L'impiallacciatura è una tecnica artigianale antica e raffinata, che permette di nobilitare la struttura di un mobile con fogli sottili di essenze pregiate. Il piallaccio, o impiallacciatura, è un foglio di legno sottile che riveste i mobili. L’idea di rivestire con essenze pregiate la struttura di un mobile costruito con legno di poco valore (pioppo o abete) è molto antica ma trova la sua massima espressione nel 700 in Francia. Alla corte del Re Sole i falegnami tagliavano sottili fogli di ebano pregiato e rivestivano i mobili.
L'Arte dell'Impiallacciatura e le Colle Tradizionali
A me risulta che la caravella sia la normale colla animale, quella sempre usata dai falegnami. E' eccellentissima la colla ottenuta dalla sola pelle degli animali, è trasparentissima e ha un grande potere adesivo, ma è difficile applicarla perché gelifica praticamente all'istante. Per i violini non viene usata alcuna tecnica di impiallacciatura, quindi io uso la colla da falegname o caravella diluita circa 2:1. La concentrazione della colla per l'impiallacciatura dipende dalla colla medesima, essendo una sostanza eminentemente naturale, essa varia parecchio da luogo a luogo. Comunque una diluizione con 5 parti d'acqua dovrebbe essere un buono spunto per cominciare. La diluizione: il problema della colla è proprio quello, che se la diluisci troppo, l'incollaggio va a farsi benedire. Importantissima è la temperatura a cui si opera; se si va al di sotto dei 20 gradi, prevedo complicazioni. Per prolungare il tempo di applicazione della colla prima che essa gelifichi nel giro di pochi istanti, gli antichi usavano aggiungervi l'urina umana. Noi possiamo seguire il loro esempio usando l'urea che si trova nei consorzi agricoli destinata come fertilizzante. Per questo motivo viene usata l'urea per grandi superfici da incollare. Fai delle prove con dei legni da strapazzo, please...
Per grandi superfici è buona regola applicare la colla ed impiallacciare seguendo un metodo di gradualità, ossia di procedere progressivamente dopo essersi assicurati che la porzione precedente di impiallacciatura sia correttamente applicata. In genere si usa una specie di spatola di legno per premere il legno dell'impiallacciatura e far sparire le bolle. Cmq quello che è importante è soprattutto il metodo di incollaggio, perché se si pretende di incollare una grande superficie tutta in una volta sperando di trovare una colla sempre liquida e calda, mi sa tanto che l'insuccesso sia garantito. Ho tenuto incollate le parti sino al loro indurimento, ma ancora c'era dell'umidità, poi ho messo in pressione. Domani vedremo. Per la densità mi regolo a occhio; mi pare che è meglio il più densa possibile ma che sia lavorabile. L'impiallacciatura è andata benissimo, ho usato colla di coniglio diluita poco.
Come applicare l'impiallacciatura fa da te con la colla a contatto! [Senza pressa a caldo o freddo]
Ho sentito parlare del sistema a vuoto, in pratica non viene usato nessun morsetto o pressa. Il sistema sottovuoto prevede di mettere il manufatto da pressare in un sacco di pvc e poi togliere l'aria; si possono fare sacchi su misura e si possono mettere in pressione materiali in 3D. Credo che lo proverò. Un ambiente troppo secco e asciutto, come sono le nostre case moderne, può causare il distacco dell’impiallacciatura perché le colle animali con cui era stato costruito tendono a seccare e a perdere le loro capacità di aderire. Come incollare un’impiallacciatura staccata è una domanda che ricevo spesso dai miei allievi. Vediamo oggi insieme come incollare una impiallacciatura che si è completamente scollata sul coperchio di un cassettone. Spingere dentro la colla e quindi esercitare pressione sul punto. Con la penna del martello schiaccia bene il piallaccio per stendere la colla uniformemente. Con una spugna bagnata togli l’eccesso di colla e le colature. Metti un foglio di carta sopra l’impiallacciatura. Anziché usare le graffette potresti usare piccoli chiodi. Quando la colla è asciutta puoi rimuovere il compensato. Ecco come si presenta il coperchio del mobile dopo il primo incollaggio. Dopo aver incollato l’impiallacciatura il coperchio andrà sverniciato, stuccato, carteggiato e lucidato a gommalacca a tampone. Abbiamo visto insieme come incollare un’impiallacciatura sollevata, sembra difficile ma posso garantirti che con un poco di esperienza diventa molto facile.
