L'Arte dell'Impiallacciatura: Trasformare il Legno con Eleganza e Funzionalità

Sicuramente avrete sentito parlare almeno una volta di impiallacciatura o di mobili impiallacciati. L’impiallacciatura è un’operazione raffinata che serve a impreziosire legni che, per loro natura, hanno buone performance ma sono poco belli esteticamente. Volete dare risalto a una superficie liscia o valorizzare un pannello economico? Con l'impiallacciatura di legni pregiati potete dare ai vostri pezzi l'aspetto che desiderate.

Con il termine impiallacciatura si intende quella particolare tecnica di lavorazione per la quale un legno non pregiato viene ricoperto di un sottilissimo strato di legno che viene chiamato piallaccio o tranciato. Appare chiaro, quindi, che con questa soluzione è possibile ridare nuova vita a mobili e arredi. Il concetto che non deve mai essere ignorato quando si parla di impiallacciatura è la natura lignea del rivestimento. L’impiallacciatura avviene solo ed esclusivamente utilizzando il legno. Se l’elemento non è in legno, non può essere definito impiallacciato.

Per piallaccio solitamente viene utilizzato del legno pregiato come può essere il noce, il rovere ma anche il mogano o il ciliegio, così da conferire a tutto il pannello l’aspetto di elemento in vero legno massello. L’impiallacciatura è uno dei processi più interessanti che riguardano la lavorazione professionale del legno, permettendo di riammodernare e rivalutare delle superfici di basso pregio. Però l'impiallacciatura non è un processo semplice.

Breve Storia dell'Impiallacciatura

L’impiallacciatura è una tecnica molto antica. Veniva già utilizzata durante il Rinascimento quando i mobili in massello di legno di scarto venivano poi ricoperti di legno nobile per renderli più preziosi. La tecnica, con alcune evoluzioni, si è tramandata fino ai giorni nostri ma in base alla tipologia di incollaggio è possibile valutare la data reale di fabbricazione del mobile.

Nel Seicento e nel Settecento il legno veniva segato in piallacci di spessore variabile dai 3 ai 6 mm, con mezzi piuttosto primitivi che comportavano grande spreco di materiale: un'illustrazione del libro Art du Menusier (1772) di Jacob-André Roubo mostra due tagliatori di piallacci al lavoro con una sega a telaio rettangolare. Prima di essere utilizzato, un foglio di impiallacciatura veniva immerso nell'acqua per parecchie ore e quindi veniva pressato tra due pannelli all'interno dei quali era protetto con della carta; dopo due o tre giorni il foglio era pronto: asciutto e piatto.

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Tipi di Piallaccio: Caratteristiche e Produzione

Stiamo parlando di una metodologia che si avvale di fogli (noti come piallacci) per il rivestimento che nasce sempre dalla tranciatura di un tronco. Vale a dire una tecnica che può avvenire lungo l’asse centrale oppure con la rotazione continua di una lama. Le impiallacciature sono disponibili in diversi spessori e qualità. Dalla tranciatura di un tronco derivano le lamine che rivestono le superfici e che prendono il nome di fogli per impiallacciatura, piallacci o radiche.

La produzione del tranciato attualmente viene realizzata attraverso l’utilizzo di impianti automatizzati, attrezzati con enormi lame estremamente affilate. Il tronco che costituirà il piallaccio viene selezionato in fogli sottilissimi che vengono in seguito incollati sui vari tipi di pannelli. Questo permette al legno di acquisire una certa elasticità che permette anche la lavorazione di oggetti ricurvi.

Esistono diverse tecniche di produzione dei piallacci:

  • Piallaccio Segato

    Le impiallacciature più spesse e costose sono le cosiddette impiallacciature segate. Hanno uno spessore di circa 3-5 millimetri e sono utilizzate per superfici pesanti come i pavimenti. I fogli di impiallacciatura vengono segati dal tronco. Sono possibili anche impiallacciature segate con uno spessore di 10 mm, ma la perdita di materiale è enorme.

  • Piallaccio Affettato (a Fette)

    Le impiallacciature a fette sono utilizzate principalmente nella costruzione di mobili. Vengono tagliate con uno spessore da 1 a 3 millimetri dal tronco utilizzando coltelli larghi, simili a una pialla gigante. Di norma, il tronco viene fatto passare davanti all’affettatrice e ad ogni passaggio viene prodotto un foglio di impiallacciatura con uno spessore compreso tra 0,4 mm e 0,7 mm. In questo modo si ottengono impiallacciature con un bellissimo disegno delle venature.

