La marcatura o codifica industriale è un'operazione obbligatoria per le imprese che vogliono essere conformi alle normative in vigore. Anche il legno rientra tra i prodotti che necessita di marcatura: si tratta di un materiale naturale condizionato fortemente dalle leggi fisiche basilari come l’umidità e la temperatura, che ne modificano le caratteristiche nel tempo. Inoltre, è un elemento che presenta tolleranze e superfici ruvide rendendo l’etichettatura particolarmente complessa. Per tale ragione, è importante scegliere il sistema di marcatura più adeguato e versatile, così da adattarsi alle diverse caratteristiche del materiale.
Il settore delle costruzioni e di quelle in legno in particolare, negli ultimi anni ha vissuto un periodo piuttosto travagliato. Il quadro normativo applicabile è mutato rapidamente, con un susseguirsi di Ordinanze, Norme, Circolari Ministeriali e periodi di sovrapposizione con le norme precedenti. Il 1 luglio 2009 sono definitivamente entrate in vigore le Norme Tecniche per le Costruzioni che insieme alla Circolare Esplicativa n. 617 del 2 febbraio 2009, sono diventate l’unico riferimento normativo applicabile. Con le NTC 2018 si dispongono (per la prima volta) controlli di accettazione anche per gli assortimenti in legno strutturale, similmente a quanto avviene per gli altri materiale da costruzione. Dal 2007 ad oggi il settore delle costruzioni si è evoluto, così come è avvenuto anche per il quadro normativo.
La Marcatura CE e le Norme di Riferimento per il Legno Lamellare
La Marcatura CE è un procedimento obbligatorio per tutti i prodotti in legno soggetti alla disciplina della direttiva comunitaria di riferimento. La procedura di marcatura prevede anche l’intervento dell’Organismo Notificato, i cui certificati non sostituiscono la marcatura CE, ma ne sono parte integrante. Si rammenta che i principali prodotti in legno strutturale (Massiccio a sezione rettangolare; Legno lamellare) sono ormai coperti da normativa armonizzata europea (rispettivamente EN 14080 ed EN 14081).
Il legno lamellare è un materiale strutturale prodotto mediante l’assemblaggio di tavole di legno, a loro volta rientranti nella categorie dei prodotti per uso strutturale. La norma armonizzata di riferimento per la Marcatura CE del Legno Lamellare consiste nella UNI EN 14080:2013.
Le caratteristiche delle travi in legno lamellare sono fissate dalla norma europea armonizzata UNI EN 14080 del 2013 che stabilisce i requisiti per il legno lamellare incollato che si usa nelle strutture portanti e fornisce i parametri per la valutazione di conformità e la Marcatura CE, obbligatoria dal 2012.
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La norma di riferimento armonizzata per la Marcatura CE del Legno Strutturale è la UNI EN 14081-1 (“Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza - requisiti generali”). La normativa non fissa la lunghezza minima delle assi, mentre stabilisce misure precise per lo spessore e la sezione trasversale:
| Classe di Servizio | Spessore Finito delle Lamelle | Area Massima della Sezione Trasversale |
|---|---|---|
| 1 e 2 (elementi diritti, non esposti) | Tra 40 e 45 mm | Tra 7500 e 12000 mm² |
| 3 (altri elementi) | 35 mm | Tra 6000 e 10000 mm² |
Proprietà dei Materiali e Classificazione del Legno
Si definiscono valori caratteristici di resistenza di un tipo di legno i valori del frattile 5% della distribuzione delle resistenze, ottenuti sulla base dei risultati di prove sperimentali effettuate con una durata di 300 secondi su provini all’umidità di equilibrio del legno corrispondente alla temperatura di 20 ±2 °C ed umidità relativa dell’aria del 65 ± 5%. Per il modulo elastico, si fa riferimento sia ai valori caratteristici di modulo elastico corrispondenti al frattile 5% sia ai valori medi, ottenuti nelle stesse condizioni di prova sopra specificate. Si definisce massa volumica caratteristica il valore del frattile 5% della relativa distribuzione con massa e volume misurati in condizioni di umidità di equilibrio del legno alla temperatura di 20 ± 2 °C ed umidità relativa dell’aria del 65 ± 5%.
