Mi chiamo Silvia Cottino e lavoro nel mondo dell’informatica da più di due decenni. Da diversi anni ho trovato nella falegnameria tradizionale che esige tempo, dedizione e abilità, il giusto contrappeso alla mia vita professionale. Oggi parliamo di uno specifico elemento della falegnameria tradizionale: l’uso delle pialle manuali che, nonostante possa sembrare anacronistico, è ancora molto attuale. Nell’era preindustriale, la lavorazione del legno era principalmente manuale. Sono moltissime le situazioni in cui una pialla manuale risulta essere lo strumento più adatto. Ed effettivamente l’argomento pialle e’ talmente vasto che risulta difficile condensarlo in poche righe.
Storia della Pialla per Legno: dalle Origini all’epoca Moderna
La pialla per legno ha una storia ricca ed affascinante che risale a migliaia di anni fa. Questo semplice strumento, ha svolto un ruolo importante nella trasformazione del legno grezzo in opere d’arte finemente lavorate e in oggetti di uso quotidiano.
Origini della Pialla per Legno
Le prime tracce documentate della pialla risalgono all’Antico Egitto, dove gli artigiani utilizzavano pialle rudimentali fatte di pietra o bronzo per levigare e rifinire il legno. Anche nella Grecia e Roma Antica, la pialla era uno strumento comune nella lavorazione del legno. Gli artigiani romani svilupparono, inoltre, pialle più avanzate con lame di ferro per consentire una maggiore precisione e controllo nella levigatura del legno.
Evoluzione nel Tempo
Durante il Medioevo, la tecnologia delle pialle è evoluta ancora: le pialle a mano diventarono sempre più diffuse, consentendo in questo modo agli artigiani di creare mobili, utensili e oggetti decorativi con maggiore precisione e dettaglio. Nel Rinascimento, la lavorazione del legno ha raggiunto nuovi livelli di raffinatezza. Infatti, a quel tempo, le pialle erano utilizzate per creare intricati intagli e dettagli decorativi su mobili, porte e altre opere architettoniche.
L'Età Moderna e le Pialle Oggi
Con l’avvento della Rivoluzione Industriale, la produzione di pialle ha subìto una trasformazione radicale. Le pialle a mano sono state gradualmente sostituite da pialle elettriche e alimentate a vapore, che hanno aumentato notevolmente la produttività e l’efficienza nella lavorazione del legno. Oggi, la pialla per legno è disponibile in una varietà di modelli e design, dai tradizionali strumenti a mano alle sofisticate macchine elettriche.
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Esistono, infatti, diverse tipologie di pialle, ognuna progettata per scopi specifici e per adattarsi alle esigenze degli artigiani moderni. Le pialle occidentali in metallo, evoluzione della tradizionale pialla di legno, sono famose per la loro robustezza e precisione. Le pialle giapponesi (o “kanna”), hanno una struttura unica che permette alla lama di tagliare tirando verso di sé, a differenza delle pialle occidentali che funzionano spingendo. Infine, esistono pialle generaliste, versatili e adatte a un’ampia gamma di lavori, e pialle altamente specializzate, concepite per compiti specifici come la creazione di scanalature e modanature, o la finitura di superfici particolari.
A cosa servono le Pialle?
Dicendo un’ovvietà e volendo sintetizzare al massimo, le pialle piallano, ovvero spianano e levigano una superficie di legno. Partendo da una tavola di legno grezzo la prima lavorazione da fare sara’ sgrossarla, (cioè spianarla), utilizzando dapprima una pialla denominata sbozzino (una pialla con una bocca più larga del normale e provvista di una lama solitamente più stretta e smussata sui lati del tagliente, con un diverso grado di affilatura tale da poter sostenere un lavoro particolarmente gravoso), ed utilizzando in seguito le pialle da finitura le c.d. bench planes o le c.d. block planes o altri tipi di pialla.
Caratteristiche Fondamentali per una Pialla a Mano
Le seguenti caratteristiche sono particolarmente importanti per la funzionalità di una pialla:
- Angolo di taglio
- Lunghezza della piastra
- Larghezza della lama della pialla
- Design
Dettaglio delle Caratteristiche
L'angolo di taglio determina il modo in cui il coltello o la lama della pialla incide le fibre del legno. Per lavori generici, l'angolo di taglio è di 45°. Per compiti più impegnativi, come la piallatura di pezzi con venature diverse, l'angolo è più ripido (ad esempio, pialle per gesso con 50°-60°). Un angolo più piatto, di circa 35°, è più adatto per la lavorazione di fibre corte, ad esempio per la piallatura di fibre terminali.
