L’arbalète, tra tutte le armi inventate dall’uomo nel corso della sua esistenza, è forse quella che nel tempo ha subito meno modifiche concettuali, ovvero il fucile subacqueo a propulsione ad elastico. Un’arma di apparente inadeguatezza nell’uso immerso, ma quasi magica, dotata di caratteristiche balistiche di insuperabili prestazioni: lunga gittata, straordinaria precisione, grande potenza ed estrema silenziosità. Il legno è il primo materiale con il quale l’uomo ha realizzato quegli strumenti destinati a migliorare la sua convivenza con la natura selvaggia. Era un materiale di facile reperibilità, non complicatissimo a lavorare, rigido e flessibile allo stesso tempo, leggero e galleggiante, duraturo nel tempo, resistente al sole e alla pioggia e, naturalmente, di ineccepibile e intramontabile bellezza e prestigio. Tali caratteristiche sono il motivo per il quale uno dei suoi primi utilizzi è stato proprio la fabbricazione delle armi.
Il Fascino e il Ritorno del Legno nell'Arbalete
L'argomento della costruzione in legno merita un ulteriore approfondimento, perché stupisce il ritorno a questo materiale per la struttura portante dell'arbaléte, dopo la parentesi dell'impiego dei compositi in fibra di carbonio. Secondo me il legno, all’alba del terzo millennio, ha ancora delle proprietà e dei comportamenti ineguagliati e inimitati dai materiali “artificiali” creati dall’ingegno umano. Non è poi così sorprendente che il legno, per certi attrezzi umani e per certe strutture, sia ancora insostituibile. Il legno è un materiale perfettamente funzionale, anzi direi quasi insostituibile, ha una durata maggiore di molti altri: il ferro arrugginisce, l'alluminio si fora, le colle degradano e poi, non si allaga, galleggia.
Per noi europei non è neppure un ritorno al passato, perché questo attrezzo per la pesca subacquea nel nostro continente è nato con un fusto in tubo di metallo e soprattutto ha avuto le sue origini in Francia, che grazie alle sue colonie ha assimilato il concetto di costruire un attrezzo per la pesca con un fusto, degli elastici e un meccanismo di sgancio dell'asta. Il fusto nelle origini polinesiane era di legno: indigeni più intelligenti degli europei, che cercarono di commercializzare l'arbaléte economizzando sui costi del tubo metallico contro il più complesso (tempi di lavorazione) fusto di legno. Nel corso degli anni, tuttavia, sono stati effettuati tanti studi, tante ricerche di materiali, leghe di alluminio, schiume poliuretaniche, fibre composite e carbonio per poi ritornare nuovamente al legno come materiale di costruzione per arbalète. A proposito di legno che si imbarca, guardate questo mio simil polinesiano del 1966/7. Ha pescato per una decina di anni poi è finito in cantina. Mi pare sia ancora OK, o no?
Vantaggi Strutturali e Balistici del Legno Lamellare
L’arbalète è un fucile apparentemente molto semplice: un fusto, un’impugnatura, compresa di scatola di scatto, gli elastici come propulsione e, naturalmente, una lunga e sottile asta tahitiana. Il legno ci permette innanzi tutto di creare fusti di forme infinite, scaturite da attenti studi fisici e idrodinamici e da continue sperimentazioni e collaudi in mare, fucili completamente integrali e non assemblati, per questo senza giunzioni deboli, dotati di una grande resistenza meccanica, estrema rigidità e nello stesso tempo di quella caratteristica che serve ad assorbire (come nessun altro materiale sa fare) le vibrazioni provocate dallo sparo, a tutto vantaggio di precisione e potenza rilasciata sulla tahitiana, che scorre rigorosamente su un guida integrale.
