La Pialla a Filo e Spessore e l'Arte dell'Affilatura delle Lame

Diventare falegname è possibile solo conoscendo a fondo gli strumenti e le tecniche per la piallatura del legno. La piallatura ha lo scopo di raddrizzare una superficie irregolare. Le pialle servono per rendere le superfici di lavoro lisce e uniformi. Per piallare il legno nel modo più corretto richiede una perfetta conoscenza degli strumenti. Esistono in commercio differenti tipologie di pialle, le quali si differenziano principalmente in 3 categorie.

Tipi di Pialle: Strumenti per Ogni Esigenza

Pialle a Filo e Spessore: Macchine per la Lavorazione del Legno

La macchina si presenta esteticamente come una pialla a filo. Il piano di lavoro è posto al di sotto dell’albero. Per lavorare il pezzo dobbiamo inserirlo tra il piano e l’albero.

L'Albero Pialla: Il Cuore Rotante

L’albero pialla è la struttura sulla quale vengono montati i coltelli. Esso è collegato al motore e arriva a 5000 giri al minuto quando viene attivato. Esistono diverse configurazioni di albero pialla:

  • Albero classico con coltello lineare: Questa prima configurazione presenta una sporgenza massima di 1 mm.
  • Albero TERSA: Il brevetto TERSA consiste nell’utilizzare un albero pialla con le sedi dei coltelli sagomate.
  • Albero a placchette: È il più performante poiché risulta più silenzioso e più preciso rispetto ai precedenti.

Piani di Lavoro e Meccanismi di Regolazione

La piana in uscita è allineata alla piana in uscita, abbassandola si va a determinare la capacità di asportazione. La piana in entrata è allineata alla piana in entrata ed è anche perfettamente in linea con il dente del coltello.

Pialle Manuali: Tradizione e Precisione

Le pialle manuali sono strumenti fondamentali per ogni falegname. Nel mondo anglosassone sono diffuse le pialle in metallo. Qui una pialla n. 4 che ha una trave di ferro di 50° corrisponde a una plough plane.

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Confronto tra Pialle: Legno Tradizionale vs. Metallica No. 4

Entrambe le pialle hanno fondamentalmente lo stesso scopo. Ferro e rompitruciolo: i due tipi di pialle hanno dimensioni simili e una larghezza del ferro di circa 45-50 mm. Entrambe hanno un rompitruciolo e sono adatte a pulire le superfici anche in situazioni un po' più difficili, ad esempio con legno a grana irregolare.

Confronto Dettagliato Pialla Tradizionale in Legno vs. Pialla Metallica No. 4
Caratteristica Pialla Tradizionale in Legno Pialla Metallica No. 4
Angolo di taglio Su piano di gesso ha solitamente un angolo di taglio di 50°. Ha una trave di ferro di 50°.
Regolazione del ferro Tutte le regolazioni vengono effettuate con colpi di martello più o meno delicati. Offre diverse opzioni meccaniche per la regolazione fine del ferro. L'avanzamento del ferro, e quindi lo spessore del truciolo, viene impostato tramite la regolazione fine del ferro sul retro del portaferro.
Bocca della pialla Non ha una bocca regolabile. Un'eccezione è la pialla per gesso che ha una bocca regolabile e, di solito, oltre al rompitruciolo, un'aletta metallica. Non ha una bocca regolabile. Il supporto in ferro (noto anche come frog) può essere spostato, ma l'operazione è complicata e rara.
Peso Tradizionale pialla in legno. Molto più pesante grazie alla solida scatola della pialla in metallo fuso.

Le Pialle dal Sol Levante: Maestria Giapponese

Anche con le pialle, i Giapponesi sono dei maestri. Esiste tutto un mondo di pialle di varie dimensioni e forme con cui è possibile fare davvero tante cose. È ben nota la loro abilità nel costruire ed utilizzare lame.

La Sicurezza nell'Uso degli Strumenti

È incredibilmente importante seguire sempre le norme di sicurezza. Utilizza sempre le cuffie di protezione degli utensili per evitare incidenti alle mani o altro. Comunque, anche se usi le protezioni, non indossare mai braccialetti, sciarpe, collanine, guanti o altri oggetti "penzolanti" che potrebbero infilarsi nel rullo.

Incastri perfetti con la pialla Router Plane | Utensili Falegnameria Manuale

L'Affilatura Perfetta: Chiave per Superfici Impeccabili

La nitidezza è un prerequisito fondamentale per ottenere buoni risultati. Solo una pialla con un ferro affilato può produrre una superficie pulita, lasciando solo pochi segni di pialla appena visibili e senza strappi. Il prerequisito fondamentale per ottenere buoni risultati è una pialla perfettamente affilata. Per affilarle è possibile farlo manualmente utilizzando le pietre.

