Quando il parquet mostra rigonfiamenti, bolle o leggere ondulazioni, è normale pensare subito a un danno serio. In realtà, non sempre è così. Il legno, infatti, è un materiale vivo e reagisce ai cambiamenti di umidità, motivo per cui può deformarsi anche in modo temporaneo e senza conseguenze profonde. Il parquet è un materiale vivo e naturale: proprio per questo, risente molto delle condizioni ambientali.
È uno dei problemi più comuni e allo stesso tempo fastidiosi per chi decide di installare un parquet. A volte capita appena dopo la posa ma non è raro che possano passare anni prima di ritrovarsi, da un giorno all’altro, con una o più tavole sollevate e delle “gobbe” sul proprio pavimento. La vera sfida, quindi, è distinguere un fenomeno superficiale e reversibile da un problema che coinvolge gli strati inferiori e richiede un intervento più deciso. Sebbene la differenza non sia immediata da cogliere, alcuni segnali permettono di orientarsi con maggiore sicurezza e di intervenire al momento giusto. Un parquet che si solleva non è la fine del mondo, ma è sempre il segnale che qualcosa non è andato come doveva.
Cause Comuni dei Rigonfiamenti nel Parquet
Le cause delle deformazioni, rigonfiamenti e sollevamenti, in un parquet posato a colla massiccio o flottante sono le stesse. L’umidità ha diverse origini e non sempre è facile fare una diagnosi per risolvere il problema.
Umidità Superficiale e Ambientale
Tra le cause più comuni dei rigonfiamenti c'è l'umidità presente nell'ambiente. Può accadere dopo pulizie troppo abbondanti, acqua rimasta sulla superficie o semplicemente in condizioni di umidità elevata, che portano il legno ad assorbire acqua negli strati più esterni. In queste situazioni il rigonfiamento tende a essere circoscritto e riguarda solo alcune tavole, che possono apparire leggermente ondulate ma senza veri distacchi tra le doghe.
Si tratta, in genere, di un fenomeno gestibile: con le giuste attenzioni e un ambiente più stabile, il parquet può tornare gradualmente alla sua forma originaria. Di solito il problema compare dopo un evento preciso, come una pulizia più abbondante del solito o un improvviso aumento dell'umidità nell'ambiente. Inoltre, tende a rimanere circoscritto e non si estende rapidamente a grandi porzioni di pavimento. Anche le giunzioni tra le tavole offrono un indizio importante: se restano allineate e non si notano sollevamenti marcati, è probabile che il parquet stia semplicemente reagendo a una condizione temporanea. In queste situazioni, il fenomeno è spesso reversibile.
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Quando si supera il 65% di umidità dell’aria, il legno tende a gonfiarsi (forma convessa o bombata). Altre cause sono la formazione di condensa, una ventilazione insufficiente o un uso eccessivo di acqua per la pulizia dei pavimenti. Umidità e infiltrazioni d’acqua: anche piccole perdite o lavaggi troppo abbondanti possono far penetrare l’acqua tra le doghe, causando rigonfiamenti.
Umidità Proveniente dagli Strati Inferiori (Massetto e Sottofondo)
La situazione cambia completamente quando l'umidità arriva dagli strati inferiori. Infiltrazioni, risalite dal sottofondo o problemi legati al massetto possono infatti portare l'acqua a raggiungere il parquet dal basso. In questi casi il comportamento del pavimento è molto diverso: il rigonfiamento diventa più marcato, le tavole possono sollevarsi creando dislivelli evidenti e le giunzioni tendono ad aprirsi o deformarsi. Inoltre, il problema non resta circoscritto ma tende a estendersi progressivamente. Non si tratta più di una semplice reazione superficiale, bensì del segnale di qualcosa che sta agendo in profondità sotto il pavimento.