Per il progetto e la verifica di strutture realizzate con legno massiccio, lamellare o con prodotti per uso strutturale derivati dal legno, si utilizzano i valori di resistenza, modulo elastico e di massa volumica costituenti il profilo resistente, che deve comprendere almeno quanto riportato nella seguente Tab. 11.7.I.
Per il legno lamellare incollato i valori caratteristici di resistenza, desunti da indagini sperimentali, sono riferiti a dimensioni standardizzate del campione di prova secondo le norme pertinenti. In particolare, per la determinazione della resistenza a flessione l’altezza della sezione trasversale del campione di prova è pari a 600 mm, mentre per la determinazione della resistenza a trazione parallela alla fibratura, il lato maggiore della sezione trasversale del provino è pari a 600 mm. Di conseguenza, per elementi di legno lamellare sottoposti a flessione o a trazione parallela alla fibratura che presentino rispettivamente una altezza o il lato maggiore della sezione trasversale inferiore a 600 mm, i valori caratteristici fm,k e ft,0,k, indicati nei profili resistenti, possono essere incrementati tramite il coefficiente moltiplicativo kh.
Le singole tavole, per la composizione di legno lamellare, dovranno soddisfare i requisiti della norma europea armonizzata UNI EN 14081-1 al fine di garantirne una corretta attribuzione ad una classe di resistenza. Per classi di resistenza delle singole tavole superiori a C30 si farà riferimento esclusivo ai metodi di classificazione a macchina. Le singole lamelle vanno tutte individualmente classificate dal fabbricante come previsto al § 11.7.2.
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Il legno massiccio per uso strutturale è un prodotto naturale, selezionato e classificato in dimensioni d’uso secondo la resistenza, elemento per elemento, sulla base delle normative applicabili. I criteri di classificazione garantiscono all’elemento prestazioni meccaniche minime statisticamente determinate, senza necessità di ulteriori prove sperimentali e verifiche, definendone il profilo resistente, che raggruppa le proprietà fisico-meccaniche, necessarie per la progettazione strutturale.
Adesivi e Collegamenti Meccanici
Gli adesivi per usi strutturali devono produrre unioni aventi resistenza e durabilità tali che l’integrità dell’incollaggio sia conservata, nella classe di servizio assegnata, durante tutta la vita prevista della struttura.
- Gli adesivi fenolici ed amminoplastici devono soddisfare le specifiche della norma UNI EN 301:2013.
- Adesivi poliuretanici e isocianatici devono soddisfare i requisiti della UNI EN 15425:2017.
- Gli adesivi di natura chimica diversa devono soddisfare le specifiche della medesima norma e, in aggiunta, dimostrare un comportamento allo scorrimento viscoso non peggiore di quello di un adesivo fenolico od amminoplastico così come specificato nella norma UNI EN 301:2013, tramite idonee prove comparative.
Gli adesivi utilizzati in cantiere (per i quali non sono rispettate le prescrizioni di cui alla norma UNI EN 301:2013) devono essere sottoposti a prove in conformità ad idoneo protocollo di prova, per dimostrare che la resistenza a taglio del giunto non sia minore di quella del legno, nelle medesime condizioni previste nel protocollo di prova.
Tutti gli elementi di collegamento (metallici e non metallici quali spinotti, chiodi, viti, piastre, ecc.) devono essere idonei a garantire le prestazioni previste dalle presenti norme ed in particolare, in presenza di azioni sismiche, al § 7.7.5.2. Ai suddetti dispositivi meccanici, si applica quanto riportato ai punti A) o C) del §11.1.
Coefficienti di Sicurezza e Procedure di Qualificazione
Il coefficiente ɣM è valutato secondo la colonna A della tabella 4.4.III. Si possono assumere i valori riportati nella colonna B della stessa tabella, per produzioni continuative di elementi o strutture, dal quale risulti un coefficiente di variazione (rapporto tra scarto quadratico medio e valor medio) della resistenza non superiore al 15%.