Metodi e Tecniche di Affilatura

Anzitutto, perché trattare in un unico articolo l’affilatura degli scalpelli e dei ferri pialla? Perché la procedura è pressoché identica, se escludiamo l’angolo di affilatura del tagliente della lama. Esistono nella pratica molti sistemi di affilatura. Si può affilare con la mola a secco o ad acqua (soprattutto per interventi gravosi di ripristino del tagliente e quando questo risulta molto danneggiato), con la carta abrasiva (il sistema c.d. scary sharp) o con l’impiego di pietre ad acqua, ad olio o diamantate. Avendoli provati un po' tutti sono arrivato alla conclusione che per me il miglior metodo di affilatura, quello che rappresenta il miglior compromesso, fosse quello a mano libera sulle pietre diamantate che poi è il metodo che insegna l’artigiano Paul Sellers.

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La Procedura di Affilatura a Mano Libera con Pietre Diamantate

Cercherò di spiegare quindi, nel modo più chiaro e sintetico possibile, come procedo per l’affilatura degli scalpelli e delle lame delle pialle. Il procedimento di affilatura in sintesi:

  1. Preparazione delle Pietre: Su un supporto di legno opportunamente sagomato ho inserito tre pietre diamantate di diverse grane. Una pietra a grana grossa (250 grit), una pietra a grana intermedia (600 grit) ed una pietra a grana fine (1200 grit). Bloccato il supporto nella morsa del banco lubrifico le tre pietre con un paio di spruzzate di semplice detersivo spray per vetri.
  2. Affilatura del Bisello: Partire dall'estremità del coltello. Impugno con la mano dominante il ferro pialla o lo scalpello e con le due dita (indice e medio) dell’altra mano tengo premuto e ben aderente alla pietra il bisello della lama (il bisello è la parte smussata della lama) ad un’angolatura di 25 gradi (tra 25 e 30 gradi per gli scalpelli). Partendo da un’inclinazione di circa 30 gradi con un movimento avanti ed indietro e la lama tenuta leggermente in diagonale rispetto alla direzione di movimento faccio scivolare il bisello sulla pietra avendo cura che solo nella fase terminale del movimento di spinta in avanti il tagliente si stacchi un pochettino dal supporto abrasivo. Procedo sulla pietra a grana grossa fino a quando non si sarà formata su tutta la lunghezza del tagliente una uniforme e continua bava metallica (ricciolo o filo). Per i ferri pialla ogni tanto alzo gli angoli per arrotondarli leggermente.
  3. Passaggio alle Grane Successive: Quando ho ottenuto la bava passo alla pietra di grana intermedia per rimuovere i graffi lasciati dalla pietra precedente. Successivamente passo alla pietra ancora più fine per rimuovere i graffi lasciati dalla pietra a grana media.
  4. Rimozione della Bava e Lappatura Finale: Per finire, con il dorso della lama rivolto verso il basso, faccio una piccolissima passata a ritroso sulla pietra a grana più fine solo sulla parte dove si è formata la bava metallica al fine di rimuoverla e poter passare poi alla lucidatura (lappatura) del tagliente. Per farla, rimuovo il supporto delle tre pietre ed inserisco nella morsa un pezzo di legno con sopra incollata una striscia di pelle sulla quale ho applicato una pasta abrasiva a 10000 grit. Con un movimento a tirare e con il bisello sempre alla stessa inclinazione e sempre rivolto verso il basso faccio dalle 20 alle 30 passate.

In questo articolo invece vorrei parlare dell’affilatura degli scalpelli e delle lame delle pialle. Qui l'angolo di inclinazione deve essere all'incirca di 30°. Il bevel (o smusso) secondario è un secondo grado di affilatura del tagliente che va ad aggiungersi al bevel (smusso o tagliente) primario. Quando si affila la lama di una pialla l’angolo di affilatura è di norma di 25 gradi. Una volta ottenuto questo grado di affilatura spesso si è soliti aggiungere un secondo smusso (bevel secondario) affilato a 30 gradi (ma è sufficiente aggiungere un paio di gradi). Lo si ottiene di solito passando il bisello solo sulle pietre fini ed extrafini. Il bevel secondario favorisce l’azione di piallatura ed è molto usato in falegnameria. Usando il metodo di Paul Sellers a mano libera invece il bevel secondario diventa un tutt’uno con il primario ottenendo di fatto una leggerissima curvatura del bisello che varierà quindi dai 25 ai 30 gradi di inclinazione.