Controllo del Rinculo e Precisione
Infatti, uno dei principali problemi è rappresentato dal rinculo causato dall’uscita violenta dell’asta che ha come effetto quello di spostare il fucile in una direzione opposta influendo negativamente e inevitabilmente sulla precisione del tiro. Dal momento in cui si preme il grilletto a quando l’asta abbandona completamente il fusto passa solo una frazione di secondo, che però è sufficiente per deviare la corsa rettilinea del tiro. Per ridurre al minimo questa componente bisogna lavorare sui punti di applicazione delle forze che intervengono sul fucile, vale a dire posizione dell’impugnatura rispetto al fusto, inclinazione della stessa, forma e ergonomicità della parte impugnata, posizione di attacco elastici ecc. Per far coprire a un'asta tahitiana, di circa 350 gr, una distanza di 4 m o più dalla punta del fucile, a una velocità che assicuri che il pesce non abbia il tempo di scansarla, è necessario dare potenza propulsiva.
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Su un Dentex Double 110 ad esempio, vi sono montati due elastici da 16 mm che hanno un carico di circa 100 Kg sull’asta. Tale carico, una volta premuto il grilletto, si scaricherà sull’asta che, partendo, svilupperà un rinculo che dovrà essere contrastato da polso e braccio. Ecco perché, per cercare di contenere lo spostamento del fucile, bisogna studiare e progettare bene la massa del fusto che sarà complice nell’assorbimento delle forti vibrazioni. Quanto più grande sarà la massa, tanto più il fucile diventerà gestibile, non bisogna però sottovalutare l’attrito del fusto così dimensionato durante l’azione di pesca. Si sente spesso dire che i fucili in legno sono pesanti in acqua: questo non è sempre vero, dipende dal progetto e dalla forma del fusto. Il legno è solo il materiale di costruzione, il resto lo fa il progetto.
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L'Importanza dell'Assetto
Un altro elemento di importanza determinante è l’assetto. Il legno, essendo galleggiante, ci permette di equilibrare il fucile in maniera tale da poter avere un assetto ottimizzato in base al corredo della propria arma (peso e lunghezza dell’asta, elastico, mulinello, ecc.), riuscendo a raggiungere equilibri pressoché neutri, di nessun intralcio nell’azione di pesca, anzi, di aiuto nei movimenti sempre contorti e difficili. L’assetto di un fucile è come una giusta distribuzione di pesi sul subacqueo, permette di muoversi in maniera corretta e fluida, senza sprecare energie, riuscendo ad essere più veloci e precisi nell’azione subacquea. Inoltre, un fusto in legno non imbarca acqua, non si schiaccia, e non c’è mai il rischio che la struttura stessa sia compromessa. Tende quindi a vivere, per tutta la sua esistenza.
Tecniche di Costruzione in Legno Lamellare
I nostri fucili in legno rappresentano il frutto di un lungo lavoro che ha riguardato la ricerca e l'approvvigionamento delle essenze più pregiate, l'utilizzo di moderne tecniche e tecnologie nella lavorazione del legno, la progettazione CAD di ogni singolo componente, i numerosi e continui test sul campo avvalendosi di esperti e meticolosi pescatori in apnea. Tutto questo ci consente di offrire prodotti di grande qualità, caratterizzati da estrema affidabilità e da prestazioni che appagano anche i clienti più esigenti e raffinati.
Scelta dei Materiali e Preparazione
Importantissimo è la scelta dell’essenza e dei pezzi grezzi e, naturalmente, il grado di stagionatura. Dunque, per il discorso listelli, di gran lunga il Teak! Il legno, inoltre, ha un peso specifico variabile, non solo per ogni tipo di essenza, ma anche per ogni listello tagliato dallo stesso pezzo iniziale. Ecco perché i fucili Giman sub sono rigorosamente lamellari e, ovviamente, artigianali.
La Tecnica di Assemblaggio "a Wafer"
Dal momento che l’argomento interessa a più di qualche utente, spiego la mia soluzione al problema dell’assemblaggio manico - fusto usata nella costruzione dei miei fucili in legno. Si procede quindi alla realizzazione dei due wafer: per l’incollaggio utilizzo epoxy bicomponente di elevata qualità (reperita presso un cantiere nautico). Per il fusto, i listelli vengono disposti a wafer tra due regoli in acciaio e serrati con una serie di morsetti di opportune dimensioni, uno ogni 20 cm circa; per il manico, le mattonelle sono serrate a wafer tra due piastre in acciaio con l'ausilio di quattro morsetti. Passato questo periodo, si liberano i due wafer dai morsetti; il wafer del fusto verrà nuovamente portato in falegnameria per essere passato alla pialla a spessore, che provvederà ad eliminare eventuali piccoli scalini e/o bave di epoxy: si ottiene così il parallelepipedo perfetto, con le pareti lisce e soprattutto “a squadro”.
