Trasformare il Tuo Portico: Soluzioni Fai da Te per la Chiusura in Legno e non Solo

Trasformare un portico in uno spazio vivibile tutto l’anno è il desiderio di molti proprietari di abitazioni. Spesso, però, la confusione sui permessi necessari o sulla scelta dei materiali frena l'inizio dei lavori. Questa guida nasce per fare chiarezza, esplorando le migliori soluzioni per chiudere un portico e offrendo spunti concreti per valorizzare la propria casa con eleganza e funzionalità.

Perché Chiudere un Portico o un Pergolato?

Il portico è, per definizione, un elemento architettonico aperto che funge da filtro tra l'interno e l'esterno. Tuttavia, la sua esposizione lo rende spesso inutilizzabile durante i mesi più freddi o nelle giornate di forte vento. Chiudere questa area non significa "sigillarla", ma piuttosto creare un nuovo spazio capace di dialogare con il giardino e l’abitazione, proteggendo gli arredi e migliorando la fruibilità del portico.

Avere la possibilità di utilizzare per molto più tempo il proprio spazio esterno non è l’unico vantaggio: un pergolato chiuso o una veranda sono ambienti che se anche non vengono riscaldati, accumulano la luce e il calore solare, proteggendo dal freddo gli ambienti adiacenti. Questo contribuisce a ridurre il consumo energetico, ed è per questo motivo che le pareti e le strutture ombreggianti solidali all’abitazione sono spesso soggetto di detrazioni fiscali e incentivi. L’utilizzo che si può fare di una veranda o di un balcone chiuso è molteplice: questi spazi possono diventare salotti alternativi, piccoli studi, zone di relax protetti dagli agenti atmosferici, senza considerare che in questo modo è facile far crescere piante e fiori godendo della loro presenza tutto l’anno.

Le moderne tecnologie nel settore dell'outdoor design permettono oggi di integrare strutture preesistenti con sistemi quasi invisibili, che mantengono inalterata la luminosità degli ambienti interni. Che si tratti di un porticato in legno o di una struttura in muratura, l'obiettivo è trovare un equilibrio tra protezione dagli agenti atmosferici e piacere estetico.

Permessi e Normativa: Cosa Sapere per Non Sbagliare

Uno degli scogli principali nella chiusura di un portico con vetrate o altri sistemi riguarda la burocrazia. La normativa italiana ha subito diverse evoluzioni negli ultimi anni, semplificando alcuni interventi, ma mantenendo rigide regole per altri. È fondamentale distinguere tra interventi di edilizia libera e quelli che richiedono titoli abilitativi.

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Serve un Permesso per Chiudere un Pergolato o un Balcone?

Se si vuole chiudere un pergolato o altre aree di superficie accessoria come balconi, tettoie e portici, l’obbligo di richiedere il permesso comunale dipende dal tipo di parete che si intende installare. In commercio esistono diverse soluzioni; si può dire in generale che tutte le pareti che prevedono un’installazione permanente, come infissi in vetro o policarbonato, necessitano di permessi, in quanto aumentano la superficie utile dell’immobile. In alternativa, una soluzione temporanea e più economica che non richiede alcun tipo di permesso è quella di installare tende a chiusura ermetica a caduta. Chiaramente non sarà possibile raggiungere i livelli di comfort offerti da una veranda in vetro, ma permetterà comunque di riparare queste zone dalle correnti d’aria e dalle precipitazioni.

Innanzitutto partiamo col definire cosa sia esattamente una pergola o un pergolato, che attualmente rientrano nel Glossario per l’Edilizia libera, quindi non richiedono permessi di costruzione:

  • Pergola: (voce n. 50) qualificato come arredo delle aree di pertinenza degli edifici; è consentita installazione (non sono indicati termini quantitativi e qualitativi).
  • Pergolato: (voce n. 46) qualificato come arredo delle aree di pertinenza degli edifici; è consentita installazione, a condizione che sia di limitate dimensioni (quanto, non si sa) e non stabilmente infisso al suolo.

In sostanza la normativa ci dice che per una struttura rimovibile e completamente aperta sui lati e sul tetto come un pergolato ornamentale di sostegno per le piante rampicanti i permessi non sono necessari. Ma nel momento in cui si decide di chiudere un pergolato cosa succede?

