Massello: Un Comune Alpino tra Storia e Natura nella Val Germanasca

Massello è un piccolo comune montano situato in una zona ricca di storia e paesaggi naturali mozzafiato. Per comprendere appieno dove si trova e quali caratteristiche lo contraddistinguono, è essenziale esplorare la sua geografia, la sua storia e le sue peculiarità amministrative ed economiche.

Dati Geografici e Posizione

Massello occupa la parte nord occidentale della Val Germanasca o di S. Martino, un'area alpina del Piemonte. La Casa Comunale è situata a un'altitudine che ne definisce la posizione montana. La misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la Casa Comunale offre un riferimento preciso.

Le quote minima e massima del territorio comunale sono state elaborate dall'Istat sul modello digitale del terreno (DEM) e dai dati provenienti dall'ultima rilevazione censuaria, fornendo un quadro dettagliato dell'orografia. Le sue coordinate geografiche sono:

  • Latitudine: 44° 57' 34,92'' N (44,9597° N)
  • Longitudine: 7° 3' 28,08'' E (7,0578° E)

Le coordinate geografiche sono espresse in latitudine Nord (distanza angolare dall'equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est). I valori numerici sono riportati utilizzando sia il sistema sessagesimale DMS (Degree, Minute, Second), che il sistema decimale DD (Decimal Degree).

Sul vallone principale di Massello si aprono tre valloni laterali, che ne caratterizzano il paesaggio: sulla destra idrografica, nei pressi di Balziglia, si trova il vallone di Ghinivert; sulla sinistra, tra le borgate del Gros e del Piccolo Passet, si estende il vallone del Rabiur; e quello di Culmian è situato tra le borgate Reynaud e Roberso.

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Comuni Vicini e Confinanti

Massello è circondato da numerosi altri comuni montani, con i quali condivide le caratteristiche territoriali e storiche. Le distanze sono calcolate in linea d'aria dal centro urbano. Ecco un elenco dei comuni limitrofi, con i confinanti evidenziati in grassetto:

Anello della Valle dei Musi/ Passo Tanamea / Plan dei Ciclamini /Agriturismo La AleGra

Comune Distanza (km)
Salza di Pinerolo 2,1
Perrero 5,0
Roure 7,6
Prali 7,7
Fenestrelle 8,6
Pomaretto 10,0
Usseaux 10,3
Perosa Argentina 10,6
Pragelato 10,9
Pramollo 12,0
Inverso Pinasca 12,8
Pinasca 13,7
Sestriere 14,1
San Germano Chisone 15,5
Sauze di Cesana 15,7
Villar Perosa 15,8
Sauze d'Oulx 17,3
Bobbio Pellice 17,4
Meana di Susa 18,2
Mattie 18,3

Economia Locale: Tradizione e Cambiamento

Come per altri comuni montani della Val Germanasca, l’economia di Massello è (più propriamente era) basata su pastorizia e agricoltura. Segale, patate e fieno sono i prodotti principalmente ricavati dal lavoro della terra, elementi fondamentali per la sussistenza della comunità locale. Burro, tome e seirass sono invece i prodotti ricavati dalla lavorazione del latte, testimoniando una ricca tradizione casearia.

Integravano un’economia di sussistenza le attività minerarie dirette all’estrazione del talco e (molto anticamente) della pirite (miniere del Beth) ormai scomparse, segni di un passato industriale che ha contribuito a plasmare il territorio e la vita dei suoi abitanti.

Massello nella Storia Valdese: L'Eroica Resistenza di Balziglia

Massello ha un ruolo di primo piano nella storia valdese, essendo stato teatro di eventi memorabili. È in queste circostanze, fra le più tragiche della storia valdese, che Massello vede scritto il suo nome nel libro della storia, come personificazione, si può dire, dell’eroico spirito di resistenza, di coraggio, e di fede di tutto il popolo valdese. Dopo la revoca dell’editto di Nantes, il re di Francia, alleato con il duca Vittorio Amedeo II, decise di cacciare i valdesi dalle loro valli.