Alcuni indizi permettono di capire quando il problema non è più superficiale ma riguarda la struttura del pavimento. In genere il rigonfiamento non è collegato a un evento preciso e tende a peggiorare con il passare dei giorni. L’umidità può essere dovuta a una perdita d’acqua.
Tipologie di Umidità dal Sottofondo:
- Eccesso di umidità residua del massetto: è quella che non ha avuto tempo per evaporare e che rimane ancora inglobata nel massetto. Deriva dall’eccesso di acqua, rispetto a quella necessaria per l’idratazione, utilizzata durante l’impasto della malta per il sottofondo e qualche volta dalla influenza degli agenti atmosferici.
- Umidità di condensazione: si rileva soprattutto in certi periodi dell’anno in sottofondi non opportunamente isolati termicamente, posti tra ambienti in condizioni termiche molto diverse. Per esempio: solaio compreso tra porticato esterno e locali abitati e riscaldati; tra scantinato non riscaldato e locali riscaldati. All’interno dello spessore del sottofondo, in ragione della differenza di temperatura delle due superfici esterna ed interna e umidità relativa dell’aria nell’ambiente caldo, si possono formare condensazioni d’acqua.
- Umidità di infiltrazione: può essere permanente (e quindi facilmente rilevabile), od occasionale (e quindi di più difficile rilevazione).
- Umidità di capillarità: si rileva soprattutto nei sottofondi posti su vespai o camere d’aria non ventilate o insufficientemente ventilate e in mancanza di barriera al vapore.
Il massetto è quello strato di materiale che si interpone tra il pavimento e il terreno (o il solaio), oppure tra pavimento e strato isolante. Tra la gettata del massetto e l’installazione del parquet occorre aspettare un tempo adeguato onde evitare che l’umidità arrivi al legno, causandone il rigonfiamento, che solitamente appare su tutta la superficie del pavimento. Il supporto deve essere rigido e di durezza uniforme, non deve presentare fessure né soprattutto comportare il minimo rischio di trasudi. In molti casi, un semplice pareggiamento del pavimento non è sufficiente.
Errori di Posa e Problemi Strutturali
I problemi della prima tipologia possono essere scatenati da errori già effettuati nel momento della posa. Spesso capita che il sollevamento del parquet sia legato ad una posa scorretta in fase di ristrutturazione o installazione, magari dovuto in seguito ad una dimenticanza più o meno grave del posatore.
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- Assenza o errata realizzazione dei giunti di dilatazione: Il legno si espande e si contrae naturalmente. È possibile che il pavimento sia andato in dilatazione a causa del mancato spazio perimetrale. In un caso, il legno aveva toccato la parete, indicando che si era dilatato molto. Se lo spazio perimetrale è limitato succederà lo stesso identico problema non appena spegnerai il riscaldamento e tornerai ad avere un'elevata concentrazione d'umidità.
- Mancanza di barriera a vapore: Se il parquet è posato in modo fluttuante, quasi sicuramente significa che in fase di posa non è stata inserita la “barriera a vapore”, vale a dire lo strato intermedio indispensabile per proteggere il legno dagli attacchi di umidità. È noto infatti che se il legno non viene mantenuto in un ambiente secco, per sua natura tende a gonfiarsi creando un effetto a dir poco antiestetico.
- Preparazione inadeguata del sottofondo: I pavimenti devono presentare una planarità senza difetti.
Dopo la posa può succedere che il parquet si gonfi e si sollevi, tanto da creare delle bolle e delle spaccature. Probabilmente la causa è stata un errore di posa.
Difetti di Fabbricazione o Prodotto Non Idoneo
Un’altra possibile causa di rigonfiamento è poi da imputare a difetti di fabbricazione o a una qualità non ottimale del prodotto. Sebbene sia un caso piuttosto raro può capitare che l'addetto alla vendita sbagli ad ordinare una essenza legnosa piuttosto che un'altra oppure (molto più comune) una finitura piuttosto che un'altra, oppure che ad essere sbagliata sia la misura della tavola arrivata. Il parquettista ha anche ipotizzato che il legno non fosse sufficientemente essiccato. A prescindere dalla causa il problema è importante: ci si ritrova in cantiere con un prodotto diverso da quello che si è ordinato.