Le Colle Viniliche (PVAC) nell'Impiallacciatura Moderna
Le colle viniliche sono un must da avere a portata di mano in qualsiasi falegnameria. La colla vinilica a base di polivinil acetato è nota anche come colla PVAC. Queste colle per legno a base d'acqua si solidificano fisicamente nel processo di asciugatura. L‘acqua evapora dal giunto e/o viene rimossa dal pezzo. La colla termoplastica in dispersione viene impiegata per l'incollaggio di legni duri e teneri, stratificati HPL, giunti e blocchi in legno, oltre che per scocche e montaggi in genere. Le colle viniliche vengono utilizzate per un‘ampia varietà di applicazioni in falegnameria, come ad esempio per l‘incollaggio di legno massello, superfici HPL, blocchi in legno e montaggi in genere. In questi casi raggiungono una ottima resistenza. Tramite l'aggiunta di specifici indurenti si può migliorare ulteriormente la qualità di adesione delle colle viniliche. Forniamo colle e indurenti di diversi produttori per svariate lavorazioni e impieghi. La nostra colla vinilica REDOCOL Kombicoll Super-N è disponibile ora con una tanica migliorata con un tappo di scarico sul fondo. Ciò semplifica il lavoro e rende più facile il prelievo.
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Proprietà e Classificazioni delle Colle Viniliche
Una delle classificazioni più importanti per le colle viniliche è la classificazione nel gruppo di resistenza secondo la norma DIN EN 204. Questa classificazione identifica la resistenza all'acqua della colla e determina quando sarebbe necessario optare possibilmente per altre tipologie di adesivi (es. esposizione all'acqua o alla condensa e/o occasionale umidità elevata). Il tempo di pressatura è il tempo necessario per raggiungere la resistenza minima richiesta. In linea generale, il tempo di indurimento e la velocità di presa vengono influenzate dalla temperatura, dall’umidità, dalla porosità del materiale e dalla quantità di prodotto utilizzato. In base alla nostra esperienza possiamo dirti che i migliori risultati si ottengono se le temperature di prodotto, di superficie su cui applicare la Colla per legno e dell’ambiente si aggirano sui 18-20° C. Infine, ricorda che la Colla vinilica per legno teme il gelo: per questo motivo non va usata al di sotto di 6/10°C e tutti gli incollaggi fatti a temperature inferiori ai 15°C possono risultare difettosi.
Viscosità della Colla
Maggiore è la viscosità, più denso (meno scorrevole) è il fluido, minore è la viscosità, più liquido (più scorrevole) è il fluido. Elevata viscosità - denso - viscoso - ad es. il miele. Bassa viscosità - fluido - scorrevole.
Gestione della Fuoriuscita della Colla
La fuoriuscita della colla dal giunto è un tema spinoso per molti, soprattutto quando si parla di impiallacciature. Ma come si può eliminare o almeno ridurre questo fenomeno? Qui abbiamo diverse possibilità. Per prima cosa, ridurre la pressione e utilizzare una colla più densa può già aiutare molto. Il fattore più importante in questo caso è la quantità della colla applicata. Nella norma bastano da 90 a 100 g per m². Anche per superfici fortemente assorbenti si consigliano 120 g per m². Un semplice test con le dita fornisce rapidamente le giuste indicazioni: se si riscontrano i segni delle dita sulla superficie della colla, la quantità di colla applicata è eccessiva. Anche se si fossero prese tutte le precauzioni e la colla dovesse ugualmente fuoriuscire, si può ugualmente procedere alla pulizia per mezzo di uno straccio o di una spazzola e dell‘acqua calda. Il materiale di supporto dovrebbe sempre essere calibrato e la colla dovrebbe sempre essere applicata in maniera uniforme.
Colle Viniliche Specifiche: D2 e D3
La Colla vinilica per legno è certamente un prodotto valido e utilizzabile in moltissime occasioni. Cerchi una colla per incollaggi a freddo di legno massellato, composti del legno (come truciolare, MDF, tamburato, multistrato) e laminati di plastica? Un prodotto fondamentale per la produzione di mobili e arredamento d’interni. Prova la colla vinilica universale D2! Per montaggio e incollaggio a freddo di legni duri e resinosi come faggio, rovere, ciliegio, noce e castagno prova la colla vinilica rapida D2 per legni duri. La colla vinilica per legno D3 con PH neutro è un adesivo speciale per incollaggi resistenti all’acqua da usare su tutti i tipi di legno. La colla vinilica per legno D3 con PH neutro, infatti, non solo garantisce un’eccellente resistenza della giunzione alla presenza di calore. Ma è anche l’ideale per l’incollaggio di manufatti in legno che devono resistere a frequenti esposizioni all’umidità o all’acqua per un piccolo lasso di tempo. Proprio per la sua ottima resistenza all’acqua, i campi di impiego della colla per legno D3 con PH neutro sono veramente vasti. Inoltre, la Colla vinilica per legno D3 è adatta all’incollaggio sia di legni dolci, sia di legni duri, sia di legni esotici. Infine, non preoccuparti: i residui di prodotto fresco possono essere rimossi con acqua. Per migliorare i risultati di resistenza all’umidità su legni massicci, suggeriamo di applicare un doppio strato.