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  • Piallaccio a Taglio Rotativo

    Le impiallacciature più favorevoli sono le impiallacciature a taglio rotativo. Possono essere utilizzate come impiallacciature intermedie e interne. Durante la loro produzione, il tronco viene girato su grandi coltelli e sfogliato dall'esterno verso l'interno. Dopo la cottura a vapore dei tronchi, il legno è abbastanza morbido da poter essere tagliato in strisce di impiallacciatura di spessore compreso tra 0,5 mm e 1,5 mm da una barra di taglio attorno al tronco rotante.

  • Produzione Staylog

    Simile all'impiallacciatura a fette, il tronco viene fissato a una speciale trave metallica e sfogliato eccentricamente con un movimento circolare. Questo metodo è utilizzato soprattutto per i tronchi più piccoli.

Ecco una tabella comparativa dei principali tipi di piallaccio:

Tipo di Piallaccio Spessore Tipico Metodo di Produzione Usi Principali Costo / Perdita Materiale
Segato 3-5 mm (fino a 10 mm) Segatura del tronco Superfici pesanti (es. pavimenti) Alto / Enorme
Affettato 0,4-3 mm Affettatura con coltelli larghi Costruzione di mobili Medio / Ridotta
Taglio Rotativo 0,5-1,5 mm Sfogliatura del tronco rotante Impiallacciature intermedie e interne Basso / Minima
Staylog Variabile Sfogliatura eccentrica di tronco fissato Tronchi più piccoli Specifico

Quando si effettua la selezione, assicurarsi di ottenere fogli di impiallacciatura consecutivi dallo stesso lotto. I tranciati di legno per impiallacciatura si trovano anche al dettaglio, in commercio esistono soluzioni differenti come i fogli di rovere ed ebano, palissandro, olmo, noce. Insomma, dipende molto dalle qualità richieste e dal gusto personale. Oggi in vendita - anche al dettaglio - trovi tranciati di legno per impiallacciatura di qualsiasi materiale.

Preparazione del Materiale di Supporto

Quasi tutti i materiali a base di legno, come il listellare, il multiplex, l'MDF e il legno massiccio, sono adatti come supporto per le impiallacciature. La superficie deve essere sempre liscia, piana e assorbente. Le superfici ruvide, come i pannelli OSB, devono essere livellate e levigate. In primo luogo bisogna ripulire la zona da trattare e renderla liscia, adatta alla fase di incollaggio. Bisogna, in buona sintesi, passare la carta vetrata e risolvere eventuali problemi tipo la presenza dei tarli. In questi casi può essere utile levigare il legno. Puoi lavorare con una levigatrice se si opera su grandi superfici. Per una buona presa dell’adesivo, dopo averla levigata correttamente, la superficie può essere ripassata con una pialla dotata di lama dentata per creare la rugosità necessaria.

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Iniziate a impiallacciare prima superfici più piccole, non è necessario che si tratti di un'intera anta di una porta o del piano di una scrivania. Tutti i materiali di base devono sempre essere impiallacciati su entrambi i lati, in modo che il pezzo non si deformi in seguito. Se un lato si trova all'interno della carcassa, è possibile utilizzare un'impiallacciatura interna più economica su questo lato. Quando si tagliano i pezzi a misura, assicurarsi che le impiallacciature vengano incollate in un secondo momento con il minor numero possibile di incastri, cioè attraverso la fibra di legno del supporto. Le impiallacciature e il supporto devono essere alla stessa temperatura e possibilmente conservati nella stessa stanza per almeno un giorno prima dell'impiallacciatura. Prima di applicare la colla, è necessario rimuovere accuratamente la polvere dal supporto.

Unire i Fogli di Impiallacciatura e Schemi di Disegno

Se abbiamo scelto i fogli sottili di piallaccio, privi di supporto, venduti con misure standard 250×40 cm, risulta evidente che, volendo impiallacciare superfici di una certa grandezza, dobbiamo unire fra loro più strisce di piallaccio. Per ottenere superfici più ampie e belle decorazioni, diversi fogli di impiallacciatura vengono uniti e messi insieme. A seconda del tipo di legno, per l'unione si può utilizzare un semplice coltello da taglio o una sega per impiallacciatura. Un listello di legno duro dritto funge da guida. Se si vuole lavorare in modo molto preciso, si possono bloccare i fogli di impiallacciatura tra due tavole e unire i bordi con una pialla (ad esempio con una fresa).