È bene tenere in mente che il principale nemico del parquet è nel 99% dei casi l’umidità, pertanto si consiglia di accertarsi in fase di acquisto che il parquet abbia un certo grado di resistenza all’umidità.
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Soluzioni e Rimedi per il Parquet Rigonfio
Prima di agire, bisogna capire se si tratta di umidità, posa sbagliata o altro. Se noti acqua visibile, condensa o muffa… hai già una prima risposta. Una volta compreso il motivo dell’imbarcamento o del sollevamento bisogna procedere in maniera tempestiva. Un parquet sollevato è fragile: camminandoci, rischi di spezzare le tavole o rovinare gli incastri.
Interventi per Umidità Superficiale
Quando si intuisce che il rigonfiamento è legato a un problema superficiale, la prima mossa è ridurre l'umidità presente. Asciugare con cura la superficie, aumentare la ventilazione e mantenere condizioni ambientali più stabili aiuta il legno a ritrovare gradualmente il suo equilibrio. È altrettanto importante evitare nuovi apporti d'acqua e non ricorrere a fonti di calore diretto, che rischiano di creare ulteriori tensioni nel materiale. Con un po' di pazienza, nel giro di alcuni giorni o settimane il parquet può tornare vicino alla sua forma originaria o mostrare comunque un miglioramento evidente. Niente secchiate d’acqua!
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Se il rigonfiamento del parquet è legato all’acqua e all’umidità bisognerà evitare nel modo più assoluto di asciugare utilizzando metodi fai da te, ma chiamare una ditta specializzata che asciugherà il legno gradualmente attraverso l’ausilio di sistemi poco traumatici quale ad esempio la circolazione del flusso dell’aria.
Interventi per Problemi più Profondi o Strutturali
- Se il parquet presenta delle ondulazioni superficiali, create dall’assorbimento di umidità residua presente nel sottofondo, però non si è staccato, con il tempo può cedere l’umidità assorbita dal sottofondo all’ambiente quindi tenderà a riportarsi come era in origine prima della posa in opera (reversibilità del legno) e gli imbarcamenti si ridurranno di molto.
- Se il parquet posato, presenta degli stacchi parziali degli elementi lignei dal sottofondo, dovuto all’umidità residua, si interviene praticando delle iniezioni con adesivo poliuretanico monocomponente igroindurente espansivo in modo da fissare perfettamente gli elementi lignei disancorati perfettamente al sottofondo. Per iniettare la colla di espansione si dovranno effettuare dei piccoli fori di 2 mm negli elementi lignei e tramite una siringa iniettare la colla.
- Se il parquet presenta degli stacchi parziali dal sottofondo a causa di umidità di infiltrazione, occorre demolire la parte danneggiata, reincollare nuove tavolette. Per prima cosa si devono togliere i listelli sollevati o comunque staccati dal sottofondo; assicurarsi che il sottofondo sia asciutto e planare, altrimenti si consiglia di rifare una riparazione sul sottofondo con una resina con all’interno della sabbia scelta e lavata, il giorno dopo si può iniziare a posizionare i listelli di parquet nuovi e della stessa misura dei precedenti (non sono riutilizzabili quelli asportati).
- Nel caso di dilatazione eccessiva per mancanza di giunti, la soluzione può essere la rifilatura perimetrale. In un caso pratico, è stato risolto con la rifilatura perimetrale, ma in due punti dove si era sollevato le tavole sono rimaste "molleggiate". Gli addetti ai lavori hanno assicurato che l'intervento di taglio lungo il perimetro corrispondente al senso di spinta per dare più gioco al legno sarebbe stato risolutivo e che con l'accensione del riscaldamento la situazione si sarebbe stabilizzata.
