più chiari e uniformi dal colore paglierino, dato il clima diverso nel quale crescono e non raggiungono mai gli invecchiamenti dei primi tronchi naturali che arrivavano al diametro di 2 metri e ad un’altezza di 30 o 40. Tutti conservano la caratteristica del “pelo”.
In un momento in cui la sostenibilità e la tutela dell’ambiente sono più importanti che mai, dobbiamo chiederci: come possiamo utilizzare questo materiale collaudato e responsabile? Tradizionalmente, per la costruzione di imbarcazioni si utilizzava un teak con anelli annuali strettamente distanziati. Questi anelli indicano una crescita lenta e quindi un’elevata densità e durabilità del legno. Tuttavia, oggi questo tipo di teak "vecchio" è raro e spesso è associato a problemi come il disboscamento illegale. Anche l’importazione di legno abbattuto illegalmente è vietata dalla legge.
Oggi la maggior parte del teak proviene da piantagioni o da fonti riciclate, un’alternativa ecologica. Tuttavia, è importante notare che le qualità tradizionali con anelli annuali ben distanziati spesso non si ottengono con il legno di piantagione. Questo perché il legno delle piantagioni viene spesso abbattuto dopo soli 15 anni, il che si traduce in una qualità inferiore. Il teak utilizzato per le tavole da decking di alta qualità, invece, proviene da alberi che hanno tra i 20 e i 25 anni. Secoli di sfruttamento intensivo del legno hanno reso il teak proveniente dalle foreste primarie del mondo un bene raro che deve essere protetto. Se non si vuole rinunciare alla naturalezza del legno, è fondamentale assicurarsi di utilizzare teak proveniente da piantagioni sostenibili che abbiano almeno 20 anni.
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Tipi di Taglio del Teak per Imbarcazioni
Quando si sceglie il teak per le barche, il tipo di taglio è decisivo per le proprietà finali del legno. Esistono principalmente tre tipi di taglio:
- Taglio a scogliera (radiale): Gli anelli di crescita corrono paralleli al lato corto del profilo della tavola, garantendo una struttura uniforme e un’elevata stabilità. Questo è il taglio migliore e più pregiato, poiché il legno tagliato in questo modo ha, tecnicamente parlando, le migliori proprietà e può essere tagliato solo da una piccola parte del tronco dell’albero.
- Taglio a mezza venatura (sezione trasversale): È costituito principalmente da anelli verticali annuali e può essere adatto anche alla costruzione di barche.
- Taglio a scaglie (tangenziale): Con anelli annuali orizzontali e piatti, non è generalmente utilizzato per la costruzione di barche a causa delle sue proprietà meccaniche inferiori per questo tipo di impiego.
L’allineamento delle fibre del legno del teak è essenziale per la costruzione delle imbarcazioni, poiché le fibre ben allineate garantiscono la stabilità e la durata del legno, un aspetto cruciale in condizioni di umidità e cambiamento costante.
Manutenzione del Teak Naturale
La manutenzione del teak naturale è una pratica antica. Avrete senz’altro visto qualche film dove la ciurma, sotto le grida del comandante, strofinava i ponti dei velieri con spazzola e acqua di mare. Ancora oggi, alcuni usano dopo il lavaggio, bagnare con acqua di mare le fibre nuove in maniera tale da rallentarne l’essicazione che, come è noto, scurisce la fibra. In alternativa, la chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teak. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti a dispetto comunque di una buona dose di fatica.
Il Teak Wonder è uno dei migliori prodotti del mondo per la pulizia e la manutenzione del legno. Dalla ricerca dei laboratori è arrivato anche Semco Teak Sealer, un prodotto unico. SEMCO Teak è, infatti, un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere. È importante avere cura di usare questi prodotti all’aperto in luogo ventilato (sono a base di derivati del petrolio e abbastanza tossici) e di non abbassarsi troppo per controllare il proprio lavoro, utilizzando piuttosto una spazzola con prolunga. È inoltre essenziale che il legno sia fissato correttamente; nella costruzione navale si utilizzano spesso adesivi permanentemente elastici che vengono applicati su tutta la superficie. Sikaflex è lo standard per questa applicazione.
L'Avvento del Teak Sintetico: Un'Alternativa Moderna
Con l’avvento delle costruzioni in vetroresina, i legni, ormai diventati costosissimi, piano piano vengono eliminati e sostituiti da lamellari e compensati per poi essere quasi abbandonati. Il teak, il più famoso legno per imbarcazioni, è diventato ormai un puro fattore estetico. Negli ultimi anni, complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione piuttosto impegnativi, il mercato nautico ha sfornato soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico.
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Il teak a bordo delle nostre barche è sempre sinonimo di eleganza e qualità estetiche, ma anche marine, visto che è un materiale vivo, naturale, che si adatta a pennello alla vita di bordo e anzi migliora con l’esposizione agli agenti atmosferici. Purtroppo, questo rivestimento sta cominciando a sparire sui moderni cabinati, un po’ perché il legno di buona fattura è ormai a rischio estinzione in molti Paesi. Ecco allora che il mercato nautico propone delle alternative che negli ultimi anni hanno riscosso anche un certo successo per questioni pratiche. Si tratta del cosiddetto teak sintetico, ossia un rivestimento realizzato a livello industriale sotto forma di pannelli e listelli con componenti plastici.
È importante sottolineare che il teak sintetico non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto. Viene impiegato soprattutto su barche di piccole dimensioni, sulla coperta o su piccole porzioni di questa, come il pozzetto, le sedute e i passavanti. Sul mercato esistono diversi tipi di teak sintetico; alcuni dei più conosciuti, importati anche in Italia, sono il Flexiteek, il Dea King, il PlasDek, il Breons e il Tek Dek. Si tratta di prodotti simili che presentano le medesime caratteristiche, realizzati in una miscela di PVC o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale.
