La decisione di costruire e abitare una casa in legno è solitamente figlia di valutazioni molto attente e analisi approfondite. La casa in legno è un edificio a tutti gli effetti e pertanto necessita di un terreno edificabile sul quale essere costruita, proprio come per l’edilizia tradizionale. Una casa in legno, dunque, non può essere costruita liberamente su un qualsiasi terreno.
Per realizzarla, è necessario ottenere il Permesso di Costruire dal Comune in cui si trova il terreno. In poche parole, per le case in legno, sia che siano realizzate su misura sia che siano case prefabbricate, sono necessarie le medesime autorizzazioni richieste per le case in muratura, perché rientrano tutte nel concetto di “nuova costruzione” definito nel provvedimento legislativo che regola questa materia, il Testo Unico in Materia Edilizia. All’articolo 3 di tale provvedimento, infatti, è chiarito che rientra nel concetto di nuova costruzione, e quindi necessita di autorizzazioni pubbliche, anche “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”.
Le diverse zone territoriali e l'indice di edificabilità
Il territorio comunale, per mezzo del Piano Regolatore Generale o dell’analogo strumento urbanistico vigente, è suddiviso in Zone Territoriali Omogenee (ZTO), che definiscono la tipologia di terreno e i vari permessi. Per ogni zona è infatti fissato un indice di fabbricabilità, ovvero un rapporto tra il volume dell’edificio che si può costruire e la superficie del terreno.
- Zona A: comprende agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale.
- Zona B: comprende le aree del territorio comunale che sono solo in parte edificate.
- Zona C: si tratta delle aree del territorio destinate a nuova edificazione.
- Zona D: zona destinata agli insediamenti produttivi, industriali o artigianali.
- Zona E: qui il territorio è destinato alla produzione agricola, alla coltivazione di prodotti alimentari.
l'Urbanistica spiegata facile ...(almeno spero)
Costruire una casa in legno su terreno agricolo
È opinione comune che in zona agricola non si possa assolutamente costruire una casa ma questo non corrisponde completamente al vero, in quanto l’attività edificatoria non è del tutto vietata ma è consentita solo entro limiti particolarmente ristretti. Per poter edificare una costruzione sopra un terreno agricolo è necessario, innanzitutto, rivestire la qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.
Costruire su terreno agricolo, una casa prefabbricata in legno o in qualsiasi altro materiale, ha le stesse limitazioni previste per un edificio tradizionale, in cemento o in muratura. Oltre al requisito professionale bisogna però rispettare anche il cosiddetto indice di edificabilità. Le norme che regolano la costruzione di edifici sono davvero molteplici e molto diverse sia in base alla regione che al comune in cui ci si trova a muoversi.
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| Requisito | Descrizione |
|---|---|
| Qualifica richiesta | Coltivatore diretto o Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) |
| Vincolo di zona | Terreno classificato come Zona E nel piano regolatore |
| Limiti edificatori | Indice di fabbricabilità definito dal Comune |
Edilizia libera e piccole strutture amovibili
La legislazione in questo ambito è delegata dallo Stato ai Comuni quindi è possibile che ogni comune abbia introdotto limitazioni diverse. Generalmente, per le casette da giardino di piccole dimensioni, non è necessario ottenere permessi edilizi, a patto che siano strutture amovibili e che non richiedano un basamento in cemento. Il Glossario dell’Edilizia Libera del 2018 elenca con precisione gli interventi eseguibili senza particolari restrizioni, specificando che strutture non stabilmente ancorate al suolo, come piccoli ripostigli e manufatti amovibili, rientrano tra le costruzioni consentite senza autorizzazione.
Per installare una casetta su un terreno non edificabile, la struttura deve essere amovibile e non collegata alle reti di servizi pubblici (acqua, gas, elettricità). È sempre consigliabile contattare l’ufficio tecnico locale per verificare eventuali vincoli o restrizioni, poiché i Comuni hanno facoltà di introdurre vincoli più severi e le disposizioni possono variare.
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