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Allo stesso modo, la nuova Circolare Esplicativa - riprendendo indirettamente quanto indicato dalla JCSS - riporta al par. “Nella Tabella 4.4.III delle NTC sono forniti i valori del coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale. I valori appartenenti alla colonna “A” possono essere sempre adottati; i valori riportati in colonna "B" possono essere sempre adottati purché i materiali utilizzati siano prodotti secondo un sistema di qualità e quindi certificati secondo la lettera A) o C) (ETA) di cui al par.”
Quindi nel caso di elementi incollati (quali ad es. legno lamellare e X-lam), oggetto di marcatura CE secondo le rispettive specifiche tecniche applicabili da cui risulti un controllo continuativo della produzione, questi possono essere attribuiti alla colonna B della tab. 4.4.III attraverso la seguente documentazione accompagnatoria. Il fabbricante deve assicurare un sistema di controllo della produzione in fabbrica, tale da poter attribuire al prodotto i coefficienti parziali di sicurezza di cui al par. 4.4.6 delle NTC.
N.B. Per i materiali a base di legno realizzati tramite giunti incollati (legno massiccio giuntato, legno lamellare incollato, pannelli tipo X-Lam ecc…), alla verifica della conformità dei singoli segati alla classificazione dichiarata occorre aggiungere un controllo di tipo statistico sulla qualità degli incollaggi, sottoponendo a prova un campione di giunti a dita e/o di linee di incollaggio fra lamelle secondo le modalità previste nelle norme di riferimento e che sono già parte integrante dei controlli di qualità obbligatori in produzione di tali prodotti.
Centri di Lavorazione e Attestato di Denuncia Attività
Gli stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base per dare loro la configurazione finale in opera (intagli, forature, applicazioni su piastre metalliche, etc), sia di legno massiccio che lamellare, sono da considerarsi a tutti gli effetti dei Centri di Lavorazione. Il nuovo testo del par. 11.7 riprende, aggiornando le Norme con quanto previsto dal Reg. Inoltre, il nuovo testo delle NTC precisa altresì che l’obbligo di Denuncia Attività per i Centri di Lavorazione è da ritenersi cogente sia nel caso di trasformazione di prodotti marcati CE, che di prodotti oggetto di qualificazione nazionale. L’attestato di Denuncia Attività è quindi da considerarsi come parte integrante della documentazione accompagnatoria.
Il centro di lavorazione deve aver seguito l'iter di qualificazione ministeriale secondo quanto disciplinato dal DM 14/1/08 (cap. 11.7). Il p.to 11.7.10.1 delle citate NTC 2018 dispone che il Direttore tecnico della produzione deve essere “dotato di attestato conseguito tramite apposito corso di formazione” e “deve altresì frequentare un corso di aggiornamento con cadenza almeno triennale”. Gli Attestati di produzione di elementi strutturali in legno (uso Fiume ed uso Trieste) rilasciati dal Servizio hanno validità 5 anni.
Le istanze relative alle attestazioni di qualificazione della produzione di elementi strutturali in legno e/o di denuncia attività relativa ai centri di trasformazione sono gestite dal Servizio Tecnico Centrale - Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Ai suddetti produttori il Servizio Tecnico Centrale, ultimata favorevolmente l'istruttoria, rilascia un Attestato di Qualificazione, recante il riferimento al prodotto, alla ditta, allo stabilimento, al marchio. Circa quest'ultimo aspetto, si precisa che ogni produttore deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (a caldo, con inchiostro indelebile, mediante punzonatura, ecc.).
Nuove Costruzioni in Legno e Sicurezza Sismica
Le nuove costruzioni in legno sono realizzate con tecniche e tipologie costruttive che hanno subito un’evoluzione rivolta essenzialmente alla prefabbricazione degli elementi strutturali e alla standardizzazione delle operazioni di montaggio. Gli edifici in legno possiedono generalmente adeguate capacità prestazionali nei confronti dei terremoti.
Nell’approccio moderno alla progettazione sismica si applicano misure specifiche per limitare al massimo l’interruzione delle attività normalmente svolte nell’edificio, a seguito di un evento sismico con alta probabilità di accadimento, e per evitarne il collasso al verificarsi di terremoti con bassa probabilità di accadimento.
Il livello di danneggiamento permette di esprimere un giudizio sull’operatività della struttura, sul suo stato di sicurezza, nonché sul raggiungimento/superamento della capacità finale a cui segue il collasso.