Caratteristiche e Vantaggi del Teak Sintetico
A differenza del legno in teak naturale, questo “finto teak” non richiede manutenzione. Non dovrete applicare trattamenti protettivi o levigarlo per mantenerlo “vivo e lucente”; il colore sarà sempre pari al nuovo. Offre un maggiore comfort nel camminare a piedi nudi sulla superficie di calpestio, e grazie alla ruvidità della superficie, la sensazione è la stessa di quando si cammina sul teak naturale. Garantisce maggiore sicurezza grazie all’ottimo GRIP antiscivolo.
Per quanto riguarda la temperatura, alcuni prodotti di teak sintetico affermano che, grazie alla percentuale di sostanze plastificanti presenti nella mescola, il teak sintetico non si surriscalda al sole, mantenendo una temperatura pari al legno teak naturale. Vanta inoltre una maggiore resistenza agli urti, grazie alla sua durezza. La termosaldatura tra doga e doga garantisce l’uniformità del tappeto, evitando il problema di infiltrazioni, isolando termicamente e proteggendo la superficie. Sono disponibili varie tipologie di colore da poter scegliere senza nessuna variazione di prezzo. Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla. Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli. È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente. Altre qualità interessanti sono la resistenza ai raggi UV e la proprietà antiscivolo, anche se la superficie è bagnata. Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare. In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata, e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire.
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Dimensioni Standard del Teak Sintetico
Per quanto riguarda le dimensioni, solitamente le doghe più utilizzate sono larghe 45 o 75 mm, di cui 5 mm sono il finto comento. Sono disponibili anche larghezze di 60 o 96 mm in tagli da 100-125 mm senza finto comento per ottenere curve e parti sagomate. Lo spessore più comune è quello di 5 mm. La posa del tappeto di teak sintetico viene eseguita da un professionista certificato attraverso 2 metodi altamente specializzati e protocollati dall’azienda produttrice. Il tipo di incollaggio da utilizzare viene scelto dal professionista in base alla barca (dimensioni e superfici) sui cui posare il teak sintetico, il tutto per garantire un lavoro duraturo ed impeccabile. Tutte le lavorazioni comprendono l’utilizzo di colle certificate e testate attraverso prove fatte in laboratorio.
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Considerazioni e Svantaggi del Teak Sintetico
Nonostante i numerosi vantaggi, il teak sintetico presenta anche alcune considerazioni e svantaggi. Uno dei più importanti è che la sua superficie può riscaldarsi parecchio. Quando è esposta al sole, può raggiungere una temperatura superiore a quella del legno. È difficile quantificare esattamente la temperatura, perché dipende dalle ore di esposizione e dalle zone in cui si naviga. Ai Caraibi, ma anche in Mediterraneo, può essere un problema di non poco conto, soprattutto d’estate. A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore; per esempio, le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare.
Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale. Il costo di installazione va dai 300 ai 400 euro al metro quadrato e comprende la manodopera. Non è facile stabilire un rapporto con il legno naturale perché quest’ultimo ha un prezzo influenzato da diverse variabili: qualità, spessore, zona di provenienza, manodopera.
C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Oggi il fabbisogno di legno di teak è tale da richiedere l’abbattimento di decine di ettari di foreste al giorno; un ritmo insostenibile che sta portando all’estinzione di questo albero in Birmania e Laos. Il teak sintetico è quindi utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non priva di conseguenze nefaste per l’ambiente. Si tratta dunque di un’alternativa che può essere presa in considerazione da quei diportisti che hanno imbarcazioni di piccole dimensioni e amano la praticità, nonché una vita a bordo senza troppi impegni e costi di manutenzione.
Per fornire un quadro più chiaro, riassumiamo le principali differenze tra teak naturale e sintetico nella seguente tabella:
| Caratteristica | Teak Naturale | Teak Sintetico |
|---|---|---|
| Materiale | Legno (Tectona grandis) | PVC o resine sintetiche |
| Manutenzione | Richiede pulizia, levigatura, trattamenti protettivi periodici | Quasi assente, non richiede trattamenti specifici |
| Stabilità del colore | Tende a scurire o ingrigire nel tempo se non trattato | Colore costante, ripristinabile con leggera carteggiatura superficiale |
| Resistenza ai raggi UV | Buona (grazie agli oli naturali) | Ottima, con additivi specifici |
| Proprietà antiscivolo | Buono (specialmente con la texture naturale del "pelo") | Ottimo GRIP anche su superfici bagnate |
| Temperatura al sole | Tende a riscaldarsi meno, più confortevole | Può surriscaldarsi notevolmente, soprattutto in colori scuri |
| Flessibilità | Limitata | Elevata, adatta per superfici non piane e curve |
| Impermeabilità | Naturale, ma poroso (può assorbire liquidi se non sigillato) | Completamente impermeabile e non poroso |
| Costo materiale (indicativo) | Elevato (circa 1000€/mq) | Inferiore (circa la metà del naturale) |
| Costo installazione (indicativo) | Variabile (dipende da qualità, spessore, manodopera specializzata) | Elevato (300-400€/mq, include manodopera) |
| Impatto Ecologico | Rischio di disboscamento (se non proveniente da fonti sostenibili) | Prodotto industriale e chimico, richiede smaltimento specifico |
| Estetica e Sensazioni | Naturale, tattile, migliora con l'età e l'esposizione | Imitazione del legno, offre diverse colorazioni e finiture |