Soluzioni Innovative per il Parquet Sollevato
Oltre ai metodi tradizionali per la riparazione del parquet sollevato, negli ultimi anni sono state sviluppate soluzioni innovative che offrono un approccio più efficace, poco invasivo e rispettoso dell’ambiente. Tra queste, due tecniche emergenti si distinguono per i loro numerosi vantaggi:
- La resina poliuretanica: La resina poliuretanica viene iniettata sotto il parquet sollevato, creando una sorta di “cuscino” che lo solleva e lo riporta in piano. Questo metodo è particolarmente adatto per danni di piccola e media entità, ed è apprezzato per la sua rapidità di esecuzione, la minima invasività e l’elevata resistenza all’acqua e all’usura. Inoltre, la resina poliuretanica non rilascia odori sgradevoli ed è compatibile con diverse finiture del parquet.
- La tecnologia a infrarossi: La tecnologia a infrarossi utilizza pannelli radianti che emettono calore in modo mirato sulle zone di parquet sollevate. Il calore induce il legno a contrarsi e ad abbassarsi gradualmente, riportando il pavimento in piano. Questo metodo è particolarmente indicato per aree estese di parquet sollevato, in quanto non richiede l’utilizzo di prodotti chimici e non danneggia la superficie del legno.
La scelta tra resina poliuretanica e tecnologia a infrarossi dipende da diversi fattori, come la gravità del sollevamento del parquet, l’ampiezza dell’area da trattare, il tipo di parquet e il budget disponibile. È consigliabile consultare un professionista esperto per valutare la soluzione più adatta alle proprie esigenze specifiche. L’utilizzo di queste tecnologie innovative, combinato con le misure preventive adeguate, rappresenta un modo efficace per riparare il parquet sollevato in modo duraturo, rispettoso dell’ambiente e senza causare eccessivi disagi.
Prevenzione del Rigonfiamento del Parquet
I problemi dovuti ad uno scorretto utilizzo e ad una cattiva manutenzione possono essere evitati grazie ad una buona prevenzione. Può sembrare scontato, ma tante problematiche legate al gonfiamento della superficie del parquet possono essere evitate attraverso delle piccole buone consuetudini.
- Controllo dell'umidità ambientale: Le condizioni ideali per la posa e la corretta conservazione di un parquet sono un’umidità compresa tra il 35 e il 65% (ancora meglio se non si scende sotto il 45%) e una temperatura tra i 15 e 25°. Un esempio è quello di far arieggiare frequentemente le stanze e installare un deumidificatore, che oltre a togliere l’umidità dagli ambienti farà circolare correttamente i flussi d’aria.
- Gestione del riscaldamento: La stagione più problematica è sicuramente l’inverno. Durante questo periodo bisogna fare in modo di riscaldare adeguatamente l’ambiente. Senza esagerare, però. Un altro consiglio prezioso è quello di evitare di accendere subito a regime riscaldamenti o climatizzatori all’inizio della stagione fredda. Come già accennato, infatti, il parquet mal sopporta gli sbalzi di temperatura e umidità.
- Protezione dall'acqua: Se la pioggia penetra le pareti in prossimità di finestre e fessure si consiglia di creare uno strato isolante che ti protegga dalla condensa causata dalla grande presenza di umidità.
- Pulizia adeguata: Per la corretta manutenzione del parquet, noi consigliamo SolidClean, un detergente neutro all’acqua.
Responsabilità e Controlli sul Materiale
È importante affrontare la questione dei materiali. L'errore è umano e può succedere che l'addetto alla vendita sbagli ad ordinare una essenza legnosa piuttosto che un'altra oppure (molto più comune) una finitura piuttosto che un'altra, oppure che ad essere sbagliata sia la misura della tavola arrivata. Che cosa fare in questi casi? Ce lo dicevano prima gli usi e la prassi del settore ed oggi anche le Norme UniEn, che distinguono due situazioni, a seconda che ci si accorga dell'errore prima di iniziare a posare il parquet oppure a lavori ultimati.