Ai fini dell’applicazione dei criteri della progettazione in capacità, per assicurare la plasticizzazione delle zone dissipative, queste devono possedere una capacità almeno pari alla domanda mentre le componenti non dissipative adiacenti, debbono possedere una capacità pari alla capacità della zona dissipativa amplificata del fattore di sovraresistenza γRd.
È consentito realizzare una struttura in legno che sormonti una struttura realizzata con altra tipologia di materiale (calcestruzzo armato, muratura, acciaio, ecc.). In particolare, qualora sia presente un piano cantinato o seminterrato con pareti di calcestruzzo armato, esso può essere assimilato a struttura di fondazione dei sovrastanti piani in legno, nel rispetto dei requisiti di continuità delle fondazioni. In generale, nel caso in cui la sottostruttura possa essere considerata rigida rispetto alla sovrastruttura in legno, progettata come dissipativa, l’analisi delle azioni sulla sovrastruttura in legno può essere eseguita indipendentemente dalla sottostruttura, utilizzando i fattori di struttura nella Tabella 7.3.II delle NTC relativi alle strutture in legno.
Durabilità del Legno e Controlli di Accettazione in Cantiere
Al fine di garantire alla struttura adeguata durabilità, si devono considerare i seguenti fattori correlati:
- la classe di servizio prevista;
- la destinazione d’uso della struttura;
- le condizioni ambientali prevedibili;
- la composizione, le proprietà e le prestazioni dei materiali;
- la forma degli elementi strutturali ed i particolari costruttivi;
- la qualità dell’esecuzione ed il livello di controllo della stessa;
- le particolari misure di protezione;
- la manutenzione programmata durante la vita presunta.
Per i materiali trattati con agenti preservanti contro attacchi di tipo biologico si dovrà fare riferimento ai principi generali della UNI EN 15228:2009. Il legno ed i materiali a base di legno devono possedere un’adeguata durabilità naturale per la classe di rischio prevista in servizio, oppure devono essere sottoposti ad un trattamento preservante in accordo alla UNI EN 15228:2009.
Procedure di Identificazione, Qualificazione e Accettazione in Cantiere
Le caratteristiche e le prestazioni dei materiali devono essere garantite dai fabbricanti, dai centri di lavorazione, dai fornitori intermedi, per ciascuna fornitura, secondo le disposizioni che seguono. La presenza di una opportuna documentazione accompagnatoria (par. 11.7.10.2 delle NTC) risulta essere condizione necessaria e sufficiente per definire la conformità di un prodotto alla specificazione tecnica applicabile.
Il Direttore dei Lavori è tenuto a rifiutare le eventuali forniture non conformi a quanto sopra prescritto. Il Direttore dei Lavori effettuerà i controlli di accettazione in cantiere previsti al §11.7.10.2. Il Direttore dei Lavori potrà far eseguire ulteriori prove di accettazione sul materiale pervenuto in cantiere e sui collegamenti, secondo le metodologie di prova indicate nella presente norma.
Sono abilitati ad effettuare le prove ed i controlli, sia sui prodotti che sui cicli produttivi, i laboratori di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001 ed i laboratori, o gli organismi certificazione del controllo della produzione in fabbrica notificati ai sensi del D.Lgs. 106/2017 e del Regolamento UE 305/2011 in materia di prove e controlli sul legno.
Per elementi di legno massiccio classificati a vista secondo la resistenza (par. 4.2), si potrà eseguire una nuova classificazione visuale in cantiere, sotto la responsabilità della DL. Se il legno massiccio invece è classificato a macchina secondo la resistenza, l’unico modo per controllarlo è riclassificarlo con la stessa macchina, monitorando i risultati.
Per elementi di legno lamellare, la UNI EN 14080 individua i metodi di controllo, le periodicità e i criteri di accettazione per le prove distruttive da eseguirsi in stabilimento. La stessa norma individua anche specie o gruppi di specie provatamente idonei alla produzione di legno lamellare. Al punto 4.4 della UNI TR 11499 sono specificati i controlli sui lotti di fornitura da effettuare verificando le caratteristiche di orientamento delle lamelle nella sezione trasversale e la distanza minima tra nodo e giunto a dita. In aggiunta si potrà fare riferimento a prove di carico in campo elastico per la determinazione del modulo elastico parallelo alla fibratura secondo le modalità riportate nella UNI EN 408 o nella UNI EN 380, in base ai rispettivi ambiti di pertinenza.