Il tempo da dedicare all’affilatura del tagliente dipenderà dallo stato e dalla qualità della pietra e dalle condizioni in cui si trovava la lama prima dell’affilatura. Il ruolo della pietra a grana grossa è quello di formare il ricciolo. Fino a quando non avremo ottenuto questo risultato uniforme e per tutta la lunghezza del tagliente non potremo passare alla pietra successiva di grana intermedia. La bava metallica è visibile ad occhio nudo e la si sente passando leggermente il polpastrello sul retro della lama.

Le Pietre Diamantate: Un Investimento per l'Eccellenza

Le pietre diamantate sono costose, sicuramente più costose delle pietre ad acqua e ad olio e della carta abrasiva. A fronte di un investimento non indifferente godremo però di molti vantaggi. Tra questi la velocità di affilatura, l’alta capacità di abrasione, la tendenza a rimanere piatte molto a lungo (anche se comunque non sono eterne) ed il fatto di sporcare molto poco. Inoltre non necessitano di ulteriori pietre di rettifica come succede per le pietre ad olio e ad acqua che tendono a consumarsi più velocemente. Quelle che possiedo io sono della Eze Lap e le ho acquistate su Amazon.com qualche anno fa. Il mio consiglio quindi è di non scendere sotto questa misura di 203 mm X 76 mm. Tra le pietre diamantate le Eze Lap non sono sicuramente le migliori (le Dmt e le Atoma sono di qualità superiore, ad esempio) ma hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. La pietra a grana grossa è quella che costa di più tra le tre che possiedo ed è anche quella che tende a consumarsi più velocemente visto che è la più sfruttata, per il semplice fatto di essere utilizzata per far comparire la bava sul tagliente. La pietra a grana grossa (coarse) che possiedo ha 250 grit ma ne esistono anche a grana più grossa (extra coarse) e costano un po' di più. La seconda pietra che utilizzo è a grana intermedia (grana fine a 600 grit) ed è forse quella sulla quale faccio meno passate. Assieme alle pietre extra fine costano meno della pietra precedente. Come pietra a grana intermedia si può usare anche un pietra a grana 400. L’ultima pietra che utilizzo è quella extra fine (a 1200 grit).

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Il consiglio che posso dare è di dotarsi di un supporto per le pietre come quello che mi sono autocostruito. È semplice da farsi, comodo da utilizzarsi (si blocca nella morsa del banco) e mantiene stabili ed al sicuro le pietre. È buona norma, se si utilizza il lubrificante spray, rimuovere con uno straccio, alla fine del processo di affilatura, il liquido rimasto sulle pietre.

Affilatura con Guida o a Mano Libera: Qual è il Metodo Migliore?

In realtà è un falso problema perché entrambi i metodi sono assolutamente validi ed identici nei movimenti da eseguire. La differenza è esclusivamente nel montare la lama sul supporto. Potremmo dire che l’affilatura con la guida è preferibile quando siamo dei principianti o non si ha ancora piena padronanza dell’affilatura. La guida supplisce a queste carenze in quanto permette di mantenere la posizione della lama da affilare all’ esatta inclinazione desiderata e di mantenerla per tutta la durata dell’affilatura, essendo questo il problema maggiore quando si deve affilare uno scalpello o la lama di una pialla. L’uso della guida risulta molto utile anche quando dobbiamo riprendere taglienti molto danneggiati o storti. Per contro trovo che il dover montare le lame sulla guida interrompa il ritmo di lavoro e si perda comunque del tempo per il corretto settaggio dell’inclinazione. La guida che ho utilizzato per tanto tempo con soddisfazione era una stanley 0 14 050. È venduta in un kit comprensivo di pietra per affilatura (di qualità alquanto scadente) e relativo liquido lubrificante. Se vogliamo andare sul vintage si può cercare su Ebay la storica guida Eclipse n.36. È sicuramente più veloce e secondo me anche più efficace grazie alla possibilità di poter esercitare una maggiore pressione sulla lama nella zona vicino al tagliente ed in generale fornisce una maggiore consapevolezza durante l’affilatura. Bisogna però sempre prestare particolare attenzione all’inclinazione della lama che, non potendo usufruire dell’assistenza della guida, potrebbe condurre a non mantenere perfettamente il grado di affilatura desiderato. In questo caso il pericolo di rovinare il tagliente e farlo venire storto è sempre dietro l’angolo. Il consiglio quindi è di iniziare con la guida e poi impratichirsi con l’affilatura a mano libera su qualche scalpello economico o qualche lama di pialla di poco valore.