La lunghezza della suola della pialla determina la superficie su cui la pialla si appoggia. Le pialle lunghe, come il cosiddetto banco di sgrossatura, sono utilizzate per piallare un pezzo più grande. Le pialle manuali più corte sono in grado di seguire meglio le lievi irregolarità e vengono utilizzate per rimuovere o pulire le piccole scheggiature della superficie (ad esempio, le pialle da finitura o da intonaco con una lunghezza complessiva di 250 mm). La lunghezza della piastra determina indirettamente anche il peso della pialla, poiché la scatola della pialla ha un ingombro corrispondente.
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La larghezza della lama della pialla è decisiva per la quantità e l'efficienza delle pialle. Con una pialla più larga è possibile rimuovere più materiale in una sola passata rispetto a una più stretta. Tuttavia, anche la resistenza e quindi lo sforzo richiesto sono maggiori.
Esistono generalmente due tipi diversi di pialle a mano basate sul design del ferro: il tipo "a fondo smussato" è comune alle pialle per legno tradizionali. Il ferro si trova nella scatola della pialla o sul supporto del ferro con lo smusso rivolto verso il basso. L'angolo di taglio è determinato solo dall'angolo del supporto del ferro. Nelle pialle con design "top bevel", il ferro della pialla si trova sul supporto del ferro con lo smusso di taglio rivolto verso l'alto. L'angolo di taglio è costituito dall'angolo di smusso e dall'angolo del supporto del ferro. Questo design è comune per le pialle in metallo, in particolare per le cosiddette pialle ad angolo piatto, e offre una maggiore flessibilità, in quanto l'angolo di taglio può essere regolato rapidamente utilizzando diversi ferri da pialla con angoli di smusso diversi.
Tipologie di Pialle Manuali
Nel tempo si sono costruite pialle sempre più specifiche ed adatte alle diverse lavorazioni, variandole in forma, dimensioni e materiali utilizzati. A prescindere da queste differenze le pialle si possono comunque dividere in due grandi categorie: le pialle in legno e le pialle in metallo (pur esistendo anche pialle costruite sia in legno che in metallo).
Le pialle si possono a loro volta suddividere in alcune per così dire sottocategorie a seconda del tipo di lavorazione alle quali sono destinate. Di seguito un elenco delle principali categorie:
- Scrub planes (Sbozzini): Sono le pialle per sgrossare le superfici grezze di una tavola di legno. Particolare della lama dello sbozzino.
- Bench planes (Pialle da banco): Sono le più utilizzate in falegnameria per la loro versatilità e generalità di utilizzo.
- Smoothing planes (Pialle da finitura): Normalmente individuate nella numerazione dalla 1 alla 4 1/2. Servono per rifinire e levigare il legno.
- Jack planes: Individuate nella numerazione dalla 5 alla 5 1/2. Servono anch'esse per rifinire e levigare il legno.
- Jointer planes o Try planes: Individuate nella numerazione dalla 6 alla 8. Servono per rifinire e levigare il legno.
- Block planes: Piccole pialle utilizzate su piccoli pezzi o per lavorare le venature di testa. Ne esistono di diverse tipologie.
- Spokeshaves (Vastringhe): Particolare tipo di pialla adatta a lavorare su superfici curve. Spokeshave o vastringa suola piatta, (flat soled) Stanley n. 151.
- Router planes: Utilizzate per spianare e piallare incavi nelle giunzioni.
- Plough planes: Utilizzate per creare scanalature nel legno.
- Shoulder planes: Per lavorare e rifinire le scanalature nel legno e altro.
I numeri assegnati ai vari modelli delle bench planes aumentano all’aumentare delle dimensioni della pialla. I modelli con il 1/2 hanno la stessa lunghezza ma sono più larghe. Per esempio la Stanley n. 4 e la Stanley n. 4 1/2 hanno la stessa lunghezza ma la 4 1/2 e’ più larga. Entrambe sono più lunghe della Stanley n. 3 ma più corte della Stanley n. 5.
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Anatomia di una Pialla in Metallo (Stanley pattern Bailey)
Le pialle in acciaio funzionano come quelle in legno ma vengono adoperate in modo leggermente diverso e presentano una struttura più complessa. Sono formate da una base e dei fianchi sagomati in metallo sulla quale base è montato un frog (seduta) sul quale a sua volta poggiano la lama ed il controferro, tenuti in posizione mediante il serraggio del lever cap. Lo spostamento o arretramento della lama è governato da una rotella posta sul retro del frog. Lo stesso frog può essere spostato in avanti o indietro per aumentare la grandezza della bocca dalla quale far fuoriuscire la lama.
come regolare la lama della pialla - how to adjust the plane blade
Di seguito un elenco delle parti di una pialla in metallo Stanley pattern Bailey e le sue caratteristiche principali:
- Base (o suola) e fianchi: In metallo costituiscono il corpo principale di una pialla. E’ la parte che entra in contatto, assieme al tagliente della lama, con il legno da lavorare. La base ed i fianchi dovrebbero essere assolutamente piani e perpendicolari tra di loro. Nella base è ricavata un’apertura, la cosiddetta bocca, dalla quale fuoriesce la lama provvista di tagliente che favorisce il passaggio e l’espulsione dei trucioli prodotti durante la lavorazione.