Controllo Prima della Posa
Se il problema si scopre prima della posa in opera l'ammontare del danno, tutto sommato, è quasi nullo e la risoluzione è veloce: si tratta di restituire il legno errato ed attendere la consegna di quello corretto. Il problema produce un danno economico davvero limitato. Al momento dello scarico in cantiere il committente o, se nominato, il direttore dei lavori, si occupi di controllare la conformità del materiale rispetto a quanto atteso e dia il nulla osta alla posa solo se è certo che il parquet sia quello desiderato. Vanno prelevate le tavole da almeno 3/5 scatole diverse e disposte, a secco, sul pavimento. Questa prassi è giustificata dal fatto che il cliente e il direttore lavori hanno la possibilità di controllare il materiale arrivato in cantiere prima della posa, disponendo a secco le tavole. In quel momento dovrebbero emergere le eventuali difformità!
Controllo a Lavori Ultimati: Le Responsabilità
Ma nel caso in cui ce ne si accorga solo a pavimento in legno completamente posato? Il problema diventa molto difficile da risolvere ed estremamente costoso da affrontare. I costi ed i danni lievitano da poche centinaia a diverse migliaia o addirittura decine di migliaia di euro! Nel caso in cui non si riesca ad accorgersi prima della posa occorre, infatti, rimuovere il pavimento, smaltire il parquet sbagliato in discarica (non lo possiamo rendere o riutilizzare) rifare il massetto che quasi certamente viene danneggiato dalla rimozione, riordinare il nuovo pavimento e pagare, per la seconda volta, il posatore. Il danno è ingentissimo.
"Non si accettano contestazioni del materiale una volta posato". Questa era la prassi in uso in questi casi che veniva anche riportata in diversi contratti e nelle commissioni di ordine dei materiali. Tieni anche presente che il fatto di aspettare la conclusione dei lavori e poi contestare a posa ultimata potrebbe essere letto come un pretesto per non pagare, insomma fa presumere che si tratti di mala fede.
A chiarire ancora meglio questi aspetti è arrivata la norma Uni 11368 che ha posto in capo al direttore dei lavori la responsabilità di controllare, durante i lavori, la conformità dei materiali che arrivano in cantiere e quindi anche del parquet, prima che venga posato. Il direttore lavori ha il compito di verificare la conformità dei materiali arrivati in cantiere e deve organizzarsi per poterlo fare, sia recuperando campioni del prodotto, sia organizzandosi in modo da essere presente al momento dell'inizio della posa.
E se il cliente non ha nominato un direttore dei lavori? Attenzione: in mancanza di nomina del direttore lavori - spesso nelle ristrutturazioni il cliente finale non lo nomina - è lo stesso committente a cui la norma attribuisce il compito di controllare la conformità dei materiali arrivati in cantiere. Noi consigliamo sempre ai clienti, specie quando sono molto impegnati con il loro lavoro o quando sono consci di non avere le capacità di occuparsi della ristrutturazione, di nominare un direttore lavori in grado di dare la necessaria assistenza al cantiere.
Pertanto anche la norma ribadisce che se anche l'errore è del fornitore del parquet, se anche l'addetto alle vendite in negozio ha sbagliato a compilare l'ordine, allo stesso non può essere imputato il maggior danno economico che si è creato perchè nessuno ha controllato la conformità del parquet. È il mancato controllo prima della posa che trasforma un danno da poche centinaia di euro a diverse migliaia e pertanto è responsabile chi questo controllo non l'ha svolto. La decisione di iniziare a posare il materiale, insomma, spetta al direttore lavori oppure, in mancanza, al cliente, così come le relative responsabilità per il maggior danno che si viene a creare.