Le impiallacciature unite vengono temporaneamente incollate con uno speciale nastro adesivo per impiallacciature. I nastri adesivi per impiallacciatura sono fatti di carta e vengono inumiditi come francobolli per poter aderire. Sono piuttosto sottili e possono essere facilmente rimossi in seguito. Le giuntatrici a filo sono il sistema più semplice ed economico per l’unione di fogli di impiallacciatura tramite filo di colla termofusibile. I fogli di impiallacciatura da giuntare vengono inseriti nella macchina, che automaticamente li trascina e nello stesso tempo preme accostandoli leggermente. Il contemporaneo passaggio in una zona riscaldata attiva la reazione della colla procurando la giunzione dei fogli. La giunzione non è visibile in assenza di tracce di adesivo sulla superficie dell’impiallacciatura che possono trasparire sulla superficie del pannello finito. La gamma di giuntatrici a filo e a colla Casati Macchine offre macchinari per qualsiasi esigenza, dall’impresa artigiana alla grande industria e si contraddistinguono per la loro resistenza e solidità in grado di lavorare anche i materiali più rigidi e robusti.

Schemi di Disegno delle Venature

Ciò che rende davvero caratteristico l’impiallacciato, è la possibilità di creare simmetria delle venature del legno. Nell’Ottocento la bravura di un ebanista era data dalla capacità di creare dei veri e propri disegni partendo da quelle venature. Per unire i fogli si hanno a disposizione diverse opzioni di design. È possibile sfruttare le venature del legno per far apparire la superficie calma o più vivace. Esistono fondamentalmente quattro schemi di impiallacciatura: spostata, rovesciata, tornita e rovesciata/tornita.

Grade attenzione è posta alla sagomatura: tagliando il tronco con una sezione parallela si ottiene un tracciato fiammato; proponendo una linea perpendicolare (quindi tagliando il tronco in 4 parti uguali) il disegno sarà semi-fiammato. Allontanandoci come sezione effettuata dal centro del tronco, invece, avremo tracciati rigati. Tutto questo serve a scegliere come gestire l’estetica dell’impiallacciato.

La Scelta e l'Applicazione degli Adesivi

Insieme ai tranciati, devi procurarti una colla adeguata. Puoi scegliere tra colla vinilica e a contatto. La prima deve avere una pressione importante per portare a termine il lavoro, che può essere a caldo o a freddo. Per le piccole superfici è sufficiente una normale colla bianca. In linea di principio, quasi tutte le colle bianche sono adatte all'incollaggio dell'impiallacciatura, come Titebond Original. Di solito la colla può essere applicata anche con un pennello.

Per le aree più grandi, dove l'applicazione della colla richiede più tempo (ricordate che dovete impiallacciare entrambi i lati del pezzo), si consiglia una colla con un tempo aperto più lungo, ad esempio la colla per impiallacciatura. La colla speciale per impiallacciatura ha il vantaggio di avere un tempo aperto più lungo. La colla per impiallacciatura è una miscela pronta in polvere a base di urea e formaldeide. Durante la preparazione la temperatura dell‘acqua utilizzata non deve essere mai al di sotto dei 18°C, altrimenti la colla a base ureica perde la sua “elasticità”. La colla si ottiene mescolando acqua e polvere. Per evitare che si formino fessure, l‘umidità del legno non dovrebbe superare il 10%. Nel caso di legni con superfici assorbenti, preparare la miscela con una consistenza un po‘ maggiore.

Per applicare un foglio di piallaccio con la colla a contatto, se ne deve stendere uno strato sottile sul retro della superficie del rivestimento, usando una spatola d’acciaio larga con fitta dentatura. Le spatole dentate si sono dimostrate un'alternativa economica ai rulli di colla professionali per l'applicazione della colla su grandi superfici. Tuttavia, il tempo può essere ancora breve, soprattutto per le grandi superfici, quindi si consiglia di utilizzare un rullo per colla, che consente di applicare la colla su grandi superfici in pochi minuti.

Il Processo di Incollaggio e Pressatura

Quindi stendiamo la colla e mettiamo in posa il piallaccio. È molto facile che fra esso e la tavola vengano a formarsi delle bolle d’aria. La tecnica da utilizzare in questi casi è quella della sponda: usa un pezzo di legno per accompagnare il foglio sulla superficie in modo da evitare bolle d'aria. Se il piallaccio è privo di supporto, può essere prima bagnato con una spugnatura abbondante e poi incollato.

Quando entrambe le impiallacciature, quella esterna e quella interna, sono posizionate correttamente sul supporto, è possibile pressare il pezzo. Per evitare che le piastre di pressione si attacchino al pezzo, è possibile incerare le piastre o proteggerle con un foglio di alluminio. Per i pezzi piccoli, come i frontali dei cassetti, sono del tutto sufficienti due tavole sufficientemente grandi come piastre di pressione e due o tre morsetti a vite per la pressatura. Per pezzi un po' più grandi, si può facilmente costruire da soli una semplice pressa a vite.