- Bocca: Apertura più o meno grande ricavata nella base della suola dalla quale fuoriesce la lama provvista di tagliente. Dalla bocca entrano ed escono i trucioli prodotti nella lavorazione.
- Manico posteriore e pomello anteriore: Il manico posteriore ed il pomello anteriore, fatti solitamente in legno come ad esempio il palissandro ma anche il faggio, servono per l’impugnatura e l’ utilizzo della pialla stessa. La mano che impugna il manico posteriore fornisce la spinta mentre l’altra mano, posta sul pomello anteriore, guida la pialla ed esercita la pressione necessaria per mantenere la pialla adesa al pezzo da lavorare.
- Frog (o seduta): E’ un supporto montato sulla base mediante due viti e sul quale poggiano e sono inseriti la rotella di regolazione profondità della lama, la leva di regolazione laterale, la lama, il controferro ed il lever cap. Il frog presenta un’angolazione fissa di 45 gradi rispetto alla base e può essere spostato avanti o dietro agendo sulla vite posta sul retro.
- Lama o ferro: E’ posta direttamente sul frog e fuoriesce dalla bocca della pialla con il tagliente. Esistono vari modelli di lame variando la durezza e lo spessore dell’acciaio di cui sono composte.
- Tagliente: Il tagliente è la parte finale della lama, quello che effettivamente pialla il legno producendo i trucioli. Solitamente è affilato a 25 gradi (bevel) ma spesso viene creato un bevel secondario (microbevel) a 30 gradi. Comunemente il tagliente e’ rivolto verso il basso (bevel down) ma, su taluni tipi di pialla, il tagliente e’ rivolto verso l’alto (bevel up).
- Controferro (cap iron): La sua principale funzione e’ quella di rompitruciolo ma funge anche da sostegno alla lama stessa dando rigidita’ in fase di taglio. Viene montato sulla lama mediante una vite. Solitamente il controferro viene posto a pochi millimetri dal tagliente della lama.
- Lever cap: Composto da una piastra metallica opportunamente sagomata, è il sistema di blocco che, una volta inserito nella vite centrale che fuoriesce dal frog, permette, attraverso il sistema di chiusura posto sulla sua testa, di bloccare sul frog la lama ed il controferro. La chiusura del lever cap non dovrebbe risultare né troppo debole né troppo forzata.
- Leva di regolazione laterale: E’ la leva mediante la quale è possibile regolare l’angolo di presentazione del tagliente sul pezzo da lavorare, allineando il tagliente alla base della pialla.
- Rotella di regolazione profondità della lama: Posta sul retro del frog è fatta in ferro o in ottone zigrinato. Serve a regolare la profondità di taglio. Ruotata in senso orario la lama avanza fuoriuscendo dalla bocca della pialla.
Le caratteristiche evidenziate sopra sono comuni a quasi tutte le tipologie di pialla in metallo.
Le Pialle in Legno
Le pialle in legno sono strutturalmente più semplici di quelle in metallo. Sono composte da un corpo in legno, da un manico posteriore, da una lama, (talvolta abbinata al controferro) ed un cuneo sempre in legno che viene inserito nella cavità centrale della pialla e blocca, mediante pressione ed incastro, la lama nella seduta della pialla. Tra le pialle in legno spiccano, per la loro particolarità di utilizzo, il già citato sbozzino che viene utilizzato per il lavoro gravoso di sgrosso di tavole grezze e le c.d. moulding planes, molto utilizzate in passato e dotate di lame con forme particolari utilizzate per modanare il legno, ovvero per creare ornamenti nel legno o per fare cornici.
Difatti nelle pialle in legno l’avanzamento della lama avviene mediante l’assestamento di piccoli colpi dati con il martello sulla testa della lama stessa per farla avanzare o agendo sul cuneo di legno per rilasciarla e farla arretrare. Questa operazione richiede più pratica e abilità.