Verifica del Risultato: Capire se il Tagliente è Perfetto

Per capire se abbiamo ottenuto un buon tagliente esistono alcuni metodi empirici. Il primo è visivo. Se la lama è ben affilata il tagliente non dovrebbe riflettere la luce. Se alla luce di una lampada o con l’ausilio di una torcia la luce viene riflessa ciò significa che esiste una superficie riflettente e quindi uno spessore sul tagliente che non dovrebbe esserci. Infatti l’incontro tra il dorso della lama ed il bisello dovrebbe essere tale che lo spessore del tagliente formatosi tra le due superfici sia praticamente inesistente e quindi invisibile. Una pratica utilizzata è anche quella di passare il tagliente su un foglio di carta. Il tagliente dovrebbe essere in grado di ricavare curve nella carta con estrema facilità. Un’altra prova è quella di provare la lama provando a rasarsi i peli del braccio. Un metodo un po' rustico ma di sicuro effetto visivo! Qualunque sia il metodo scelto, il miglior modo per vedere se una lama è affilata rimane comunque quello di metterla al lavoro e vedere come si comporta sul legno.

Regolazione Fine della Pialla Manuale per Risultati Impeccabili

I seguenti suggerimenti sono utili per entrambi i tipi di pialla.

La Posizione del Rompitruciolo

Il rompitruciolo (noto anche come aletta sulle pialle per legno) si trova sopra il ferro della pialla e di solito è fissato con una sola vite. Verificare innanzitutto che la parte anteriore del rompitruciolo sia ben appoggiata sul lato a specchio del ferro da stiro. I trucioli possono rimanere incastrati nello spazio tra il rompitruciolo e il ferro e intasare la pialla durante il lavoro. Per garantire che il rompitruciolo possa svolgere il suo lavoro, dovrebbe trovarsi parallelamente al tagliente per un massimo di 0,5-1 mm (o più vicino se l'asportazione del truciolo è più sottile). Posizionare sempre il rompitruciolo leggermente indietro sulla barra della pialla e spingerlo con cautela in avanti in modo che non tocchi o danneggi il tagliente.

Impostazione dello Spessore del Truciolo

Molti falegnami impostano lo spessore del truciolo direttamente sul pezzo. Lo scopo della piallatura è raddrizzare una superficie irregolare. Non è possibile produrre un truciolo continuo su una superficie irregolare a meno che non sia molto spesso. Tuttavia, i trucioli spessi danno luogo a superfici ruvide e antiestetiche. Per regolare lo spessore del truciolo, invece, utilizzare un pezzo di legno relativamente corto e stretto.

Controllo della Posizione Laterale

Guidare ora il blocco a destra e a sinistra lungo i bordi esterni del tagliente e verificare se il ferro della pialla sporge uniformemente su tutta la larghezza della suola della pialla. Se necessario, correggere la posizione laterale - nel caso della n. 4.

L'Ultima Regolazione in Avanti

È importante che l'ultima regolazione prima della piallatura sia effettuata con una pressione in avanti. Con la n. 4, ciò avviene ruotando la vite di regolazione fine del ferro verso destra, con la pialla per legno dando un leggero colpetto al cuneo.

Sottile Anziché Spesso: La Regola d'Oro dei Trucioli

A parte la sgrossatura con il banco di sgrossatura, i trucioli più sottili offrono sempre un risultato di piallatura migliore, anche se quelli più spessi rimuovono molto materiale più rapidamente. Con i trucioli spessi c'è sempre il rischio di strappi profondi, che possono essere rimossi solo in seguito con una notevole manodopera e un'ulteriore asportazione di materiale. È quindi meglio rimuovere molti trucioli sottili piuttosto che uno troppo spesso.

La Cera per Far Scivolare la Pialla

A volte una pialla non scivola dolcemente sul legno nonostante l'asportazione dei trucioli sia stata regolata con precisione. Ciò può essere dovuto a una piastra sporca. Tuttavia, le resine e gli oli presenti nel legno di solito causano una maggiore resistenza. Si può rimediare con paraffina o cera per piallare (la cera d'api non è adatta!). Spalmate di tanto in tanto la suola della pialla con un po' di cera e la vostra pialla "galleggerà" sulla superficie del legno come se fosse da sola. Potete utilizzare questi 6 passaggi anche per regolare con precisione altri tipi di pialle. Tutte le pialle in metallo con il cosiddetto "sistema Bedrock" hanno una struttura simile. Anche alcune pialle per legno hanno opzioni di regolazione meccanica simili, ad esempio la pialla per gesso Primus Reform di E.C.E. La struttura di una pialla No. 4.

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