Come applicare l'impiallacciatura fa da te con la colla a contatto! [Senza pressa a caldo o freddo]

È possibile rimuovere l'impiallacciatura dalla pressa dopo due o tre ore. Seguire sempre le istruzioni della colla scelta.

Rifinitura e Bordatura

Ad essiccazione avvenuta, possiamo togliere la carta adesiva (se usata per unire i fogli) con l’aiuto di un raschietto di plastica e di una spugna umida. Dopo l'incollaggio, tagliare con cura i bordi sporgenti dell'impiallacciatura con il tagliabordo, uno scalpello affilato o una sega fine. Tagliare sempre dall'esterno verso l'interno per evitare che le impiallacciature si strappino o si sfaldino. Le superfici vengono poi carteggiate con carta vetrata fine (almeno grana 120 o più fine).

Per completare il lavoro (quando ad esempio abbiamo impiallacciato la superficie di un tavolo o le antine di un pensile), dobbiamo rifinire anche i bordi. I rotoli per bordature, di varia altezza, si possono applicare a caldo, poiché possiedono una faccia preincollata che aderisce passandovi sopra un normale ferro da stiro.

Risoluzione dei Problemi Comuni nell'Impiallacciatura

Anche i più esperti possono incontrare difficoltà durante il processo di impiallacciatura. Ecco alcuni problemi comuni e le relative soluzioni:

  • Aree Allentate

    Aree allentate nell'impiallacciatura, riconoscibili picchiettando la superficie, possono essere causate da un'applicazione non uniforme della colla, da impurità o da rientranze nel materiale di supporto. Si può innanzitutto provare a stirare l'impiallacciatura con un ferro da stiro. La maggior parte delle colle bianche sono termoplastiche e diventano nuovamente liquide quando si applica il calore.

  • Bolle di Colla

    Le bolle di colla, o rigonfiamenti visibili nell'impiallacciatura, di solito sono causate da una quantità eccessiva di colla in un unico punto. Si può tagliare l'impiallacciatura nel senso della venatura e cercare di spremere la colla in eccesso quando è ancora liquida.

  • Penetrazione della Colla

    La penetrazione della colla è problematica quando si trattano superfici con mordenti e lacche. Di solito è causata da faccette a pori aperti o da una colla molto sottile. Il rischio di penetrazione della colla può essere ridotto addensando preventivamente la colla (ad es. con farina setacciata).

  • Distacco dell'Impiallacciatura

    Uno dei danni più frequenti che si verificano all’impiallacciatura è il distacco della superficie sottostante. Ciò può avvenire in prossimità del bordo del piano o del bordo di giunzione dei due fogli di piallaccio. Per rimuovere l’impiallacciatura, togliere una piccola porzione di rivestimento per vedere in che stato è il legno sottostante. Se il mobile è rimasto per qualche anno in una stanza umida, probabilmente non sarà necessario allentare il rivestimento. Al contrario, appoggiare un asciugamano umido sul rivestimento, lasciandolo a contatto con il mobile per 2/3 ore così che la colla sotto l’impiallacciatura si dissolva per effetto dell’acqua. A questo punto prendere uno scalpello (o una spatola) e, cercando di seguire le venature del legno, cominciare a raschiare in maniera costante con movimenti lunghi e fluidi partendo dai punti in cui l’impiallacciatura è già in parte staccata.

Impiallacciato vs. Laminato: Le Differenze

Spesso si tende a confondere l'impiallacciatura con il laminato, operazioni che hanno, come base di partenza, la possibilità di coprire una base di legno con dei fogli di materiale. Tuttavia, sono tecniche molto diverse.

  • Impiallacciato

    L’impiallacciatura (o lastronatura) ha come base l’uso di fogli sottilissimi di legno pregiato che raggiungono anche i decimi di millimetro e possono essere applicati su superfici curve o componendo dei disegni che variano come forma o cromatismi. Grazie all’impiallacciatura non rivestiamo un mobile con materiali che imitano il legno, sia laminati che nobilitati. L’impiallacciatura si effettua con un rivestimento qualitativamente superiore, ovvero vero legno.

  • Laminato

    Il laminato, invece, è molto differente perché consiste in un’operazione industriale in cui si posizionano dei fogli di carta con materiale termoindurente su un derivato del legno. Questi fogli non sono legno vero, ma stampe che imitano le venature o altri effetti.

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