Pialle Versatili: Alcuni Esempi Specifici
Se c'è una pialla di cui nessun laboratorio dovrebbe fare a meno, è la pialla n. 4, che la maggior parte dei falegnami e dei carpentieri ha sul proprio banco di lavoro o nella cassetta degli attrezzi. Con una lunghezza complessiva di circa 25 cm, questa pialla è sufficientemente lunga per levigare le superfici e piallare con precisione anche i bordi più lunghi. Allo stesso tempo, una pialla n. 4 è ancora abbastanza maneggevole, ad esempio per pulire le giunzioni dopo l'incollaggio e per smussare uniformemente il bordo di un mobile. Grazie a un angolo di taglio o di allettamento di 45°, la No. 4 è ideale per lavori generici.
La Pialla a Blocco per Principianti
Una pialla a blocco come la DICTUM one-hand plane, angolo piatto 12° è ideale per lavori di precisione, piccoli aggiustamenti durante l'assemblaggio e per la pulizia delle giunzioni del legno. Questo tipo di pialla compatta è ideale per la lavorazione fine del legno. Grazie alle sue dimensioni ridotte, può essere facilmente guidata con una sola mano. Con questa pialla ad angolo piatto, il ferro della pialla si trova in piano nella scatola della pialla con un angolo di 12°. Insieme all'angolo di smusso di 25° della lama della pialla, si ottiene un angolo di taglio di 37°. Un angolo così piatto è ideale per la lavorazione delle venature finali, ad esempio per pulire le giunzioni o smussare le gambe di tavoli e sedie.
La Pialla Versatile per Legno Massiccio: la N. 62
Se lavorate molto con il legno massiccio e preparate il vostro legno, non potete fare a meno di una pialla n. 62. È anche una pialla versatile ad angolo piatto che può essere adattata rapidamente a diversi compiti. Grazie alla lunghezza della sua suola, al suo design e ai suoi accessori, la n. 62 è il tipo di pialla più universale, già molto popolare ai tempi di Stanley. Oltre che per la finitura, il suo design lungo la rende adatta anche per livellare una superficie. Dotata di uno speciale ferro dentato, la 62 è una pialla perfetta per la sgrossatura. Girata sul lato della scatola della pialla e dotata di un cosiddetto "hot dog", è una pialla per modellare ideale per gli angoli delle cornici e per un montaggio preciso. L'angolo di taglio può essere ottimizzato per diversi tipi di legno e venature sulla pialla ad angolo piatto n. 62 utilizzando ferri aggiuntivi con angoli di smusso diversi. La bocca della pialla può essere regolata in larghezza e adattata allo spessore del materiale o dei trucioli.
Ciascuna delle tre pialle manuali presentate nel confronto, la pialla n. 4, la pialla ad angolo piatto a una mano con 12° e la pialla n. 62, copre un'ampia gamma di compiti nel suo campo. In combinazione, i tre tipi di pialle coprono quasi tutte le normali attività di piallatura in officina.
Suggerimenti per l'Acquisto e l'Utilizzo
Personalmente sono più abituato ad utilizzare le pialle in metallo, forse perché risulta più semplice per me regolare l’impostazione della lama mediante la rotella di settaggio profondità. Posso consigliare di dotarsi all’inizio almeno di una pialla n. 4 o n. 5. Con il tempo si sentirà sicuramente la necessità di allargare il proprio parco utensili come d’altronde è successo a me. Ma l’acquisto andrà valutato sempre alla luce delle reali necessità senza farsi prendere troppo la mano. Le pialle che servono realmente sono poche, circa una decina.
Una marca di pialla in metallo che ha fatto la storia e per la quale sicuramente potrei suggerirne l’acquisto e’ l’ineguagliabile Stanley con sistema di regolazione Bailey. Stanley Tools è stato uno dei primi grandi produttori di pialle in metallo e ha sviluppato un sistema di numerazione delle pialle di diverse dimensioni, che è stato adottato anche da altri produttori. Nel sistema originale Stanley, la pialla più piccola ha il numero 1, la più grande il numero 8, poi seguiti da altri numeri per le dimensioni e i modelli intermedi. Altri marchi storici sono Record, Sargent, Miller Falls, Woden, I Sorby, solo per citarne alcuni.
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Come impugnare e regolare una pialla
Prima di mettere in uso la pialla è indispensabile assicurarsi che la lama sia affilata con precisione e opportunamente regolata. Ti ricordo infatti che normalmente, quando si acquista una pialla, la lama è solo molata e non affilata. L'impugnatura: il manico della pialla va impugnato con la mano destra (per i destrorsi) mentre la sinistra va posizionata sul pomello anteriore. Il movimento durante la piallatura deve essere fluido e continuo. Si parte con una leggera pressione sul pomello anteriore per poi bilanciare il peso sulla parte posteriore durante il passaggio della pialla. Durante il lavoro, potrebbe essere necessario regolare l’angolo e la profondità della lama. Questo può essere fatto utilizzando la leva di regolazione laterale o la rotella di regolazione della profondità di taglio.