Se si decide di utilizzare una copertura e delle pareti in tessuto, si ottiene quella che nel Glossario per l’edilizia libera viene definita Pergotenda, ovvero una struttura costituita da elementi verticali e orizzontali di raccordo, sormontate da una copertura fissa o ripiegabile formata da tessuto. Per questo tipo di strutture non esiste una definizione chiara e univoca, e il contesto normativo poco dettagliato lascia forzatamente al giudice il potere-dovere di accertare caso per caso la riconducibilità della realizzazione alla definizione di tettoia, per la quale è necessario il rilascio del permesso di costruire.

Un’ultima tipologia di verande è la cosiddetta pergola bioclimatica, ovvero un pergolato sul quale insiste una copertura costituita da lamelle orientabili; nella maggioranza dei comuni italiani questo tipo di pergola è considerata una vera e propria tettoia, in quanto le lamelle ruotate creano un’unica superficie impermeabile, quindi per installare questo tipo di strutture è necessario richiedere il permesso edilizio. In certe zone molto turistiche, i Piani Regolatori Edilizi contengono disposizioni esplicite che qualificano le pergole bioclimatiche come edilizia libera da permessi, ma si tratta comunque di eccezioni alla regola.

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Si consiglia in ogni caso di prendere informazioni presso il proprio Comune in quanto anche se la struttura o le pareti che si intende installare non richiedono titoli abilitativi edilizi, potrebbero essere comunque necessari altri titoli, nulla osta o autorizzazioni previste da norme di settore.

Come Chiudere un Portico Senza Permessi: Le VEPA

Grazie alle recenti integrazioni al Testo Unico dell'Edilizia, è possibile chiudere un portico senza permessi a patto di utilizzare le cosiddette VEPA (Vetrate Panoramiche Amovibili). Queste devono rispondere a requisiti precisi:

  • Amovibilità: devono poter essere rimosse senza demolizioni.
  • Funzione: devono assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, o riduzione delle dispersioni termiche.
  • Estetica: non devono alterare le linee architettoniche dell'edificio né creare nuovi volumi abitabili (ovvero non devono trasformare il portico in una stanza riscaldata a uso residenziale fisso).

Anche le tende tecniche e le zanzariere rientrano solitamente nell'edilizia libera, in quanto elementi leggeri e reversibili.

Quando Servono i Permessi: la Chiusura con Infissi Fissi

Se la vostra intenzione è installare infissi con vetrocamera a taglio termico o chiudere parzialmente con pareti fisse, la situazione cambia. In questo caso si parla di creazione di nuova volumetria o cambio di destinazione d'uso. Per tali interventi è necessario presentare una pratica edilizia (SCIA o Permesso di Costruire) firmata da un tecnico abilitato. Se invece si installano vetrate con profili strutturali, o se la chiusura diventa permanente, può essere necessario un titolo edilizio (SCIA o Permesso di Costruire).

Prima di procedere, è sempre opportuno consultarsi con uno specialista (geometra, ingegnere o architetto) e verificare il Regolamento Edilizio del proprio Comune, poiché potrebbero esserci vincoli paesaggistici o storici particolari, specialmente in zone di pregio o centri storici.

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Idee e Soluzioni per la Chiusura di un Porticato in Legno

Quando si valutano le idee per chiudere un porticato, è fondamentale analizzare non solo l'estetica, ma anche l'uso che si intende fare dello spazio. Un ufficio domestico richiederà prestazioni termiche diverse rispetto a una zona relax dedicata al tempo libero. Di seguito analizziamo le proposte più efficaci e moderne, escludendo soluzioni improvvisate o di bassa qualità che non si addicono a contesti residenziali di pregio.

1. Vetrate Panoramiche: la Trasparenza che Emoziona

Le vetrate panoramiche rappresentano la scelta d'elezione per chi non vuole rinunciare alla vista sul giardino. Le vetrate sono ideali quando si desidera: mantenere un’estetica pulita e moderna, proteggere da vento, pioggia e rumore, utilizzare il portico anche nelle mezze stagioni, valorizzare la struttura esistente senza appesantirla.

Le vetrate panoramiche (dette anche VEPA) sono dei sistemi “tuttovetro”, privi di profili verticali in alluminio, che offrono un impatto visivo nullo, garantendo una protezione totale da pioggia e vento senza alterare l'architettura della facciata. Sono composte da ante che scorrono su binari paralleli, con diverse possibilità di configurazione: esistono modelli in cui le singole ante possono ruotare di 90° lateralmente, garantendo un’apertura quasi totale del vano.

2. Tende Verticali e Schermature Tecniche

Se l'esigenza principale è la protezione dal sole e dal vento, senza necessariamente creare una barriera rigida, le tende verticali sono la soluzione ottimale. Sono ideali quando si desidera: non avere guide a terra, protezione stagionale senza interventi invasivi, un sistema motorizzato o automatizzato.

