L'Anatomia dello Scarpone da Sci: Funzioni e Innovazioni, incluse le Borchie Posteriori

Sicuramente l’evoluzione nella costruzione degli scarponi ha in questi ultimi anni subito un’impennata, dando impulsi e motivazioni alle aree tecniche delle aziende che per troppo tempo erano rimaste ferme lasciando che l’intero mercato si concentrasse sullo sviluppo dell’attrezzo sci. Gli scarponi da sci rappresentano un elemento fondamentale per garantire sicurezza, comfort e prestazioni sulle piste.

Al pari di qualsiasi scarpa sportiva che utilizziamo quotidianamente, come quelle per calcio, tennis o corsa, lo scarpone da sci deve essere scelto della stessa misura del piede. È quindi assolutamente vietato acquistarlo in numeri maggiori. È altresì molto importante sceglierlo nella categoria a cui si appartiene: lo scarpone deve essere abbinato al proprio livello tecnico e alla conformazione del proprio piede.

Le Categorie degli Scarponi da Sci

Le categorie principali degli scarponi sono: Race, Allround Top level ed Allround. Due sono le caratteristiche che separano queste categorie: la volumetria in cui verrà alloggiato il piede e la durezza delle plastiche. Le differenze tra uno scarpone da gara e uno turistico dipendono soprattutto dai volumi interni, dedicati all’alloggiamento del piede, e dalle durezze delle plastiche.

  • Scarponi Allround: Per coloro che desiderano avvicinarsi a questo sport, le aziende realizzano scarponi più comodi e voluminosi per permettere loro di evitare i tipici problemi che si incontrano praticando questo sport: dolori ai piedi, crampi e raffreddamento. Gli scarponi di questa categoria sono più larghi e voluminosi e dotati di scarpette più imbottite per dare un alloggiamento al piede più comodo e confortevole durante le ore trascorse sugli sci. L’obiettivo di uno scarpone destinato a sciatori alle prime armi è quello di permettere un corretto piegamento e una posizione posturale più “dritta”.
  • Scarponi Allround Top Level: Man mano che si passa a un livello intermedio, è utile scegliere scarponi che offrano un equilibrio tra comfort e prestazioni. Questi scarponi sono la soluzione congeniale per coloro che non hanno un’estrazione agonistica della sciata: sciatori capaci, ma che amano soprattutto lo stile piuttosto che un’azione aggressiva e potente. Questa ampissima categoria di scarponi, infatti, si contraddistingue per un rapporto equilibrato tra flessibilità e tenuta laterale, fattore quest’ultimo che determina la trasmissione degli impulsi verso l’interno della curva. Gli scafi vengono progressivamente “asciugati” di un dieci percento (termine tecnico usato dagli addetti ai lavori per descrivere il restringimento dello scafo).
  • Scarponi Race: Per gli sciatori esperti, gli scarponi con flex rigido sono essenziali. Questi scarponi offrono il massimo livello di controllo, reattività e trasmissione di potenza, soprattutto ad alte velocità e su terreni impegnativi. Uno scarpone da esperto deve avere una calzata aderente e fornire un eccellente supporto senza causare disagio. Uno scarpone Race presenta uno spazio interno ridotto, il che significa minore «vuoto» tra piede e plastiche (attraverso l’uso di scarpette fini) per una migliore trasmissione degli impulsi. Man mano che si passa alle categorie superiori l’obiettivo sarà il bloccaggio del piede all’interno dello scafo e l’irrigidimento delle plastiche per poter smorzare la forza scaricata sullo sci attraverso il piegamento.

