La falce è economica, silenziosa, ecologica e altrettanto efficace, se non di più, rispetto ai tagliaerba o alle decespugliatrici... ma il suo utilizzo richiede una vera abilità per usarla correttamente e senza sforzo. La falciatura a mano si pratica ancora sui prati di montagna in forte pendio o di piccole dimensioni, ma non manca chi mette in soffitta il decespugliatore e, per tenere pulito il terreno intorno alla baita, riscopre la ranza del nonno. Oggi, la cultura della falciatura a mano rinasce ed è vissuta come un modo per affermare l'attaccamento ai valori del mondo rurale. Costruire e regolare un manico in legno (chiamato anche braccio di lancio) con le proprie mani è il modo migliore per riappropriarsi di questa antica tecnica.
La scelta del legno per il manico
Per realizzare un manico resistente e bilanciato, è fondamentale selezionare l'essenza legnosa più adatta. In molte tradizioni si usa il frassino o altri legni duri. Ci sono anche altri legni che si possono usare con ottimi risultati:
- Frassino: il legno duro tradizionale, flessibile e molto resistente alle sollecitazioni.
- Faggio: ottimo legno per la costruzione di manici robusti.
- Acacia: fa tronchi dritti, cresce praticamente ovunque e si trova in grandi quantità.
- Rovere: robusto e solido, ideale per attrezzi che devono durare nel tempo.
- Nocciolo: apprezzato soprattutto per la sua leggerezza, viene tradizionalmente impiegato per i manici dei rastrelli da fieno.
- Ulivo: legno compatto e duro, molto bello esteticamente ma che richiede attenzione in fase di asciugatura per evitare spaccature.
Preparazione e stagionatura del legno
Una volta scelto il pezzo di legno ideale per il vostro progetto fai da te, il primo e fondamentale passo è la stagionatura. È consigliabile lasciarlo seccare per diversi mesi o un annetto a seconda di quanto è grande il pezzo prima di lavorarlo. Il legno verde, asciugandosi, si restringe e quindi col tempo si allenterà negli incastri, rendendo la falce inutilizzabile.
Se decidete di utilizzare legni che tendono a fessurarsi facilmente, come l'ulivo, ricordate che durante l'asciugatura si spacca facilmente. Per prevenire questo inconveniente, togliete tutta la corteccia e non lasciate asciugare il pezzo all'esterno esposto direttamente agli agenti atmosferici.
Dimensionamento e regolazione del manico
Per poter falciare in modo efficace ed ergonomico, è necessario scegliere un braccio di lancio adatto alla propria altezza e regolare i due manici in base alle proprie proporzioni. Una volta posizionato, il braccio da lancio (con la lama della falce montata) deve arrivare da terra fino a circa il mento.
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Con i bracci da lancio della falce di alta qualità, è possibile impostare le due impugnature (o manopole) nella posizione che si preferisce:
- Impugnatura anteriore: va montata all'altezza dell'osso dell'anca del falciatore.
- Impugnatura posteriore: è orientata rispetto a quella anteriore ed è montata a una distanza che corrisponde all'avambraccio con la mano tesa più circa 10 cm.
Anche la posizione stessa delle manopole ha una valenza culturale e geografica. In Lombardia e nell'area lombardofona, la manopola a metà manico si tiene rivolta nella direzione della lama, opposta a quella in cima al manico. Scendendo lungo la penisola italiana, l'uso della falce fienaia era storicamente meno diffuso e gli attrezzi potevano presentarsi più corti e privi di manopole.
Battitura della falce fienaia - Per non dimenticare
Montaggio e regolazione della lama
L'accoppiamento tra il manico in legno e la lama in acciaio determina la qualità del taglio. Per regolare l'inclinazione della lama rispetto al manico, si può utilizzare un trucco tradizionale tramandato dai vecchi contadini:
Si prende uno spago e, partendo dalla manopola, si raggiunge la "barba" (la base interna della lama); questa lunghezza misurata deve essere uguale a quella che va dalla manopola alla punta della lama. In questo modo, la lama descriverà un arco di cerchio perfetto il cui centro è l'impugnatura stessa.
Questa impostazione è ideale per falciare la maggior parte dei prati. Tuttavia, l'angolo può essere personalizzato a seconda delle necessità: un angolo più ottuso aumenta la quantità d'erba che la falce acchiappa a ogni passata, mentre un angolo più acuto la diminuisce, rendendo lo sforzo minore in caso di erba molto fitta o dura.
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Manutenzione e affilatura della falce
Un manico perfetto non è sufficiente se la lama non è curata. Il filo della lama va regolarizzato e appianato durante la falciatura battendolo con piccoli colpi che interessano un lato alla volta. Questa operazione di battitura richiede molta pratica per essere eseguita correttamente. Si utilizza un'apposita incudine battifalce da conficcare nel terreno o in un ceppo di legno. La superficie di battitura deve essere limitata a soli 2 mm dall'orlo della lama per risultare davvero efficace.
Durante il lavoro sul campo, per mantenere il filo tagliente, si passa regolarmente la pietra cote naturale o in carburo di silicio, che deve essere costantemente bagnata tenendola all'interno di un porta cote appeso alla cintura del falciatore.
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