Questi sistemi si integrano perfettamente nella struttura del portico e offrono diverse opzioni di personalizzazione:

  • Tende in PVC Cristal: completamente trasparenti, permettono di mantenere la luminosità e la vista esterna agendo come un vero e proprio "scudo" contro il vento e la pioggia.
  • Tende ombreggianti e oscuranti: realizzate con tessuti tecnici microforati, sono fondamentali per regolare il calore estivo e garantire la privacy dagli sguardi indiscreti.
  • Sistemi di movimentazione: la maggior parte di queste chiusure può essere manuale o motorizzata, con la possibilità di integrazione in sistemi domotici per la chiusura automatica in caso di forte vento.

3. Zanzariere Plissettate di Design

Per chi vive il portico soprattutto nella bella stagione, il problema principale è spesso rappresentato dagli insetti. Le zanzariere sono indicate quando: si desidera una barriera contro insetti e foglie, si vuole mantenere la massima ventilazione, non serve una protezione da vento o pioggia.

Le zanzariere moderne non sono semplici reti, ma veri complementi d'arredo. Le zanzariere plissettate, a differenza di quelle a molla, permettono di fermare l'apertura in qualsiasi punto e non presentano binari a pavimento sporgenti, eliminando il rischio di inciampo. Sono soluzioni eleganti, resistenti e facili da pulire, progettate per coprire anche ampie larghezze tipiche dei porticati.

4. Frangivista ed Elementi di Arredo Outdoor

In alcuni casi, la chiusura non deve essere totale, ma mirata a creare zone d'ombra o angoli riservati. L'utilizzo di pannelli frangivista in legno o metallo permette di schermare lateralmente il portico, creando un gioco di luci e ombre molto suggestivo. Questi elementi possono essere arricchiti con piante rampicanti, trasformando la chiusura in una vera "parete verde" naturale.

Sono perfetti quando: si vuole schermare la vista da strada o vicini, non serve una chiusura totale, si desidera un effetto estetico naturale o moderno. Tra le diverse soluzioni possibili, possiamo trovare: pannelli in legno, pannelli in alluminio traforato, fioriere con grigliati, elementi modulari outdoor. Queste soluzioni non chiudono completamente il portico, ma migliorano comfort e privacy.

5. Infissi Tradizionali e Opere Murarie

Citiamo per completezza anche la chiusura tramite infissi in vetrocamera (serramenti classici in alluminio, legno o PVC) e la chiusura in muratura. Sebbene siano soluzioni molto performanti dal punto di vista dell'isolamento termico, esse comportano quasi sempre una modifica permanente del volume dell'edificio e un iter burocratico più complesso, allontanandosi dal concetto di "vivere l'outdoor" che caratterizza le strutture più leggere.

Elementi Strutturali Fai da Te: Materiali e Fissaggio dei Pali

Per realizzare una divisione in giardino o per supportare gli elementi di chiusura laterale del portico, senza rivolgersi ad un professionista, la soluzione più semplice è acquistare degli elementi a pannelli pre-assemblati o realizzare semplici strutture di supporto. I montanti NON sono mai compresi nel prezzo e vanno scelti come accessorio.

Scelta del Legno e Trattamenti

Il legno utilizzato per realizzare strutture esterne, sia in pannelli che a singole doghe, è spesso il Pino impregnato in autoclave. Il trattamento in autoclave consente di utilizzare il legno in esterno garantendo protezione contro gli agenti atmosferici ed ambientali, non è però il massimo dal punto di vista estetico in quanto si presenta con chiazze verdastre simili a muffa che con il tempo tendono al grigio. Una pergola in legno fai da te non solo fa ombra in estate, ma offre anche protezione dal vento e dalle intemperie.

Particolarmente adatto è il legno trattato (spesso impregnato in autoclave), che resiste meglio al vento e alle intemperie. Tuttavia, se preferisci il legno non trattato, ti consigliamo il larice o il rovere. Entrambi questi tipi di legno sono caratterizzati da una resistenza e una stabilità naturali. Ricordiamo che il Legno è un materiale VIVO e lo rimarrà sempre: per questo motivo è soggetto a piccoli movimenti, crepe e fessurazioni durante la sua vita.