Tabella Comparativa delle Categorie di Scarponi da Sci

Categoria Larghezza Scafo (mm) Flex Index (Adulti) Caratteristiche Principali Livello Scitore
Allround Fino a 104 40-90 Più comodi e voluminosi, scarpette imbottite, adatti a chi inizia. Principiante
Allround Top Level ~98-102 100-120 Equilibrio tra flessibilità e tenuta laterale, scafo "asciugato". Intermedio/Avanzato
Race 92-98 (molto contenuta) 100-150 Massimo controllo, reattività, bloccaggio del piede, plastiche rigide. Esperto/Agonista

Componenti Fondamentali dello Scarpone

Scafo e Gambetto

La parte hard dello scarpone è composta a sua volta da uno scafo e da un gambetto. Questi due elementi hanno in comune la durezza delle plastiche che deve essere abbinata alla categoria di appartenenza.

  • Scafo: Con il termine scafo si intende descrivere la parte bassa, ovvero quella che avvolge la pianta del piede e che varia da una categoria a un’altra, andando da un massimo di 104 mm di larghezza a un minimo di 92, la misura usata dagli atleti. È molto importante conoscere la larghezza della pianta del proprio piede, che può essere misurata direttamente in negozio. Non dimenticare che la variazione anche di un solo millimetro della larghezza dello scafo rispetto a quella del piede può essere determinante. Un’altra misura dello scafo che cambia da una categoria a un’altra è la diagonale, vale a dire la linea che va dal tallone al collo del piede. Nello scarpone da turismo questa linea è più ampia perché deve agevolare la calzata. L’evoluzione più marcata di questi ultimi anni è stata la realizzazione di uno scafo con plastiche a doppia densità: la parte bassa è più rigida, mentre quella più alta, dove lo scafo si sovrappone per la chiusura dei ganci, è più morbida. L’obiettivo è rendere la calzata più veloce, agevole e meno forzata.
  • Gambetto: Il gambetto è la parte alta ed è quella che fascia la caviglia e la tibia. Mentre lo scafo è fisso sullo sci, grazie all’attacco, il gambetto si deve piegare in modo progressivo, senza cedere. Questi due parti separate devono «fondersi» in un tutt’uno per dare allo sciatore la risposta più corretta, immediata e precisa.

Flex Index: La Durezza dello Scarpone

L’abbinamento dello scafo e del gambetto determina il flex dello scarpone (durezza della plastica) che varia nello scarpone da adulto tra 40 e 150 e negli scarponi Junior tra 30 e 100. La durezza della plastica degli scarponi viene misurata con il Flex Index che purtroppo varia da un’azienda a un’altra. Un 100 di flex degli scarponi del gruppo Tecnica, Nordica e Dolomite non corrisponde infatti a un flex dello stesso valore del gruppo Rossignol-Lange o del gruppo Atomic-Salomon.

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La durezza di uno scarpone determina, attraverso il movimento del piegamento, un controllo migliore degli sci. Un errato acquisto può causare due problemi: scarponi troppo duri e sproporzionati al livello tecnico possono causare il bloccaggio delle articolazioni interessate, ovvero caviglie e ginocchia, mentre scarponi troppo morbidi potrebbero non reggere il peso dello sciatore in fase di piegamento lasciando cadere troppo velocemente le ginocchia sullo sci.

Canting: L'Allineamento della Gamba

L’assemblaggio dello scafo con il gambetto determina il canting. Le due parti vengono fissate in un punto sopra il malleolo e l’inclinazione che viene impartita allo scarpone deve permettere un posizionamento più naturale della gamba. Questo assemblaggio può essere realizzato in due modi, il primo con due semplici borchie (scarponi Allround), il secondo con una vite o in alcuni casi una doppia vite composta da un maschio all’esterno e da una femmina all’interno.

Il canting serve a compensare la naturale inclinazione della gamba che potrebbe essere rivolta verso l’interno (valgismo), oppure verso l’esterno (varismo) e far si che la pianta del piede sia sempre piana all’interno della scarpa. Per capire quando ritoccare gli scarponi in base alla posizione posturale, è importante eseguire i procedimenti descritti di seguito facendosi aiutare da una persona specializzata o ancora meglio da un tecnico ski-man che abbia seguito i corsi dell’associazione:

  1. Innanzitutto, svitare ma non completamente le viti del canting.
  2. Calzare lo scarpone e infilarlo negli attacchi.
  3. Simulare il piegamento flettendo 4 o 5 volte lo scarpone. Per un ottimo risultato, questa operazione deve essere effettuata con gli sci appoggiati in piano sul terreno.
  4. Al termine di questi piegamenti, interrompere il movimento e fissare il canting.