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Problemi Strutturali e Giunzioni Critiche
Per questa ragione mi pongo tanti problemi di natura strutturale! L'innesto è sempre un elemento di studio statico di primo ordine in quanto la riduzione della sezione resistente e la presenza dell'innesto possono originare fenomeni di indebolimento se non ben concepiti. Stiamo parlando di reazioni (ad occhio e croce) di circa 150-180kgf che vengono generate da un elastico. Probabilmente, la soluzione, se il problema esiste (tutto da vedere), riguarda ovviamente la giunzione nei punti critici: innesto fusto-impugnatura e innesto meccanismo-fusto. Possono essere errori casuali (non sistematici) per difetto del legno o di montaggio. Mi chiedo e rifletto, ma i nostri "geppetti" che da mobili producono armi che vendono regolarmente, sono consapevoli di tutto questo?
Come noto, non esiste in senso assoluto un materiale perfettamente rigido, ogni materiale ha la sua elasticità condizionabile. Nel calcestruzzo si aggiunge il ferro, nel legno, che è tra i più elastici, si può aggiungere la fibra o inserti tipo spine, altro legno, metalli. In genere, come nel ferro, si può modellare la geometria effettuando pieghe o geometrie particolari per migliorare la sezione inerziale in alcuni aspetti. Pensiamo a come è nata questa struttura organica: sono fibre che si sono affiancate, strettamente collegate approssimativamente su cerchi concentrici, le fibre più interne più dense più rigide, quelle più esterne leggere e flessibili. Il massimo strutturale per resistere alle sollecitazioni di flessione e carico di punta (il peso dell'albero e la sollecitazione indotta dal vento).
| Caratteristica | Vantaggio | Considerazioni |
|---|---|---|
| Elasticità | Assorbe vibrazioni da sparo, aumenta precisione. | Può essere condizionata con fibre o inserti. |
| Galleggiabilità | Permette assetto neutro e movimenti fluidi. | Dipende dal peso specifico dell'essenza e dal progetto. |
| Resistenza e Durata | Non arrugginisce, non si fora come altri materiali. | Richiede corretta stagionatura e trattamenti. |
| Lavorabilità | Permette fusti di forme infinite e personalizzate. | Richiede competenze e attrezzature specifiche (es. CNC). |
| Stabilità | Non imbarca acqua, non si schiaccia, mantiene la struttura. | Essenziale la tecnica lamellare e l'incollaggio. |
Componenti Chiave e Personalizzazione: Il Mondo del Fai-da-te
A noi pescatori piace molto il bricolage e l’arte di personalizzare la propria attrezzatura; non conosco infatti utente che prima o poi non sia intervenuto a migliorare e modificare il proprio fucile. Nel settore dei fucili artigianali in legno abbiamo la massima espressione di questa tendenza, dove alcuni hanno la fortuna di avere la manualità e l’attrezzatura per farsi da soli il fucile partendo da zero. In tutti i casi abbiamo sempre bisogno di parti difficili da reperire o autocostruirsi. Cari concorrenti, o semplici appassionati del fai da te, nella quasi totalità dei casi, siete voi gli inadeguati, gli improvvisati che con presunzione prima criticate, poi copiate perché dall'elsa, allo sganciasagola, alla impugnatura, ai conetti sull'asta che non servono ad altro che rallentare l'asta, avete copiato tutto, anche le cose che non funzionano! Il valore aggiunto dei miei prodotti non è solo quello che sono stati concepiti da un grande e anziano interprete della pesca subacquea, progettati e studiati con un metodo scientifico che sta facendo scuola anche tra gli altri produttori europei, ma anche da un imprenditore che ha una cultura scientifica, un titolo di studio che certifica, di per sé, della competenza nella realizzazione.