Nell’ottobre 1689, all’avvicinarsi dell’inverno, un gruppo di poco più di trecento individui trovò rifugio sull’altura rocciosa sovrastante Balziglia, detta Castello. Contro questi ultimi ostinati della fede e della patria, riparati sui contrafforti dirupati che sovrastano Balziglia, si portò personalmente, con 2000 uomini, il Catinat assalendoli da tre lati contemporaneamente. Cercò per tutto il 3 maggio, invano, di farla finita con quegli intrepidi rifugiati “su una montagna detta per sua fortezza il Castello”. Tale massacrante lavoro era alternato coi servizi di guardia e con scorrerie in val Queyras e nel Delfinato, per procurarsi gli indispensabili rifornimenti, in vista dell’inverno che giungeva precoce.

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Il 29 aprile del 1690, il futuro maresciallo di Francia, Catinat, pratico, come s’è visto, dei luoghi e fiducioso in una facile vittoria, mosse da Pinerolo per Balziglia. Ma la pioggia ed una fitta nebbia che avvolgeva il Pelvu, lo costrinse a tornare indietro e a rimandare la sua vendetta a tempo più propizio. Perciò il Catinat, per salvare la sua reputazione, riprese per la seconda volta la strada di Balziglia, per farla finita con quegli ostinati. Rimasto due giorni sui luoghi, riuscì a sorprendere dall’alto quel manipolo di prodi e ad assalire ad ogni lato la posizione difesa dai valdesi, che rimasero senza via di scampo. E furono tutti massacrati: uomini, donne e fanciulli, in numero di circa 60. Uno solo fu fatto prigioniero e venne impiccato per ordine del Catinat. Tutto era dunque finito.

Quattro anni dopo, Massello è di nuovo al centro di memorabili avvenimenti guerrieri, i cui particolari si possono leggere nella “Glorieuse Rentrée” dell’Arnaud. È l’evento più eroico della storia valdese ed uno dei più noti. Rientrati nelle loro valli dopo due anni di esilio in terra svizzera, i valdesi si videro di nuovo attaccati dalle truppe ducali e francesi sia in Val Pellice sia nella valle di San Martino.

Dopo questo insuccesso, ritiratosi a Pinerolo, il Catinat lasciò al De Feuquières il compito di annientare “quella canaglia”. Ed il 22 maggio, quando tutto fu pronto, i 5 cannoni cominciarono a tirare assieme alle spingarde, ai falconetti e agli archibugi dei 4000 e più francesi. Il De Feuquières inebriato dal successo, anticipando gli eventi, scriveva la sera stessa: “… le roi est maistre de tous les retranchements de cette canaille”, come già l’aveva dispettosamente chiamata anche il Catinat.

L’assedio dei valdesi sui monti di Balziglia è stato sempre considerato come un evento di straordinaria importanza politica e di insuperabile gloria militare. Che un pugno di meno di 450 uomini abbia potuto resistere nel cuore dell’inverno, al di sopra dei 1500 metri, in un paese completamente distrutto e bloccato da ogni lato dai nemici, e fuggire con poche perdite ad un duplice attacco da parte di truppe fra le più agguerrite e meglio armate d’Europa (truppe più che decuple e guidate dai migliori generali della Francia), è sempre stato giudicato come un fatto eccezionale e degno di gloria imperitura.

Le vicende successive concernenti il Comune di Massello sono sì importanti ma possono essere approfondite attraverso la lettura dei due agili testi da dove abbiamo tratto (pressoché copiato) questa sintesi e cioè: T.G. Pons, Massello, Claudiana, 1958 e T.G. Peyrot, La Gloriosa Rimpatriata, Claudiana, 1959. Ci limiteremo a ricordare, per quanto riguarda Massello nel XVIII sec., le vicende legate all'assetto territoriale e amministrativo. Dopo la concessione dei diritti civili ai valdesi, con le Patenti di Grazia da parte di Carlo Alberto nel 1848, i massellini parteciparono con gli altri italiani alle vicende della patria comune.

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Amministrazione e Servizi

Il comune di Massello ha un sindaco eletto, attualmente Enrico Boetto, e una propria amministrazione comunale con attuali organi di governo. Maggiori informazioni sono disponibili nell'archivio storico delle elezioni comunali di Massello e nell'Amministrazione comunale.

Per i residenti e i visitatori, sono disponibili diversi servizi utili, come la possibilità di calcolare il Codice Fiscale di una persona nata a Massello o di cercare le località con CAP 10060 ed i comuni con prefisso 0121. Un elenco completo dei CAP, prefissi, centralini e sindaci dei comuni della città metropolitana di Torino può fornire ulteriori informazioni pratiche.

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