Potrebbe accadere che da uno scarpone all’altro il canting non corrisponda: questo dipende dalla morfologia che talvolta cambia da una parte all’altra del nostro corpo.

Le Borchie Posteriori: Regolazione e Adattamento

Nella parte posteriore degli scarponi sono posizionate delle borchie. Con questo nuovo sistema le aziende hanno risolto il problema che sorge in presenza di forti escursioni termiche. Ricordiamo che in montagna si può passare da temperature freddissime con picchi di -20°, -25° nei mesi di dicembre e gennaio a temperature più miti a marzo, +6 o +10, per non parlare delle temperature molto elevate che si trovano sui ghiacciai durante gli allenamenti estivi.

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Con questo sistema viene anche risolto il problema di chi avesse erroneamente acquistato uno scarpone troppo duro. A volte durante le prove in negozio le plastiche dello scarpone sono più morbide perché la temperatura ambiente è di 20° ed è possibile finire di acquistare scarponi più rigidi, per poi avere delle sorprese sulla neve quando le temperature sono decisamente più basse. Queste borchie, inserite in vere e proprie asole, collegano ed uniscono il gambetto allo scafo, permettendo una certa flessibilità e adattamento.

Scarpetta Interna e Plantare

Un’altra parte molto importante è la scarpetta. Composta da un materiale morbido, la scarpetta si modella sul piede grazie al calore sprigionato da quest’ultimo che mette in movimento il materiale che andrà a fasciare il piede nel miglior modo possibile. I volumi, le altezze e le specifiche della scarpetta variano in base allo scarpone a cui è destinata. In azienda, la costruzione della scarpetta è seguita da un reparto diverso da quello dello scafo.

Le scarpette cambiano da modello a modello e rispettano le esigenze tecniche delle categorie di sciatori a cui sono rivolte. Una scarpetta più spessa e più morbida e quindi più calda e confortevole, ma meno sensibile, è destinata alla fascia turistica, mentre una scarpetta meno spessa, ma molto più sensibile, sarà rivolta a una fascia di sciatori più tecnici. Le scarpette usate dagli agonisti potrebbero essere dotate di legacci, che vanno calzate e legate come una vera e propria scarpa e infilate nello scafo solo in un secondo momento.

Tutte le aziende produttrici di scarponi inseriscono all’interno della scarpetta un sottopiede standard che non ha nulla di ortopedico. Questo sottopiede sarà più spesso e morbido per gli scarponi di fascia turistica, più fine e rigido per quelli di categoria Race. Per questo motivo, è possibile inserire plantari personalizzati che avranno la funzione di migliorare la sensibilità (sciatori esperti) o l’appoggio del piede per chi avesse disfunzioni (piedi piatti o arco plantare molto pronunciato). In particolare, per risolvere i problemi di mal di schiena causati dalle vibrazioni provenienti dal terreno duro e ghiacciato è oggi disponibile una soletta da inserire sotto la scarpetta in grado di annullarle completamente.

