Comprendere, Prevenire e Correggere l'Imbarcamento del Legno

Le deformazioni, le imbarcature e gli svirgolamenti di piani e gambe dei mobili mettono a dura prova l’abilità del restauratore. Consiglio: Prima di intervenire, verificate se la deformazione compromette davvero la funzionalità. Lievi imperfezioni contribuiscono al fascino dell’antico.

Cause dell'Imbarcamento e delle Deformazioni del Legno

Il motivo per cui il legno si muove e si deforma è semplice: perché perde o acquista umidità, cioè acqua dall’aria. È capitato a tutti noi di acquistare tavole perfettamente dritte e di scoprire, dopo averle conservate per un po’ di tempo nel nostro laboratorio, che si erano deformate.

L'Anisotropia e le Variazioni Igrometriche

Il materiale legno presenta dei valori di ritiro termoigrometrico differenziati in funzione delle direzioni anatomiche principali. Questo significa che al variare del contenuto di acqua nel materiale (valori di umidità), osserviamo variazioni dimensionali differenti tra direzioni longitudinale (lungo le fibre legnose), radiale o trasversali (perpendicolarmente alle fibre legnose).

L’anisotropia del ritiro implica differenze nelle variazioni dimensionali, comportando nei manufatti lignei alcuni fenomeni fisiologici come le distorsioni della forma originaria dei segnati, lo sviluppo di tensioni interne al materiale, con la conseguente formazioni dei cosiddetti cretti da ritiro. Altrettanto inevitabile è l’imbarcamento di una tavola, più pronunciato nelle tavole tangenziali. La superficie più esterna (più lontana dall'asse midollare) tende infatti a deformarsi maggiormente della superficie più interna, determinando l'imbarcamento della tavola (in questi casi la tavola imbarcata può essere piallata fino alla forma voluta una volta raggiunta l’umidità di equilibrio richiesta).

Fattori Ambientali e Strutturali

La stabilità dimensionale del supporto risulta di fondamentale importanza ai fini della conservazione degli strati di colore e preparazione sovrapposti; essa è legata alle deformazioni e alle variazioni dimensionali che possono manifestarsi su tutti i supporti di natura organica ogniqualvolta si verificano variazioni ambientali di temperatura e di umidità. La possibilità di mantenere costante la percentuale di umidità relativa consentirebbe di evitare di influenzare negativamente gli stessi meccanismi di adesione fra i vari elementi componenti l’opera pittorica: colore, preparazione, supporto.

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Ciascuno di questi materiali, tuttavia, risponde in maniera diversa alle variazioni termoigrometriche con una propria curva di restringimento e dilatazione, elasticità e resistenza alle trazioni e compressioni: in linea generale i supporti in legno, in tela o in metallo possono deformarsi, dilatarsi e contrarsi senza subire danni, molto più di quanto sia normalmente consentito alla preparazione e al colore.

Per quanto riguarda i dipinti su tavola si dovrà considerare come il legno tenda a portarsi in equilibrio con l’ambiente in cui si trova variando il proprio contenuto di umidità al mutare delle condizioni di umidità dell’aria. Quando questa aumenta il legno tende ad assorbire umidità dilatandosi, si contrae, invece, quando il tasso di umidità scende. Queste variazioni dimensionali sono generalmente accompagnate da variazioni di forma a causa della anisotropia del legno (le variazioni dimensionali non sono uguali nelle varie direzioni).

Difetti del Legno e Lavorazioni Inappropriate

Il legno, specialmente se non è di scelta elevata, può presentare dei difetti più o meno gravi. Diverso, e legato all’effettiva presenza di difetti del legno, è il caso delle tavole arcuate, falcate svergolate, fenomeni in generale associati alla presenza di anomalie del legno (legno di reazione, tensioni interne, fibratura elicoidale).