In relazione al controllo della distanza minima nodo - giunto e in analogia a quanto definito nell’allegato I della UNI EN 14080: 2013, il Direttore Lavori procede a controllare che tale distanza sia uguale o maggiore di 3d, dove d è il diametro del nodo stesso; possono essere ammesse distanze minori qualora la fibratura in prossimità del giunto a dita della faccia a vista ritorni ad avere un andamento pressoché parallelo all’asse longitudinale della tavola. La presenza di un nodo non è da considerarsi un’anomalia di per sé, ma risulta essere un fattore indicativo circa l’orientamento della fibratura in prossimità del giunto considerato.
Il CNR ha pubblicato le nuove DT 206-R1 (Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle strutture di legno). Il documento è in consultazione fino al 15 luglio 2018. Nel 2007 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha pubblicato il documento DT 206/2007 contenente le “Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno”. Il documento, nel corso del tempo è diventato uno strumento indispensabile per i tecnici del settore.
Certificazioni di Qualità: Un Esempio di Eccellenza
La certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001 attesta che le procedure di gestione seguite da L.A. COST per progettazione, produzione e costruzione sono conformi ad uno standard di eccellenza.
La certificazione PEFC ST 2002:2020 (PEFC/18-31-888), anch’essa rilasciata da DNV GL, permette la tracciabilità del legno, proveniente esclusivamente da foreste ed impianti gestiti in modo responsabile e sostenibile, dal punto di vista ecologico, economico e sociale.
Come da Decreto Ministeriale per le Infrastrutture del 14/01/2008, relativo alle “Norme Tecniche sulle Costruzioni”, L.A. COST garantisce la qualità dei suoi prodotti strutturali: Legno Lamellare con Certificato di conformità CE, rilasciato dall’organismo supervisore esterno CSI (facente parte dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità), che attesta la conformità della produzione del legno lamellare secondo i requisiti espressi nella norma europea armonizzata EN 14080 del 2013 (in vigore da Agosto 2015).
Per i pannelli a fibre incrociate X-lam, attestato ETA-12/0318, che ne certifica la conformità della produzione in ottemperanza al CUAP 03.04/2006 per i prodotti in cross-laminated timber (XLAM) e Certificate of Constancy of Performance 0809-CPR-1093. L’organismo supervisore esterno che rilascia la certificazione ETA è: Eurofins - VTT Technical Research Centre of Finlad, Metallimiehenkuja 2 (Espoo), P.O. Box 1000, Finlandia.
L.A. COST garantisce la accurata selezione delle varie classi di resistenza del LEGNO, con l’utilizzo dell’impianto Microtec Golden Eye 702 in grado di eseguire la classificazione certificata delle tavole, in base alla norma UNI EN 14081.
L.A. COST garantisce la rispondenza alle procedure obbligatorie di qualificazione ed accettazione delle caratteristiche dei prodotti in legno per impieghi strutturali, come da art. 11.7.10 del D.M. 14/01/2008, tramite il possesso dell’ Attestato di abilitazione alla lavorazione di elementi strutturali in legno, taglio, lavorazione e trasformazione di prodotti di legno e a base di legno per uso strutturale, rilasciata dal “Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.
Inoltre L.A. COST è abilitata all’esecuzione dei lavori pubblici tramite il possesso dell’ Attestazione SOA di qualificazione all’esecuzione dei lavori pubblici nella categoria di opere specializzate OS32 “Strutture in legno”, fino alla IV-BIS classifica, ovvero per importi fino a 3.500.000,00 €, OG1 “Edifici civili e industriali”, fino alla III-bis classifica secondo l’allegato A del D.P.R. 34/2000.
Disponiamo di un ufficio tecnico interno di ingegnerizzazione e coordinamento che collabora con un pool di Architetti, Ingegneri, Termotecnici e Geometri in grado di progettare qualsiasi tipologia di struttura.
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