La Barca Lancia e la Coperta in Teak: Eleganza, Tradizione e Innovazione

La tua imbarcazione non è solo un mezzo: è carattere, identità, stile. Per resistere alla prova del tempo ha bisogno di materiali all’altezza. La coperta di un’imbarcazione deve rispondere a elevati canoni estetici e mantenere le proprie prestazioni nel tempo. Il rivestimento della coperta di una barca è un accorgimento con finalità soprattutto estetiche e di pregio. Ci sono armatori che fanno tranquillamente a meno di queste coperture e lasciano la coperta “nuda”, per così dire, avendo cura soltanto di posizionare in alcune zone strategiche del ponte, come per esempio in prossimità delle manovre, delle finiture antisdrucciolo. Per altri invece una buona copertura del ponte è essenziale, perché è elegante, aumenta il valore della barca, è bello camminarci sopra a piedi nudi e in generale dà prestigio al cabinato.

Tra le opzioni di rivestimento della coperta disponibili sul mercato c’è innanzitutto il teak naturale, un grande classico della marineria, che richiama la tradizione nautica ed è da sempre sinonimo di eleganza, qualità estetiche ma anche marine visto che è un materiale vivo, naturale, che si adatta perfettamente alla vita di bordo e anzi migliora con l’esposizione agli agenti atmosferici.

Il Teak Naturale: Origine e Caratteristiche

Il legno di teak è tra i più ricercati al mondo: durevole, resistente, esteticamente raffinato e piacevole al tatto. Il teak si dimostra naturalmente idrorepellente e particolarmente resistente all’usura. Il teak è ampiamente utilizzato anche per mobili da interno ed esterno ed è molto apprezzato dagli interior designer.

Da dove proviene il legno di teak? Il teak è un legno abbastanza duro ottenuto da alberi tipici delle foreste tropicali e del sud est-asiatico. Il teak è una specie di albero deciduo e latifoglie, chiamato formalmente tectona grandis. La specie tectona grandis è originaria del sud e sud-est asiatico e si trova in Bangladesh, India, Myanmar, Indonesia, Malesia, Thailandia e Sri Lanka. Gli alberi di teak arrivano ad ottenere un fusto alto fino a 40 metri di altezza con un diametro di un metro e mezzo.

Il legno che proviene da questi tronchi è molto pregiato e possiede una colorazione che vira dal giallo pallido al rosso, passando anche per nuance color bronzo. Il suo colore è uno dei motivi principali per cui molte persone acquistano questo tipo di legno. Il suo marrone dorato, ricco e brillante, è piuttosto diverso da qualsiasi altro tipo di legno: deve essere visto per essere apprezzato. Il colore del teak arriva per la maggior parte dalla sostanza oleosa in esso contenuta. Quest’olio è anche intensamente profumato e sprigiona un aroma molto simile a cuoio.

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C’è un’ampia varietà di nomi differenti per il teak e conoscerli può aiutare a identificare il migliore. Nei vari paesi di origine, il teak è conosciuto variamente come: Burma teak, Rangoon teak, moulmein teak, gia thi, jati sak, kyun, mai sak e rosa wa. Il teak del Myanmar è una varietà di legno di teak difficile da trovare. Possiede, in genere, un periodo di crescita di 50 anni e una tonalità particolarmente dorata e affascinante.

Sfide del Teak Naturale e l'Ascesa delle Alternative

Negli ultimi anni tuttavia il teak sta cominciando a sparire sui moderni cabinati perché il legno di buona fattura ormai a rischio estinzione in molti Paesi. Il teak è sempre più difficile da reperire e ultimamente capita che la qualità di questo legno non sia di buon livello. Beneteau, il più conosciuto cantiere francese ed uno tra i più grossi gruppi a livello mondiale nel settore della nautica, ha recentemente dichiarato che dal prossimo anno il teak non sarà più installato a bordo delle barche in produzione. Senza dubbio per Beneteau si tratta di una scelta ecologica che va nella direzione dell’evoluzione.

Il Teak Sintetico: Un'Alternativa Moderna

L’alternativa è quindi il teak sintetico, costa meno ed è bello da vedere tanto che è difficile notare la differenza con il pregiato legno. Un’alternativa al teak naturale che negli ultimi anni sta riscuotendo un certo successo è il teak sintetico, ossia un rivestimento realizzato a livello industriale sotto forma di pannelli e listelli con componenti plastici. Il teak sintetico è realizzato in una miscela di pvc o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale. La superficie presenta delle venature che richiamano il legno, mentre la forma è quella della classica doga proposta con larghezza e spessori differenti.

Il punto di forza del teak sintetico è che non ha bisogno di manutenzione, essendo un materiale molto resistente, immune agli agenti atmosferici e alla salsedine, nonché in grado di sopportare alte temperature e vibrazioni. I difetti del teak sintetico tuttavia non sono banali.

L'Esperienza della Barca Lancia con Coperta di Qualità

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L'Importanza della Lavorazione Artigianale per il Teak

La lavorabilità del legno di teak richiede un alto livello di esperienza e di abilità. Le doghe in teak non subiscono cambiamenti dovuti ad aumento di volume o restringimento causato dall’umidità. Infatti il posizionamento delle doghe rappresenta una sfida che pochi sanno superare. Ecco perché è fondamentale affidarsi a dei professionisti.