  • Spaccature: sono frequenti in corrispondenza delle estremità di tavole e listelli.
  • Cipollature: si tratta di un difetto abbastanza grave perché è indice di una resinosità troppo bassa e di un legno poco sano. Soprattutto nei legni mal stagionati i vari anelli possono separarsi causando il classico aspetto a cipolla.
  • Curvature e svergolature: sono causati da essiccazioni troppo rapide o assorbimento irregolare di umidità e anche da un non corretto immagazzinaggio. La curvatura, in particolare, è causata da un accorciamento (o un allungamento) delle fasce laterali delle tavole. Se sono ben visibili a occhio nudo conviene scartare i pezzi. La svergolatura, infatti, è un difetto molto grave che coinvolge tutto il pezzo e lo rende inadatto a costruzioni regolari.
  • Imbarcamenti: l'imbarcamento è la tendenza del legno a curvarsi a causa di variazioni della temperatura o dell'umidità. L'imbarcamento provoca una perdita di planarità alle tavole che vanno scartate. È senz'altro il difetto più comune.
  • Muffe: sono causate da un cattivo immagazzinaggio che ha provocato un forte assorbimento di umidità.

La nodosità del legno è da considerarsi un difetto e per questo motivo viene, in genere, adottata come uno dei parametri per la classificazione dei vari tipi di legname. La presenza, o meno, di nodi all'interno del legno ha una grande influenza sulla sua resistenza alla flessione e sulla sua lavorabilità. I nodi che contengono della resina possono diventare visibili dopo la verniciatura, anche dopo che la vernice è completamente essiccata. È consigliabile, dunque, fare attenzione alla presenza di nodi nel momento della scelta e dell'acquisto.

Tipologie di Deformazione del Legno

Le tavole dei supporti lignei sono soggette a vari tipi di deformazione (imbarcatura, svergolatura, arcuatura, falcatura), dovute, oltre al tipo di asse impiegata (a taglio radiale, trasversale o tangenziale) e alla specie legnosa, anche alla presenza degli strati superficiali di preparazione e colore che agiscono da barriere nello scambio di umidità con l'ambiente rispetto agli strati posteriori generalmente non protetti (vedi gradiente di umidità). Le deformazioni possono annullarsi al cessare delle sollecitazioni (deformazioni elastiche), oppure essere permanenti. Una tavola avente ambedue le facce libere si mantiene generalmente piana, mentre se ha solo il retro libero tende a produrre un imbarcamento permanente con la convessità rivolta verso la faccia dipinta.

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Ma i dipinti su tavola raramente sono formati da un’unica asse, perciò nei meccanismi che regolano le deformazioni si deve tenere conto anche dell’influenza che i vari elementi (tavola, cornice, traversa, inchiodature ecc.) hanno fra loro. Al variare delle condizioni termoigrometriche ognuno di questi elementi tende a contrastare i movimenti dell’altro. Si creano cioè dei forti stati di tensione che possono provocare deformazioni, separazioni fra le tavole, sconnessioni fra gli elementi di sostegno e il tavolato ed anche danneggiamenti e distacchi del film pittorico.

L'Imbarcamento in Base al Tipo di Legno

L'imbarcamento diminuisce, in genere, dal midollo alla periferia e varia in base alla resistenza e alla compattezza del legno. I legni dolci tendono meno a imbarcarsi, mentre questo fenomeno interessa maggiormente i legni duri.

Livello di Imbarcamento Legni Esempi
Scarso Pioppo, Teak, Douglas, Pitch-pine, Castagno, Cipresso
Medio Pino, Noce, Olivo
Elevato Abete, Ciliegio, Larice, Betulla, Olmo, Rovere, Acero, Frassino, Faggio, Carpino

Rimedi per il Legno Imbarcato

Le deformazioni, le imbarcature e gli svirgolamenti di piani e gambe dei mobili mettono a dura prova l’abilità del restauratore.

Metodi di Raddrizzamento

  1. Se la deformazione interessa un piano fissato a una struttura robusta (come il piano di un tavolo), si può intervenire portandolo gradualmente in planarità con l’ausilio di morsetti e travetti robusti. È fondamentale stringere i morsetti molto lentamente per evitare spaccature. Bagnare il lato grezzo del legno può aiutare ad ammorbidire le fibre.