Accessori e Funzionalità Aggiuntive

Andiamo ora ad esaminare gli accessori che compongono uno scarpone:

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  • Tacchi e Punte: Nei negozi di articoli sportivi sono disponibili tacchi e punte. È fondamentale sostituirli, se troppo usati, per non intaccare la sicurezza e il funzionamento dello sganciamento degli attacchi e per far sì che le altezze e gli spessori siano sempre a norma. Sono realizzati in gomma per dare un effetto antiscivolo sul ghiaccio o sulla neve dura.
  • Leve di Chiusura (Ganci): I ganci, tre per gli scarponi turistici e quattro per quelli più tecnici, sono realizzati in metallo o in leghe di alluminio o in plastica con all’interno parti metalliche. La prima parte, il vero e proprio «gancio», può presentare all’interno una piccola articolazione o una leva estendibile, particolarità che permette una chiusura e un’apertura più agevoli. I principali componenti che produciamo per lo scarpone da sci includono: il braccio, l'elemento posteriore che contribuisce ad aumentare la prensilità del braccio (codino), la bussola e il perno per le micro-regolazioni, la rastrelliera per le macro-regolazioni, il ponte e la base per il fissaggio del gancio. L’ultima parte è la «dentiera», vale a dire la parte in cui si inserisce il gancio. In alcuni modelli, può estendersi fino a 7 cm per facilitare la chiusura a chi ha i polpacci molto carnosi.
  • Paracqua: Un altro accessorio posto nella punta dello scafo è il «paracqua». Serve ad evitare l’entrata della neve che trasformandosi potrebbe generare umidità e quindi il raffreddamento dei piedi.
  • Meccanismo Ski-Walk: Alcuni anni fa era comune vedere scarponi dotati dello «Ski-Walk». Serviva a sbloccare il gambetto per permettere una camminata più naturale e comoda.

Quale scarpone da sci scegliere?

Scarponi Specifici per Donne

In questi ultimi anni le aziende hanno dato sempre più importanza al mercato femminile. Si presentano sul mercato con scarponi che intendono migliorare il posizionamento del piede all’interno dello scafo, con l’altezza del tacco maggiore rispetto a quella degli uomini. Il gambetto è più basso di 1 - 1,5 cm rispetto a quello maschile per compensare l’attaccamento più basso del muscolo sul polpaccio della donna. La scarpetta ha un’imbottitura più spessa in prossimità del tendine perché la zona sopra il tallone è più sottile rispetto a quella degli uomini. Per combattere il freddo le scarpette sono realizzate con materiali termici, mentre per rendere più comoda una giornata sulla neve, la parte dove alloggia il piede viene realizzata in pile o ecopelliccia. Alcune aziende inseriscono una doppia imbottitura sul collo del piede per evitare il formicolio ed il raffreddamento dei piedi. La ricerca di materiali tecnicamente migliori ha portato un’azienda a usare le piume d’oca per l’imbottitura della scarpetta essendo un materiale più naturale, leggero, caldo e più morbido, in grado di spostarsi più facilmente degli altri e andare a riempire meglio gli spazi vuoti.

Consigli Pratici per l'Uso degli Scarponi

Un consiglio che tutti gli sciatori, dai più esperti ai principianti, dovrebbero seguire è quello di non stringere al massimo i ganci degli scarponi al mattino quando si inizia a sciare. Al momento di calzare gli scarponi, infatti, che si sia reduci da un viaggio in macchina o in pullman o in casa propria o in hotel, le pulsazioni del cuore saranno molto basse perché non si ha ancora iniziato l’attività sportiva (50 - 60 battiti).

Se si stringono subito i ganci degli scarponi per avere il piede più fermo e bloccato, si andrà a creare uno shock che porterà a diminuire l’afflusso del sangue nelle zone periferiche del piede fino alle dita, con una conseguenza molto comune, il formicolio e il raffreddamento. Consiglio quindi di calzare gli scarponi con una chiusura media e di effettuare alcune discese di riscaldamento per prendere confidenza con l’attrezzatura e con le condizioni del manto nevoso. Dopo un paio di discese, le pulsazioni saranno aumentate e così anche la circolazione periferica e solo allora sarà possibile stringere ulteriormente i ganci.

Calzare sempre calzini puliti ed asciutti. I calzini devono essere di peso medio o fini scegliendo tra quelli che, per caratteristiche del filato usato, tolgono l’umidità e mantengono i piedi asciutti e caldi.

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