I Montanti: Sezioni e Fissaggio

I montanti, pali quadri da 7 x 7 cm che possono diventare 9 x 9 per steccati particolari, oppure per sostenere carichi eccezionali. La differenza è soprattutto estetica. I montanti in legno standard in commercio si trovano con lunghezze che vanno dai 100 ai 200 cm (e che ovviamente si possono tagliare se necessario) e con sezioni:

  • QUADRATA con perimetro 7x7 o 9x9 centimetri
  • ROTONDA con diametro 8 o 10 centimetri

L’uso di pali quadrati è molto più semplice di quelli tondi, perché permette il fissaggio con viti o staffe su una superficie liscia, anziché tonda. La sezione del palo quadrato usato come montante è la 7 x 7 centimetri, nettamente la più venduta e diffusa.

Una recinzione in legno, sia a steccato che a pannelli grigliati, può essere montata praticamente ovunque scegliendo il giusto tipo di staffa di fissaggio da esterno in base al fondo di posa. Il fissaggio montante - staffa avviene sempre allo stesso modo, ovvero infilando il montante nel foro e quindi avvitandolo usando i “buchi” laterali nella parte fuori terra della staffa. La larghezza dei pali montanti viene calcolata se il fissaggio degli steccati avviene lateralmente ai montati stessi. Questo fissaggio si ottiene mediante apposite piccole staffe ad L, disponibili in qualsiasi ferramenta.

Salvo casi specifici, è sempre consigliabile NON affogare il legno nel cemento in plinti o altro: il legno infatti è “materia viva” che ha bisogno di potersi muovere e respirare per durare nel tempo. Questo è quanto consigliamo ai clienti che intendono eseguire questa tipologia di installazione in quanto facile, economica, sicura, ecologica e pensata per durare nel tempo.

Altre due tecniche molto diffuse per il fissaggio dei pali nel terreno sono la bruciatura esterna e la catramazione dei pali. Nonostante la loro diffusione, sconsigliamo vivamente l'utilizzo di queste tecniche perché poco efficaci, poco ecologiche e molto dispendiose. Entrambe queste due tecniche vengono eseguite prima dell'inserimento del palo nel terreno e, quindi, non penetrano nelle nuove crepe naturali o piccole fessurazioni che il palo produce dopo l'interramento. Inoltre, durante la bruciatura del palo si inquina l’aria - a meno che tale procedura non venga fatta in macchinari chiusi con filtri certificati - e, con l’infissione nel terreno, si inquina il terreno e la falda. Anche la catramazione inquina molto in particolare la falda acquifera. La combustione della legna ha un impatto negativo sulla qualità dell’aria che respiriamo e, quindi, sull’inquinamento atmosferico. Durante la sua combustione, infatti, vengono liberate in atmosfera grandi quantità di sostanze inquinanti, dannose per la salute.

A volte può presentarsi la necessità di posizionare un divisorio senza poter forare il pavimento esistente, ad esempio nel caso di terrazzi rivestiti di guaina isolante. In questi casi si può usare un piedistallo che permette di reggere in modo semplice e robusto i pannelli senza viti.

Costi e Consigli per la Scelta della Soluzione

Definire un costo univoco è complesso, poiché il prezzo finale dipende dalle dimensioni, dai materiali scelti e dalla complessità della posa in opera. Tuttavia, è possibile tracciare un range di riferimento per orientare il proprio investimento. L'investimento per la chiusura di un portico deve essere considerato nel lungo periodo: materiali di qualità non solo durano decenni, ma possono anche aumentare il valore commerciale dell'immobile.

Soluzione Costo Indicativo (al mq) Note
Vetrate Panoramiche (VEPA) € 400 - € 600 Alta estetica, senza permessi
Tende tecniche in PVC € 250 - € 500 Soluzione versatile e leggera
Zanzariere plissettate € 80 - € 150 Protezione specifica estiva
Infissi a taglio termico € 500 - € 900 Richiedono permessi, massimo isolamento

Se si cerca una soluzione pratica per chiudere un pergolato, non troppo costosa e affidabile nel tempo i nostri consigli sono:

  • Non risparmiare sulla qualità: i materiali devono essere durevoli nel tempo, senza bisogno di continui interventi di manutenzione. Legno e ferro, per esempio, hanno bisogno di ricevere costantemente trattamenti periodici per evitare il loro deterioramento precoce.
  • Scegliere la semplicità: il prodotto dev’essere di semplice manifattura, senza parti troppo complesse, come motori e cinghie, che vanno regolate periodicamente e sono soggette a rottura.
  • Farsi consigliare dagli esperti per non sbagliare: consigliamo vivamente di scegliere prodotti di cui si conosce l’azienda produttrice, per poter ricevere una consulenza e ricevere un’adeguata assistenza in caso di necessità.

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