  2. Questo antico metodo richiede molta pazienza. Si bagna il legno con acqua tiepida per fargli riacquistare elasticità, quindi si applicano morsetti e tutori rigidi (travetti diritti). Il serraggio deve essere progressivo: pochi giri ogni due ore, bagnando nuovamente se necessario, fino a raggiungere la planarità (possono servire anche due giorni).

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    Variante con Consolidante: Per aumentare le probabilità di successo, una volta raggiunta la planarità, si può applicare sul lato grezzo una soluzione di Paraloid B72.

  3. Questo sistema garantisce ottimi risultati ma è molto delicato. Si pratica sul retro del piano una serie di tagli paralleli nel senso della venatura, profondi circa 2/3 dello spessore del legno e distanti 2-2,5 cm l’uno dall’altro. Dopo aver messo in piano la tavola con morsetti e tutori (bagnando sempre il legno), le fessure create dai tagli si saranno leggermente aperte.

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Prevenzione dell'Imbarcamento del Legno

Controllo Ambientale

Non essendo possibile ottenere una situazione di equilibrio fra i vari componenti del dipinto fra loro, né sopprimere il comportamento igroscopico dei materiali organici che li costituiscono, le migliori condizioni di mantenimento dovranno orientarsi verso il controllo delle condizioni di stabilità climatiche e verso la ricerca di una distribuzione omogenea delle forze dell’insieme strutturale dell’opera (intervenendo primariamente sul supporto) in modo da prevenire i danni. La consuetudine di lasciare il legno acclimatarsi per un certo periodo nell’ambiente prima di iniziarne la lavorazione si basa infatti su consistenti motivazioni.

Corretto Immagazzinamento e Trattamento

Come fare per prevenire il fenomeno dell'imbarcamento? È fondamentale esaminare le estremità delle tavole per scoprire se sono presenti solo le normali fessurazioni o si evidenziano vere e proprie spaccature.

Ho steso l'impregnante sulle due facce della tavole a distanza di 30-50 minuti circa e il risultato è stato ottimo eccetto che per un fatto: le due tavole corte (35x45cm) stamattina le ho trovate notevolmente imbarcate (5mm su 35cm di larghezza); la tavola lunga (200cm) invece è perfettamente piana come l'avevo lasciata; la differenza è che la tavola lunga l'ho pitturata e fatta asciugare in verticale appoggiata al muro, mentre quelle corte le ho lavorate su un tavolo. Possibile che la posizione in cui asciugano faccia tutta questa differenza? Forse che sia che la faccia appoggiata sul tavolo si è asciugata più lentamente e si è "gonfiata" differenzialmente? Sì, l'asciugatura differenziale delle due facce può essere una causa significativa.

Questo fenomeno, in cui la posizione di asciugatura fa tutta questa differenza, evidenzia l'importanza di trattare entrambe le superfici del legno in modo uniforme e permettere un'asciugatura bilanciata per evitare tensioni interne che portano all'imbarcamento.

Gestione dei Supporti nelle Opere d'Arte

La connessione più o meno rigida della traversa al tavolato ne condiziona la libertà di movimento: una traversa incollata impedisce ogni tipo di variazione dimensionale o deformazione del tavolato, una traversa inchiodata limita o impedisce anch’essa l’imbarcamento ma permette un certo scorrimento in quanto i chiodi tendono a flettersi. Le traverse scorrevoli, pur mantenendo la planarità del tavolato, garantiscono al legno la possibilità di ritirarsi e rigonfiarsi, in moda da evitare, in caso di forti variazioni di umidità, fessurazioni, sconnessioni o rotture del supporto. Ciò detto, le traverse scorrevoli non sono da privilegiarsi sempre e comunque: nel caso di condizioni estremamente precarie di uno strato pittorico (assicuratisi che questo possa essere conservato in condizioni di limitate variazioni di umidità), dovranno essere privilegiate traversature rigide in modo da ridurre al minimo le deformazioni che potrebbero danneggiare lo strato pittorico stesso.

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