Il Problema delle Macchie: Tannino, Metalli e Reazioni Chimiche
L’incollaggio su legno presenta alcune insidie che probabilmente conosci già bene: colorazioni indesiderate o macchie sulla superficie sono antiestetiche e potrebbero addirittura compromettere un intero lavoro. Gli scolorimenti veri e propri sono cambiamenti di colore che si formano nel legno a causa di processi chimici che avvengono in particolari condizioni. Questi possono essere causati da reazioni (ad es. sostanze che vengono introdotte nel legno come catalizzatori), luce (raggi UV, ecc.), polvere di carteggiatura (impiallacciature chiare e scure con la stessa carta abrasiva), grassi e oli, errori durante l’impiallacciatura, o sporco sul supporto. Se, durante l'operazione di impiallacciatura, la colla arriva a toccare la superficie, il colorante non riesce a penetrare o comunque non penetra in profondità, creando così un effetto macchiato. Nel caso di verniciature naturali, il potere bagnante può diventare irregolare, soprattutto se si lavora con vernici poliuretaniche che ravvivano l’aspetto naturale del legno. Sapevate che il contatto con il ferro può determinare macchie di colore blu sul legno? O che il tempo di apertura della colla dipende dalla temperatura ambiente? Inoltre, il contenuto di formaldeide dei prodotti continua ad essere un argomento sempre attuale.
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Macchie da Tannino e Reazione Ferro-Gallica
I tannini sono polifenoli naturali presenti in molti legni; nel rovere dominano ellagitannini e acido gallico. Sono idrosolubili: l’acqua li mobilita verso la superficie (es. testate, pori, fessure). Quando incontrano ioni Fe²⁺/Fe³⁺ (da acciaio al carbonio, chiodi, polveri di smerigliatura o acqua “ferrosa”) formano complessi scuri - i cosiddetti tannati di ferro - gli stessi alla base dei tradizionali inchiostri ferro-gallici. Risultato: aloni nero-blu su legno e attorno al metallo. Il rovere (Quercus petraea, Q. robur e affini) è tra i legni più usati per tavoli, pavimenti e serramenti: durevole, poro vivo, venatura scenografica. A contatto con ferro e umidità compaiono macchie nero-blu e si accelera la corrosione degli elementi metallici. Le colle viniliche hanno solitamente un valore del pH tra 3 e 5. Per questo motivo vengono classificate come soluzione acquosa acida. Proprio a causa della loro acidità, l‘applicazione di colle viniliche in particolare su determinate tipologie di legni (ad es. il Rovere) ne possono causare lo scolorimento.
Strategie per Prevenire e Gestire le Macchie
Per evitare alterazioni del colore, è consigliabile eseguire dei test preliminari. In particolare sui legni con presenza di tannino la colla vinilica per legno D3 con PH neutro evita la formazione di colorazioni scure sulla linea collante. Questo è cruciale per prevenire le macchie da reazione.
Per prevenire le macchie da tannino e ferro, è fondamentale adottare le seguenti precauzioni:
- Sigillare le testate (end-grain): sono autostrade per l’acqua.
- Niente lana d’acciaio sul rovere: lascia micro-particelle ferrose nel poro.
- Ferramenta già finita: usare ferramenta verniciata o inox.
Il bleeding (migrazione di tannini) affligge in particolare i trasparenti all’acqua e i coprenti chiari. Aiutano molto, ma è decisivo isolare le testate, usare guarnizioni e proteggere da ristagni. I primer riducono il bleed sotto smalti/trasparenti, specie all’acqua. Sì, ma il rovere è tra i più ricchi di tannini. Con scelta corretta dei metalli, barriere, primer e manutenzione mirata, le macchie da tannato di ferro diventano gestibili e, soprattutto, prevenibili. L’ossalico può schiarire le macchie, ma attenzione: prova sempre in zona nascosta. Un esempio storico di reazione dei tannini è il Fuming ad ammoniaca sul rovere, una tecnica storica per scurire la vena attraverso la reazione dell'ammoniaca con i tannini.
| Causa della Macchia | Strategia di Prevenzione |
|---|---|
| Contatto con ferro e umidità | Sigillare le testate (end-grain) |
| Particelle ferrose nel poro | Non usare lana d’acciaio sul rovere |
| Corrosione elementi metallici | Usare ferramenta già finita (verniciata o inox) |
| Migrazione di tannini (bleeding) | Isolanti, guarnizioni, protezione da ristagni; primer anti-tannino |
| Scolorimenti da acidità della colla | Usare colla vinilica per legno D3 con PH neutro |
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