Noi di ALL IN YACHT ci occupiamo di tutta la filiera di legno teak, selezionando solo i tronchi migliori e prestando attenzione ai dettagli e ai valori d’umidità del legno. Si presta attenzione alle sfumature del colore, all’eliminazione dei nodi, alle striature nere vistose, per un taglio preciso delle doghe. Scegliendo la coperta teak per la tua barca con ALL IN YACHT, otterrai un lavoro artigianale realizzato con l’ausilio di tecnologie innovative e con una cura dei dettagli che solo una lavorazione professionale e Made in Italy è in grado di fornire.

Il Sughero Marino: Un'Alternativa Innovativa e Sostenibile

Al posto del teak naturale e di quello sintetico, per rivestire il ponte di coperta della propria barca alcuni armatori preferiscono il sughero, un legno naturale appositamente lavorato per le sue applicazioni marine che presenta una serie di vantaggi. Una terza opzione per il rivestimento della coperta dei cabinati è un altro tipo di legno: il sughero.

Storia e Innovazione del Sughero in Marina

Le applicazioni del sughero in barca non sono del tutto inedite visto che già a metà degli Anni 70 alcune imbarcazioni cominciarono ad adottare questo materiale per il rivestimento degli interni. Una delle prime barche in cui si fece ampio uso di sughero è stato il Cork, yacht a vela in legno di 20 metri costruito nel 1974 dal Cantiere Craglietto di Trieste su progetto di Carlo Sciarrelli e destinato all’imprenditore Cesare Rotelli. Quest’ultimo, che commerciava in sughero e produceva sandali, potè così trasformare in realtà il suo sogno di costruire uno yacht a vela su misura per sé e la propria famiglia. L’armatore richiese infatti al cantiere di inserire pannelli di sughero da 30 millimetri di spessore per isolare parte dello scafo e il sotto-ponte, nello spazio disponibile tra il ponte e i cielini, in modo da formare un’unica area ventilata attraverso delle fessure negli imbotti dei boccaporti della coperta.

Oggi il sughero viene impiegato anche il rivestimento del ponte di coperta delle barche con una serie di vantaggi. Primo fra tutti è la sua resistenza. Il sughero infatti viene lavorato appositamente per resistere all’ambiente marino e per sopportare, grazie alla sua notevole resistenza meccanica, lo stress a cui è destinato il piano di calpestio esterno di un’imbarcazione. La sua resistenza è dovuta alla pressatura in fase di lavorazione. Mentre il comune sughero che si trova in commercio ha una pressatura massima di 180 kg/mc, il sughero di impiego marino ha una pressatura di 550/600 kg/mc. Questa caratteristica lo rende inoltre lavorabile come un qualsiasi legno con seghetti alternativi, seghe circolari, frullini, flex e finiture con carte abrasive da 60.

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Vantaggi del Sughero Marino

Elastico e resistente, il sughero, oltre a garantire una lunga durata nel tempo, non si segna né si ammacca in caso di urti e cadute di oggetti pesanti. Non necessita di manutenzione, è inalterabile nel tempo e resiste persino agli idrocarburi e all’alcool etilico. Acqua, insetti, e roditori lo lasciano indifferente e, cosa realmente importante per chi va per mare, non risente dei raggi UV, né dalla salsedine. Il sughero presenta anche ottime doti di termoisolante, quindi ci si può camminare scalzi in ogni stagione dell’anno e a ogni ora del giorno, anche in pieno sole.

Un’altra qualità del sughero molto apprezzata a bordo è la sua impermeabilità perfetta, in pratica non assorbe acqua e le sue proprietà antimacchia sono garantite: non teme creme solari, olio, caffè, vino rosso, sangue di pesce, e via dicendo. Basta sciacquarlo con acqua dolce e si può fare a meno anche del sapone. Inoltre è un antiscivolo eccezionale, anzi più è bagnato e più il grip è elevato. Infine il sughero marino ha una elevata resistenza al fuoco, non produce emissioni tossiche ed in caso di fiamme è autoestinguente. Ad oggi non sono molte le aziende che producono sughero marino.

Altro vantaggio è la sua leggerezza: 2,7 kg/mq contro i 4,5 di un buon teak sintetico e i anche 9 kg/mq per un teak naturale da 2 cm di spessore. Il suo peso ridotto lo rende adatto per esempio anche su barche da regate: ultimamente si è visto sul Transpac 52 ZeroCould, campione del mondo Orc nel 2017.

Ecco un confronto tra i materiali più comuni per la coperta di un'imbarcazione:

Caratteristica Teak Naturale (2 cm) Teak Sintetico Sughero Marino
Peso (kg/mq) Circa 9 Circa 4,5 2,7
Manutenzione Richiesta Non necessaria Non necessaria
Resistenza Usura Resistente Molto resistente Molto resistente
Resistenza Umidità/Acqua Idrorepellente Immune Impermeabilità perfetta
Resistenza UV Migliora con esposizione Immune Non risente
Termoisolamento Buono Specifiche non fornite Ottimo
Antiscivolo Buono Buono Eccezionale (più bagnato, più grip)
Resistenza Urti Buona Specifiche non fornite Non si segna né si ammacca
Autoestinguente (al fuoco) No No

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