Ricordo la prima volta che vidi lo sganciasagola a frizionamento sull'asta, il primo pensiero fu "genialata mostruosa". Brillante intuizione per un congegno che non interferisce con il meccanismo e rende pulito il tiro, non parliamo poi dell'idea delle pulegge folli, alette in giù, ferma asta, il braccetto sul mulinello: dove li abbiamo visti prima? Quello che poi convince più di tutto è che le sue armi non sono mobili lucidi da mettere in soggiorno ma calcano un credo: la balistica e l'ambiente di caccia.
Supporto al Fai-da-te e Offerta di Servizi
Per gli appassionati di fai da te, proponiamo una serie di semilavorati in legno "su misura" con caratteristiche e lavorazioni a discrezione del cliente; la struttura può essere lamellare o in massello (con essenze a scelta tra quelle disponibili al momento) con la possibilità di richiedere diverse lavorazioni come la realizzazione del guida asta o del vano per il meccanismo di sgancio o ancora il montaggio dell'impugnatura. Ci proponiamo come punto di riferimento europeo per gli appassionati di costruzione di fucili ad elastico; attraverso il nostro shop online offriamo tutto quello che può servire per realizzare con le proprie mani un arbalète, un roller o un demoltiplicato, a partire dalla materia prima fino alle vernici protettive, passando attraverso tutta una serie di componenti e accessori con cui allestire il fucile. Per il mondo dei fucili roller e demoltiplicati forniamo una grande varietà di soluzioni: componenti singoli o in kit, testate per trasformare un arbalete classico in un roller o un demoltiplicato, oltre al più vasto assortimento di pulegge sul mercato.
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I nostri fucili, come il Labrax, hanno tutti dimensioni diverse, spessori e larghezze che variano in base al modello e alla misura. Il Labrax, ad esempio, ha un fusto compatto e sottile con un volume inferiore a un fusto di sezione tonda del diametro di 28 mm caricato con un elastico circolare, perché gli elastici corrono incassati nel fusto. Solo pochi millimetri che fanno sì che il prodotto sia sempre ben dimensionato alla misura e alla potenza. Piccole sfumature ma di un’importanza fondamentale che aiutano chi lo utilizza a trovare subito un feeling e una precisione di tiro.
In questo contesto, ConteSub ha messo online un vasto catalogo di accessori per fucili fai-da-te. Partendo dalla materia prima, il legno, ConteSub ci offre listelli di diverse essenze e fucili semilavorati. Abbiamo anche a disposizione l’attrezzatura per levigare e la vernice specifica per isolare. La parte più importante consiste nella minuteria, il catalogo ci offre tutte le viti e accessori in acciaio inox, studiati per “arredare” e completare il fucile, come ad esempio le zavorre e lo sganciasagola. Fra questi segnaliamo l’inserto cieco, impossibile da recuperare in un qualsiasi altro bricolage, il quale ci permette di creare un foro stagno per le viti sia da 4mm che da 5mm.
Nella nuova sezione “Roller Project” abbiamo tutto l’occorrente per costruire qualsiasi tipo di roller, oltre agli importanti agganci per il pretensionamento il catalogo offre le famose pulegge, elemento chiave per la realizzazione del roller. Le pulegge ConteSub sono realizzate in tre misure, a secondo dell’esigenza, e hanno i cuscinetti in cristallo i quali offrono il minor attrito possibile e una durata longeva in quanto non soffrono di ossidazione. Questa è solo una parte degli articoli, veramente tanti da poterli descrivere tutti, in realtà sul sito ConteSub troverete tutto l’occorrente anche per i fucili commerciali come le aste Devoto e SigalSub, elastici, mulinelli e sagole.
- Verniciatura e restauro fucili in legno
- Trasformazione arbalete (in legno o assemblati) in roller o demoltiplicato.
- Studio, progettazione e realizzazione di fucili in legno personalizzati.
- Fornitura accessori e componenti speciali per fucili con propulsione ad elastico.
Per il discorso CNC, potrò fare tutti i fusti anche di misure un po' fuori dagli schemi (160, 180, ecc.), ma non credo che servirà molto, ma non si sa mai. Poi dopo ci sarà da lavorare sul G-Code da dargli in pasto. Le dimensioni della CNC sono un fattore importante, in quanto, pescando col sistema misto agguato/aspetto, si reputano efficaci fucili dal 90 in su, quindi c'è bisogno di una bella macchina, la mia non raggiunge tali dimensioni.
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